Un viaggio eccitante

di
genere
incesti

UN VIAGGIO ECCITANTE
Quella volta che mio padre e mio zio andarono in Francia per affari volli a tutti i costi unirmi a loro.
Ero sposata da quasi tre anni, lasciai mia figlia piccolina a mia suocera e partii con loro.
Mio marito cercò di dissuadermi: "Senti, non rompere, faccio quello che mi pare", gli risposi a muso duro mentre preparavo una piccola valigia con il necessario per quel viaggio di tre giorni.
Mio zio era un cantastorie fantastico.
Uomo senza fissa dimora, viaggiatore senza meta, aveva vissuto esperienze straordinarie che sapeva raccontare in modo affascinante e coinvolgente.
Mio padre lo adoravo: così sicuro e rassicurante, calmo eppure impetuoso.
Viaggiare con loro in macchina, ascoltare i loro discorsi, far parte dei loro segreti: Dio che eccitazione.
Quando in serata arrivammo in Hotel rimasi un pò male nel constatare che avevano prenotato tre stanze: ebbi come l'impressione che non mi volessero.
Il mio sguardo parlò evidentemente per me perchè mio padre mentre salivamo in ascensore mi disse con la sua calma olimpica: "Così avrai modo di fare quello che vuoi, senza avere due vecchi tra i piedi".
Mi guardò dritto negli occhi e ci mettemmo a ridere come due scemi.
Arrivati al piano percorremmo il lungo corridoio e ci fermammo davanti alle nostre camere.
Tra mezz'ora vi voglio in camera mia, disse mio zio, pronti per la cena, intesi?
Entrai in camera, mi spogliai e andai dritta in bagno per farmi una doccia rigenerante.
Mezz'ora dopo bussai alla porta di mio zio.
Mio padre era in piedi davanti alla grande finestra.
Ah ecco la mia nipotina: ma sei uno splendore!
Io ero in piedi, davanti a lui, con il mio abitino nero a mezza coscia che mi fasciava il corpo.
Lui mi attrasse a sè e poi andò dietro di me.
Sentii la zip scendere e il mio vestito cadere giù con un fruscio.
Le sue mani ora stringevano le mie tette, poi andarono alla ricerca del gancetto...
Il mio reggiseno cadde ai miei piedi mentre mio padre mi guardava in silenzio.
Sentii le mani di mio zio iniziare a strizzarmi i capezzoli e poi scendere giù, verso la mia fica.
Sentii le sue dita penetrare decise dentro i mie slip, accarezzare i miei peli, intrufolarsi dentro alla ricerca del clitoride, stringerlo, e poi più in profondità, entrare dentro la mia fica già bagnata, e stimolarla ancora.
Emisi mugolii di piacere mentre mi abbassava gli slip, e io alzai desiderosa le gambe per farmeli sfilare.
Ero eccitata, fremevo e sentivo la mia fica grondare umori...
Pensavi non mi piacessi più, mia piccola puttanella?, mi chiese mio zio sibilandomi in un orecchio.
Si..., risposi eccitata
E quando fui finalmente del tutto nuda, continuai a sentire le sua mani su di me, che mi accarezzavano con delicatezza e trasporto dappertutto.
Afferrò con decisione le mie tette e succhiò i miei capezzoli, già duri ed eccitati.
Quindi con la mano tornò a stimolare la mia fica, che urlava di piacere, mentre io mi contorcevo per il desiderio.
Si avvicinò anche mio padre, che prese ad accarezzarmi e baciarmi dappertutto.
Mi prende per mano e mi conduce verso il grande letto.
Mi stendo sul letto, li guardo mentre mi accarezzo le tette e la fica.
Li vedo spogliarsi, con calma, senza fretta.
Mio zio viene verso di me, mi chiama a sè con un dito.
Capisco al volo e non vedevo l'ora.
Mi inginocchi davanti a lui, afferro il suo cazzo, lo bacio e prendo a leccarlo con avidità.
Mio padre si posizione affianco a mio zio.
Ora uso entrambe le mani per accarezzare i due cazzi, e li alterno in bocca, succhiandoli con piacere.
Faccio quel doppio pompino con un gusto che avevo dimenticato.
Sono eccitatissima.
Mio zio mi solleva, mi spinge verso il letto.
A quattro zampe, puttanella, mi dice a bassa voce.
Eseguo immediatamente.
Mio padre viene a posizionarsi sotto di me.
Mi guarda con i suoi occhi profondi, mi afferra la testa con le mani e mi bacia con passione.
Le nostre lingua si avvolgono con piacere, con forza, mentre lui ora con una mano mi accarezza la fica e con l'altra mi strizza i capezzoli.
Mio zio da dietro lo sento accarezzare il mio culo, baciarlo, leccarlo, allargarlo con decisone, infilare la lingua nel buco e penetrare con decisione.
Dio mio, sono così eccitata che non resisto e vengo sospirando affannosamente.
Nel mentre godo sento il cazzo di mio padre penetrare con decisione nella mia fica e, in contemporanea, il cazzo di mio zio iniziare a farsi strada nel mio culo.
Cominciano a spingere in modo ritmico, coordinato.
Non so cosa mi accade.
Sono in uno stato di eccitazione inarrestabile, impazzisco di piacere e vengo di nuovo urlando sommessamente, mentre loro continuano a spingere con forza crescente.
Vi voglio in bocca! Urlo mentre continuo a godere.
All'improvviso li sento uscire.
Mi stendo sul letto, li guardo, spalanco la bocca in attesa dei loro schizzi.
Mio padre e mio zio si inginocchiano di fianco a me, si masturbano con calma.
Io allungo le mani per afferrare i loro cazzi: li voglio, li bramo.
Ecco, li sento vibrare, sono in tensione, si avvicinano alla mia faccia, eccoli...
E vengo investita da schizzi potenti di sborra liquida e calda.
Spalanco la bocca, agito la lingua per assaporare il loro sperma.
I fiotti sono numerosi, i miei occhi, i capelli, la fronte, le gote, sento la loro sborra che mi cola dappertutto.
Finalmente posso afferrare i due cazzi e portarli in bocca.
Li lecco con avidità, mentre un pò di sborra continua a fuoriuscire lentamente.
Ingoio tutta la sborra che posso e poi mi passo i due cazzi sul viso.
Raccolgo la sborra che ho sulle guance e la lecco.
Mio padre con le dita raccoglie la sborra che ho sugli occhi e me le porta alla bocca.
Le lecco con voracità assaporando ogni goccia del loro sperma.
Nel frattempo mio zio prese a leccarmi con forza la fica penetrando in profondità con la lingua, mentre con le mani mi strizzava i capezzoli.
E così, mentre leccavo il cazzo di mio padre per ripulirlo da tutta la sborra venni di nuovo mugolando come una cagna in calore.
Mi abbandonai sul letto sfiancata e soddisfatta.
Ero venuta non so, tre o quattro volte.
Mi sentivo svuotata e felice.
Mio zio e mio padre si stesero affianco a me e presero ad accarezzarmi le tette e la fica.
La mia bambina...., mi sussurrava mio padre baciandomi le tette.
La mia nipotina, la mia puttanella...rincarava mio zio leccandomi la fica ancora vogliosa.
E così mentre mio padre mi leccava i capezzoli, mio zio mi leccava la fica e con le dita mi penetrava nel culo.
Presi ad ansimare di nuovo di piacere, a contorcermi, fino a quando venni di nuovo urlando, come assatanata: Basta, basta...ancora, ancora...
Ero come in una trance erotica, che ipnotizzava i miei sensi e dalla quale non riuscivo a venire fuori.
Continuavo a leccarmi le labbra per assaporare fino in fondo la sborra di mio padre e di mio zio, fino a quando reclinai il capo, come svenuta.
Sentivo come in un sogno le mani di mio padre e di mio zio accarezzarmi, le loro voci in lontananza dirmi: Annamaria, forza, vatti a lavare, andiamo a cena...tesoro...alzati...tesoro...ma io ero già nel mondo dei sogni, forse, e sognavo i loro cazzi, la loro sborra, il sapore dei loro baci...
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2026-04-11
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