Ripetizioni di matematica
di
Cupido
genere
etero
Annachiara aveva diciotto anni e, a scuola, era considerata una delle studentesse più promettenti della classe.
In italiano, storia e lingue straniere otteneva voti eccellenti. Studiava con costanza e aveva una memoria notevole. Solo una materia sembrava resisterle in ogni modo: matematica.
Numeri, formule e dimostrazioni erano un muro contro cui finiva puntualmente per scontrarsi.
Annachiara era una ragazza che curava il proprio aspetto con naturalezza. I suoi capelli ricci, castano chiaro con le punte schiarite dal biondo, le incorniciavano un viso dai lineamenti dolci. Aveva un naso piccolo, occhi chiari che, a seconda della luce, sembravano quasi grigi, e un sorriso spontaneo che la rendeva immediatamente simpatica.
Il suo fisico era asciutto e atletico. Anni di pallavolo le avevano lasciato spalle armoniose, gambe allenate e una postura elegante. Successivamente la palestra aveva aiutato a definire le sue forme. Il seno era piccolo, ma il suo cavallo di battaglia è il culetto definito, sodo, sembrava quasi disegnato. Era consapevole di piacere e sceglieva spesso abiti che l’esaltavano. Le piaceva sentirsi osservata e ricevere qualche complimento, senza che questo diventasse il centro della sua vita.
Con gli scrutini ormai vicini, il rischio del debito diventava sempre più concreto.
Al termine dell'ennesima lezione, mentre gli altri studenti lasciavano l'aula, il professore di matematica le si avvicinò.
"Annachiara, puoi fermarti un momento?"
Lei annuì.
"Sei una studentessa capace. Lo dimostrano tutti gli altri voti. Sarebbe un peccato compromettere l'anno per la matematica."
Annachiara abbassò lo sguardo.
"Lo so, professore. Ci sto provando, ma non basta."
L'insegnante rifletté qualche istante.
"Se vuoi, possiamo organizzare un percorso di recupero. Ti seguirò con alcune lezioni individuali dedicate esclusivamente alla preparazione. - toccandole ora l’interno coscia e lasciando sottintendere - Non posso garantirti un voto: quello dipenderà dal tuo impegno. Potrebbe diventare anche divertente"
Annachiara rimase in silenzio qualche secondo. Fece una piccola smorfia, come se fosse combattuta. Aveva capito la richiesta, ma era la prima volta che le capitava.
"Ci devo pensare..."
"Naturalmente. Se vuoi domani da me alle 16.30"
La richiesta non la spaventava, sapeva di essere femmina e di fare uno strano effetto ai maschi, ma non immaginava di ricevere una proposta del genere. Le piaceva scopare e non sarebbe nemmeno stata la prima volta con un maturo. Starci significava avere l’estate libera!!
Il giorno seguente si presentò all'appuntamento.
Aveva scelto un paio di short chiari appena sotto il culo, una canottiera semplice bianca senza reggiseno. Le puntine dei capezzoli e le aureole si intravedevano sotto il tessuto sottile. e una giacca leggera. Era un abbigliamento che la faceva sentire sicura di sé e a suo agio. Come sempre, aveva lasciato i ricci sciolti sulle spalle. Preso il motorino e via.
Il professore la accolse con la stessa professionalità mostrata in classe.
Sul tavolo c'erano fogli, esercizi e un piano di lavoro già preparato.
"Cominciamo dalle equazioni di secondo grado. Voglio capire esattamente dove incontri le maggiori difficoltà."
Con tono provocante lei: “Prof, pensavo volesse cominciare prima dalla pratica che dalla teoria” e dicendolo si mette a 90 sul tavolo.
Arrivano due schiaffi: “Oh sì sapevo, si vedeva che sei una puttana pronta ad usare il suo corpo per guadagnare”
“Prof, che dice… è lei il porco che vuole approffitarsi di me. Ma ora che mi ha messo in trappola mi faccia vedere cosa sa fare.” e dicendolo si slaccia gli short.
Intanto lui maneggiava con i suoi jeans, poi abbassa quelli di lei.
“Già coperto fa impazzire… ma ora con solo questo perizoma a "filo interdentale” è fantastico! - e schiaffeggandoglielo con il cazzo - anche lui ha voglia!”
Le sposta l’intimo ed in un colpo… tié… “Che stretta che sei puttana!”
“oh sì prof mi dia le ripetizioni”
“La matematica insegnata così ti piace, eh?” la stava stantufando forte e come godeva… era troppo bona la ragazza e così “Porca puttana, sborooo!”
“Non venirmi dentro” ma era troppo tardi e gli schizzi la stavano già riempiendo. “Come ti sei permesso?”
“Shhh so che sei una troia… prenderai sicuramente la pillola se no avresti la pancia gonfia da mo. Ora me lo succhi e me lo fai tornare duro che per colpa tua sono venuto troppo presto”
Lei ubbidiente si inginocchia, si toglie la canottiera e prende in bocca il suo cazzo semi duro. Lei con passione glielo succhia e assaggia la sborra che era rimasta in canna e succhiandolo usciva. Sembrava un felino che, facendo le fusa, giocava con la preda. Peccato che il cazzo non era esattamente la preda, ma lo era lei per lui. Lei voleva dimostrargli che era brava e ci sapeva fare: “Prof le piace così?”
“Non male, ma ho avuto studentesse che erano delle bocchinare migliori”
A smentirlo parzialmente era il suo cazzo che stava recuperando consistenza rapidamente. Lei ubbidiente e con i suoi occhioni da cerbiatta continuava nel prendersi cura di lui.
Tornato duro la mette a pecora sul divano. Con quel stupendo panorama del suo culetto, fece uno sforzo immane a non prenderla subito. Sputò sul suo buchetto e con un dito verificò l’elasticità.
“Prof, non il culo… per favore”
“Zitta” lo stava già preparando con due dita “Sì vede che è bello usato, ma se non vuoi le mie dita nel culetto basta che me lo dici”
“Prof la prego le tolga” era una supplica, non voleva essere sputtanata a quel livello con lui.
“Ok” ne rimase quasi sorpresa della poca resistenza, ma questa durò poco, lei sentì un dolore e urlò. “Senti come entra, si vedeva che eri zoccola, ma così tanto troia da volerlo subito nel culo senza preparazione non pensavo… oh che bono”
“Ah prof mi è tutto dentro, vada piano che fa male” ma stava già mugolando.
“Zitta” gli schiaffi arrivarono forti ed in risposta gli urletti di lei “Porca! Quanto ti piace il cazzo nel culetto?”
“Oh si prof, montami il culo!”
Lui si mette sopra di lei, sormontandola, e prendendola per le tette… la fotteva che era un piacere.
Le posizioni variavano… dalla missionaria allo smorzacandela, ma sempre in culo. Altro denominatore comune era Annachiara che urlava. Se qualcuno fosse stato dietro alla porta avrebbe pensato che la stava torturando… ed invece godeva come non mai.
Purtroppo anche le migliori favole hanno una fine e lui al limite esplose tutto il suo piacere nel suo culetto.
Risistemati: “Prof, quindi il debito è superato?”
Lui ridendo: “Troia, dopo il test di oggi, posso dire che hai un corpo bono soprattutto se ti fai inculare… Accetterò di aiutarti, dovremmo trovarci tutti i martedì per cercare di alzare quel 3 almeno a 4… poi durante l’estate se sarai dedita ai recuperi… potrai essere promossa, in caso contrario mi sa che dovrai ripetere l’anno e sarebbe proprio un peccato”
“Ma non erano questi i patti - dice arrabiata - bastava solo oggi”
“Io non ti obbligo, puoi scegliere tu, mia giovane puttanella…”
Dicendo questo e chiudendo la discussione la fa uscire di casa.
La domanda resta: Annachiara verrà promossa quest’anno?
In italiano, storia e lingue straniere otteneva voti eccellenti. Studiava con costanza e aveva una memoria notevole. Solo una materia sembrava resisterle in ogni modo: matematica.
Numeri, formule e dimostrazioni erano un muro contro cui finiva puntualmente per scontrarsi.
Annachiara era una ragazza che curava il proprio aspetto con naturalezza. I suoi capelli ricci, castano chiaro con le punte schiarite dal biondo, le incorniciavano un viso dai lineamenti dolci. Aveva un naso piccolo, occhi chiari che, a seconda della luce, sembravano quasi grigi, e un sorriso spontaneo che la rendeva immediatamente simpatica.
Il suo fisico era asciutto e atletico. Anni di pallavolo le avevano lasciato spalle armoniose, gambe allenate e una postura elegante. Successivamente la palestra aveva aiutato a definire le sue forme. Il seno era piccolo, ma il suo cavallo di battaglia è il culetto definito, sodo, sembrava quasi disegnato. Era consapevole di piacere e sceglieva spesso abiti che l’esaltavano. Le piaceva sentirsi osservata e ricevere qualche complimento, senza che questo diventasse il centro della sua vita.
Con gli scrutini ormai vicini, il rischio del debito diventava sempre più concreto.
Al termine dell'ennesima lezione, mentre gli altri studenti lasciavano l'aula, il professore di matematica le si avvicinò.
"Annachiara, puoi fermarti un momento?"
Lei annuì.
"Sei una studentessa capace. Lo dimostrano tutti gli altri voti. Sarebbe un peccato compromettere l'anno per la matematica."
Annachiara abbassò lo sguardo.
"Lo so, professore. Ci sto provando, ma non basta."
L'insegnante rifletté qualche istante.
"Se vuoi, possiamo organizzare un percorso di recupero. Ti seguirò con alcune lezioni individuali dedicate esclusivamente alla preparazione. - toccandole ora l’interno coscia e lasciando sottintendere - Non posso garantirti un voto: quello dipenderà dal tuo impegno. Potrebbe diventare anche divertente"
Annachiara rimase in silenzio qualche secondo. Fece una piccola smorfia, come se fosse combattuta. Aveva capito la richiesta, ma era la prima volta che le capitava.
"Ci devo pensare..."
"Naturalmente. Se vuoi domani da me alle 16.30"
La richiesta non la spaventava, sapeva di essere femmina e di fare uno strano effetto ai maschi, ma non immaginava di ricevere una proposta del genere. Le piaceva scopare e non sarebbe nemmeno stata la prima volta con un maturo. Starci significava avere l’estate libera!!
Il giorno seguente si presentò all'appuntamento.
Aveva scelto un paio di short chiari appena sotto il culo, una canottiera semplice bianca senza reggiseno. Le puntine dei capezzoli e le aureole si intravedevano sotto il tessuto sottile. e una giacca leggera. Era un abbigliamento che la faceva sentire sicura di sé e a suo agio. Come sempre, aveva lasciato i ricci sciolti sulle spalle. Preso il motorino e via.
Il professore la accolse con la stessa professionalità mostrata in classe.
Sul tavolo c'erano fogli, esercizi e un piano di lavoro già preparato.
"Cominciamo dalle equazioni di secondo grado. Voglio capire esattamente dove incontri le maggiori difficoltà."
Con tono provocante lei: “Prof, pensavo volesse cominciare prima dalla pratica che dalla teoria” e dicendolo si mette a 90 sul tavolo.
Arrivano due schiaffi: “Oh sì sapevo, si vedeva che sei una puttana pronta ad usare il suo corpo per guadagnare”
“Prof, che dice… è lei il porco che vuole approffitarsi di me. Ma ora che mi ha messo in trappola mi faccia vedere cosa sa fare.” e dicendolo si slaccia gli short.
Intanto lui maneggiava con i suoi jeans, poi abbassa quelli di lei.
“Già coperto fa impazzire… ma ora con solo questo perizoma a "filo interdentale” è fantastico! - e schiaffeggandoglielo con il cazzo - anche lui ha voglia!”
Le sposta l’intimo ed in un colpo… tié… “Che stretta che sei puttana!”
“oh sì prof mi dia le ripetizioni”
“La matematica insegnata così ti piace, eh?” la stava stantufando forte e come godeva… era troppo bona la ragazza e così “Porca puttana, sborooo!”
“Non venirmi dentro” ma era troppo tardi e gli schizzi la stavano già riempiendo. “Come ti sei permesso?”
“Shhh so che sei una troia… prenderai sicuramente la pillola se no avresti la pancia gonfia da mo. Ora me lo succhi e me lo fai tornare duro che per colpa tua sono venuto troppo presto”
Lei ubbidiente si inginocchia, si toglie la canottiera e prende in bocca il suo cazzo semi duro. Lei con passione glielo succhia e assaggia la sborra che era rimasta in canna e succhiandolo usciva. Sembrava un felino che, facendo le fusa, giocava con la preda. Peccato che il cazzo non era esattamente la preda, ma lo era lei per lui. Lei voleva dimostrargli che era brava e ci sapeva fare: “Prof le piace così?”
“Non male, ma ho avuto studentesse che erano delle bocchinare migliori”
A smentirlo parzialmente era il suo cazzo che stava recuperando consistenza rapidamente. Lei ubbidiente e con i suoi occhioni da cerbiatta continuava nel prendersi cura di lui.
Tornato duro la mette a pecora sul divano. Con quel stupendo panorama del suo culetto, fece uno sforzo immane a non prenderla subito. Sputò sul suo buchetto e con un dito verificò l’elasticità.
“Prof, non il culo… per favore”
“Zitta” lo stava già preparando con due dita “Sì vede che è bello usato, ma se non vuoi le mie dita nel culetto basta che me lo dici”
“Prof la prego le tolga” era una supplica, non voleva essere sputtanata a quel livello con lui.
“Ok” ne rimase quasi sorpresa della poca resistenza, ma questa durò poco, lei sentì un dolore e urlò. “Senti come entra, si vedeva che eri zoccola, ma così tanto troia da volerlo subito nel culo senza preparazione non pensavo… oh che bono”
“Ah prof mi è tutto dentro, vada piano che fa male” ma stava già mugolando.
“Zitta” gli schiaffi arrivarono forti ed in risposta gli urletti di lei “Porca! Quanto ti piace il cazzo nel culetto?”
“Oh si prof, montami il culo!”
Lui si mette sopra di lei, sormontandola, e prendendola per le tette… la fotteva che era un piacere.
Le posizioni variavano… dalla missionaria allo smorzacandela, ma sempre in culo. Altro denominatore comune era Annachiara che urlava. Se qualcuno fosse stato dietro alla porta avrebbe pensato che la stava torturando… ed invece godeva come non mai.
Purtroppo anche le migliori favole hanno una fine e lui al limite esplose tutto il suo piacere nel suo culetto.
Risistemati: “Prof, quindi il debito è superato?”
Lui ridendo: “Troia, dopo il test di oggi, posso dire che hai un corpo bono soprattutto se ti fai inculare… Accetterò di aiutarti, dovremmo trovarci tutti i martedì per cercare di alzare quel 3 almeno a 4… poi durante l’estate se sarai dedita ai recuperi… potrai essere promossa, in caso contrario mi sa che dovrai ripetere l’anno e sarebbe proprio un peccato”
“Ma non erano questi i patti - dice arrabiata - bastava solo oggi”
“Io non ti obbligo, puoi scegliere tu, mia giovane puttanella…”
Dicendo questo e chiudendo la discussione la fa uscire di casa.
La domanda resta: Annachiara verrà promossa quest’anno?
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