Riunione commerciale

di
genere
corna

Come ogni anno fine settembre significa riunione commerciale e quindi ritrovarsi tutti insieme da ogni parte della regione. È sempre piacevole condividere con colleghi e colleghe i risultati ottenuti e i nuovi obiettivi. Ed è ancora più piacevole scambiare quattro chiacchiere durante il buffet. Ho cercato con lo sguardo volti conosciuti ma anche quelli sconosciuti, i nuovi arrivi, ovviamente femminili. Tanti volti nuovi e giovani. Faccio la conoscenza di alcune di loro, in particolare una ragazza, carina, gentile, molto timida. Cerco di metterla a suo agio, anche con l'aiuto di qualche bicchiere di champagne, ne approfitto visto che non devo guidare. Piano piano si scioglie e iniziamo a parlare del più e del meno. Tira vento e la temperatura scende col calare del sole, mi dice che ha freddo, allora approfitto e le metto un braccio sulla spalla, lei appoggia la testa sulla mia. La mia mano però scende sul fianco, dopo però aver sfiorato il seno. Noto che è senza reggiseno, mi sto eccitando ma anche lei si sta scaldando perché mi guarda e sorride. Mi sussurra qualcosa all'orecchio, ma non capisco cosa, però in penombra, li su quella panchina mi sfiora il collo con le labbra. Allunga la mano sulla mia gamba, il mio cazzo è in tiro e lei lo nota. Lo sfiora con le dita, adesso c'è solo silenzio tra noi e tanta carica erotica. Mi alzo per andare a prenderle un altro bicchiere di champagne. Poi mi dirigo verso il bagno. Entro ma non chiudo a chiave, poco dopo sento aprire la porta, è lei che mi ha seguito. Senza dire una parola mi mette una mano sul pacco, io le sbottono la camicia, un paio di tette senza reggiseno, perfette, una terza piena, gioco con i capezzoli, li succhio e li mordo. Lei si china, tira fuori il cazzo e mi fa un super pompino, forse uno dei migliori che mi abbiano mai fatto. Senza mai staccarsi e senza mai toccarlo mi succhia finché non le dico che sto per venire. Si allontana, mi guarda negli occhi e mi dice di non sporcarle la camicia. Poi torna a succhiare fino a che non mi svuota le palle. Ha continuato fino all'ultima goccia. Si alza, chiude la camicia e senza nemmeno lavarsi la bocca se ne va. La guardo uscire, sui quei tacchi, quel culo stratosferico che ondeggia sapendo di essere osservata. La ritrovo sulla panchina dove l'avevo lasciata. Ma purtroppo è ora di andare. Ci salutiamo. Sulla strada del ritorno mi accorgo che nemmeno so il suo nome ma avrò modo di contattarla.
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2026-09-26
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