Weekend I^parte
di
Maxmax71
genere
orge
L'APERTURA DEFINITIVA
Il mistero sulla destinazione del nostro consueto viaggio tra amiche non dura molto. Arriviamo poco prima di mezzogiorno: un hotel con spa nel cuore delle Dolomiti dell'Alto Adige.
Una volta entrate nella hall facciamo il check-in e finalmente capisco il motivo di tanto segreto da parte di Laura. La spa è naturista; in fondo, dovevo aspettarmi una cosa del genere da lei. La sua natura è esibizionista, non perde mai l’occasione per essere al centro dell’attenzione. Del resto il corpo glielo permette: alta, fisico tonico, tette sode e un culetto che definire perfetto è riduttivo. Io, invece, sono molto più riservata. Non che disdegni le attenzioni ma, a differenza sua, il mio fisico morbido e decisamente meno tonico, il seno importante (e di conseguenza un po' cadente) e il culo rotondo mi fanno sentire meno a mio agio all'idea di girare completamente nuda.
Mi faccio comunque coraggio. Dopo aver sistemato i bagagli in camera mi preparo, indosso l'accappatoio, passo a prendere Laura e insieme scendiamo verso la spa. Una volta entrate, lei in un attimo è già nuda. Io esito un secondo, ma poi abbandono la timidezza e mi sfilo l'accappatoio.
«Maria, io vado all'idromassaggio e poi ho prenotato un massaggio, tu che fai?» mi chiede Laura. Mi guardo attorno per un istante e le rispondo: «Io faccio una sauna, poi vedo». «Ok, a più tardi allora!» mi saluta lei con un sorriso.
Mi dirigo verso la zona saune ed entro in una completamente vuota. Appoggio l'asciugamano e mi siedo. Cerco di rilassarmi; non nego che la situazione mi imbarazzi un po', ma provo a non pensarci e a godermi l'esperienza.
Non faccio in tempo a chiudere gli occhi che la mia solitudine diventa un miraggio. La porta si apre ed entrano due ragazzi neri. Cerco di rimanere distaccata e di non fissarli, ma la mia attrazione segreta per gli uomini di colore mi tradisce. Con discrezione, ma con maliziosa perizia, mi gusto quei due fisici statuari, entrambi oltre il metro e ottanta. Non posso fare a meno di notare e desiderare i loro sessi: neri, lucidi e, pur essendo a riposo, già impressionanti per lunghezza e diametro. Si siedono uno accanto all'altro, proprio di fronte a me. Cerco di capire se mi stiano osservando, ma veniamo interrotti da un nuovo ingresso.
Con mio stupore entra un uomo sulla sessantina, anche lui nero. Ha un fisico incredibilmente tonico nonostante l’età e un sesso che non saprei definire altrimenti se non "da cavallo". Si siede proprio accanto a me. Non riesco a staccargli gli occhi di dosso, pur cercando di essere discreta. Nella mia testa inizia a frullare una fantasia perversa. Li voglio tutti, e li voglio contemporaneamente. Voglio quei cazzi enormi; voglio che mi sbattano, che mi finiscano, che mi sfondino.
I loro sguardi, seppur sfuggenti, mi scrutano. Sento i loro occhi posarsi sulle mie tette, mentre il mio vicino, abbassando lo sguardo, esplora in mezzo alle mie gambe che ho lasciato volutamente socchiuse. Decido che per ora hanno visto abbastanza. Mi alzo, chinandomi leggermente in avanti per mettere in evidenza il sedere, raccolgo l’asciugamano dalla panca ed esco.
Una volta fuori, recupero velocemente il borsello. Frugandppo all'interno, trovo una penna e un foglietto di carta; lo divido in tre parti e su ognuna scrivo: "9.00 PM - ROOM 23". Infilo rapidamente i biglietti nelle tasche dei loro accappatoi appesi fuori dalla sauna, poi mi dirigo filata in camera. Di Laura nessuna traccia: sicuramente sarà già in qualche stanza con qualche bel maschio, visto che non l'ho più incrociata.
L'ora della verità si avvicina. Non sono affatto sicura che verrà qualcuno, temo di essermi illusa. Mi preparo comunque: indosso un vestito corto nero, sotto niente intimo. Il cuore mi batte forte in petto. Sono le nove, ma nessuno bussa. Cerco di distrarmi accendendo un po' di musica.
Alle 21:15, finalmente, bussano alla porta. Un brivido mi percorre la schiena. Bussano una seconda volta; mi avvicino e apro. Ci sono tutti e tre: i giovani davanti e, dietro, il più maturo.
«Buonasera signora, molto piacere, sono Paul». «Io sono Mike». «Jacob, piacere». «Piacere mio, ragazzi. Sono Maria, entrate e accomodatevi».
I convenevoli durano pochissimo, giusto il tempo delle presentazioni. Del resto, tra adulti e dopo un invito così esplicito, non c'è spazio per le perdite di tempo. Paul e Mike si avvicinano e cominciano a spogliarmi, mentre Jacob, di fronte a me, ha già abbassato i pantaloni e stringe in mano il suo enorme cazzo. I giovanotti lo seguono a ruota.
Vengo circondata, sento le loro mani ovunque. Paul e Mike si occupano del mio seno, palpeggiandomi e strizzandomi i capezzoli; Jacob mi schiaffeggia il culo e con l’altra mano mi accarezza la figa. Le mie mani fameliche iniziano a sondare quelle grosse nerchie nere, già aumentate paurosamente di volume per l’eccitazione e per i miei primi accenni di masturbazione.
Il loro movimento a un certo punto si fa imperioso: mi fanno capire che devo inginocchiarmi. Lo faccio senza esitare. Comincio a ricevere letteralmente delle frustate in faccia; me li sbattono sulle guance, poi, afferrandone due alla volta, inizio a succhiarli. Fatico a contenerli, la bocca è spalancata al massimo e loro a turno spingono dentro con violenza. Dopo un primo momento in cui sono loro ad avere il sopravvento, prendo il controllo del ritmo e, alternandoli, la mia bocca li porta al massimo del loro massiccio splendore.
Da questo momento in poi, però, sono loro a prendere il comando definitivo. Paul si stende sul letto con il cazzo duro ed eretto come un palo. Mike mi aiuta a posizionarmi sopra di lui: mi apro la figa, già grondante di piacere, e con cautela mi lascio impalare da quel pilastro. Comincio a cavalcarlo a ritmo serrato, mentre Mike si mette dietro di me e, con le dita e la lingua, mi stimola l'ano. Davanti a me si piazza Jacob; gli afferro il cazzo con due mani e ricomincio a succhiare voracemente. Nella stanza rimbomba il suono del sesso: gemiti sempre più intensi e il rumore dei corpi bagnati che battono l’uno sull’altro.
Senza sfilarmi il cazzo dalla figa, Paul mi gira: ora sono con la schiena appoggiata al suo petto, le gambe sollevate e le sue mani che mi afferrano saldamente dietro le ginocchia. Da sotto continua a pomparmi senza tregua. «Ora, troia, avrai quello che ti meriti. Ti sfondiamo la figa e alla fine ti sfondiamo anche il culo». In preda al piacere più estremo che abbia mai provato, gli rispondo senza esitazione: «Sì, sììì! Sfondatemi tutti i buchi e poi riempitemi di sborra!».
Mike si posiziona davanti. Paul da sotto ferma la spinta per un attimo, i due cazzi si affiancano e, spinti da una forza comune, entrano insieme nella mia fica, aprendola oltre ogni limite e iniziando a stantuffare con decisione. Una doppia penetrazione devastante. Poi i due si dividono: il loro è stato solo il lavoro preparatorio per l'arrivo del vero protagonista, il cazzo dei cazzi.
Jacob si avvicina e il mio presentimento diventa realtà. Mike e Paul rientrano simultaneamente nella mia figa da sotto, mentre Jacob si posiziona dietro di me. Non posso più evitarlo e, in preda a una vera e proprie trance di piacere, lo incito. Le sue mani mi allargano le chiappe; vuole vedere bene e godersi la dilatazione totale a cui il mio ano verrà sottoposto.
Sento la cappella poggiare sulla carne. Istintivamente cerco di rilassare i muscoli: la prima spinta lo apre leggermente, alla seconda entra la grossa cappella, mentre gli altri due da sotto non smettono di coordinare i loro affondi nella figa. Jacob non si ferma, la sua spinta è costante; centimetro dopo centimetro si fa strada nel mio intestino.
Sono intrappolata in una morsa bestiale che mette a dura prova la mia resistenza. Gli orgasmi arrivano uno dopo l’altro, sembrano finire e invece ricominciano ancora più intensi. Non li conto, voglio solo viverli. Le spinte dei tre non diminuiscono di intensità. Ansimo, ho i brividi, subito dopo un calore totale mi pervade, ma il loro ritmo resta coordinato, continuo, implacabile. Una tripla penetrazione selvaggia. Sto vivendo la fantasia più trasgressiva che avessi mai immaginato, ma la realtà supera di gran lunga l'immaginazione. Il groviglio di corpi trasuda sudore e gemiti. Ho il clitoride gonfio, la figa spalancata e Jacob dietro che mi schiaffeggia le chiappe e spinge con forza l'enorme cazzo interamente dentro il mio ano, ormai definitivamente conquistato.
Finalmente i due nella figa si sfilano, mi si parano davanti e a turno mi svuotano in faccia e in bocca una quantità abbondante di sborra calda, che lecco e bevo avidamente, passandomi la lingua sulle labbra. Il culo, ormai in fiamme, è il protagonista dell’ultima, definitiva sborrata: Jacob me lo farcisce per bene e, venendo fuori, si compiace dell'apertura raggiunta grazie al suo enorme membro.
Uno per uno li ripulisco tutti con la lingua. Poi ci sistemiamo e restiamo in completo relax sul divano, nudi, ma già pronti a ripartire.
Il mistero sulla destinazione del nostro consueto viaggio tra amiche non dura molto. Arriviamo poco prima di mezzogiorno: un hotel con spa nel cuore delle Dolomiti dell'Alto Adige.
Una volta entrate nella hall facciamo il check-in e finalmente capisco il motivo di tanto segreto da parte di Laura. La spa è naturista; in fondo, dovevo aspettarmi una cosa del genere da lei. La sua natura è esibizionista, non perde mai l’occasione per essere al centro dell’attenzione. Del resto il corpo glielo permette: alta, fisico tonico, tette sode e un culetto che definire perfetto è riduttivo. Io, invece, sono molto più riservata. Non che disdegni le attenzioni ma, a differenza sua, il mio fisico morbido e decisamente meno tonico, il seno importante (e di conseguenza un po' cadente) e il culo rotondo mi fanno sentire meno a mio agio all'idea di girare completamente nuda.
Mi faccio comunque coraggio. Dopo aver sistemato i bagagli in camera mi preparo, indosso l'accappatoio, passo a prendere Laura e insieme scendiamo verso la spa. Una volta entrate, lei in un attimo è già nuda. Io esito un secondo, ma poi abbandono la timidezza e mi sfilo l'accappatoio.
«Maria, io vado all'idromassaggio e poi ho prenotato un massaggio, tu che fai?» mi chiede Laura. Mi guardo attorno per un istante e le rispondo: «Io faccio una sauna, poi vedo». «Ok, a più tardi allora!» mi saluta lei con un sorriso.
Mi dirigo verso la zona saune ed entro in una completamente vuota. Appoggio l'asciugamano e mi siedo. Cerco di rilassarmi; non nego che la situazione mi imbarazzi un po', ma provo a non pensarci e a godermi l'esperienza.
Non faccio in tempo a chiudere gli occhi che la mia solitudine diventa un miraggio. La porta si apre ed entrano due ragazzi neri. Cerco di rimanere distaccata e di non fissarli, ma la mia attrazione segreta per gli uomini di colore mi tradisce. Con discrezione, ma con maliziosa perizia, mi gusto quei due fisici statuari, entrambi oltre il metro e ottanta. Non posso fare a meno di notare e desiderare i loro sessi: neri, lucidi e, pur essendo a riposo, già impressionanti per lunghezza e diametro. Si siedono uno accanto all'altro, proprio di fronte a me. Cerco di capire se mi stiano osservando, ma veniamo interrotti da un nuovo ingresso.
Con mio stupore entra un uomo sulla sessantina, anche lui nero. Ha un fisico incredibilmente tonico nonostante l’età e un sesso che non saprei definire altrimenti se non "da cavallo". Si siede proprio accanto a me. Non riesco a staccargli gli occhi di dosso, pur cercando di essere discreta. Nella mia testa inizia a frullare una fantasia perversa. Li voglio tutti, e li voglio contemporaneamente. Voglio quei cazzi enormi; voglio che mi sbattano, che mi finiscano, che mi sfondino.
I loro sguardi, seppur sfuggenti, mi scrutano. Sento i loro occhi posarsi sulle mie tette, mentre il mio vicino, abbassando lo sguardo, esplora in mezzo alle mie gambe che ho lasciato volutamente socchiuse. Decido che per ora hanno visto abbastanza. Mi alzo, chinandomi leggermente in avanti per mettere in evidenza il sedere, raccolgo l’asciugamano dalla panca ed esco.
Una volta fuori, recupero velocemente il borsello. Frugandppo all'interno, trovo una penna e un foglietto di carta; lo divido in tre parti e su ognuna scrivo: "9.00 PM - ROOM 23". Infilo rapidamente i biglietti nelle tasche dei loro accappatoi appesi fuori dalla sauna, poi mi dirigo filata in camera. Di Laura nessuna traccia: sicuramente sarà già in qualche stanza con qualche bel maschio, visto che non l'ho più incrociata.
L'ora della verità si avvicina. Non sono affatto sicura che verrà qualcuno, temo di essermi illusa. Mi preparo comunque: indosso un vestito corto nero, sotto niente intimo. Il cuore mi batte forte in petto. Sono le nove, ma nessuno bussa. Cerco di distrarmi accendendo un po' di musica.
Alle 21:15, finalmente, bussano alla porta. Un brivido mi percorre la schiena. Bussano una seconda volta; mi avvicino e apro. Ci sono tutti e tre: i giovani davanti e, dietro, il più maturo.
«Buonasera signora, molto piacere, sono Paul». «Io sono Mike». «Jacob, piacere». «Piacere mio, ragazzi. Sono Maria, entrate e accomodatevi».
I convenevoli durano pochissimo, giusto il tempo delle presentazioni. Del resto, tra adulti e dopo un invito così esplicito, non c'è spazio per le perdite di tempo. Paul e Mike si avvicinano e cominciano a spogliarmi, mentre Jacob, di fronte a me, ha già abbassato i pantaloni e stringe in mano il suo enorme cazzo. I giovanotti lo seguono a ruota.
Vengo circondata, sento le loro mani ovunque. Paul e Mike si occupano del mio seno, palpeggiandomi e strizzandomi i capezzoli; Jacob mi schiaffeggia il culo e con l’altra mano mi accarezza la figa. Le mie mani fameliche iniziano a sondare quelle grosse nerchie nere, già aumentate paurosamente di volume per l’eccitazione e per i miei primi accenni di masturbazione.
Il loro movimento a un certo punto si fa imperioso: mi fanno capire che devo inginocchiarmi. Lo faccio senza esitare. Comincio a ricevere letteralmente delle frustate in faccia; me li sbattono sulle guance, poi, afferrandone due alla volta, inizio a succhiarli. Fatico a contenerli, la bocca è spalancata al massimo e loro a turno spingono dentro con violenza. Dopo un primo momento in cui sono loro ad avere il sopravvento, prendo il controllo del ritmo e, alternandoli, la mia bocca li porta al massimo del loro massiccio splendore.
Da questo momento in poi, però, sono loro a prendere il comando definitivo. Paul si stende sul letto con il cazzo duro ed eretto come un palo. Mike mi aiuta a posizionarmi sopra di lui: mi apro la figa, già grondante di piacere, e con cautela mi lascio impalare da quel pilastro. Comincio a cavalcarlo a ritmo serrato, mentre Mike si mette dietro di me e, con le dita e la lingua, mi stimola l'ano. Davanti a me si piazza Jacob; gli afferro il cazzo con due mani e ricomincio a succhiare voracemente. Nella stanza rimbomba il suono del sesso: gemiti sempre più intensi e il rumore dei corpi bagnati che battono l’uno sull’altro.
Senza sfilarmi il cazzo dalla figa, Paul mi gira: ora sono con la schiena appoggiata al suo petto, le gambe sollevate e le sue mani che mi afferrano saldamente dietro le ginocchia. Da sotto continua a pomparmi senza tregua. «Ora, troia, avrai quello che ti meriti. Ti sfondiamo la figa e alla fine ti sfondiamo anche il culo». In preda al piacere più estremo che abbia mai provato, gli rispondo senza esitazione: «Sì, sììì! Sfondatemi tutti i buchi e poi riempitemi di sborra!».
Mike si posiziona davanti. Paul da sotto ferma la spinta per un attimo, i due cazzi si affiancano e, spinti da una forza comune, entrano insieme nella mia fica, aprendola oltre ogni limite e iniziando a stantuffare con decisione. Una doppia penetrazione devastante. Poi i due si dividono: il loro è stato solo il lavoro preparatorio per l'arrivo del vero protagonista, il cazzo dei cazzi.
Jacob si avvicina e il mio presentimento diventa realtà. Mike e Paul rientrano simultaneamente nella mia figa da sotto, mentre Jacob si posiziona dietro di me. Non posso più evitarlo e, in preda a una vera e proprie trance di piacere, lo incito. Le sue mani mi allargano le chiappe; vuole vedere bene e godersi la dilatazione totale a cui il mio ano verrà sottoposto.
Sento la cappella poggiare sulla carne. Istintivamente cerco di rilassare i muscoli: la prima spinta lo apre leggermente, alla seconda entra la grossa cappella, mentre gli altri due da sotto non smettono di coordinare i loro affondi nella figa. Jacob non si ferma, la sua spinta è costante; centimetro dopo centimetro si fa strada nel mio intestino.
Sono intrappolata in una morsa bestiale che mette a dura prova la mia resistenza. Gli orgasmi arrivano uno dopo l’altro, sembrano finire e invece ricominciano ancora più intensi. Non li conto, voglio solo viverli. Le spinte dei tre non diminuiscono di intensità. Ansimo, ho i brividi, subito dopo un calore totale mi pervade, ma il loro ritmo resta coordinato, continuo, implacabile. Una tripla penetrazione selvaggia. Sto vivendo la fantasia più trasgressiva che avessi mai immaginato, ma la realtà supera di gran lunga l'immaginazione. Il groviglio di corpi trasuda sudore e gemiti. Ho il clitoride gonfio, la figa spalancata e Jacob dietro che mi schiaffeggia le chiappe e spinge con forza l'enorme cazzo interamente dentro il mio ano, ormai definitivamente conquistato.
Finalmente i due nella figa si sfilano, mi si parano davanti e a turno mi svuotano in faccia e in bocca una quantità abbondante di sborra calda, che lecco e bevo avidamente, passandomi la lingua sulle labbra. Il culo, ormai in fiamme, è il protagonista dell’ultima, definitiva sborrata: Jacob me lo farcisce per bene e, venendo fuori, si compiace dell'apertura raggiunta grazie al suo enorme membro.
Uno per uno li ripulisco tutti con la lingua. Poi ci sistemiamo e restiamo in completo relax sul divano, nudi, ma già pronti a ripartire.
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Commenti dei lettori al racconto erotico