La Sveltina
di
La Ibbie
genere
saffico
Siamo sotto al portico: mio padre, N e Chi di dovere fanno colazione ed io già rollo e fumo (Poppea ed io abbiamo fatto colazione ore prima, e siamo già andate e tornate dal fare la spesa).
Poppea è su un lettino a bordo piscina, apparentemente intrippata col mio smartphone. Di punto in bianco la vedo arrivare verso di noi, è una furia. Il bikini trattiene con grande fatica i suoi splendidi ed abbondanti seni.
Mi alza di peso dalla sedia mettendo entrambe le mani sotto alle mie ascelle…
-Scusa, ti porto via la figlia per 5 minuti- fa a mio padre.
Saliamo le scale, mi tira dietro sé.
Già questa cosa basta a farmi bagnare...
Entriamo in camera mia.
Credo che mi lancerà sul letto ma mi sbatte contro la parete. Di preciso contro lo specchio della parete di destra, col rischio di romperlo e ferirmi.
Mi guarda negli occhi: i suoi esprimono “minacciosa voglia sessuale”. A quel punto sono un fiume in piena: anzi sono “Vajont”.
Abbiamo fatto sesso poco dopo le 3 del mattino (mi sono alzata per fare pipì e, di ritorno dal bagno, l’ho svegliata perché avevo voglia); ma evidentemente è di nuovo eccitata.
-Scusa...scusa...- e si toglie velocemente le mutandine del bikini, prendendomi una mano e mettendosela tra le cosce.
E’ fradicia. Wow...fradicia e caldissima…
Alza leggermente la canottierina che indosso ed inizia a toccare me: non indosso mai le mutandine in casa e adoro essere così “a portata di mano”.
Mi bacia con foga. A fatica riesco a dirle un qualcosa che dovrebbe suonare come “mettiamoci sul letto”; ma dice di no.
E’ evidente che ora vuole quello: un rapido toccarsi così, in piedi.
Io francamente avrei una voglia matta di tuffare la faccia tra quelle splendide e carnose cosce color porcellana e in quella passerina, così bagnata e calda, ed assaporarla per bene...ma non c’è verso.
Non me lo fa fare.
Le infilo dentro direttamente indice e medio, che sgusciano veloci in tutto quel bagnato.
Sussulta. Si stringe a me, continua a baciarmi e chiede ancora “scusa” due o tre volte, con un sensualissimo respiro accelerato.
Sta sudando. Sto sudando anche io.
Poppea è bella come una Dea Greca e, quando i suoi seni iniziano ad imperlarsi di sudore, io perdo il controllo...cioè lo perderei, ma la differenza di stazza fa sì che io resti schiacciata contro lo specchio.
Resto schiacciata, ma con la mano libera riesco a tirarle su il reggiseno e inizio a succhiarle un capezzolo...e lei gradisce molto e lo dimostra con un gemito molto musicale.
L’incantevole polacca viene praticamente subito e lo fa abbastanza silenziosamente: un istante prima mi sbatte di nuovo contro lo specchio e quindi devo purtroppo smetterla di succhiarle una tetta…
Mi si stringe addosso e non mi tocca più. Appoggia la testa su una spalla, sbaciucchiandomi il collo (e sbavandomi un po’ addosso).
Non sembra un orgasmo molto potente anche se è molto sexy il movimento del suo bacino contro di me e il fatto che emetta mugolii a volume molto basso, ma molto vicini al mio orecchio.
Non era un orgasmo molto potente, ma sembrava esattamente ciò di cui aveva bisogno.
Quando ha finito, mi lancia uno sguardo davvero soddisfatto ma anche un po’ assassino e, mentre il suo respiro torna normale, si mette per un istante in bocca le dita che ho usato su di lei, poi quelle che ha usato lei su di me e ordina: -Torna da tuo padre e dalle altre...-
-Ma…
-Torna giù. Io mi rimetto un attimo a posto e scendo…
-Ma…
Mi dà un bacetto sulle labbra, poi si inginocchia e mi dà un bacio sulle altre labbra. Faccio per tenerle la testa lì, dove deve stare, ma si alza e ripete di nuovo che devo tornare giù.
Ok. Ma dovrai ripagarmi con gli interessi...
Poppea è su un lettino a bordo piscina, apparentemente intrippata col mio smartphone. Di punto in bianco la vedo arrivare verso di noi, è una furia. Il bikini trattiene con grande fatica i suoi splendidi ed abbondanti seni.
Mi alza di peso dalla sedia mettendo entrambe le mani sotto alle mie ascelle…
-Scusa, ti porto via la figlia per 5 minuti- fa a mio padre.
Saliamo le scale, mi tira dietro sé.
Già questa cosa basta a farmi bagnare...
Entriamo in camera mia.
Credo che mi lancerà sul letto ma mi sbatte contro la parete. Di preciso contro lo specchio della parete di destra, col rischio di romperlo e ferirmi.
Mi guarda negli occhi: i suoi esprimono “minacciosa voglia sessuale”. A quel punto sono un fiume in piena: anzi sono “Vajont”.
Abbiamo fatto sesso poco dopo le 3 del mattino (mi sono alzata per fare pipì e, di ritorno dal bagno, l’ho svegliata perché avevo voglia); ma evidentemente è di nuovo eccitata.
-Scusa...scusa...- e si toglie velocemente le mutandine del bikini, prendendomi una mano e mettendosela tra le cosce.
E’ fradicia. Wow...fradicia e caldissima…
Alza leggermente la canottierina che indosso ed inizia a toccare me: non indosso mai le mutandine in casa e adoro essere così “a portata di mano”.
Mi bacia con foga. A fatica riesco a dirle un qualcosa che dovrebbe suonare come “mettiamoci sul letto”; ma dice di no.
E’ evidente che ora vuole quello: un rapido toccarsi così, in piedi.
Io francamente avrei una voglia matta di tuffare la faccia tra quelle splendide e carnose cosce color porcellana e in quella passerina, così bagnata e calda, ed assaporarla per bene...ma non c’è verso.
Non me lo fa fare.
Le infilo dentro direttamente indice e medio, che sgusciano veloci in tutto quel bagnato.
Sussulta. Si stringe a me, continua a baciarmi e chiede ancora “scusa” due o tre volte, con un sensualissimo respiro accelerato.
Sta sudando. Sto sudando anche io.
Poppea è bella come una Dea Greca e, quando i suoi seni iniziano ad imperlarsi di sudore, io perdo il controllo...cioè lo perderei, ma la differenza di stazza fa sì che io resti schiacciata contro lo specchio.
Resto schiacciata, ma con la mano libera riesco a tirarle su il reggiseno e inizio a succhiarle un capezzolo...e lei gradisce molto e lo dimostra con un gemito molto musicale.
L’incantevole polacca viene praticamente subito e lo fa abbastanza silenziosamente: un istante prima mi sbatte di nuovo contro lo specchio e quindi devo purtroppo smetterla di succhiarle una tetta…
Mi si stringe addosso e non mi tocca più. Appoggia la testa su una spalla, sbaciucchiandomi il collo (e sbavandomi un po’ addosso).
Non sembra un orgasmo molto potente anche se è molto sexy il movimento del suo bacino contro di me e il fatto che emetta mugolii a volume molto basso, ma molto vicini al mio orecchio.
Non era un orgasmo molto potente, ma sembrava esattamente ciò di cui aveva bisogno.
Quando ha finito, mi lancia uno sguardo davvero soddisfatto ma anche un po’ assassino e, mentre il suo respiro torna normale, si mette per un istante in bocca le dita che ho usato su di lei, poi quelle che ha usato lei su di me e ordina: -Torna da tuo padre e dalle altre...-
-Ma…
-Torna giù. Io mi rimetto un attimo a posto e scendo…
-Ma…
Mi dà un bacetto sulle labbra, poi si inginocchia e mi dà un bacio sulle altre labbra. Faccio per tenerle la testa lì, dove deve stare, ma si alza e ripete di nuovo che devo tornare giù.
Ok. Ma dovrai ripagarmi con gli interessi...
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