Weekend V^parte
di
Maxmax71
genere
dominazione
L'ULTIMO RITUALE
Il piano era scattato subito dopo il bagno turco. Quel cenno d'intesa che Laura aveva fatto ai ragazzi nella vasca non era affatto casuale, e la complicità nata con Elena aveva fatto il resto. Prima di chiudere le valigie, la nostra camera d'albergo si trasformò nel palcoscenico dell'apoteosi finale.
Quando la porta della stanza 23 si chiuse, mi ritrovai al centro di un cerchio di carne e sguardi che mi tolse il fiato. C'erano tutti. Paul, Mike e Jacob erano in piedi al centro della stanza, i loro imponenti cazzi neri già eretti e lucidi, pronti a reclamare ciò che avevano assaggiato la notte prima. Accanto a loro, Marcus si muoveva con l'autorità del brizzolato maturo, mentre Elena e Laura, entrambe vestite solo di tacchi alti e della loro sfolgorante sicurezza, si accomodarono sulle poltrone disposte di fronte al letto.
Ma la vera sorpresa arrivò un attimo dopo. Bussarono alla porta. Laura andò ad aprire con un sorriso predatore. Sulla soglia c'era il giovane cameriere della colazione; era stato "convocato" con una scusa e una generosa mancia da Elena. Trovandosi davanti a quella scena, il ragazzo rimase paralizzato, il respiro mozzo, gli occhi sgranati davanti alla mia totale nudità e ai cazzi enormi dei ragazzi.
«Avanti, entra, non essere timido,» ordinò Laura, afferrandolo per un braccio e tirandolo dentro, mentre Elena chiudeva la porta a chiave. «Spogliati. Oggi hai la fortuna di servire la colazione più ricca della tua vita.»
Il ragazzo obbedì tremando, liberandosi della divisa e mostrando un corpo giovane, snello, con un'erezione turgida e nervosa che tradiva tutta la sua eccitazione e il suo terrore.
«Maria, in ginocchio al centro del letto,» scandì la voce di Laura. «Oggi non hai diritto di parola. Devi solo ricevere, incassare e ringraziare. Ogni buco, ogni bocca, ogni mano appartiene a loro, ma il ritmo lo decidiamo noi.»
Quelle furono le parole che diedero inizio all’atto finale del weekend. Sotto la direzione spietata e divertita di Laura ed Elena, i cinque si avventarono su di me. Jacob e Marcus si piazzarono davanti al mio viso; le mie mani e la mia bocca vennero immediatamente monopolizzate dai loro cazzoni. Jacob mi spingeva in gola con foga, mentre Marcus mi strofinava la cappella sulle guance e sugli occhi bagnati di saliva.
Paul e Mike si misero dietro di me. Mike mi aprì la figa, già gonfia e ancora bagnata dai rapporti precedenti, e vi affondò interamente con un colpo secco che mi strappò un gemito soffocato nella gola da Jacob. Contemporaneamente, Paul cosparse di lubrificante l'ano e, tenendomi saldamente per le anche, iniziò la sua spietata penetrazione anale, trovando la strada spianata dalla precedente visita di Jacob e dalle sapienti dita di Laura
Il giovane cameriere, guidato da Elena che lo spingeva per le spalle, si posizionò di fianco. «Dai da bere anche a lui, Maria,» ordinò Elena dall'alto dei suoi tacchi. Non potendo usare la bocca, girai leggermente il viso e iniziai a masturbare il ragazzo con colpi rapidi, mentre lui, incapace di resistere oltre, si chinò per succhiarmi e mordermi i capezzoli con una fame disperata.
La stanza divenne una fornace di rumori bestiali: il battito ritmico dei bacini contro le mie natiche, i miei gemiti soffocati, i respiri affannosi dei cinque uomini e le risate complici di Laura ed Elena, che commentavano ogni affondo, esigendo movimenti sempre più spinti.
«Più a fondo, Paul! Sfondala quella troietta!» incitava Laura, incrociando le gambe e godendosi lo spettacolo del mio totale annientamento fisico.
Ero intrappolata, sollevata dal materasso dalla forza combinata delle loro spinte, sferzata da ogni lato. Gli orgasmi mi squassavano il bacino in continuazione, riducendomi a pura carne vibrante.
Il climax arrivò coordinato dalle direttive delle due registe. «Ora svuotatevi tutti. Voglio vederla sommersa,» decretò Elena.
Mike e Paul si sfilarono simultaneamente dai miei buchi, posizionandosi davanti a me insieme a Jacob, Marcus e al cameriere. Cinque cazzi turgidi e pulsanti circondarono il mio viso stanco e felice. I fiotti iniziarono a partire all'unisono: la sborra calda e densa dei tre ragazzi neri, quella massiccia di Marcus e il getto rapido del giovane inserviente mi investirono la faccia, gli occhi, i capelli e la bocca aperta. Ingoiai tutto quello che potevo, lasciando che il resto mi marcasse la pelle come il trofeo definitivo di quel weekend folle.
Quando tutto finì, i cinque uomini si allontanarono ansimanti, lasciandomi sfinita, supina sul letto, completamente ricoperta dei loro umori.
Laura si alzò dalla poltrona, si avvicinò al letto e mi guardò dall'alto, con un sorriso di assoluto possesso. Mi passò due dita sulla guancia bagnata di sborra, raccogliendone una goccia che poi si portò alla bocca.
«Perfetta,» sussurrò. «Ora pulisciti. Si torna a casa. Ma ricordati che la città sarà solo un letto più grande in cui farò di te ciò che voglio.»
Ringrazio tutti i lettori che vorranno lasciare un commento ai miei racconti.
Per domande inerenti i racconti potete scrivermi qui:
scrittorexcaso@yahoo.com
Vi risponderò con grande piacere.
Il piano era scattato subito dopo il bagno turco. Quel cenno d'intesa che Laura aveva fatto ai ragazzi nella vasca non era affatto casuale, e la complicità nata con Elena aveva fatto il resto. Prima di chiudere le valigie, la nostra camera d'albergo si trasformò nel palcoscenico dell'apoteosi finale.
Quando la porta della stanza 23 si chiuse, mi ritrovai al centro di un cerchio di carne e sguardi che mi tolse il fiato. C'erano tutti. Paul, Mike e Jacob erano in piedi al centro della stanza, i loro imponenti cazzi neri già eretti e lucidi, pronti a reclamare ciò che avevano assaggiato la notte prima. Accanto a loro, Marcus si muoveva con l'autorità del brizzolato maturo, mentre Elena e Laura, entrambe vestite solo di tacchi alti e della loro sfolgorante sicurezza, si accomodarono sulle poltrone disposte di fronte al letto.
Ma la vera sorpresa arrivò un attimo dopo. Bussarono alla porta. Laura andò ad aprire con un sorriso predatore. Sulla soglia c'era il giovane cameriere della colazione; era stato "convocato" con una scusa e una generosa mancia da Elena. Trovandosi davanti a quella scena, il ragazzo rimase paralizzato, il respiro mozzo, gli occhi sgranati davanti alla mia totale nudità e ai cazzi enormi dei ragazzi.
«Avanti, entra, non essere timido,» ordinò Laura, afferrandolo per un braccio e tirandolo dentro, mentre Elena chiudeva la porta a chiave. «Spogliati. Oggi hai la fortuna di servire la colazione più ricca della tua vita.»
Il ragazzo obbedì tremando, liberandosi della divisa e mostrando un corpo giovane, snello, con un'erezione turgida e nervosa che tradiva tutta la sua eccitazione e il suo terrore.
«Maria, in ginocchio al centro del letto,» scandì la voce di Laura. «Oggi non hai diritto di parola. Devi solo ricevere, incassare e ringraziare. Ogni buco, ogni bocca, ogni mano appartiene a loro, ma il ritmo lo decidiamo noi.»
Quelle furono le parole che diedero inizio all’atto finale del weekend. Sotto la direzione spietata e divertita di Laura ed Elena, i cinque si avventarono su di me. Jacob e Marcus si piazzarono davanti al mio viso; le mie mani e la mia bocca vennero immediatamente monopolizzate dai loro cazzoni. Jacob mi spingeva in gola con foga, mentre Marcus mi strofinava la cappella sulle guance e sugli occhi bagnati di saliva.
Paul e Mike si misero dietro di me. Mike mi aprì la figa, già gonfia e ancora bagnata dai rapporti precedenti, e vi affondò interamente con un colpo secco che mi strappò un gemito soffocato nella gola da Jacob. Contemporaneamente, Paul cosparse di lubrificante l'ano e, tenendomi saldamente per le anche, iniziò la sua spietata penetrazione anale, trovando la strada spianata dalla precedente visita di Jacob e dalle sapienti dita di Laura
Il giovane cameriere, guidato da Elena che lo spingeva per le spalle, si posizionò di fianco. «Dai da bere anche a lui, Maria,» ordinò Elena dall'alto dei suoi tacchi. Non potendo usare la bocca, girai leggermente il viso e iniziai a masturbare il ragazzo con colpi rapidi, mentre lui, incapace di resistere oltre, si chinò per succhiarmi e mordermi i capezzoli con una fame disperata.
La stanza divenne una fornace di rumori bestiali: il battito ritmico dei bacini contro le mie natiche, i miei gemiti soffocati, i respiri affannosi dei cinque uomini e le risate complici di Laura ed Elena, che commentavano ogni affondo, esigendo movimenti sempre più spinti.
«Più a fondo, Paul! Sfondala quella troietta!» incitava Laura, incrociando le gambe e godendosi lo spettacolo del mio totale annientamento fisico.
Ero intrappolata, sollevata dal materasso dalla forza combinata delle loro spinte, sferzata da ogni lato. Gli orgasmi mi squassavano il bacino in continuazione, riducendomi a pura carne vibrante.
Il climax arrivò coordinato dalle direttive delle due registe. «Ora svuotatevi tutti. Voglio vederla sommersa,» decretò Elena.
Mike e Paul si sfilarono simultaneamente dai miei buchi, posizionandosi davanti a me insieme a Jacob, Marcus e al cameriere. Cinque cazzi turgidi e pulsanti circondarono il mio viso stanco e felice. I fiotti iniziarono a partire all'unisono: la sborra calda e densa dei tre ragazzi neri, quella massiccia di Marcus e il getto rapido del giovane inserviente mi investirono la faccia, gli occhi, i capelli e la bocca aperta. Ingoiai tutto quello che potevo, lasciando che il resto mi marcasse la pelle come il trofeo definitivo di quel weekend folle.
Quando tutto finì, i cinque uomini si allontanarono ansimanti, lasciandomi sfinita, supina sul letto, completamente ricoperta dei loro umori.
Laura si alzò dalla poltrona, si avvicinò al letto e mi guardò dall'alto, con un sorriso di assoluto possesso. Mi passò due dita sulla guancia bagnata di sborra, raccogliendone una goccia che poi si portò alla bocca.
«Perfetta,» sussurrò. «Ora pulisciti. Si torna a casa. Ma ricordati che la città sarà solo un letto più grande in cui farò di te ciò che voglio.»
Ringrazio tutti i lettori che vorranno lasciare un commento ai miei racconti.
Per domande inerenti i racconti potete scrivermi qui:
scrittorexcaso@yahoo.com
Vi risponderò con grande piacere.
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