I vizi dell'onorevole
di
Inanna
genere
confessioni
I VIZI DELL'ONOREVOLE
E allora, fammi vedere che sai fare, mi dice osservandomi.
Siamo nella suite di un albergo sulla costa.
L'affare che devo trattare è importantissimo, ma perché vada in porto occorre che lui, potente parlamentare, faccia quello che solo lui può fare.
Tutto si può fare, mi aveva detto due giorni prima: tu che sei disposta a fare per me?
Tutto, avevo risposto convinta, seduta davanti a lui nel suo studio.
Bene, ti metterò alla prova, vediamo fin dove sei disposta ad arrivare, mi dice con un ghigno.
Domani ci vediamo al Rio Blu, alle due, va bene?
Alle due ero lì, davanti al ristorante più famoso della zona, accompagnata dall'autista di Haziz.
Il cameriere ci fa accomodare in una saletta riservata, ci siamo solo noi due.
Durante il pranzo mi chiede. Fa molte domande, vuole sapere di me.
In questo, modestamente, sono brava, molto brava, e riesco a tenere agevolmente testa anche a un parlamentare.
Lo incuriosisco molto. Gli piaccio, ne sono certa.
Io farò quello che mi chiedi Annamaria, non è una cosa semplice, ma so quali tasti toccare. Ma tu in cambio mi dovrai dare sette giorni della tua vita.
In che senso? Chiedo interdetta.
Il 5 maggio torno a casa, in Sicilia, per una settimana. Voglio che tu venga con me, e che tu sia, per quei giorni, la mia compagna, la mia bambola, il mio giocattolo, da esibire, e da condividere, se del caso, con amici e parenti. Ci stai?
Va bene, ci stò, rispondo convinta.
Bene, allora domani torna qui, ti aspetto per le cinque, se non sono ancora arrivato fatti accompagnare in camera, basta che dici il tuo nome, Annamaria. Ho voglia di collaudarti. Qualcosa in contrario?
Assolutamente no, rispondo ammiccante.
Ed ora eccomi, sono qui, che mi spoglio, pronta a esaudire ogni suo desiderio, ogni suo capriccio, ogni sua idea, per quanto porca possa essere...
Ma facciamo un passo indietro.
Una mattina di alcuni giorni fa.
Ero da poco arrivata in ufficio.
Haziz mi chiama: mi vuole assolutamente sulla costiera Sanremese. Subito.
Veramente avrei da fare, clienti...
Ti ho detto, subito, chiaro? Tra cinque minuti arriva il mio autista.
E quando lui è così deciso significa che la cosa è importante.
Dico al mio odiato socio di pensare lui ai miei appuntamenti.
Ma dove vai, quando torni? Mi chiede incuriosito.
Cazzi miei! Gli urlo con una certa soddisfazione mentre esco dall'ufficio.
Arrivo al luogo dell'appuntamento dopo quasi tre ore di viaggio.
Sono stravolta.
Ma che modi Haziz!
Zitta e sali, mi dice facendomi salire sulla sua Ferrari.
Pochi minuti e arriviamo davanti a un enorme complesso turistico.
Ti interessa? Mi chiede quasi con noncuranza
In che senso?
Te ne vuoi occupare?
Che vuoi farne?
Li trasformo in appartamenti di lusso. Andranno a ruba. Margini di guadagno enormi. Le tue commissioni alle stelle.
Sono eccitata al solo pensiero, ma cerco di non darlo troppo a vedere.
Si, interessante...dico a bassa voce.
Posso sempre andare da qualcun altro, mi fa lui entrando in un portone del complesso. Seguimi...
Dove andiamo? Chiedo già avendo qualche sospetto
Tu sei brava a vendere, una delle migliori, e sei anche una grandissima troia. Vieni, ti faccio vedere i locali
Lo seguo in silenzio.
Giriamo un pò per il complesso, enorme.
Entriamo in una grande camera da letto.
Ho poco tempo, mi fa, spogliati
Eseguo, apro il letto, mi stendo, nuda.
Lui rimane vestito, si avvicina a me, mi accarezza le tette, mi stringe i capezzoli.
Le tue tette mi fanno sempre impazzire, ma vado di fretta. Ho voglia di incularti, dai girati.
Obbedisco.
Fa tutto velocemente.
Mi penetra il culo con le dita, allarga il buco, ci infila il suo cazzo già duro e comincia a pompare con vigore.
Un paio di minuti e lo sento uscire.
So cosa vuole.
Mi inginocchio davanti a lui, apro la bocca e attendo il suo sperma.
Arriva come al solito, dentro la bocca.
Attendo che i fiotti cessino.
Ingoio tutta la sborra in un colpo, mi lecco le labbra e gli lecco con voracità il cazzo ancora duro, come piace a lui.
Mi afferra e mi tira su.
Dai rivestiti che tra un'ora hai un appuntamento con un pezzo grosso, un parlamentare.
Come? Ma che dici? Spiegami!
Sono in ansia.
Dobbiamo ottenere un cambio di destinazione urbanistica. Ho già parlato con i tecnici, si può fare, ma occorre il là politico. Ho agganciato un politico molto influente in regione che ci consentirà di avere il provvedimento, l'onorevole Rizzo, un gran porco (e ride). Gli ho parlato di te, gli ho fatto vedere qualcosa...(e il porco ride ancora). Ti vuole conoscere prima, mi spiego? Dai sbrigati!
Lo ascoltavo mentre mi rivestivo in fretta e furia.
Arriviamo davanti a una elegante palazzina.
Vai da sola, poi mi fai sapere, mi dice, e se ne va.
Ero attesa.
Un sessantenne massiccio, accento siciliano molto marcato, il tipico porco, penso guardandolo, aveva ragione Haziz: tra porci si riconoscono...
Ecco che ora mi sto spogliando, nella suite dell'albergo, mentre lui, il potente onorevole, mi guarda.
Mi avvicino, nuda.
Allunga le mani, mi tocca, mi accarezza.
Vuole che lo spoglio, obbedisco.
Mi afferra per la testa e mi spinge giù.
Gli prendo il cazzo già gonfio, di dimensioni decenti, e lo metto in bocca.
Lo lecco, inizio il mio pompino.
Lo sento crescere in bocca, duro.
Mi afferra per i capelli e mi spinge verso il letto.
Mi stendo.
Lo guardo e mi accarezzo la fica.
Allora, che ti piace? Gli chiedo ammiccante.
Mi sale addosso.
Prende a leccarmi le tette, scende giù verso la fica.
Hai un buon odore...odori di zoccola, mi dice mentre infila le dita nella mia fica e, dopo aver rovistato, le annusa e le lecca.
Si stende affianco a me: Vieni, troia
Salgo su di lui.
No, girati, mi fa. Voglio vedere il tuo culo mentre ti scopo.
Eseguo e infilo il suo cazzo nella mia fica.
Comincio a cavalcarlo, mentre lui con le dita mi penetra il culo.
Ora ti voglio inculare, mi dice afferrandomi per i fianchi.
Mi siedo su di lui, allargo il culo, sento il suo cazzo entrare lentamente.
Mi abbasso un pò alla volta.
Lui inizia a pompare, dà un colpo forte, secco. che mi lascia senza respiro.
Lancio un urlo.
Lo sento tutto dentro.
Mi agito, ansimo, inizio a masturbarmi.
Lui continua a spingere e io vengo emettendo un urlo soffocato.
Mi spinge con decisione in avanti, esce dal mio culo, mi fa stendere e mi sale addosso.
Ti sborro in faccia, puttana!
Si sega, e dopo qualche istante vengo investita da un getto liquido e caldo di sperma che mi colpisce in pieno volto.
Chiudo gli occhi mentre resto con la bocca aperta.
Si susseguono alcuni fiotti, fino a che non mi infila il suo cazzo in bocca.
Lecca tutto troia, mi dice soddisfatto, e pulisciti la faccia con le dita. Voglio vederti mentre lecchi tutta la mia sborra, troia.
Eseguo.
Poi si alza e mi tira per un braccio.
Entriamo in bagno.
Inginocchiati davanti alla vasca, mi dice.
Obbedisco.
Girati verso la vasca e alza e allargati il culo: voglio pisciarti dentro il culo, chiaro?
Eseguo.
Aspetto un pò, mentre con le mani tengo il culo allargato, fino a quando sento il suo piscio inondarmi culo e fica.
Bene, troia, adesso vatti a lavare, mi dice mentre lui torna in camera.
Mi trattengo a lungo sotto la doccia, quando esco lui è ancora sul letto, nudo.
Vieni qui che parliamo, mi fa.
Lo raggiungo, mi tolgo l'asciugamano e, nuda, mi stendo affianco a lui.
Come ti ho detto il cinque maggio torno a casa, nella mia Siracusa per una settimana e tu vieni con me, come d'accordo, giusto?
Una settimana intera...si certo, rispondo con qualche esitazione.
Ma lo vuoi il provvedimento di variazione o no? Se vieni, la settimana dopo è tutto fatto, se no...
Si, si, certo, rispondo. E che faremo lì per una settimana?
Sarai il mio giocattolo, ti esibirò ai miei fratelli, al mio adorato nipote, e ti mostrerò ai miei amici per farli crepare d'invidia, e farai tutto quello che ti dico. Qualcosa in contrario?
No, va bene, rispondo subito.
Senti, ora però devo andare via, ho un appuntamento abbastanza importante, hai chi ti riaccompagna?
Si certo, rispondo mentre mi alzo e prendo a rivestirmi.
Sei una gran troia Annamaria, sai? Sono convinto che mi farai fare una gran bella figura.
Contaci, gli rispondo guardandolo dritto negli occhi e afferrandogli il cazzo moscio per un'ultima, lunga leccata.
Chiamo Haziz.
Il suo autista era già lì.
Quell'arabo è un vero porco ma ci tiene enormemente a me. Mi fa seguire sempre col suo gps...
Salgo in macchina, direzione Torino.
Telegram per chat privata @seduzioneamaranto
Canale Telegram per immagini di me e altre storie @ladyam_annamaria
E allora, fammi vedere che sai fare, mi dice osservandomi.
Siamo nella suite di un albergo sulla costa.
L'affare che devo trattare è importantissimo, ma perché vada in porto occorre che lui, potente parlamentare, faccia quello che solo lui può fare.
Tutto si può fare, mi aveva detto due giorni prima: tu che sei disposta a fare per me?
Tutto, avevo risposto convinta, seduta davanti a lui nel suo studio.
Bene, ti metterò alla prova, vediamo fin dove sei disposta ad arrivare, mi dice con un ghigno.
Domani ci vediamo al Rio Blu, alle due, va bene?
Alle due ero lì, davanti al ristorante più famoso della zona, accompagnata dall'autista di Haziz.
Il cameriere ci fa accomodare in una saletta riservata, ci siamo solo noi due.
Durante il pranzo mi chiede. Fa molte domande, vuole sapere di me.
In questo, modestamente, sono brava, molto brava, e riesco a tenere agevolmente testa anche a un parlamentare.
Lo incuriosisco molto. Gli piaccio, ne sono certa.
Io farò quello che mi chiedi Annamaria, non è una cosa semplice, ma so quali tasti toccare. Ma tu in cambio mi dovrai dare sette giorni della tua vita.
In che senso? Chiedo interdetta.
Il 5 maggio torno a casa, in Sicilia, per una settimana. Voglio che tu venga con me, e che tu sia, per quei giorni, la mia compagna, la mia bambola, il mio giocattolo, da esibire, e da condividere, se del caso, con amici e parenti. Ci stai?
Va bene, ci stò, rispondo convinta.
Bene, allora domani torna qui, ti aspetto per le cinque, se non sono ancora arrivato fatti accompagnare in camera, basta che dici il tuo nome, Annamaria. Ho voglia di collaudarti. Qualcosa in contrario?
Assolutamente no, rispondo ammiccante.
Ed ora eccomi, sono qui, che mi spoglio, pronta a esaudire ogni suo desiderio, ogni suo capriccio, ogni sua idea, per quanto porca possa essere...
Ma facciamo un passo indietro.
Una mattina di alcuni giorni fa.
Ero da poco arrivata in ufficio.
Haziz mi chiama: mi vuole assolutamente sulla costiera Sanremese. Subito.
Veramente avrei da fare, clienti...
Ti ho detto, subito, chiaro? Tra cinque minuti arriva il mio autista.
E quando lui è così deciso significa che la cosa è importante.
Dico al mio odiato socio di pensare lui ai miei appuntamenti.
Ma dove vai, quando torni? Mi chiede incuriosito.
Cazzi miei! Gli urlo con una certa soddisfazione mentre esco dall'ufficio.
Arrivo al luogo dell'appuntamento dopo quasi tre ore di viaggio.
Sono stravolta.
Ma che modi Haziz!
Zitta e sali, mi dice facendomi salire sulla sua Ferrari.
Pochi minuti e arriviamo davanti a un enorme complesso turistico.
Ti interessa? Mi chiede quasi con noncuranza
In che senso?
Te ne vuoi occupare?
Che vuoi farne?
Li trasformo in appartamenti di lusso. Andranno a ruba. Margini di guadagno enormi. Le tue commissioni alle stelle.
Sono eccitata al solo pensiero, ma cerco di non darlo troppo a vedere.
Si, interessante...dico a bassa voce.
Posso sempre andare da qualcun altro, mi fa lui entrando in un portone del complesso. Seguimi...
Dove andiamo? Chiedo già avendo qualche sospetto
Tu sei brava a vendere, una delle migliori, e sei anche una grandissima troia. Vieni, ti faccio vedere i locali
Lo seguo in silenzio.
Giriamo un pò per il complesso, enorme.
Entriamo in una grande camera da letto.
Ho poco tempo, mi fa, spogliati
Eseguo, apro il letto, mi stendo, nuda.
Lui rimane vestito, si avvicina a me, mi accarezza le tette, mi stringe i capezzoli.
Le tue tette mi fanno sempre impazzire, ma vado di fretta. Ho voglia di incularti, dai girati.
Obbedisco.
Fa tutto velocemente.
Mi penetra il culo con le dita, allarga il buco, ci infila il suo cazzo già duro e comincia a pompare con vigore.
Un paio di minuti e lo sento uscire.
So cosa vuole.
Mi inginocchio davanti a lui, apro la bocca e attendo il suo sperma.
Arriva come al solito, dentro la bocca.
Attendo che i fiotti cessino.
Ingoio tutta la sborra in un colpo, mi lecco le labbra e gli lecco con voracità il cazzo ancora duro, come piace a lui.
Mi afferra e mi tira su.
Dai rivestiti che tra un'ora hai un appuntamento con un pezzo grosso, un parlamentare.
Come? Ma che dici? Spiegami!
Sono in ansia.
Dobbiamo ottenere un cambio di destinazione urbanistica. Ho già parlato con i tecnici, si può fare, ma occorre il là politico. Ho agganciato un politico molto influente in regione che ci consentirà di avere il provvedimento, l'onorevole Rizzo, un gran porco (e ride). Gli ho parlato di te, gli ho fatto vedere qualcosa...(e il porco ride ancora). Ti vuole conoscere prima, mi spiego? Dai sbrigati!
Lo ascoltavo mentre mi rivestivo in fretta e furia.
Arriviamo davanti a una elegante palazzina.
Vai da sola, poi mi fai sapere, mi dice, e se ne va.
Ero attesa.
Un sessantenne massiccio, accento siciliano molto marcato, il tipico porco, penso guardandolo, aveva ragione Haziz: tra porci si riconoscono...
Ecco che ora mi sto spogliando, nella suite dell'albergo, mentre lui, il potente onorevole, mi guarda.
Mi avvicino, nuda.
Allunga le mani, mi tocca, mi accarezza.
Vuole che lo spoglio, obbedisco.
Mi afferra per la testa e mi spinge giù.
Gli prendo il cazzo già gonfio, di dimensioni decenti, e lo metto in bocca.
Lo lecco, inizio il mio pompino.
Lo sento crescere in bocca, duro.
Mi afferra per i capelli e mi spinge verso il letto.
Mi stendo.
Lo guardo e mi accarezzo la fica.
Allora, che ti piace? Gli chiedo ammiccante.
Mi sale addosso.
Prende a leccarmi le tette, scende giù verso la fica.
Hai un buon odore...odori di zoccola, mi dice mentre infila le dita nella mia fica e, dopo aver rovistato, le annusa e le lecca.
Si stende affianco a me: Vieni, troia
Salgo su di lui.
No, girati, mi fa. Voglio vedere il tuo culo mentre ti scopo.
Eseguo e infilo il suo cazzo nella mia fica.
Comincio a cavalcarlo, mentre lui con le dita mi penetra il culo.
Ora ti voglio inculare, mi dice afferrandomi per i fianchi.
Mi siedo su di lui, allargo il culo, sento il suo cazzo entrare lentamente.
Mi abbasso un pò alla volta.
Lui inizia a pompare, dà un colpo forte, secco. che mi lascia senza respiro.
Lancio un urlo.
Lo sento tutto dentro.
Mi agito, ansimo, inizio a masturbarmi.
Lui continua a spingere e io vengo emettendo un urlo soffocato.
Mi spinge con decisione in avanti, esce dal mio culo, mi fa stendere e mi sale addosso.
Ti sborro in faccia, puttana!
Si sega, e dopo qualche istante vengo investita da un getto liquido e caldo di sperma che mi colpisce in pieno volto.
Chiudo gli occhi mentre resto con la bocca aperta.
Si susseguono alcuni fiotti, fino a che non mi infila il suo cazzo in bocca.
Lecca tutto troia, mi dice soddisfatto, e pulisciti la faccia con le dita. Voglio vederti mentre lecchi tutta la mia sborra, troia.
Eseguo.
Poi si alza e mi tira per un braccio.
Entriamo in bagno.
Inginocchiati davanti alla vasca, mi dice.
Obbedisco.
Girati verso la vasca e alza e allargati il culo: voglio pisciarti dentro il culo, chiaro?
Eseguo.
Aspetto un pò, mentre con le mani tengo il culo allargato, fino a quando sento il suo piscio inondarmi culo e fica.
Bene, troia, adesso vatti a lavare, mi dice mentre lui torna in camera.
Mi trattengo a lungo sotto la doccia, quando esco lui è ancora sul letto, nudo.
Vieni qui che parliamo, mi fa.
Lo raggiungo, mi tolgo l'asciugamano e, nuda, mi stendo affianco a lui.
Come ti ho detto il cinque maggio torno a casa, nella mia Siracusa per una settimana e tu vieni con me, come d'accordo, giusto?
Una settimana intera...si certo, rispondo con qualche esitazione.
Ma lo vuoi il provvedimento di variazione o no? Se vieni, la settimana dopo è tutto fatto, se no...
Si, si, certo, rispondo. E che faremo lì per una settimana?
Sarai il mio giocattolo, ti esibirò ai miei fratelli, al mio adorato nipote, e ti mostrerò ai miei amici per farli crepare d'invidia, e farai tutto quello che ti dico. Qualcosa in contrario?
No, va bene, rispondo subito.
Senti, ora però devo andare via, ho un appuntamento abbastanza importante, hai chi ti riaccompagna?
Si certo, rispondo mentre mi alzo e prendo a rivestirmi.
Sei una gran troia Annamaria, sai? Sono convinto che mi farai fare una gran bella figura.
Contaci, gli rispondo guardandolo dritto negli occhi e afferrandogli il cazzo moscio per un'ultima, lunga leccata.
Chiamo Haziz.
Il suo autista era già lì.
Quell'arabo è un vero porco ma ci tiene enormemente a me. Mi fa seguire sempre col suo gps...
Salgo in macchina, direzione Torino.
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