La vendita della casa

di
genere
incesti

VIAGGIO PER VENDITA CASA

Mi chiamo Antonio ed ho 38 anni e vivo in provincia di Milano, sono originario di un paesino interno della Calabria a meno di 10 km dal mare. Dopo la morte dei miei genitori avevamo ereditato la casa con un pezzo di terreno con mia sorella Maria di 43 anni, anche lei residente in provincia di Milano. Per un paio di anni in estate ci eravamo andati a fare le ferie, adesso sono quasi 5 anni che non ci andiamo più. Abbiamo avuto la proposta di acquisto della casa e del terreno ed allora con mia sorella abbiamo deciso di prenderci una decina di giorni di ferie per recarci in Calabria ed eventualmente procedere alla vendita.

Siamo partiti all’alba, il viaggio è molto lungo, ho calcolato che in serata potremmo arrivare a destinazione, siamo a inizi giugno e non dovremmo trovare tanto traffico. Male che vada ci fermeremo a dormire in qualche motel. Alle 9 di mattina come da previsione eravamo già a Firenze, la tabella di marcia era stata rispettata ed era stato a quel punto che mia sorella Maria mi fa una proposta inaspettata:

- Che ne dici se quando siamo a Roma passiamo a salutare Rosina e Peppe?

Devo premettere che Rosina e Peppe erano nostri cugini con cui abbiamo passato l’infanzia e adolescenza, eravamo molto uniti. Peppe aveva sempre “sbavato” per mia sorella Maria di cui era coetaneo. Maria non lo aveva mai tenuto in considerazione, anche perché era un po' ignorantello. Rosina mia coetanea era stata sempre innamorata di me, anche lei 2 anni più grande, io al contrario di Maria con Rosina ne avevo approfittato per avere le prime esperienze sessuali ed una volta ci avevo anche scopato. Anche io non ero dell’idea di legarmi con lei perché era si maiala ma anche strabica.

- Ma che senso ha? Saranno quasi 20 anni che non li vediamo o sentiamo.

- Io sono sempre rimasta in contatto con Rosina. E lei mi chiede sempre di te.

- Perderemmo un sacco di tempo, vorrebbero che ci fermassimo a cena e poi dormire da loro.

- Basterebbe arrivare per pranzo, ci aspettano, e dopo un paio di ore ripartiamo.

Avevo capito che Maria aveva già organizzato tutto e pur controvoglia avevo accettato. Quando eravamo nei pressi di Roma, Maria mi avevo chiesto di fermarmi dicendo che voleva cambiarsi mi ero fermato un una area di servizio e Maria era andata in bagno a cambiarsi mentre io prendevo il caffè. Quando era ritornata l’avevo guardata a bocca aperta poi mentre ci avviavamo all’auto gli avevo detto:

- Ma come ti sei conciata? Sembri una zoccola che va a battere.

Maria era bionda occhi chiari, un po' formosa, non grassa ma con forme accentuate quelle che adesso dicono “curvy”. Dal parrucchiere era stata il giorno prima aveva si era truccata per bene, e fin qui era anche molto piacevole, quello che stonava era come era vestita. Aveva messo una minigonna nera elasticizzata, quelle che ad ogni 2 passi devi tirarle giù, poi aveva indossato una camicia che faceva risaltare il suo seno che era una terza abbondante, tutti gli uomini la osservavano con sguardi vogliosi.

- A Rosina, negli anni ho sempre detto che ci godevamo la vita, viaggi, ristoranti, discoteche. Adesso che la incontriamo non vorrei fare figuracce. Sono sex mica zoccola.

Maria aveva l’indirizzo di Rosina, quando eravamo arrivati a casa sua, avevamo trovato già apparecchiato, ci aveva comunicato che Peppe sarebbe arrivato a momenti, i rispettivi coniugi erano entrambi al lavoro e sarebbero rientrati la sera. Era più che palese che era stato organizzato, avevo aspettato che fossimo soli con Maria per chiederle spiegazioni, aveva organizzato tutto dando per scontato che avrei accettato:

- Avevi dato per scontato che avrei accettato di passare? Ha perfino apparecchiato.

- Dai non rovinare tutto. Approfittane è da anni che ti aspetta. Faro in modo che restate da soli.

Durante il pranzo Maria aveva bevuto parecchio, era un po' alticcia e si era lasciata andare a battute oltre che a doppiosenso, anche abbastanza spinte. Avevo la certezza che Rosina e Maria avevano organizzato tutto e non solo che io restassi solo con Rosina, ma mi era sembrato che Maria avesse delle mire su Peppe, lui al contrario mi sembrava alquanto spaesato nonostante le battute spesso erano rivolte a lui. Alla fine del pranzo Rosina e Maria si guardavano facendosi strani cenni poi era stata Maria a parlare:

- Peppe! Rosina mi ha detto che abiti vicino. Perché non mi fai vedere casa tua?

Peppe prima di avviarsi m’aveva guardato come per dirmi che l’invito valeva anche per me, come sarebbe stato logico, ma mia sorella Maria prima ancora che mi alzassi mi aveva detto:

- Antonio, tu resta a fare compagnia a Rosina, noi in una oretta andiamo e torniamo.

Ora mi era tutto chiaro, mia sorella oltre a essere vestita da zoccola era una gran troia. Avevano organizzato tutto, non avevano detto nulla ai coniugi ed adesso Maria si faceva invitare a visitare la casa di Peppe, più che la casa mi sa che voleva visitare il suo letto. Era davvero troia.

Rosina, nel frattempo, dopo aver sparecchiato stava inserendo i piatti nella lavastoviglie. A quel punto visto che avevano organizzato tutto, avevo deciso di approfittarne ed accontentarla. Se non fosse per il suo accentuato strabismo non sarebbe male, valeva una scopata. Mi ero alzato le ero andato dietro e dopo averle appoggiato le mani sui fianchi ed il cazzo sul culo avevo iniziato a baciarla sul collo. Lei si era subito girata a baciarmi in bocca, ma facendo in quel modo mi ero trovato i suoi occhi che guardavano verso lati opposti. Avevo fatto finta di fare il romantico ed avevo chiuso gli occhi, lei non aveva perso tempo, dopo un paio di baci con molta foga mi aveva preso per mano portandomi nella sua camera.

Lo aveva voluto subito dentro e dopo i primi colpi aveva iniziato a urlare come una ossessa, era eccitatissima, probabilmente organizzavano da tanto ed era in calore. Le avevo sborrato in figa, pensando che poi avremmo finito, ma lei appena era tornata dal bagno mi aveva preso il cazzo in bocca ed iniziato a succhiare. A me andava bene quella posizione, non vedevo i suoi occhi ma guardavo il suo culo, non era male e ci avevo fatto un pensiero. Quando mi era venuto duro, l’avevo messa a pecorina, inizialmente glielo avevo messo in figa, poi quando glielo avevo appoggiato al buco del culo non aveva protestato. Le era scivolato dentro facilmente, per un po' avevo alternato figa e culo e lei godeva come una troia, poi nel momento che stavo per sborrare era stata lei a chiedermi di darglielo in bocca, aveva ingoiato tutto.

Ci eravamo sistemati e tornati in cucina, erano passate due ore ed ancora mia sorella Maria e Peppe non erano ritornati. Rosina aveva preparato il caffè e quando era pronto erano arrivati anche loro. Peppe aveva un sorriso smagliante, mia sorella Maria sembrava delusa. Avevamo preso il caffè insieme, al momento dei saluti, Rosina ci aveva invitato per fermarci anche il ritorno, ma Mia sorella Maria era stata vaga e le aveva detto che eventualmente le avrebbe telefonato. Poi eravamo partiti, Mia sorella seduta in macchina non mi sembrava così euforica come prima allora ero stato io a chiederle:

- Toglimi una curiosità. Tu avevi organizzato tutto per farmi scopare Rosina, oppure tutto era organizzato perché tu potessi farti scopata con Peppe?

- Per chiamarla scopata ci vuole fantasia. Per farmi godere un pochino ne ha dovuto fare tre. Avevo il rimpianto di non averlo mai fatto con lui. Immaginavo chissà cosa. Forse era meglio tenermi il rimpianto e godere come si deve quando mi masturbavo pensandoci.

Avevamo fatto grosse risate a raccontarci come era andata, ma si era fatto tardi e dato che eravamo svegli dall’alba, avevamo deciso di fermarci a dormire in qualche posto ed allora avevamo scelto Agropoli, dove sapevo che si mangiavano delle ottime mozzarelle di bufala e dell’ottimo pesce. Avevamo trovato un albergo proprio sulla spiaggia che faceva anche da ristorante. Ci eravamo abbuffati sia di mozzarella che dell’ottimo pesce alla griglia, quando ci eravamo alzati eravamo proprio sazi.

Una volta a letto, Maria si era stesa supina, io ero dietro di lei, avevamo iniziato a parlare della casa cercando di fare una valutazione e su quanto chiedere. Mentre parlavamo mi ero avvicinato a lei, fino al punto che eravamo quasi attaccati. La posizione ed il contatto con il suo culo, aveva fatto in modo che il mio cazzo iniziasse piano piano a diventare duro, allora Maria mi aveva detto:

- Sento che ti stai “intostando”, posso dormire tranquilla? Non vorrei che mentre dormo pensi che sono Rosina e me lo ficchi nel culo.

- Dovesse succedere prima di mettertelo nel culo te lo metterei in figa.

- A essere sincera, sono così stanca che dormirei anche con un cazzo dentro.

- Anche io sono stanco e non vedo l’ora di dormire.

Ci eravamo addormentati restando quasi incollati, il cazzo si era ammosciato da solo. Il mattino dopo eravamo partiti molto presto ed eravamo arrivati al paese per l’ora di pranzo. Attorno alla casa dei nostri genitori, tutto era cambiato, tutto intorno avevano costruito un paio di condomini, avevamo capito perché avevamo tanta richiesta non tanto per la casa ma per il terreno intorno. Nel pomeriggio avevamo avuto l’incontro con l’acquirente, sapendo che il terreno adesso era edificabile. Le trattative erano andate per le lunghe ma alla fine ci eravamo accordati per una cifra che era il triplo di quanto speravamo.

La sera per festeggiare eravamo andati a cena fuori, eravamo molto euforici al pensiero della cifra inaspettata che avremmo incassato. Prima di rientrare a casa avremmo stipulato il preliminare di vendita, incassando una caparra, e in settembre saremmo ritornati per il rogito tutto aldilà delle più rosee aspettative. Avevamo scelto un ristorante lussuoso ed il vino era ottimo, a fine serata ne avevamo bevute due bottiglie e tutte e due eravamo alquanto euforici. Quando eravamo rientrati a casa Maria si era diretta verso la camera che era stata dei nostri genitori, dove aveva messo le valigie, e poi mi aveva detto:

- Questo letto era già pronto con le lenzuola, non mi andava a rifare i nostri. Possiamo arrangiarci e dormire qui, senza cercare altra biancheria.

- Con tutto quello che abbiamo bevuto, dormire insieme potrebbe essere pericoloso.

- Secondo me, l’unico pericolo che corro e che mi scambi per Rosina e me lo metti in culo.

- Eventualmente quello lo faremo un’altra volta con calma e con vaselina.

Maria si era messa a ridere ed aveva iniziato a spogliarsi, anche io avevo iniziato a spogliarmi, molto più velocemente di lei. Quando ero rimasto in mutande con lei davanti a me gli avevo chiesto:

- Che faccio li tengo o li tolgo.

- Fai come vuoi, tanto anche a toglierli dopo non ci si impiega tanto

Io li avevo tolti e nudo mi ero infilato a letto, lei mi aveva guardato con un sorriso, era in mutandine e reggiseno, aveva tolto il reggiseno e si era infilata a letto con indosso le mutandine:

- Così non è giusto! Io sono venuto a letto nudo ma tu hai tenuto mutandine.

- Puoi togliermeli tu se ci riesci.

Scherzando avevamo iniziato a solleticarci ed io cercavo di toglierle le mutandine. Quando ero riuscito a sfilargliele, senza che lei facesse eccessiva resistenza le avevo roteate sopra la mia testa come un trofeo. A quel punto lei ea rimasta immobile ed in silenzio. Avevo lanciato via le mutandine poi avevo scostato il lenzuolo per vederla nuda. Lei era rimasta immobile, aveva solo allargato leggermente le gambe, il suo respiro era aumentato di intensità ed il suo seno si muoveva ad ogni respiro.

Quando dopo averla osservata per un po', gli ero andato sopra, anche il mio respiro era aumentato di intensità. Il cazzo le era scivolato dentro lentamente e lei aveva iniziato a gemere. Mi aveva stretto le gambe dietro la schiena incrociandole e imprigionandomi, e dopo un lungo bacio mi aveva sussurrato:

- Temevo che non succedesse, lo desideravo tanto già da ieri sera.

I suoi respiri adesso erano accompagnati da gemiti di piacere e ad ogni spinta lei rispondeva con un bacio. Avevamo goduto insieme e lei mi aveva trattenuto dentro di sé bloccandomi con le gambe. Eravamo stati a lungo abbracciati poi insieme eravamo andati in bagno. Quando lei stava per fare il bidet io l’avevo attirata con me sotto la doccia. Avevamo iniziato a lavarci insieme accarezzandoci e baciandoci. Quando avevo iniziato a mettere grosse dosi di bagnoschiuma in mano iniziando a spalmarglielo sul culo ed avevo iniziato a infilarle prima un dito e poi due nel buco del culo, mi aveva guardato con una espressione strana, consapevole di quello che avevo in mente di fare ma con espressione consenziente.

Quanto l’avevo fatta appoggiare alla parete e invitata ad allargare le gambe ed inarcare il corpo, lo aveva fatto senza protestare. Le avevo appoggiato il cazzo al buco del culo poi avevo iniziato a spingere. Avevo trovato un po' di resistenza, avevo forzato e lei aveva emesso un piccolo gemito, ma mi aveva rassicurato che potevo continuare. Quando il cazzo gli era entrato tutto nel culo, avevo provato una sensazione meravigliosa. Lo aveva dato a me per primo, ed adesso ero dentro di lei. Avevo iniziato a scoparla cercando di accarezzarle la figa, ma avevo sborrato senza che lei avesse goduto. Ci eravamo lavati di nuovo ed eravamo ritornati a letto, la notte era lunga ed il giorno dopo non avevamo impegni.

- Allora come è stato? Fatto male? ti è piaciuto?

- Fatto male sono un pochino all’inizio. Piacevole, ma a essere sincera preferisco in figa.

Avevamo scopato per tutta la notte e nei giorni a venire, avevamo scopato fino a restare esausti. Dopo il preliminare eravamo ripartiti, facendo il viaggio con calma e molte soste in città diverse. In occasione del rogito avevamo programmato di farci una vacanza molto lunga, anche perché avremmo avuto a disposizione grosse disponibilità e tanta voglia di scopare.
scritto il
2026-06-24
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