Giulia e i 7 livelli
di
Cupido
genere
dominazione
Giulia aveva compiuto diciotto anni da poco più di un mese.
Non era alta, ma aveva una presenza che attirava gli sguardi. I suoi lunghi capelli ricci, castani con riflessi color miele, le scendevano fino a metà schiena in onde ribelli che sembravano impossibili da domare. Gli occhi verdi, sempre in movimento, tradivano una curiosità che spesso la metteva nei guai. Dopo la fine della sua prima vera storia d'amore, però, quella curiosità si era trasformata in qualcosa di diverso: il bisogno di sentirsi libera.
Forse erano i diciotto anni. Forse era la voglia di dimostrare a sé stessa che il mondo non finiva con una delusione sentimentale.
Così una sera scaricò Pure: un’app di incontri principalmente sessuali.
Creare il profilo fu semplice. Qualche foto, una breve descrizione, un paio di interessi scritti senza pensarci troppo.
Nei primi minuti l'app le sembrò una perdita di tempo.
Scorse decine di profili. Alcuni banali, altri ridicoli. Dopo meno di mezz'ora chiuse tutto e si dedicò ad altro.
Per due giorni non la aprì nemmeno.
Poi, mentre stava controllando le notifiche sul telefono, il suo sguardo cadde sull'icona viola.
La aprì quasi per noia.
Rimase immobile.
Centinaia di like.
Iniziò a scorrerli rapidamente, sorpresa da quella valanga di attenzione. Alcuni messaggi erano prevedibili, altri semplicemente stupidi.
Poi ne vide uno.
"Se vuoi trasgredire... a tuo rischio e pericolo 😆"
Nulla di speciale.
Eppure si fermò.
Rilesse la frase due volte.
Tre.
Alla fine rispose.
"In che senso?"
La risposta arrivò quasi subito.
"Se vuoi scoprirlo, stasera. Ore 21. Via delle Robinie 17."
Nient'altro.
Giulia fissò lo schermo.
Assurdo.
Non conosceva quella persona.
Non aveva visto una foto. Non aveva nemmeno un nome.
Ancora più assurdo.
Chiuse l'app.
No. Non faceva per lei.
Per togliersi quell'idea dalla testa indossò le scarpe da corsa e uscì. Corse per quasi un'ora lungo il parco vicino a casa, lasciando che il ritmo dei passi coprisse i pensieri.
Ma quando tornò, sudata e stanca, la prima cosa che fece fu prendere il telefono.
Scrisse:
"Possiamo prima conoscerci?"
La risposta arrivò dopo pochi secondi.
Era semplicemente la citazione del messaggio precedente.
Ore 21. Via delle Robinie 17.
Poi silenzio.
Nessun altro messaggio.
Nessuna spiegazione.
Niente.
Giulia posò il telefono sul letto.
Che fare?
Era una pessima idea.
Lo sapeva.
Eppure qualcosa la attirava.
Non la promessa di trasgredire.
Non l'ignoto.
Piuttosto il mistero.
La sensazione che, per una volta, stesse scegliendo da sola.
Alle 20:30 era ancora indecisa.
Alle 20:45 era davanti allo specchio.
Scelse dei jeans scuri, una giacca di pelle e un top elegante. Si truccò leggermente.
Alle 20:58 stava parcheggiando il motorino davanti all'indirizzo indicato.
Una villetta isolata.
Luci accese.
Giardino curato.
Nessun rumore.
Per qualche secondo pensò di andarsene.
Poi fece un respiro profondo.
Suonò.
La porta si aprì quasi immediatamente.
Un uomo sulla quarantina la osservò senza sorpresa.
Non sorrise.
Non sembrava nemmeno felice di vederla.
Sembrava semplicemente aspettarla.
"Sapevo saresti venuta."
Giulia fece un passo indietro.
"Ci conosciamo?"
"No."
"Allora come facevi a saperlo?"
L'uomo aprì maggiormente la porta.
"Perché tutti quelli che ricevono quel messaggio vengono."
Un brivido le attraversò la schiena.
"Spogliati completamente e seguimi"
Per un istante pensò di girarsi e correre via.
Alla fine si spoglio e rimase nuda.
Lui la squadrò come si fa con un pezzo di carne e poi le fece un cenno di seguirla.
Scesero ed entrarono in una stanza.
"Benvenuta."
"Benvenuta dove?"
“Nella stanza dei giochi” aveva una voce pacata, quasi irreale. “Ti metterai su quella piattaforma e poi il gioco inizierà. Prima di ogni step successivo ti dirò cosa ti farò, dovrai decidere tu se accettare o rifiutare. Se rifiuti te ne tornerai a casa e non potrai più tornare, sono 7 livelli”
Stava esitando, poi fece un respiro profondo e si sdraiò sulla piattaforma.
“Ora ti lego ed iniziamo” lei annuisce intimorita ed ora cosa sarebbe successo.
Senza fretta con dei laccetti la lega braccia e gambe alla piattaforma.
Livello 1 - Il Freddo: quando il gelo ti attraversa le ossa, scopri quanto calore possiedi davvero.
Lo dice quasi in tono solenne e poi: “Ti passerò del ghiaccio sul tuo corpo”
Lei fa un cenno di ok, prende un cubetto di ghiaccio (quelli tondi e schiacciati) e inizia a passarlo lentamente su di lei. Era quasi piacevole, si stava rilassando, quando lo appoggia sul capezzolo. Lì un brivido, era fastidioso, ma non troppo, era al limite. Poi un brivido più forte, lo aveva messo sulla sua fighetta. Lui sorride e facendole scappare un gemito lo mette dentro alla fighetta e poi un secondo. Il freddo le veniva da dentro non lasciandole possibilità di stare ferma.
Livello 2 - Il Caldo: Attraversa le fiamme e lascia indietro ciò che eri.
“Ti farò cadere della cera addosso”
Accende tre candele ed attende paziente che la cera si sciolga intanto lei era ancora presa da brividi di freddo: i ghiacci dentro di lei non si erano ancora sciolti e poi urla: “Scotta!”
Quel caldo era in netto contrasto del freddo tra le gambe… altra cera ed altro gridolino. Ogni goccia sempre più vicina alle sue tette e lei sapeva che lì l’intensità sarebbe stata più forte.
Ed eccola, la prima goccia e lei urla e si dimena, una seconda ed una terza… La candela aveva esaurito la cera liquida così prende la seconda.
Con la mano le prende l’altra tetta, e le versa tutta la cera della seconda candela, stava urlando, dimenandosi dal calore, voleva toccarsi ma non poteva.
Tutto era incentrato su quel dolore e non si accorge, finché non sente il picco di caldo che le sversa la cera della terza candela sulla fighetta facendola urlare e dimenare ancora.
Livello 3 - La Sofferenza: Il dolore è la porta che nessuno attraversa volontariamente.
“Ho un flagello e ti frusterò”
Forse Giulia non aveva nemmeno sentito l’annuncio, lui prende il flagello ed inizia a colpirla sia sulle tette che sulla figa. Ogni colpo faceva saltare qualche pezzo di cera. Lei però non sentiva nulla, ancora dolorante dal ultimo sversamento di cera.
Livello 4 - La vibrazione: Ascolta il richiamo che scuote la tua anima
“Ti metterò un ovulo vibrante in figa alla velocità minima per 15 min. Ogni tuo orgasmo aumento la velocità di uno e il tempo di 2 min”
Sembrava facile rispetto al precedente, annuisce anche se non aveva mai provato un ovulo vibrante. Lui lo inserisce dentro di lei ed lo avvia e fa partire il timer. Il conto alla rovescia era davanti a lei, il tempo scorreva lentamente mentre la vibrazione la faceva bagnare e dopo neanche 8 min ha il primo orgasmo.
Lui aumenta la velocità e il timer. Già così l’intensità era importante e dopo altri 4 min ne ha un altro… velocità e timer… viene… velocità e timer…
Il tempo era tiranno… stava solo aumentando e lei era continuamente scossa da tremiti. La fighetta iniziava addirittura a bruciarle. Ha perso il conto del numero di volte e i numeri si fanno confusi.
Una secchiata di acqua fredda la risveglia: aveva perso conoscenza. “Brava bambina, stai resistendo, vediamo se arrivi in fondo”
Era quasi una sfida e per lei stava diventando una battaglia tra autocontrollo, dolore e piacere.
Livello 5 - La strizzata: Solo sotto pressione emerge l'essenza più autentica di una persona.
“Ti metterò delle pinze sui capezzoli e sul clitoride per 30 min”
Il dolore fu subito acuto credeva che fosse impossibile sopportarlo, ma voleva dimostrare a se stessa di riuscirci. Lui nel mentre va a prendersi un caffè e la guarda divertito.
Il tempo passa lento, ma finalmente suona.
Livello 6 - Le ortiche: Le ferite più pungenti insegnano a distinguere il pericolo dalla crescita
“Ti passerò con le ortiche sui capezzoli e sulla fighetta”
Non li sentiva più, erano doloranti ed ipersensibili. Questo l’avrebbe fatta esplodere, non sapeva se… ma con un filo di voce, quella dell’orgoglio “ok”
Lui con dei guanti prende le ortiche e le appoggia un mazzetto sulle sue tette e uno sulla sua fighetta. Una palpata sulla prima tetta e la sente pizzicare, quasi bruciare… poi arriva sull’altra. Doveva resistere e poi sulla fighetta, lì urla.
Livello 7 - L’amore: L'ultima prova non è resistere: è arrendersi
“Ti scopo ora”
Si mette un preservativo per non pungersi il cazzo dal resti delle ortiche… lei ancora dolorante non lo sente quasi neanche entrare… forse comincia a capire cosa le sta facendo: scopandolo dopo qualche minuto.
La scopa e poi si toglie il preservativo e glielo dà tutto in bocca, quasi meccanicamente lo lascia entrare e ingoia tutto.
“Brava ragazza” lui le toglie i legacci e lei crolla a terra ancora dolorante dalle ortiche e rossa dalle torture.
“Fa mailssimo”
“Per le ortiche se vuoi ti posso pisciare addosso, quello aiuta, ma devi chiedermelo”
Non ci pensa, faceva troppo male “Si pisciami addosso”
“Padrone…”
Ha intuito subito: “Si pisciami addosso, padrone”
Brava e la pioggia dorata le dona un leggero solievo.
Lui la aiuta a rivestirsi e dolorante ed umiliata torna a casa.
La domanda che le martellava in testa: “Tornerà da lui?”
Non era alta, ma aveva una presenza che attirava gli sguardi. I suoi lunghi capelli ricci, castani con riflessi color miele, le scendevano fino a metà schiena in onde ribelli che sembravano impossibili da domare. Gli occhi verdi, sempre in movimento, tradivano una curiosità che spesso la metteva nei guai. Dopo la fine della sua prima vera storia d'amore, però, quella curiosità si era trasformata in qualcosa di diverso: il bisogno di sentirsi libera.
Forse erano i diciotto anni. Forse era la voglia di dimostrare a sé stessa che il mondo non finiva con una delusione sentimentale.
Così una sera scaricò Pure: un’app di incontri principalmente sessuali.
Creare il profilo fu semplice. Qualche foto, una breve descrizione, un paio di interessi scritti senza pensarci troppo.
Nei primi minuti l'app le sembrò una perdita di tempo.
Scorse decine di profili. Alcuni banali, altri ridicoli. Dopo meno di mezz'ora chiuse tutto e si dedicò ad altro.
Per due giorni non la aprì nemmeno.
Poi, mentre stava controllando le notifiche sul telefono, il suo sguardo cadde sull'icona viola.
La aprì quasi per noia.
Rimase immobile.
Centinaia di like.
Iniziò a scorrerli rapidamente, sorpresa da quella valanga di attenzione. Alcuni messaggi erano prevedibili, altri semplicemente stupidi.
Poi ne vide uno.
"Se vuoi trasgredire... a tuo rischio e pericolo 😆"
Nulla di speciale.
Eppure si fermò.
Rilesse la frase due volte.
Tre.
Alla fine rispose.
"In che senso?"
La risposta arrivò quasi subito.
"Se vuoi scoprirlo, stasera. Ore 21. Via delle Robinie 17."
Nient'altro.
Giulia fissò lo schermo.
Assurdo.
Non conosceva quella persona.
Non aveva visto una foto. Non aveva nemmeno un nome.
Ancora più assurdo.
Chiuse l'app.
No. Non faceva per lei.
Per togliersi quell'idea dalla testa indossò le scarpe da corsa e uscì. Corse per quasi un'ora lungo il parco vicino a casa, lasciando che il ritmo dei passi coprisse i pensieri.
Ma quando tornò, sudata e stanca, la prima cosa che fece fu prendere il telefono.
Scrisse:
"Possiamo prima conoscerci?"
La risposta arrivò dopo pochi secondi.
Era semplicemente la citazione del messaggio precedente.
Ore 21. Via delle Robinie 17.
Poi silenzio.
Nessun altro messaggio.
Nessuna spiegazione.
Niente.
Giulia posò il telefono sul letto.
Che fare?
Era una pessima idea.
Lo sapeva.
Eppure qualcosa la attirava.
Non la promessa di trasgredire.
Non l'ignoto.
Piuttosto il mistero.
La sensazione che, per una volta, stesse scegliendo da sola.
Alle 20:30 era ancora indecisa.
Alle 20:45 era davanti allo specchio.
Scelse dei jeans scuri, una giacca di pelle e un top elegante. Si truccò leggermente.
Alle 20:58 stava parcheggiando il motorino davanti all'indirizzo indicato.
Una villetta isolata.
Luci accese.
Giardino curato.
Nessun rumore.
Per qualche secondo pensò di andarsene.
Poi fece un respiro profondo.
Suonò.
La porta si aprì quasi immediatamente.
Un uomo sulla quarantina la osservò senza sorpresa.
Non sorrise.
Non sembrava nemmeno felice di vederla.
Sembrava semplicemente aspettarla.
"Sapevo saresti venuta."
Giulia fece un passo indietro.
"Ci conosciamo?"
"No."
"Allora come facevi a saperlo?"
L'uomo aprì maggiormente la porta.
"Perché tutti quelli che ricevono quel messaggio vengono."
Un brivido le attraversò la schiena.
"Spogliati completamente e seguimi"
Per un istante pensò di girarsi e correre via.
Alla fine si spoglio e rimase nuda.
Lui la squadrò come si fa con un pezzo di carne e poi le fece un cenno di seguirla.
Scesero ed entrarono in una stanza.
"Benvenuta."
"Benvenuta dove?"
“Nella stanza dei giochi” aveva una voce pacata, quasi irreale. “Ti metterai su quella piattaforma e poi il gioco inizierà. Prima di ogni step successivo ti dirò cosa ti farò, dovrai decidere tu se accettare o rifiutare. Se rifiuti te ne tornerai a casa e non potrai più tornare, sono 7 livelli”
Stava esitando, poi fece un respiro profondo e si sdraiò sulla piattaforma.
“Ora ti lego ed iniziamo” lei annuisce intimorita ed ora cosa sarebbe successo.
Senza fretta con dei laccetti la lega braccia e gambe alla piattaforma.
Livello 1 - Il Freddo: quando il gelo ti attraversa le ossa, scopri quanto calore possiedi davvero.
Lo dice quasi in tono solenne e poi: “Ti passerò del ghiaccio sul tuo corpo”
Lei fa un cenno di ok, prende un cubetto di ghiaccio (quelli tondi e schiacciati) e inizia a passarlo lentamente su di lei. Era quasi piacevole, si stava rilassando, quando lo appoggia sul capezzolo. Lì un brivido, era fastidioso, ma non troppo, era al limite. Poi un brivido più forte, lo aveva messo sulla sua fighetta. Lui sorride e facendole scappare un gemito lo mette dentro alla fighetta e poi un secondo. Il freddo le veniva da dentro non lasciandole possibilità di stare ferma.
Livello 2 - Il Caldo: Attraversa le fiamme e lascia indietro ciò che eri.
“Ti farò cadere della cera addosso”
Accende tre candele ed attende paziente che la cera si sciolga intanto lei era ancora presa da brividi di freddo: i ghiacci dentro di lei non si erano ancora sciolti e poi urla: “Scotta!”
Quel caldo era in netto contrasto del freddo tra le gambe… altra cera ed altro gridolino. Ogni goccia sempre più vicina alle sue tette e lei sapeva che lì l’intensità sarebbe stata più forte.
Ed eccola, la prima goccia e lei urla e si dimena, una seconda ed una terza… La candela aveva esaurito la cera liquida così prende la seconda.
Con la mano le prende l’altra tetta, e le versa tutta la cera della seconda candela, stava urlando, dimenandosi dal calore, voleva toccarsi ma non poteva.
Tutto era incentrato su quel dolore e non si accorge, finché non sente il picco di caldo che le sversa la cera della terza candela sulla fighetta facendola urlare e dimenare ancora.
Livello 3 - La Sofferenza: Il dolore è la porta che nessuno attraversa volontariamente.
“Ho un flagello e ti frusterò”
Forse Giulia non aveva nemmeno sentito l’annuncio, lui prende il flagello ed inizia a colpirla sia sulle tette che sulla figa. Ogni colpo faceva saltare qualche pezzo di cera. Lei però non sentiva nulla, ancora dolorante dal ultimo sversamento di cera.
Livello 4 - La vibrazione: Ascolta il richiamo che scuote la tua anima
“Ti metterò un ovulo vibrante in figa alla velocità minima per 15 min. Ogni tuo orgasmo aumento la velocità di uno e il tempo di 2 min”
Sembrava facile rispetto al precedente, annuisce anche se non aveva mai provato un ovulo vibrante. Lui lo inserisce dentro di lei ed lo avvia e fa partire il timer. Il conto alla rovescia era davanti a lei, il tempo scorreva lentamente mentre la vibrazione la faceva bagnare e dopo neanche 8 min ha il primo orgasmo.
Lui aumenta la velocità e il timer. Già così l’intensità era importante e dopo altri 4 min ne ha un altro… velocità e timer… viene… velocità e timer…
Il tempo era tiranno… stava solo aumentando e lei era continuamente scossa da tremiti. La fighetta iniziava addirittura a bruciarle. Ha perso il conto del numero di volte e i numeri si fanno confusi.
Una secchiata di acqua fredda la risveglia: aveva perso conoscenza. “Brava bambina, stai resistendo, vediamo se arrivi in fondo”
Era quasi una sfida e per lei stava diventando una battaglia tra autocontrollo, dolore e piacere.
Livello 5 - La strizzata: Solo sotto pressione emerge l'essenza più autentica di una persona.
“Ti metterò delle pinze sui capezzoli e sul clitoride per 30 min”
Il dolore fu subito acuto credeva che fosse impossibile sopportarlo, ma voleva dimostrare a se stessa di riuscirci. Lui nel mentre va a prendersi un caffè e la guarda divertito.
Il tempo passa lento, ma finalmente suona.
Livello 6 - Le ortiche: Le ferite più pungenti insegnano a distinguere il pericolo dalla crescita
“Ti passerò con le ortiche sui capezzoli e sulla fighetta”
Non li sentiva più, erano doloranti ed ipersensibili. Questo l’avrebbe fatta esplodere, non sapeva se… ma con un filo di voce, quella dell’orgoglio “ok”
Lui con dei guanti prende le ortiche e le appoggia un mazzetto sulle sue tette e uno sulla sua fighetta. Una palpata sulla prima tetta e la sente pizzicare, quasi bruciare… poi arriva sull’altra. Doveva resistere e poi sulla fighetta, lì urla.
Livello 7 - L’amore: L'ultima prova non è resistere: è arrendersi
“Ti scopo ora”
Si mette un preservativo per non pungersi il cazzo dal resti delle ortiche… lei ancora dolorante non lo sente quasi neanche entrare… forse comincia a capire cosa le sta facendo: scopandolo dopo qualche minuto.
La scopa e poi si toglie il preservativo e glielo dà tutto in bocca, quasi meccanicamente lo lascia entrare e ingoia tutto.
“Brava ragazza” lui le toglie i legacci e lei crolla a terra ancora dolorante dalle ortiche e rossa dalle torture.
“Fa mailssimo”
“Per le ortiche se vuoi ti posso pisciare addosso, quello aiuta, ma devi chiedermelo”
Non ci pensa, faceva troppo male “Si pisciami addosso”
“Padrone…”
Ha intuito subito: “Si pisciami addosso, padrone”
Brava e la pioggia dorata le dona un leggero solievo.
Lui la aiuta a rivestirsi e dolorante ed umiliata torna a casa.
La domanda che le martellava in testa: “Tornerà da lui?”
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