Scopata da due agenti alla presenza di mio marito

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dominazione

SCOPATA DA DUE AGENTI ALLA PRESENZA DI MIO MARITO
L'altro giorno sono stata fermata da una pattuglia mentre andavo a un appuntamento di lavoro.
Queste cose mi mettono subito una tremenda ansia addosso.
Che cazzo vogliono?
Che ho combinato?
Niente di particolare.
Alla fine il solito controllo di routine.
Gentili, professionali...certo, con un occhio un pò lungo perchè il mio reggicalze si intravedeva sotto la gonna corta, ma ripartii subito verso il luogo dell'appuntamento.
Però questo episodio mi ha fatto tornare alla mente un altro episodio, con ben altro finale, che mi capitò qualche anno fa e che avevo un pò rimosso dalla mia memoria.
Io e mio marito stavamo andando verso Imperia... Ah, dimenticavo: ringrazio davvero tutti i lettori che mi seguono con interesse e affetto, e che con il loro apprezzamento rendono i miei racconti sempre i più votati, grazie... dicevo, io e mio marito alcuni anni fa stavamo andando verso Imperia per un weekend al mare.
Era primavera inoltrata, forse maggio se non ricordo male, e mia figlia era rimasta a Torino con mia suocera, a cui era legatissima.
Eravamo quasi arrivati, proprio alle porte di Imperia, quando venimmo fermati da una pattuglia.
Mio marito non si scompose: avvocato, professore di diritto penale, riesce sempre a mantenere calma e lucidità.
Un normale controllo...
Stiamo andando al mare, a prendere un pò di sole, mia moglie adora stendersi al sole...
Sentivo mio marito che parlava, e quando mio marito cominciava ad accennare qualcosa su di me significava che si era acceso in lui il desiderio di vedermi scopata da qualcuno.
I due agenti mi guardarono incuriositi, mi salutarono, e poi a bassa voce fecero i complimenti a mio marito: splendida sua moglie, complimenti.
Mio marito ci sapeva fare.
Sapeva modulare il tono di voce, far capire senza dire, accennare, invitare in silenzio, eccitare con allusioni.
Abbiamo una villetta in zona tranquilla, proprio sul mare, se vi fa piacere, dopo il servizio...
Fatto stà che mio marito, mentre in casa stava riaprendo le finestre, riceve un messaggio.
Alle sei vengono a trovarci, mi dice.
Chi? Faccio io sorpresa
I due agenti che ci hanno fermato prima, mi disse con gli occhi che gli brillavano per la eccitazione.
Furono puntuali.
Poche chiacchiere di presentazione.
I due erano svegli, avevano compreso la situazione, l'inclinazione di mio marito, e presero a comportarsi in conseguenza.
Così, senza tanti complimenti mi presero per mano e mi condussero in camera da letto.
"Spogliati", mi disse quello più anziano, che sembrava il capo.
Obbedii in silenzio.
Mi guardavano come una preda da agguantare.
"Anche quelli, puttana", mi disse indicando gli slip.
Eseguii e mi coprii con le mani.
"Cosa cazzo ti copri, troia", mi disse togliendo le mie mani che coprivano i seni e la fica, sotto gli occhi di mio marito che godeva umiliato.
Quello più anziano mi afferrò per i capelli e mi spinse giù, davanti a lui.
"Ora succhiamelo per bene, vediamo se sei brava..."
Lo presi in bocca e comincia a leccarlo.
Mio marito si collocò in piedi in un angolo, e guardava in silenzio.
L'altro, nel mentre guardava divertito, si era già spogliato e aveva cominciato a masturbarsi.
Io stavo ancora leccando il cazzo di quello più anziano quando l'altro mi tirò su per i capelli e mi spinse verso il letto.
Mi fece mettere in ginocchio, mi allargò le gambe e iniziò ad accarezzarmi la fica e il culo.
Quello più anziano si piazzò davanti a me e mi rimise in bocca il suo uccello duro.
"Succhia, puttana, succhialo tutto...", mi diceva afferrandomi per i capelli, mentre mio marito sospirava di piacere osservandomi alla mercé dei due.
Quello più anziano si posizionò sotto di me, mi allargò la fica con una mano e con l'altra mi introdusse il cazzo nella fica.
Un colpo deciso, forte, che mi lasciò per qualche istante senza fiato.
E prese a spingere, mentre quello dietro mi leccava il culo e con le dita me lo penetrava.
Qualche secondo di pausa e poi sentii il suo membro gonfio cominciare a spingere.
Alcuni colpi secchi, ritmici e fu dentro il culo.
Ora ne avevo due che spingevano in modo ritmico e intenso.
Spingevano forte.
Mio marito, sofferente, godeva davvero molto nel vedermi scopata in quel modo ruvido e deciso.
Il cazzo che avevo nel culo mi faceva male, provai a urlare ma quello davanti mi teneva premuta la sua mano sul collo mentre mi scopava la fica.
Quello dietro iniziò a schiaffeggiarmi le natiche: "Ti piace troia, ti piace?", mi chiedeva ansimando.
Poi, guardando mio marito rideva e lo apostrofava: Ehi, cornuto, ora la riempiamo di sborra la tua mogliettina, contento?
E mio marito, sempre con aria sofferente, chinava la testa in segno di assenso.
Continuavano a spingere come due forsennati, poi, all'improvviso, uscirono e mi fecero stendere sul letto.
Obbedii, e subito si invertirono: quello che stava dietro mi fece salire su di lui per penetrarmi la fica con vigore.
L'altro me lo infilò nel culo, e ripresero a spingere tutti e due, di nuovo, furiosamente.
I colpi si facevano sempre più forti.
Quello dietro andava in profondità: "Ti sfondo, troia, ti sfondo...", mi diceva tutto eccitato.
Venni mugolando e ansimando.
Qualche istante dopo i colpi cessarono.
Uscirono tutti e due.
Uno di loro mi tirò per i capelli giù dal letto e mi fece mettere in ginocchio.
Con la mano mi alzò la faccia: "Apri la bocca, troia, e caccia la lingua. E' arrivato il momento da te tanto atteso. Avrai tanta sborra da ingoiare", mi disse sogghignando e guardando mio marito.
Pochi secondi e mi esplosero insieme in bocca e sulla faccia.
Grosse gocce di sperma andarono a finirmi sugli occhi, sulle gote e sulla fronte.
Tutto il liquido caldo che mi riversarono in gola lo ingoiai con difficoltà.
Ne era tanto.
Deglutii a fatica.
Alternandosi continuarono a farmi leccare i loro uccelli per succhiare tutto lo sperma che ancora fuoriusciva, e mentre io leccavo loro ridevano e irridevano mio marito.
Ehi, cornuto, aiuta tua moglie a leccare la nostra sborra, forza!
Mio maritò si avvicinò a me, prese a baciarmi e a leccare la sborra che avevo sulla bocca e sul viso.
Io continuavo ad armeggiare con i loro cazzi fino a quando, finalmente, divennero flaccidi. Allora uno dei due raccolsero con le dita lo sperma che ancora era sulla fronte, sugli occhi e sulle gote e me lo fece leccare.
"E' buono vero? Ti piace? Rispondi troia, ti piace?"
"Si, certo, è buono, buonissimo...", risposi eccitata e intimidita.
Si sedettero sul letto, mi presero per i capelli e mi fecero ancora leccare i loro membri, mentre mio marito mi accarezzava le tette.
"Ma sai che sei proprio brava a fare i bocchini? Faccene un altro, dai..."
Ripresi a leccare i loro arnesi che, incredibilmente, ridivennero nuovamente duri.
Uno mi afferrò la testa e cominciò a spingerla su e giù, mentre l'altro da dietro mi penetrò di nuovo dentro la fica.
Dopo poco sentii un nuovo fiotto di liquido caldo che mi invadeva la gola.
Ingoiai di nuovo tutto.
L'altro mi riversò il suo sperma sul culo.
Quando ebbi finito di leccare l'uccello che avevo in bocca l'altro raccolse con le dita lo sperma sul mio culo e me lo mise in bocca.
"Succhia, troia, succhia e ingoia, tutto", mi disse guardandomi divertito.
Ehi, cornuto, ora è tutta tua! Disse uno dei due rivolgendosi a mio marito, che aveva avvicinato il suo cazzo alla mia bocca.
Lo presi in mano.
Conoscevo mio marito: il tempo di metterlo in bocca, due leccate e sentii il suo sperma in bocca.
Lo ingoiai con piacere, mentre mugolava in silenzio, vinto dalla sofferenza e dal piacere.
I due guardavano divertiti, mentre presero a rivestirsi.
Andai in bagno a fare pipì e a lavarmi.
Stetti a lungo sotto la doccia, molto a lungo, non avevo voglia di rivedere i due poliziotti.
Quando uscii la casa era silenziosa.
Mi affacciai al balcone: mio marito passeggiava pensieroso sulla spiaggia mentre il sole tramontava, e io, lentamente, iniziai a rivestirmi.
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2026-04-30
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