Il notaio guardone

di
genere
confessioni

E' molto difficile che io mi conceda ad ammiratori e spasimanti vari, anche a fronte di offerte all'apparenza allettanti.
Mi piace fare sesso, e quando ne sento il bisogno, l'impellente necessità, non c'è freno che tenga, ma sono io a scegliere, sempre.
Come scelgo, spesso, di concedermi per mio esclusivo interesse quando il tornaconto è di quelli indecentemente irrinunciabili.
Ed è proprio per questo motivo che vado da un notaio che conoscevo solo di nome, uno dei più importanti, che lavorava molto con facoltosi arabi.
Mi aveva indirizzato a lui Haziz, il mio cliente ricco sfondato.
Il notaio mi dà appuntamento in una villa a Nizza, è già un programma, no?
Haziz ha avuto il buon gusto di farmi venire a prendere dal suo autista.
Un grande cancello in ferro si apre. Entriamo con la macchina nel vialetto. Scendo. La porta di casa è già aperta.
Permesso?
Vieni Annamaria, entra, ti aspettavo con apprensione. Cristo quanto sei bella, avevano ragione.
Chi?
Tutti quelli che mi hanno parlato di te. Una donna bella come Elena e molto più troia di lei.
Sorride, mi guarda.
Andiamo in camera, mi dice
Lo seguo.
Spogliati, lascia che io ti ammiri.
Non dico nulla. Lo guardo. Mi tolgo la cintura.
Hai un corpo da favola e un viso stupendo. Sei meravigliosa.
È quello che dicono tutti, ma io non sono per tutti, lo sai vero?
Lo so, e so che non te ne pentirai mia cara, posso assicurartelo.
Mi hanno parlato di te, gli dico mentre mi spoglio.
E cosa ti hanno detto di me?
Che sei il notaio più importante della regione, e non solo, che hai una rete di conoscenze senza pari e che sei un grande porco. E questo mi attira di te, e credo che non mi deluderai... Gli dico, mentre lo guardo negli occhi e mi sfilo gli slip.
Sono nuda, davanti a lui, mi accarezzo.
Allora? Vuoi continuare a guardare o vuoi fare qualcosa?
Guardo, ammiro, aspetto... mi dice sibillino
Aspetti cosa? Chiedo curiosa
Chi. Mi dice lui. Chi sto aspettando. Guarda fuori dalla finestra. Ecco, è arrivato, dice eccitato.
Resto interdetta, questione di pochi secondi e vedo entrare nella stanza un nero alto, ben piantato, calvo, sguardo sicuro, sulla quarantina.
Lui è una garanzia, mi dice il notaio. Le donne le sfonda. Sarà eccitante guardarti mentre ti fa godere.
Il nero mi guarda, sorride, si spoglia. Esibisce con grande consapevolezza il suo attrezzo: un cazzo impressionante, tra i più grandi che mi sia mai capitato di ammirare.
Datti da fare, troia, mi dice il notaio mentre si siede a godersi la scena.
Io mi inginocchio, prendo con le mani quel cazzo gigante, inizio a leccarlo. A stento riesco a mettere in bocca la punta, grossa, dura, mentre lo sego con veemenza con entrambe le mani.
Mi spinge sul letto, mi allarga le gambe, mi lecca con una lingua che sembra entrare dappertutto, in profondità. La mia fica è già tutta bagnata, pronta. Il cazzo in mano, la spinta lenta ma decisa. Non so quanto ne sia entrato ma mi sento piena all'inverosimile. Inizia a spingere, sempre più veloce e sempre più in profondità.
Gemo per il piacere. Mentre pompa mi masturba con le sue grosse dita. Il maledetto ci sa fare. Mi fa impazzire, vengo urlando e contorcendomi per il piacere. Esce, mi gira, mi penetra la fica da dietro. Spinge come un forsennato. Non capisco più niente. Non smette, resiste a lungo. Ho la fica in fiamme, vengo di nuovo lamentandomi di piacere.
Esce, mi allarga il culo, mi solleva, sputa nel mio buco, entra con un dito, poi sento il suo cazzo spingere.
Questa volta urlo di dolore, un urlo liberatorio.
Spinge come un dannato, io sto quasi per svenire, mi lascio andare, distrutta.
Mi ritrovo stesa sul letto, davanti al viso quel cazzo gigante minaccioso. In lontananza sento una voce, forse il notaio, che mi dice: apri, apri!
Apri cosa? Mi chiedo con la mente annebbiata dal piacere mentre vengo investita in pieno volto da un getto di sperma caldo. Gli schizzi si susseguono. Chiudo gli occhi. E' una pioggia di sborra che mi ricopre. Perdo la cognizione del tempo. Sento le dita del nero che mi portano alla bocca lo sperma. Assaporo la sborra, mentre con le dita vado ancora ad accarezzare la mia fica. Sento il suo cazzo passarmi sul viso, raccogliere la sborra. Lo afferro con entrambe le mani, lo porto alla bocca, lo lecco, a lungo, lo lecco continuamente, quasi con ferocia. Ingoio tutta la sborra che mi ritrovo in bocca.
Ancora, ancora, dico quasi fuori di me. Dai, scopami ancora, riempimi...
Il nero mi guarda. Torna a segarsi. Afferra con forza il suo cazzo, lo stringe con la mano, me lo mette nella fica. Spinge.
Lancio di nuovo un urlo.
Siii! Sfondami!
Lo sento pompare con veemenza.
Lo vedo sudato, accaldato. Mi eccito ancora di più.
Lo afferro, lo tiro a me.
Tutto, tutto!! Lo voglio tutto! Urlo mentre vengo di nuovo.
E proprio mentre gemo e mi contorco sento lo sperma invadermi la fica.
Siii!
Gli afferro il culo, lo spingo verso di me, lo voglio tutto dentro.
Alla fine mi accascio stremata sul letto.
A quel punto vedo che il notaio si avvicina a me, si sega, il cazzo sul mio viso.
Apri quella cazzo di bocca, troia, mi dice mentre freme di piacere.
Obbedisco e sento la bocca riempirsi del suo sperma. Ingoio ancora. Me lo mette in bocca, lo lecco, lo ripulisco per bene. Vedo il nero rivestirsi e guardarmi, in silenzio, mentre il notaio mi guarda tutto soddisfatto.
Sento la sborra defluire dalla mia fica.
Il nero la raccoglie con le dita e me la porta in bocca.
Lecco avidamente le sue dita, gli afferro la mano, la lecco con voracità mentre lo guardo negli occhi.
Ora basta, mi dice il notaio. Vatti a lavare.
Peccato, dico guardando il nero con malizia.
Mi alzo,
Sento ancora dello sperma colarmi dalla fica.
Lo raccolgo con le dita, lo lecco.
Ne avete ancora? Chiedo sorridendo e mi avvio verso il bagno.
Mi perdo dentro la vasca, mentre l'acqua calda esce, mi ripulisce e mi rigenera.
Mi trovate su telegram @seduzioneamaranto
di
scritto il
2026-07-28
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