Il marito della mia amica
di
Annamaria
genere
tradimenti
L'altro giorno in uno scatto d'ira ho mandato tutti affanculo. Sarà stato il caldo che mi sfianca, stà di fatto che stavamo andando al mare, in macchina. Mi telefona il mio amante.
Ora non è il caso. No. Dopo, gli dico spazientita.
Niente da fare: inizia con una serie interminabile di "ma perchè", "e dai", "me lo avevi promesso", "sei una bugiarda"...
Evvanculo!!!
Chi era, lui? Mi fa mio marito visibilmente incazzato.
Sono cose che non ti riguardano.
Esplode. "Sono sempre tuo marito, cazzo! Hai dei doveri verso di me!"
Non ci ho visto più. Non so nemmeno cosa gli ho risposto, urlando come una pazza. Ricordo solo che mi sono sfogata con un gigantesco vaffanculo!
Arrivati al mare cerco di calmare i miei bollori immergendomi subito in acqua.
Finalmente... si, un pò di pace.
Annamaria, Annamaria!
Mi sento chiamare. E' una voce nota. Mi volto, metto a fuoco. La mia amica Monica che non vedo da una vita. E' col marito.
Si, un gelato, andiamo.
Ah, lui fa l'imprenditore immobiliare, costruisce e vende complessi residenziali, interessante.
Questa sera a cena, perchè no?
Lui mi sembra molto interessato, soprattutto a me.
Il mio telefono? Si, certo.
Passa qualche ora e il mio telefono squilla: è lui.
Passo a prenderti, che ne pensi?
Vediamo che vuole.
Arriva con la sua auto di lusso, ci tiene a fare colpo.
Potremmo fare affari insieme.
E Monica?
Dal parrucchiere, ne avrà fino a stasera. Noi intanto potremmo pianificare qualche affare. Ti va?
Dove andiamo?
Nel mio hotel.
Ah! Hai un hotel?
Più d'uno, si.
La dependance dell'hotel è sempre a sua disposizione, lontano da occhi indiscreti.
Il tizio è uomo di mondo.
Allora? Che hai da offrire? Gli chiedo guardandolo dritto negli occhi.
Fammi vedere che offri tu e poi ne parliamo.
No, non funziona così, tesoro. Prima mi fai vedere le tue carte, e poi se mi piacciono magari scopo con te, chiaro?
Mi fa il quadro della situazione. Niente male, proprio niente male.
Comincio a spogliarmi. Mi tira a sè, mi abbassa. Inizio il mio pompino. Mi spinge verso il letto. Mi apre le gambe e tuffa la faccia nella mia fica. Prende a leccarmi avidamente mentre con le mani accarezza e stringe le mie tette e i capezzoli. Mi rivolta, mi allarga il culo e prende a baciarmi e leccarmi. Si stende, mi vuole sopra di lui. Impugno il suo cazzo e me lo ficco nella fica, iniziando a cavalcarlo mentre lui mi strizza le tette. Poi mi tira a sè, mi afferra il culo e prende a pompare. Sto quasi per venire quando smette, esce e va dietro.
Ora ti rompo il culo, troia, mi dice tutto sudato.
Lo allarga, lo lecca in profondità, entra con dito e poco dopo sento il suo cazzo forzare. Un paio di colpi secchi ed è dentro.
Emetto qualche urlo sommesso mentre lui prende a pompare. Io mi masturbo, cerco di godere, ma nemmeno questa volta riesco a venire.
Esce repentinamente, mi gira, mi sale addosso, il tempo di guardarlo e mi sborra sulla faccia. Apro la bocca, assaporo il suo sperma, i fiotti si susseguono per alcuni secondi e poi cessano. Mi infila il suo cazzo in bocca.
Lecca puttana, dai, lecca tutto.
Eseguo.
Lo lecco, me lo passo sul viso, torno a leccarlo. Lo tengo in bocca, con la lingua che va a pulire tutto lo sperma residuo.
Niente male, mi dice alzandosi, ci sai proprio fare. Ora però devo andare. Ti riaccompagno e poi ci vediamo stasera a cena.
Annuisco, mi alzo e vado in bagno a pulirmi.
Torno da sola in albergo. Lungo il vialetto di accesso all'hotel sento qualcuno che si avvicina alle mie spalle. Sono già tesa: questo capita male, dico tra me e me.
Le è caduto questo signora.
Un tizio mi porge il mio portacarte.
Accenna appena a un sorriso e va via, senza nemmeno guardarmi in viso.
No, dico, senza nemmeno guardarmi.
Mi giro, lo richiamo.
Grazie, lei è stato davvero gentile, sa ho la testa altrove.
Si figuri, mi risponde con indifferenza.
Si ostina a guardarmi come se fossi trasparente. Fa per andare via.
Insisto.
No guardi, lei mi ha salvato la vita, se perdevo queste carte sarebbe stato un dramma per me. Venga, le offro un drink, il minimo che io possa fare.
Ma no, non è il caso.
Non è il caso?? Cazzo! Ma questo ci è o ci fa?
Se rifiuta mi offendo, gli dico guardandolo con aria innocente.
Va bene, ma ho solo 5 minuti, mio figlio mi aspetta.
Guardi, il tempo di cambiarmi un attimo, di rendermi presentabile e andiamo. Mi accompagna in stanza?
Per la prima volta mi guarda negli occhi. Capisce tutto. Ne sono sicura.
Annuisce senza dire nulla.
Ho voglia di scoparlo. Sono rimasta con la voglia, devo sfogarmi.
Mi avvio verso la mia stanza, in silenzio. Entriamo. E' un attimo. Ci avvinghiamo. Le nostre lingue si cercano con passione. In pochi secondi siamo nudi. Mi stendo sul letto, con le gambe aperte e la fica in bella vista, aperta e vogliosa. La sua lingua veloce è la prima cosa che sento. Poi le sue mani sulle mie tette. I miei capezzoli fremono stretti tra le sue dita. La sua mano entra lentamente nella mia fica, dito dopo dito. Mi solletica, mi fa godere, continua a leccare fino a quando vengo contorcendomi.
Finalmente posso lasciarmi andare.
Riempimi!
E' l'unica cosa che gli dico. Pare sapere tutto di me. Mi penetra con decisione, pompando con vigore. I suoi modi sono violenti e al contempo teneri. La sua è una forza controllata. Spinge il suo cazzo con veemenza, e benchè sia lungo e soprattutto largo lo infila tutto dentro, mi riempie tutta entrando e uscendo a ritmo serrato.
Pompa sempre più veloce , io allargo le gambe per sentirlo meglio, fino a quando vengo di nuovo, fremendo come una scossa elettrica.
Stò ancora ansimando di piacere quando sento il suo sperma caldo invadermi la fica. Sento il suo cazzo pulsare contro le pareti della mia fica, sento i fiotti riempirmi di sborra.
Finalmente!
Dammelo, dammelo! Gli dico impugnando il suo cazzo ancora rigido e tirandolo a me per leccarlo.
Ingoio gli ultimi fiotti di sborra che emette.
I cinque minuti sono passati, gli dico guardandolo negli occhi mentre succhio il suo cazzo.
Si, hai ragione, dovrò farmi perdonare da mio figlio, mi dice alzandosi e rivestendosi.
Esce dalla porta in silenzio, come era entrato. Senza guardarmi, senza salutarmi.
Come piace a me, senza pensieri, senza implicazioni, senza insopportabili "quando ci rivediamo?"
Sono tranquillamente allungata sul letto. Quella scopata imprevista, improvvisa mi ha liberata dalle tensioni che mi opprimevano. Dalla fica fuoriesce lo sperma del tizio, vado a lavarmi.
Sono su telegram @seduzioneamaranto e su instagram @ladyam.annamaria
Ora non è il caso. No. Dopo, gli dico spazientita.
Niente da fare: inizia con una serie interminabile di "ma perchè", "e dai", "me lo avevi promesso", "sei una bugiarda"...
Evvanculo!!!
Chi era, lui? Mi fa mio marito visibilmente incazzato.
Sono cose che non ti riguardano.
Esplode. "Sono sempre tuo marito, cazzo! Hai dei doveri verso di me!"
Non ci ho visto più. Non so nemmeno cosa gli ho risposto, urlando come una pazza. Ricordo solo che mi sono sfogata con un gigantesco vaffanculo!
Arrivati al mare cerco di calmare i miei bollori immergendomi subito in acqua.
Finalmente... si, un pò di pace.
Annamaria, Annamaria!
Mi sento chiamare. E' una voce nota. Mi volto, metto a fuoco. La mia amica Monica che non vedo da una vita. E' col marito.
Si, un gelato, andiamo.
Ah, lui fa l'imprenditore immobiliare, costruisce e vende complessi residenziali, interessante.
Questa sera a cena, perchè no?
Lui mi sembra molto interessato, soprattutto a me.
Il mio telefono? Si, certo.
Passa qualche ora e il mio telefono squilla: è lui.
Passo a prenderti, che ne pensi?
Vediamo che vuole.
Arriva con la sua auto di lusso, ci tiene a fare colpo.
Potremmo fare affari insieme.
E Monica?
Dal parrucchiere, ne avrà fino a stasera. Noi intanto potremmo pianificare qualche affare. Ti va?
Dove andiamo?
Nel mio hotel.
Ah! Hai un hotel?
Più d'uno, si.
La dependance dell'hotel è sempre a sua disposizione, lontano da occhi indiscreti.
Il tizio è uomo di mondo.
Allora? Che hai da offrire? Gli chiedo guardandolo dritto negli occhi.
Fammi vedere che offri tu e poi ne parliamo.
No, non funziona così, tesoro. Prima mi fai vedere le tue carte, e poi se mi piacciono magari scopo con te, chiaro?
Mi fa il quadro della situazione. Niente male, proprio niente male.
Comincio a spogliarmi. Mi tira a sè, mi abbassa. Inizio il mio pompino. Mi spinge verso il letto. Mi apre le gambe e tuffa la faccia nella mia fica. Prende a leccarmi avidamente mentre con le mani accarezza e stringe le mie tette e i capezzoli. Mi rivolta, mi allarga il culo e prende a baciarmi e leccarmi. Si stende, mi vuole sopra di lui. Impugno il suo cazzo e me lo ficco nella fica, iniziando a cavalcarlo mentre lui mi strizza le tette. Poi mi tira a sè, mi afferra il culo e prende a pompare. Sto quasi per venire quando smette, esce e va dietro.
Ora ti rompo il culo, troia, mi dice tutto sudato.
Lo allarga, lo lecca in profondità, entra con dito e poco dopo sento il suo cazzo forzare. Un paio di colpi secchi ed è dentro.
Emetto qualche urlo sommesso mentre lui prende a pompare. Io mi masturbo, cerco di godere, ma nemmeno questa volta riesco a venire.
Esce repentinamente, mi gira, mi sale addosso, il tempo di guardarlo e mi sborra sulla faccia. Apro la bocca, assaporo il suo sperma, i fiotti si susseguono per alcuni secondi e poi cessano. Mi infila il suo cazzo in bocca.
Lecca puttana, dai, lecca tutto.
Eseguo.
Lo lecco, me lo passo sul viso, torno a leccarlo. Lo tengo in bocca, con la lingua che va a pulire tutto lo sperma residuo.
Niente male, mi dice alzandosi, ci sai proprio fare. Ora però devo andare. Ti riaccompagno e poi ci vediamo stasera a cena.
Annuisco, mi alzo e vado in bagno a pulirmi.
Torno da sola in albergo. Lungo il vialetto di accesso all'hotel sento qualcuno che si avvicina alle mie spalle. Sono già tesa: questo capita male, dico tra me e me.
Le è caduto questo signora.
Un tizio mi porge il mio portacarte.
Accenna appena a un sorriso e va via, senza nemmeno guardarmi in viso.
No, dico, senza nemmeno guardarmi.
Mi giro, lo richiamo.
Grazie, lei è stato davvero gentile, sa ho la testa altrove.
Si figuri, mi risponde con indifferenza.
Si ostina a guardarmi come se fossi trasparente. Fa per andare via.
Insisto.
No guardi, lei mi ha salvato la vita, se perdevo queste carte sarebbe stato un dramma per me. Venga, le offro un drink, il minimo che io possa fare.
Ma no, non è il caso.
Non è il caso?? Cazzo! Ma questo ci è o ci fa?
Se rifiuta mi offendo, gli dico guardandolo con aria innocente.
Va bene, ma ho solo 5 minuti, mio figlio mi aspetta.
Guardi, il tempo di cambiarmi un attimo, di rendermi presentabile e andiamo. Mi accompagna in stanza?
Per la prima volta mi guarda negli occhi. Capisce tutto. Ne sono sicura.
Annuisce senza dire nulla.
Ho voglia di scoparlo. Sono rimasta con la voglia, devo sfogarmi.
Mi avvio verso la mia stanza, in silenzio. Entriamo. E' un attimo. Ci avvinghiamo. Le nostre lingue si cercano con passione. In pochi secondi siamo nudi. Mi stendo sul letto, con le gambe aperte e la fica in bella vista, aperta e vogliosa. La sua lingua veloce è la prima cosa che sento. Poi le sue mani sulle mie tette. I miei capezzoli fremono stretti tra le sue dita. La sua mano entra lentamente nella mia fica, dito dopo dito. Mi solletica, mi fa godere, continua a leccare fino a quando vengo contorcendomi.
Finalmente posso lasciarmi andare.
Riempimi!
E' l'unica cosa che gli dico. Pare sapere tutto di me. Mi penetra con decisione, pompando con vigore. I suoi modi sono violenti e al contempo teneri. La sua è una forza controllata. Spinge il suo cazzo con veemenza, e benchè sia lungo e soprattutto largo lo infila tutto dentro, mi riempie tutta entrando e uscendo a ritmo serrato.
Pompa sempre più veloce , io allargo le gambe per sentirlo meglio, fino a quando vengo di nuovo, fremendo come una scossa elettrica.
Stò ancora ansimando di piacere quando sento il suo sperma caldo invadermi la fica. Sento il suo cazzo pulsare contro le pareti della mia fica, sento i fiotti riempirmi di sborra.
Finalmente!
Dammelo, dammelo! Gli dico impugnando il suo cazzo ancora rigido e tirandolo a me per leccarlo.
Ingoio gli ultimi fiotti di sborra che emette.
I cinque minuti sono passati, gli dico guardandolo negli occhi mentre succhio il suo cazzo.
Si, hai ragione, dovrò farmi perdonare da mio figlio, mi dice alzandosi e rivestendosi.
Esce dalla porta in silenzio, come era entrato. Senza guardarmi, senza salutarmi.
Come piace a me, senza pensieri, senza implicazioni, senza insopportabili "quando ci rivediamo?"
Sono tranquillamente allungata sul letto. Quella scopata imprevista, improvvisa mi ha liberata dalle tensioni che mi opprimevano. Dalla fica fuoriesce lo sperma del tizio, vado a lavarmi.
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