Vacanze in Sardegna

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VACANZE IN SARDEGNA

Mi chiamo Alberto ho 28 anni al mattino insegno Educazione Fisica in un Liceo ed il pomeriggio sono impegnato come Personal Trainer in una palestra, ho 28 sono alto 1,80 e peso 75 kg, vista la mia attività ho un fisico scolpito senza tracce di grasso, a detta di molte un gran figo. Da due anni sono sposato con Lucia che ha 25 anni, che si occupa della parte amministrativa della ditta di famiglia nonostante lo desideriamo molto per adesso non abbiamo ancora figli. Il papà di Lucia titolare al 50% di una ditta di zincatura che occupa una trentina di operai. Il rimanente 50% della ditta è suddiviso in parti uguali fra Lucia e suo fratello Manuel che si occupa della parte commerciale. Manuel è sposato con Irene che è mia coetanea ed hanno un bambino di 2 anni, con loro dividiamo in una villa bifamiliare con grande giardino e con piscina, noi occupiamo l’appartamento al piano terrà loro quello al primo piano.

Come ogni anno facciamo una parte delle vacanze estive insieme a Manuel ed Irene, questo anno siamo in Sardegna dove abbiamo affittato una villetta in un residence sul mare in Costa Smeralda. La vacanza procedeva nel migliore dei modi, avevamo trascorso le prime due settimane divertendoci e facendo delle ottime mangiate di pesce. Era il martedì notte della terza settimana quando avevamo ricevuto una telefonata, mio suocero aveva avuto un ictus ed era ricoverato in ospedale. Manuel aveva preso subito in mano la situazione, aveva subito deciso che io avrei aspettato la domenica sera per ritornare indietro con l’auto e con tutti i bagagli mentre loro sarebbero partiti in aereo il prima possibile.

Alle prime luci dell’alba aveva iniziato a telefonare alle compagnie aeree, quando era riuscito a trovare due posti, aveva avanzato l’idea di partire lui con moglie e figlio ma Lucia era stata irremovibile dicendo che anche lei voleva raggiungere il papà, Irene con il bambino sarebbero rientrai insieme a me. Avevano fatto una piccola valigia ed eravamo partiti verso l’aeroporto tutti quanti insieme, Irene con il bambino era venuta insieme a noi. Quando finalmente erano decollati avevamo tirato un sospiro di sollievo.

Fina da subito dopo la partenza, Irene aveva iniziato a lamentarsi dei comportamenti di Manuel, prima sulle decisioni su chi doveva partire, commentando che avesse voluto che a partire fosse lei perché era geloso, poi aveva mosso altre critiche sul loro rapporto di coppia facendomi capire che il loro rapporto non fosse poi così perfetto come cercavano di far vedere all’esterno, io avevo evitato commenti. Quando Irene mi aveva proposto di fermarci a mangiare lungo la strada per poi fermarci in qualche spiaggia lungo il percorso avevo accettato la sua proposta, anche perché mi avrebbe fatto piacere vedere altre spiagge.

Avevamo trovato un ristorantino molto carino vicino a una bella spiaggetta, Dopo aver mangiato ci eravamo spostati sulla spiaggia ed affittato ombrellone e sdraio per poter sistemare al fresco il passeggino con il bambino. Una volta accomodati Irene guardandomi e sorridendomi mi aveva detto:

- Hai notato che sia al ristorante e qui ci hanno scambiato per marito e moglie.

- Una cosa più che normale, tutto fa credere che lo siamo, non mi meraviglia che lo pensino.

- Che ne dici se anche noi facciamo finta di esserlo e non diciamo nulla se lo pensano.

- Per me non fa nessuna differenza e mi importa poco di quello che pensano loro.

La mia risposta sembrava l’avesse messa di buon umore perché la sua espressione era cambiata. Si era subito immedesimata ed aveva iniziato a spalmarmi la crema abbronzante. Approfittando che il bambino dormiva mi aveva chiesto di spalmarla anche a lei e quando l’avevo fatto, aveva chiuso gli occhi ed aveva emesso qualche gemito. Strani pensieri si erano fatti strada nella mia mente, non sono un ingenuo ed in palestra mi capitava spesso di trattare con donne che mi facevano capire che avrebbero gradito le mie attenzioni, ed io, a volte, visto che non sono certo uno stinco di santo, con loro avevo avuto dei fugaci incontri di solo sesso. Adesso il comportamento di Irene se non uguale mi sembrava molto simile.

Avevo iniziato ad osservare il corpo di Irene con molta più attenzione. Era davvero una bella donna, bionda occhi azzurri, una terza di seno ed un culetto rotondo e sodo. A quel punto mi ero ripromesso di scoprire se i miei erano solo pensieri campati in aria oppure il suo cambiamento di comportamento celasse qualcosa di più coinvolgente. Piu che spalmare la crema avevo iniziato a fargli un vero e proprio massaggio, con le mie conoscenze sapevo sollecitare le zone erogene del corpo di una donna senza creare sospetti. Il mio massaggio era stato lungo e ad un certo punto Irene mi aveva detto:

- Sei bravissimo a massaggiare, ti prego non fermarti è molto piacevole.

Avevo continuato ancora per parecchi minuti e quando avevo smesso mi sembrava di aver notato una macchiolina sul suo costume, proprio all’altezza della sua figa; si era bagnata o aveva goduto?

Eravamo rientrati a casa, il bambino dopo una giornata intera era stanco. Mentre cenavamo mi ero accorto che Irene aveva riempito più di una volta il bicchiere del vino, a fine cena era particolarmente euforica. Visto che eravamo solo noi due, mentre lei metteva a letto il bambino io avevi lavato i piatti, poi mi ero seduto sulla poltrona nel patio a fumare una sigaretta. Ad un certo punto Irene si era affacciata e detto:

- Ma che bravo che sei stato, hai lavato i piatti. Saresti il marito ideale.

Dopo quelle frasi era entrata di nuovo dentro, visto che la giornata era stata abbastanza stressante, avevo pensato che fosse andata a riposare; invece, dopo una decina di minuti era ricomparsa. Quando era ritornata e si era fermata davanti a me, avevo avuto quasi un colpo, indossava un costume striminzito, quelli chiamati brasiliani. Il reggiseno copriva a malapena i capezzoli e le mutandine non erano altro che un filo interdentale fra le chiappe ed un minuscolo triangolo che copriva in parte la figa.

- Che ne dici se domani metto questo costume?

- Dico solo che se lo indossi farai fatica a difenderti da tutti quelli che vorremmo saltarti addosso

- Hai detto “vorremmo”, quindi di saresti anche tu fra quelli. Eppure, adesso non lo fai.

- Ascoltami Irene, non provocarmi per favore, non sono di legno, altrimenti non rispondo di me.

- Tranquillo, non devi rispondere a nessuno. Siamo adulti e sappiamo cosa vogliamo e facciamo.

Si era seduta accanto a me sul divano mi guardava con una espressione lasciva mentre si passava la lingua fra le labbra e con una mano si accarezzava il seno avevo il cazzo duro e ormai volevo saltarle addosso e scoparla fino al mattino ma mi ero divertito a provocarla sempre di più:

- Mi hai provocato abbastanza ma non sarò io a prendere l’iniziativa. Se davvero lo vuoi devi farlo tu, così un domani non potrai dire che sono stato io a saltarti addosso.

Mi aveva subito abbracciato e baciato infilandomi la lingua in bocca, poi aveva allungato le mani afferrando il mio cazzo, io in un attimo di lucidità gli avevo detto:

- Forse è meglio se entriamo se passa qualcuno potrebbe vederci.

- Sarebbe molto eccitante essere visti. Ho sempre avuto tante fantasie, non fare come Manuel, mi eccita molto farlo con il timore che qualcuno possa vederci.

L’avevo lasciata sfilarmi i pantaloncini e prendermelo in bocca, sfilarle il suo costume non era stato complicato, in un attimo era nuda anche lei. Mi era venuta cavalcioni e si era impalata al mio cazzo, aveva iniziato a dondolarsi mentre io la baciavo e le succhiavo i capezzoli, aveva goduto ed avevo sentito i suoi umori scendere lungo il mio cazzo e bagnarmi anche i coglioni. Eravamo rimasti a lungo in quella posizione, lei impalata al mio cazzo mentre ci baciavamo e ci accarezzavamo, poi visto che non era passato nessuno e lei non aveva potuto esaudire la sua fantasia eravamo rientrati.

Eravamo andati in camera mia, se si fosse svegliato il bambino lo avremmo sentito. Avevo iniziato a leccarla a lungo, oltre alla figa le avevo leccato anche il buco del culo. Continuava a dirmi che voleva che gli facessi di tutto e che con lei avrei potuto soddisfare tutte le mie fantasie. Avevamo scopato nella posizione classica e quando avevo goduto gli avevo sfilato il cazzo dalla figa ficcandoglielo in bocca, avevo sborrato e lei aveva ingoiato tutto fino all’ultima goccia, poi mi aveva detto.

- Non devi tirarlo fuori, prendo la pillola e mi piace un sacco sentirti schizzarmi in figa.

- Te l’ho dato in bocca per farti ingoiare, pensavo fosse una tua fantasia.

- Sei bravo a capire. Sai cosa mi piacerebbe? Se me lo metti nel culo, non l’ho mai provato.

- Se vuoi lo facciamo. Forse meglio rimandare a domani, ci procureremo vaselina. Sai una cosa? Non ti facevo così maiala sei una vera troia, questo mi fa eccitare di più

- Se lo vorrai per questi pochi giorni sarò la tua troia. Io esaudisco le tue fantasie e tu le mie.

Avevamo scopato per buona parte della notte in tutte le posizioni che ci venivano in mente, poi aveva lasciato le porte aperte per sentire il bambino se si fosse svegliato ed aveva voluto dormire con me.

Il mattino dopo quando mi ero svegliato, lei era già in cucina a dare la colazione al bambino, quando avevo finito la colazione le avevo chiesto se volesse che andassimo subito al mare e lei mi aveva risposto

- Io con il bambino vado al mare. Tu vai in farmacia, non dimenticare cosa mi hai promesso.

Prima di andare in farmacia avevo fatto ricerca su Google dove avevo scoperto che per i rapporti anali erano consigliati dei lubrificanti a base d’acqua ed avevo optato per quelli, poi avevo raggiunto Irene in spiaggia, che quando gli avevo fatto vedere il lubrificante aveva fatto un grande sorriso. Per tutta la mattinata ogni volta che ci guardavamo ci veniamo da ridere sapendo cosa avevamo intenzione di fare. Eravamo stati velocissimi ed il bambino era stato bravo ad addormentarti subito, Irene mi aveva chiamato.

Era così impaziente che quando ero arrivato in camera lei di era messa subito a 4 zampe sul letto. Mi era sembrato non opportuno incularla subito e l’avevo convinta che sarebbe stato meglio che prima ci scambiassimo qualche bacio e carezza. La sua impazienza però dopo un po' aveva preso il sopravvento e dopo essersi posizionata bene gli avevo appoggiato il cazzo al buco del culo ed avevo iniziato a spingere. Inizialmente avevo trovato resistenza poi lentamente il cazzo gli era affondato tutto dentro.

Non aveva sentito male, mi aveva detto che era molto piacevole e di continuare, Sapevo che difficilmente, essendo la prima volta avrebbe goduto ed allora allungando il più possibile la mano ero arrivato alla sua figa iniziando a titillarle il clitoride. Aveva iniziato a gemere con più intensità poi aveva voluto essere lei a masturbarsi mentre io la inculavo. Era stato bello perché era riuscita a godere mentre aveva il mio cazzo nel culo ed io gli avevo sborrato nel culo godendo nello stesso momento che godeva lei. Dopo l’inculata avevamo avuto bisogno tutte e due di darci una lavata lei aveva fatto un bidet ed io una doccia veloce.

Eravamo ripartiti con una 69 senza staccarci fino alla fine, gli avevo sborrato in bocca mentre sentivo i suoi umori riempire la mia. Poi ci eravamo riposati prima di passare il pomeriggio in spiaggia. Ormai la sera aspettavamo con impazienza che il bambino si addormentarsi per poi scatenarci. Avevamo scopato in ogni angolo della casa, ma quando Irene mi chiamava per andare in doccia insieme sapevo che lo voleva prendere nel culo. Diceva che se glielo avessi messo nel culo sotto la doccia poi avremmo potuto automaticamente lavarci. Ormai non passava giorno che non mi chiedeva di incularla e godeva sempre.

Purtroppo, i giorni erano passati, eravamo arrivati all’ultimo giorno. La sera del giorno dopo ci saremmo dovuti imbarcare per rientrare a casa. Quel pomeriggio Irene era pensierosa, avevamo scopato con la solita foga ma dopo, mentre eravamo ancora a letto ad un certo punto mi aveva detto:

- Ricordi che la prima sera ti avevo detto che avremmo potuto scopare sul patio, perché se fosse passato qualcuno e ci avrebbe visto mi sarei eccitata di più. Ecco volevo chiederti se vuoi farmi esaudire questa mia fantasia, scopare mentre qualcuno ci guarda.

- Non c’è problema, stasera se vuoi scopiamo sul patio sperando passi qualcuno.

- Beh, io non mi riferivo al patio, pensavo di andare in spiaggia.

- Sarebbe bello, ma come facciamo con il bambino, mica possiamo portarcelo dietro.

- A quello ci ho pensato io. Il residence ha il servizio baby-sitter. L’ho prenotata, stasera potremmo, sempre se ti va, prima andare a cena solo ni due e poi sulla spiaggia.

Aveva organizzato tutto, consapevole che non gli avrei detto di no. Era euforica e mi aveva promesso che mi avrebbe sorpreso e fatto divertire tanto. Eravamo saliti molto presto dal mare perché Irene aveva prenotato parrucchiera che era venuta a casa. Mentre lei era occupata con parrucchiera io avevo fatto la doccia, e quando lei aveva finito con parrucchiera era arrivata la baby-sitter. Io avevo indossato dei pantaloni blu ed una camicia in lino bianca. Irene mi aveva chiamato in camera per avere consigli.

Quando ero entrato in camera a momenti mi veniva un colpo, con capelli appena acconciati dalla parrucchiera, truccata, in più indossava un tubino in seta nero molto corto e che gli lasciava tutta la schiena scoperta era una bomba sex, se non ci fosse stata la baby-sitter l’avrei scopata subito. Irene aveva in mano 2 minuscoli perizoma uno nero ed uno bianco e mi aveva chiesto:

- Dammi un consiglio, preferisci che metto il bianco o il nero.

- Visto che già non indossi reggiseno, falla tutta e non mettere nemmeno mutande.

Mi aveva sorriso poi aveva aperto un cassetto dove aveva riposto tutte e due i perizomi. Aveva prenotato il ristorante sulla spiaggia, all’’entrata nel ristorante avevamo attirato l’attenzione e molti sguardi si erano posati soprattutto su Irene. Lei era eccitatissima pensando a quello che sarebbe successo dopo. Avevamo fatto una ottima ed abbondante cenna a base di pesce, anche io come Irene avevo bevuto qualche bicchiere in più ed a fine serata eravamo molto euforici ed in vena di trasgredire.

Quando eravamo usciti dal ristorante per fare una passeggiata sul lungomare Irene continuava a guardarsi alle spalle, non capivo come mai ed allora gli avevo chiesto il motivo e lei mi aveva spiegato il perché.

- Al ristorante, tu non potevi vederlo perché eri di spalle, per tutta la durata della cena c’era un signore che continuava a fissarmi. Io di proposito l’ho provocato più volte, adesso volevo controllare se ci stesse seguendo.

- Scusa ma come hai fatto a provocarlo se parlavamo insieme.

- A noi donne basta qualche occhiata se vogliamo far capire. Poi gli ho fatto vedere un paio di volte che non indossavo mutandine. Visto che non è scemo adesso ci sta seguendo. Non girarti.

- Sei davvero una gran troia. Ma troviamo il modo di farmelo vedere. Voglio capire il tipo. Non ti porto in luoghi isolati alla mercè di sconosciuti senza valutarli.

Ci eravamo fermati con la scusa di guardare una vetrina avevo potuto osservare l’uomo Era un signore distinto, elegante sui 50/60 anni che ci stava pedinando in modo molto discreto.

- Non mi sembra un tipo pericoloso. E poi lo hai scelto tu.

Era stato semplice trovare un angolo appartato e buio sulla spiaggia dove ci eravamo diretti. Il posto era ad una distanza considerevole dal lungomare ed abbastanza riparato da non essere visti. Quando eravamo arrivati, il signore era ancora sul lungomare, si era guardato spesso intorno poi furtivamente era sceso in spiaggia iniziando a dirigersi verso di noi. Io intanto avevo trovato una sdraio, non avevo portato nulla per poterci sdraiare sulla sabbia. Visto che eravamo al riparo da sguardi indiscreti e sapevamo che uno sconosciuto ci avrebbe raggiunto avevamo deciso di spogliarci per non sporcare vestiti.

Avevo tolto pantaloni e camicia, Irene ci aveva impiegato un attimo a filarsi il vestito. Gli avevo toccato la figa con una mano, oltre a essere bagnatissima aveva avuto un brivido per la carezza avuta.

- Mamma mia! La tua carezza mi ha fatto provare un brivido su tutto il corpo, sono eccitatissima

- Ascolta, meglio chiarire una cosa. Se il tizio pretende di partecipare devo mandarlo via?

- Decidi tu cosa fare. Scopare non potrà farlo perché lo starai facendo tu.

Mi ero sdraiato sulla sdraio ed Irene mi era venuta sopra cavalcioni impalandosi sul mio cazzo, a quel punto l’uomo ormai erano a circa 5 metri da noi, anche lui era in una zona buia.

- E qui vicino a non più di 5 metri e ci guarda. Che dici gli faccio segno che può avvicinarsi?

- Decidi tu, te l’ho detto prima, puoi fare tutto quello che vuoi. Mamma mia sto per godere.

Era bastato un cenno con la testa e l’uomo lentamente era accanto a noi. Ero deciso di appurare quanto fosse disposta a trasgredire Irene e quando l’uomo sempre a cenni mi aveva chiesto se poteva accarezzarla gli avevo fatto cenno di sì: Quando l’uomo aveva allungato la mano accarezzando la schiena di Irene, lei aveva avuto un brivido ed aveva goduto. L’uomo aveva continuato ad accarezzargli la schiena. Ero stato io a dire ad Irene di mettersi eretta e poi avevo detto all’uomo di accarezzargli il seno. Irene era “partita” e quando gli avevo chiesto se voleva vedere il cazzo dell’uomo aveva subito acconsentito. L’uomo non aspettava altro ed aveva aperto la patta tirando fuori il cazzo a quel punto Irene mi aveva chiesto:

- Posso toccarlo? Mi ecciterebbe farlo.

- A me ecciterebbe non solo vederti che glielo tocchi ma anche che glielo succhi.

Irene mi aveva guardato con un sorriso e mentre l’uomo gli toccava il seno lei gli succhiava il cazzo. Il tutto era durato pochi minuti era tutto molto eccitante, quando io avevo le avevo sborrato in figa, l’uomo allo stesso tempo gli sborrava in bocca e lei aveva avuto ancora un orgasmo lunghissimo. Eravamo ancora sulla sdraio con Irene impalata al mio cazzo e mi aveva chiesto se avevo un fazzoletto per pulirsi, io stavo per prendere il fazzoletto dalla tasca dei pantaloni quando lo sconosciuto aveva detto:

- Se non avesse nulla in contrario mi piacerebbe pulirla io leccandola.

Eravamo rimasti perplessi alla sua richiesta, ma dopo ci eravamo staccati e quando Irene si era sdraiata l’uomo aveva affondato la testa fra le sue gambe iniziando a leccare ed inghiottire la mia sborra, ma non solo quello, aveva continuato a leccare Irene fino a farla godere di nuovo. Quando l’uomo aveva capito che ormai era tutto finito ci aveva ringraziato aveva salutato ed era andato via.

Appena rientrati a casa e la baby-sitter era andata via ci eravamo buttati sul letto ed avevamo scopato in modo animalesco. Io l’avevo messo anche nel culo ad Irene e lei aveva continuato a godere.

- Mamma mia non pensavo di essere così troia. Come hai capito che mi sarebbe piaciuto succhiargli il cazzo? Non mi sembra che ti avessi detto che lo volevo fare.

- Ti avevo visto in un tale stato di eccitazione che avevo capito che non ti bastavano le carezze. Anzi toglimi una curiosità, oltre a succhiargli il cazzo avresti voluto scopare con lui?

- Sono sincera, si, lo avrei voluto si, ma non subito, ma dopo. Quando ha leccato la tua sborra dalla mia figa mi ha leccato facendomi provare un piacere enorme. In quel momento avrei voluto che mi scopasse, non mi importava chi fosse ma volevo sentire un cazzo dentro di me.

- Se succederà ti lascerò scopare e nello stesso momento che uno sconosciuto te lo mette in figa io te lo metterò nel culo.

- Wow sarebbe una esperienza fantastica. Ma ti prego non farmi pensare a cose che poi non succederanno. Dimentichi che domani partiamo?

- Certo, rientreremo ma una volta a casa anche se non potremo più dormire insieme qualche pomeriggio possiamo dedicarlo a qualche nostra trasgressione.

Ci eravamo addormentati abbracciati, il giorno dopo non eravamo andati al mare, avevamo preparato le valigie e dopo pranzo eravamo partiti in direzione porto. Dopo che ci eravamo imbarcati, avevamo mangiato qualcosa di veloce per goderci l’ultima notte di sesso ma anche per fantasticare e progettare tante nuove trasgressioni appena arrivati a casa.
scritto il
2026-06-24
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