La cavigliera mi fa tradire

di
genere
tradimenti

Luglio era arrivato con il suo caldo dolce, quello che profuma di crema solare e salsedine.
Martina aveva ventitré anni. Era una ragazza che attirava gli sguardi senza cercarli: capelli castano chiaro, mossi naturalmente dal vento del mare, occhi verdi con piccole sfumature dorate quando il sole li colpiva, pelle leggermente abbronzata e un sorriso spontaneo che rendeva il suo viso ancora più luminoso. Non era appariscente, ma aveva quell'eleganza semplice che faceva voltare le persone. Il fisico era slanciato, allenato senza eccessi, e indossava un bikini azzurro che esaltava la sua naturalezza. Non lo faceva apposta, ma la terza di seno, nei nei bikini sembrava sempre esploderle e diventava provocante anche se non era sua intenzione.
Era in vacanza con il fidanzato Andrea, con cui stava insieme da quattro anni. Avevano preso un piccolo appartamento in un residence sul mare. Le giornate scorrevano lente tra spiaggia, piscina e passeggiate serali.

Quel pomeriggio, mentre erano distesi sugli sdrai, passò uno dei tanti venditori ambulanti.
«Braccialetto, portafortuna! Per la bella signorina.»
Martina sorrise imbarazzata.
«No, grazie...»
L'uomo insistette con gentilezza e alla fine glielo regalò.
«Regalo. Vacanza fortunata.»
Lei rise.
«Va bene... grazie.»
Non amava avere oggetti ai polsi. Così, quasi senza pensarci, si chinò e lo annodò intorno alla caviglia destra.
Andrea nemmeno ci fece caso.


Il giorno seguente Martina, come sempre, andò da sola nella piscina del residence.
Andrea aveva l'abitudine di fare un lungo sonnellino dopo pranzo.
Nuotò qualche vasca, poi uscì dall'acqua e si diresse verso gli appartamenti.
Sentì qualcuno chiamarla.
«Scusa.»
Si voltò.
Era un uomo che aveva già visto qualche volta nel residence.
Sui quarant'anni, alto, spalle larghe, fisico asciutto e muscoloso. Portava una barba di qualche giorno che gli dava un'aria affascinante e un sorriso sicuro di sé.
«Posso dirti una cosa?»
Martina esitò.
«Sì?»
L'uomo indicò la sua caviglia.
«Ho notato il braccialetto.»
Lei abbassò lo sguardo.
«Ah... questo?»
«Sì.»
Fece una piccola pausa.
«Pensavo fosse un messaggio.»
Martina lo guardò senza capire.
«Che significa?»
Lui sorrise.
«Ho sentito dire che alcune ragazze impegnate portano una cavigliera a destra per indicare di essere aperte a un'avventura... mentre a sinistra, dalla parte del cuore, per dire l'opposto.»
Martina scoppiò quasi a ridere.
«Ma cosa? No! Me l'ha regalato un venditore ieri e l'ho legato lì perché non mi piaceva al polso.»
Lui annuì lentamente.
«Può essere.»
Poi aggiunse con calma:
«Però ti vedo sempre qui da sola tutti i pomeriggi.»
«Perché Andrea dorme sempre dopo pranzo.»
«Capisco.»
Seguì un momento di silenzio.
«Se ti va... domani potremmo avere una avventura… Immagina solo io e te sul mio terrazzo o il mio letto se preferisci e due drink…»
Martina rimase immobile.
«No... guarda... sono fidanzata.»
«Lo so.»
«E allora?»
«Verifichiamo se la cavigliera ha un senso aahahahah»
Lei scosse la testa e se ne andò senza aggiungere altro. Incredibile! Senza pudore….


Quella sera, però, non riuscì a toglierselo dalla mente.
Non perché fosse innamorata di quello sconosciuto.
Era la curiosità.
Il fatto di essere stata notata.
Di sentirsi desiderata da qualcuno che non la conosceva.
L’assenza di pudore della richiesta.
Continuava a ripetersi:
"Che sciocchezza... non ci andrei mai."


Il pomeriggio seguente tornò comunque in piscina.
L'uomo era lì.
La salutò con un semplice cenno.
Lei avrebbe potuto ignorarlo.
Invece gli passò accanto.
Lui disse sottovoce:
«Due spritz ti aspettano sul terrazzo del mio appartamento.»
Martina sorrise nervosamente.
«Non dovrei.»
«Lo so.»
Rimase qualche secondo in silenzio.
Sentiva il cuore accelerare.
Una parte di lei diceva di tornare subito da Andrea.
Un'altra cercava di minimizzare.
Con un filo di voce disse:
«Solo pochi minuti.»
Lui fece cenno di seguirlo.


Entrati in appartamento, lui le da una palpata intensa al suo culetto «Fantastico! Ti faccio vedere io come un vero uomo fa godere una ragazza… non come il tuo fidanzatino che non sa neanche come si fa»
«Non ti permettere» Scatta in difesa di lui, ma in parte ha ragione. Era da tanto che non godeva con lui, ma non poteva trattarlo così.
«Shhh il tuo corpo dice altro… - abbassandosi il costume e facendo svettare il cazzo - lui ce lo ha come il mio?» lei lo guarda sbalordita, non risponde, ma lo fissava «Inginocchiati e succhia!» non lasciava opzioni.
Era combattuta, aveva già superato un limite, ma c’era ancora una via di ritorno, ma succhiarlo avrebbe segnato un solco indelebile. Lui la guida ad inginocchiarsi mentre era indecisa. Voleva opporre resistenza ma il suo corpo non rispondeva.

Si ritrova il suo cazzo di fronte e meccanicamente lo prende. In pochi istanti il suo corpo si muove d’esperienza e il piacere per entrambi sale. «Oh, che brava che sei troietta…lo facciamo cornuto!»
«Non ti perm…» non riesce a finire la frase che lui tenendole una mano le scopa la bocca.
«Guarda come godi zoccola»
Quando si ferma lei prende fiato e si toglie il reggiseno e gli abbraccia il cazzo con le sue tette… «Per favore non insultarlo…»

«Vieni sul letto che ora viene il bello»
«Non li ho presi… voglio scoparti liberamente»
«Io non prendo la pillola»
«Non ti vengo dentro, ma se proprio hai paura ci fermiamo» sapeva che non si sarebbe fermata ora: era già a pecora senza intimo.
«No, ma non venirmi dentro, non voglio rischiare» supplicando
«Vuoi un figlio da lui, ma lo stai facendo cornuto, che zoccola» lei non risponde imbarazzata ed umiliata. Aveva ragione

Un gemito ed le era dentro: tutta bagnata e calda…
«Lasciati andare, non essere così rigida tanto fatto è fatto, dimmi che lo stai facendo cornuto… lo sfigato che dorme e io che fotto la sua fidanzatina»
Lei ansimava e cercava di trattenere l’orgasmo non voleva dargli questa soddisfazione… per fortuna la mette sotto ed ha il tempo di respirare e calmare l’eccitazione.

Con lui sopra si sentiva dominata e posseduta… colpi forti e profondi la facevano godere. Lui continuava a sfottere il suo ragazzo, ma arriva una sua chiamata, lei agitata non sapeva che fare. Lui prende e riaggancia. «Digli che sei in edicola e torni tra 10 min»
L’eccitazione stava salendo e lei scriveva con le mani tremanti. Il fidanzato ci stava credendo…
Eccitato a mille dalla situazione esplode dentro di lei «Ti ingravido troietta! Lo rendiamo così cornuto che ti do io un figlio»
Lei arrabbiata «Ma che cazzo hai fat…» ma l’orgasmo che ha tenuto fino ad ora la scuote e le prende la testa «cazzo godooo…sei un porco»

Si rivestono e lei stava per andare via: «Quand’è che ovuli?»
«Settimana prossima, mercoledì, lasciami andare ora»
«Voglio renderlo cornuto per bene e metterti incinta io! Allungo le ferie di una settimana» lei non lo stava ascoltando appieno…

Mentre percorreva il vialetto verso il proprio appartamento, il rumore delle cicale sembrava assordante.
Ripensava continuamente a quei pochi minuti.
Sentiva un peso sul petto.
Entrò in casa.
Andrea era appena sveglio.
«Ehi amore... com'è andata in piscina?»
Martina si fermò un istante.
Lo guardò sorridere con quella naturalezza che aveva sempre avuto.
Sentì una stretta allo stomaco.
«Bene... tranquilla.»
Lui le diede un bacio sulla fronte.
«Andiamo a prenderci un gelato?»
Lei annuì.
«Volentieri.»
Gli prese la mano.
Mentre uscivano insieme, il braccialetto sulla caviglia destra le sembrò improvvisamente pesantissimo.
Quella sera, rientrata in appartamento, lo sciolse lentamente.
Lo guardò qualche secondo nel palmo della mano.
Poi lo ripose nel cassetto del comodino.
«Perchè lo togli amore ti stava bene, rimettilo mi piaci con quello»
Scemi e ingenuo… a malincuore lo rimette e il pensiero del pomeriggio la tormentava…

Prima di addormentarsi ha avuto un rapporto con Andrea, ma tristemente non è venuta… sperava che gli desse piacere e invece quel tradimento tornava…

Ed ora?
di
scritto il
2026-06-26
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