Weekend IV^parte

di
genere
dominazione

NUOVE AMICIZIE

La mattina dopo al risveglio ero ancora indolenzita. Nella mente però avevo ben impresso ogni singolo momento.
Ancora assonnata ho cercato nel lettone Laura. Lei era già sveglia, i ragazzi non c’erano e aveva già ordinato la colazIone in camera.
Mi si avvicinò, il suo sguardo era penetrante mi stava scrutando .
“Buongiorno, alzati ho chiesto già la colazIone, fai una doccia che ho dei programmi per oggi"
Il suo tono era deciso e perentorio, un ordine.
“Certo Laura, lo faccio subito” le riposi.
Feci una doccia e uscii dal bagno indossando l' accappatoio.
La colazione non era ancora arrivata.
“Cosa fai con l' accappatoio. Toglilo devi stare nuda ti devi abituare”
Il tono come prima, deciso e perentorio, non potevo fare altro che obbidire.
Feci cadere l' accappatoio e rimasi nuda.
“Ora arriverà il servizio in camera, devi restare nuda”. Era il terzo ordine in pochi minuti. Annuii con la testa e mi sedetti sul divano, sentendo la pelle nuda a contatto con il tessuto fresco. Dopo pochi minuti il servizio in camera bussò alla porta. Laura aprì e lo fece entrare. Era un ragazzo giovane, visibilmente imbarazzato; avanzò a piccoli passi e mi posò la tazzina di caffè sul tavolino davanti al divano. Teneva lo sguardo basso, sforzandosi di non guardarmi, ma potevo sentire la sua attenzione catturata dalle mie forme esposte. Laura si mise di fianco a me, poggiandomi una mano ferma sulla coscia. Mi stava esibendo davanti a un semplice inserviente. Ormai il gioco mi era chiaro, e quel mix di vergogna e vulnerabilità cominciava a darmi un piacere profondo, quasi doloroso.
Finito il caffè, l'inserviente uscì dalla stanza scusandosi con un filo di voce, senza essere riuscito a staccare del tutto gli occhi dal mio seno prima di varcare la soglia. Laura sorrise, visibilmente soddisfatta del potere che esercitava su di me e dell'effetto che la mia nudità generosa aveva avuto sul ragazzo.
«Vedi come sei bella quando obbedisci?» mi disse, alzandosi e porgendomi l'accappatoio. «Ora indossalo, ma lascia la cintura lenta. Scendiamo alla spa. E ricordati la regola: oggi decido io quando e davanti a chi devi spogliarti.»
Un brivido mi attraversò la schiena mentre annodavo debolmente il tessuto, sapendo che sotto ero completamente esposta.
Arrivate alla zona benessere, l'aria era satura di vapore e del profumo balsamico dell'eucalipto. Ci dirigemmo verso la grande vasca idromassaggio panoramica. L'acqua bolliva dolcemente, avvolta da una nebbiolina leggera. All'interno, seminascosta dalle bolle, c'era già una coppia.
L'uomo, sulla quarantina, aveva un fisico atletico, i capelli brizzolati e uno sguardo penetrante che ci squadrò fin dal nostro primo passo sul bordo vasca. Accanto a lui, una donna bellissima, una bionda slanciata dall'aria estremamente disinvolta, si godeva il calore dell'acqua appoggiando la testa sul bordo.
Laura non esitò un istante. Si sciolse l'accappatoio, lasciandolo cadere sulla sdraio, e mostrò il suo corpo perfetto prima di scivolare in acqua. Poi si girò verso di me, che ero rimasta ferma a bordo vasca, stringendo i lembi del mio accappatoio per pura timidezza.
«Maria, sfilatelo e vieni dentro», disse Laura con un tono calmo ma assolutamente perentorio.
Sentii gli occhi del brizzolato e della bionda piantarsi addosso a me, pieni di un'improvvisa e maliziosa curiosità. Con le gambe che mi tremavano leggermente, sciolsi il nodo. L'accappatoio scivolò a terra, esponendo le mie forme morbide, il seno importante e i fianchi rotondi alla luce della spa e ai loro sguardi affamati.
«Benvenute, piacere io sono Marcus e lei è mia moglie Elena» disse il bel brizzolato con una voce bassa e profonda, mentre un sorriso d'approvazione gli si dipingeva sul volto alla vista del mio corpo. «Prendete pure posto. C'è spazio per tutte.»
Sotto gli occhi attenti della coppia, mi avvicinai lentamente ai gradini della vasca. Sentivo il calore dell'acqua accarezzarmi prima i piedi, poi risalire lungo le gambe e i fianchi morbidi. Mi immersi con movimenti lenti e fluidi, lasciando che il galleggiamento sollevasse dolcemente il mio seno, che rimase parzialmente scoperto sopra il pelo dell'acqua, lucido e bagnato.
Laura mi seguì con lo sguardo, un sorriso complice sulle labbra, e con un cenno della testa mi indicò il posto esatto in cui sedermi: proprio accanto a Marcus.
Obbedii senza esitare. Presi posto sulla panca sommersa, a pochissimi centimetri da lui. Le bolle dell'idromassaggio creavano un turbine caldo che ci avvolgeva, e potevo percepire il calore che emanava dal suo corpo atletico.
«Complimenti, Maria. Hai delle forme davvero splendide», disse Marcus, abbassando la voce per contrastare il rumore dell'acqua, mentre il suo sguardo indugiava senza alcuna timidezza sulla mia scollatura.
Il complimento mi fece arrossire, ma prima che potessi rispondere, Laura intervenne dall'altro lato della vasca, dove Elena aveva iniziato ad accarezzarle una spalla.
«Marcus, non essere timido», disse Laura con quel suo tono perentorio che ormai mi faceva vibrare. «La mia amica è qui per essere adorata. Toccala pure, falle vedere come si trattano le donne nelle Dolomiti.»
A quell'ordine, Marcus non se lo fece ripetere due volte. Sotto il pelo dell'acqua, la sua mano grande e calda si posò con decisione sulla mia coscia nuda, risalendo lentamente verso il fianco per poi arrivare al seno.
Presi coraggio e anche io volli testare quello che le bolle e il vapore intorno a noi non lasciava intravedere. Allungai la mano e arrivai tra le cosce di Marcus.
Trovai la giusta chiusura del cerchio.
Un cazzo massiccio già eretto. L' espressione sul volto si Marcus era compiaciuta sapeva di aver fatto colpo.
Intanto Elena e Laura davanti a me guardavano divertite la scena.
“Proprio una troietta la tua amica Laura.
Cosa ne dite se ci spostiamo nel bagno turco?”
“Ottima idea “ le rispose Laura
Uno dopo l’altra uscimmo dalla vasca idromassaggio e attraversando tutta la spa, notai in un altro idromassaggio i ragazzi Laura gli fece un gesto che non capii. Arrivati al bagno turco ci infilammo su uno vuoto.
Appena la porta di vetro si chiuse alle nostre spalle, fummo avvolti da una nebbia densa, calda e satura di eucalipto. La visibilità era ridotta a pochi centimetri, il che rendeva l'atmosfera ancora più intima e clandestina. Le pareti e le panche di pietra erano lucide, ricoperte da un velo viscido di condensa.
Non facemmo in tempo a sistemarci che Laura prese subito il comando. La sua voce risuonò tra i vapori, calma e spietata.
«Maria, mettiti in ginocchio al centro, davanti a Marcus. Ed Elena, per favore, tienile ferme le mani dietro la schiena. Voglio che usi solo la bocca.»
A quell'ordine sentii una scarica di adrenalina purissima. La pietra calda sotto le mie ginocchia nude mi fece sussultare, ma non osai muovermi. Marcus si posizionò immediatamente di fronte a me, seduto sulla panca alta. Nella nebbia, il suo cazzo massiccio ed eretto si stagliò imponente, lucido di vapore e pronto.
Elena scivolò dietro di me. Le sue mani, calde e decise, afferrarono i miei polsi bloccandoli dietro la mia schiena, costringendomi a inarcare il petto e a spingere in avanti il mio seno.
«Guarda che meraviglia, Laura», sussurrò Elena, mentre con un ginocchio mi divaricava leggermente le cosce da dietro. «È completamente sottomessa ai tuoi ordini.»
Laura si avvicinò, rimanendo in piedi di fianco a Marcus. Mi afferrò saldamente per i capelli dietro la nuca, tirandoli appena per costringermi ad alzare il viso verso l'uomo.
«Adesso prendilo, troietta. E non osare staccarti finché non te lo dico io», mi ordinò Laura sul viso, con il fiato corto per l'eccitazione.
Incapace di oppormi, e anzi del tutto travolta da quel gioco di potere, spalancai la bocca e accolsi la grossa cappella di Marcus.
Il cazzo di Marcus mi riempiva la bocca, caldo e pulsante, dettando un ritmo che mi costringeva a respirare solo con il naso, mentre il vapore bollente mi bagnava la pelle. Ma il vero fulcro del piacere si era spostato dietro di me.
Elena, lasciati liberi i miei polsi ormai resi innocui dalla mia totale resa, scivolò più in basso sulla pietra bagnata. Le sue dita lunghe ed esperte si insinuarono tra le mie cosce, trovando immediatamente la mia figa, già ridotta a un bagno di umori caldi e fluidi. Quando il suo indice affondò nella mia intimità, strappandomi un gemito soffocato contro il sesso di Marcus, Elena ridacchiò nel vapore.
«Dio, Laura, guarda com'è bagnata... questa rischia di svenire prima che Marcus abbia finito con lei», sussurrò Elena, aumentando il ritmo delle dita dentro di me, mentre con il pollice iniziava a tormentarmi il clitoride gonfio.
Laura non se lo fece ripetere. Posizionandosi dall'altro lato, allungò la mano sul mio sedere rotondo, schiaffeggiando prima una natica con un colpo secco che lasciò un'impronta rossa sulla pelle umida, per poi concentrarsi sul mio ano. Sapeva bene quanto quel punto fossi diventato sensibile dopo la notte precedente. Sentii la sua dita premere contro l'apertura ancora indolenzita, per poi scivolare dentro con decisione, stimolandomi con una precisione spietata.
Ero intrappolata in una morsa di puro godimento: davanti a me il sesso massiccio di Marcus che spingeva nella mia gola, sotto le dita agili di Elena che mi facevano letteralmente colare di piacere, e dietro il tocco dominante di Laura che reclamava il controllo totale del mio culo.
I muscoli delle mie gambe iniziarono a tremare violentemente. Non riuscivo a vedere nulla attraverso la nebbia, potevo solo subire quella doppia, devastante stimolazione manuale.
«Metticela tutta, Marcus», ordinò Laura a voce bassa, stringendomi i capelli ancora più forte, mentre le sue dita dentro il mio culo accelerava il ritmo insieme a quello di Elena nella figa. «Falla venire adesso. Voglio vederla impazzire.»
L’ordine di Laura fu la scintilla definitiva. Marcus afferrò le mie spalle con le sue mani grandi e impresse una serie di affondi più profondi, riempiendomi la bocca fino al limite della gola, mentre le dita di Elena nella mia fica e quelle di Laura nel mio culo si muovevano all'unisono, spietate e coordinate.
Ero completamente sopraffatta. I gemiti mi risalivano dal petto ma morivano soffocati contro il sesso di Marcus. Sentii le pareti della mia intimità contrarsi violentemente attorno alle dita di Elena, mentre un calore devastante partiva dal centro del mio bacino per irradiarsi in tutto il corpo. L'orgasmo esplose violento, scuotendomi con spasmi incontrollabili.
Proprio in quel momento, Marcus lanciò un gemito profondo e si irrigidì. Un fiotto caldo e abbondante di sborra mi riempì la bocca. Seguendo la regola del giorno prima, ingoiai avidamente tutto il suo calore, mentre la sua linfa mi colava leggermente dagli angoli delle labbra, mescolandosi al sudore e alla condensa del bagno turco.
Elena e Laura si staccarono lentamente da me, ansimanti anche loro per l'eccitazione della scena. Crollai in avanti con la fronte appoggiata sulle ginocchia di Marcus, sfinita, vibrante, con la fica e il culo in fiamme che ancora gocciolavano sui mattoni caldi.
«Che spettacolo...» sussurrò Elena, passandomi una mano tra i capelli bagnati per sollevarmi il viso e pulirmi il mento con un dito, che poi leccò con malizia.
«Te l'avevo detto che è una brava sottomessa», commentò Laura, fiera del mio totale cedimento.





scritto il
2026-06-27
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