La mia prima esperienza gay

di
genere
gay

Dopo tanto tempo ricevo una chiamata da un mio vecchio amico con il quale avevo fatto il militare. Eravamo rimasti in contatto per molti anni, poi piano piano risucchiati dalle nostre vite e dalla distanza che ci separava ci siamo persi un pò.
Durante il servizio di leva avevamo scopato come matti. Ogni licenza la passavamo nei locali la notte ed al mare di giorno. Periodo splendido.
Mi contatta con mia gran gioia e mi chiede di raggiungerlo per fare una piccola rimpatriata. Mi aveva anticipato che ci sarebbe stato un altro ragazzo che lo stava aiutando in un progetto lavorativo. Non ebbi nulla in contrario.
Raggiunsi come da accordi la meta ed una volta salutati i miei compagni di baldoria organizzammo la serata. Aperitivo sul mare, cena in una masseria splendida post-cena in un locale in della zona.
Il mio amico mise a disposizione mia e dell’altro ragazzo la sua casa in campagna. Luogo sperduto ma dal panorama mozzafiato. Io ed il suo collaboratore iniziamo a prepararci. Chiesi di andare prima io a farmi una doccia e lui acconsenti. Poco dopo lasciai libero il bagno ed iniziai a vestirmi. Nel mentre lui si denudò in camera con me e mi accorsi che aveva un cazzo davvero notevole. Cappella enorme proporzionata al tronco e due palle grandi e lisce come un tavolo da biliardo. In quel momento rimasi a fissargli il coso e lui s’imbarazzò. Io mi ripresi ed arrossii perchè non mi era mai capitato di fissare il pene ad un altro uomo, inoltre avevo provato un brivido strano. Mi partì in testa un filmino hard dove io gli leccavo le palle mentre lo segavo. La cosa mi scioccò anche perchè in vita mia non avevo mai fatto pernsieri su uomini, anzi. Lasciai perdere e continuai a prepararmi. Sentii l’acqua della doccia e non riuscii a resistere. Nelle vecchie case di campagna le serrature offrono buone possibilità di spiare ciò che avviene dall’altra parte. Vidi lui che si menava delicatamente il pisello, un rituale quasi ipnotico. Ad ogni discesa della mano corrispondeva un ciondolamento di quegli enormi e succulenti testicoli. Io senza rendermene conto mi trovai in ginocchio a segarmi godendomi quella strana cerimonia. Lui aveva gli occhi chiusi e la bocca leggermente aperta giusto per far uscire ed rientrare la sua lingua vogliosa. Non so il motivo ma non riuscii a fermarmi. Quel momento fu interrotto dall’urlo del campanello che mi riportò immediatamente alla realtà. La cosa però mi turbò parecchio e ci pensai tutta la sera. Che fossi mai diventato bisex?!
Passammo una serata splendida e facemmo scorrere gli alcolici a litri. Alla fine il mio amico commilitone mi chiese di accompagnarlo a casa perchè era troppo conciato per accopagnare noi e poi tornare da solo. Io che ero il più sobrio mi misi al volante e nel breve ci congedammo dal mio amico. Mentre percorrevo la strada di campagna che portava alla nostra casa, il ragazzo mi chiese di fermarsi e di potersi adagiare sui sedili posteriori perchè gli girava tutto attorno. Mi fermai e lo aiutai a posizionarsi dietro. Lui indossava una maglietta di cotone piuttosto scollata e dei pantaloni di lino chiari che facevano intravedere il suo pacco. Mi partirono nuovamente dei filmini hard e questa volta non ne volevano sapere di andarsene. Ero eccitato all’idea di combinare qualcosa con lui, però, oltre a non conoscerlo, mi sentivo strano ad avere quelle visioni. Però avevo deciso di succhiarglielo. Non m’interessava del dopo, volevo soddisfare questa mia voglia. Fermai quindi la macchina in mezzo a degli ulivi e scivolai furtivo sui sedili posteriori. Lui era in stato comatoso ed io ne approfittai. Gli slacciai delicatamente la camicia e gliela sfilai e così feci anche coi pantaloni. Aveva degli slip osceni ma che contenevano a fatica il suo strumento di piacere. A quella vista non capii più nulla. Senza curarmi minimamente del fatto che potesse svegliarsi iniziai a succhiargli i capezzoli. Leccai e soffiai su quei bottoncini inturgiditi e lui a parte qualche fugace mugolio non si svegliò. Mentre ciucciavo come un maniaco gli infilai la mane nelle mutande e sfilai lentamente la cappella. Era davvero bella, grande e profumata. In men che non si dica mi trova la sua punta in bocca. Prima con la lingua a mulinello attorno per assaporarne il gusto e subito dopo la feci sparire nella mia bocca che vergogna non conosceva. Stavo facendo un pompino ad uno sconosciuto ubriaco in mezzo al nulla e stavo godendo di brutto. Avevo la minchia pronta all’azione, ma al momento volevo solo spompinarlo con tutto me stesso. Succhiavo, leccavo, sputavo ed ingoiavo quel cazzone ormai duro. Ad un tratto mi ricordai di quei coglioni perfetti e lisci. Non mi accorsi neanche di averli presi in bocca. Quanto mi piaceva sentirli roteare sulla mia lingua. Glieli leccai per una mezz’ora mentre in modo costante tenevo dritta la sua mazza. Lui aveva cominciato a grondare fiumi di umori dal cappellone ed io come una troietta alle prima armi ingurgitavo quel nettare. Mi sentivo strano ma non me ne fregava un cazzo. Volevo il suo uccello e lo presi. Lui dopo diverso tempo iniziò a riprendersi un pochino e mi trovò con la mia testa in mezzo alle sue gambe mentre continuavo a gustarmi il suo attrezzo. A quel punto mi disse che voleva ricambiare la cortesia. Si sfilò da me e mi fece intendere che voleva fare un 69. Io ero troppo voglioso ed accettai immediatamente. Io ero sotto e lui con movimenti lenti e profondi mi stava scopando la testa. Me lo fece arrivare fino all’esofago ma io ero come in trans e più me lo dava più lo volevo. Il mio pisello invece era bloccato nella sua bocca mentre la sua lingua esplorava ogni millimetro della mia pelle. Un gran spompinatore. Qui capii che lui d’esperienza ne aveva tanta a differnza mia. Senza avvisarmi mi mise un dito nel culo ed iniziò anche lui a succhiarmi le palle. Nemmeno una donna mi aveva fatto così godere col solo succhiare i coglioni. Lui aveva un umido e bollente calorifero in bocca e cazzo se lo sapeva usare. Nel mio piccolo succhiavo come un indemoniato e gli feci fare diversi sobbalzi.
Io però volevo avere un rapporto gay completo. Ero indeciso se farmelo ficcare o ficcarglielo. Optai per la prima. Volevo provare nel mio culo da verginello quella quercia secolare tanto perfetta. Lui iniziò a lubrificarmi il buchino che tardava ad aprirsi. Con molta pazienza stimolava e qualche volta infilava più dita. Ormai ero a pecora con la sua bocca che premeva contro il mio culo da etero. Sentii uno sputo ma non avrei immaginato che fosse il preludio alla mia prima inculata. Abbassai la testa e vidi le sue palle che si avvicinavamo minacciose. Poco dopo sentii bussare la sua cappella. Turgida, calda ed estremamente umida. Spinse una prima volta lentamente ma trovò molta resistenza da parte mia. Ma come un monaco tibetano dotato d’infinita pazienza tornò più volte a chiedermi il permesso. Ad un certo punto raggiunse il meritato traguardo. Violò delicatamente ma in modo deciso il mio culetto. Quando entrò provai un misto tra piacere e dolore. Mi sembrava di averlo nello stomaco tanto lo aveva spinto in profondità. Mi stava scopando le viscere ed io sbrodolavo come una puttanella. Il mio respiro cambiò e ad ogni colpo gemevo ed urlavo. Mi stavano inculando ed era il piacere più bello mai provato. Lui da vero esperto aveva cominciato a masturbarmi. Io ero in estasi e volevo bere tutta la sua sborra. Volevo farla mia direttamente dalla fonte facendolo eruttare con un mio pompino. Me lo sfilò e come se mi avesse letto nel pensiero me lo mise in mano. Io non aspettai nemmeno un secondo ed iniziai a spompinarlo come un matto. Lui apprezzava la mia performance e nel giro di breve riversò una quantità enorme di sperma nella mia bocca con una raffica di schizzi impressionante. Io ingoiavo copiosamente sperando che quel flusso caldo e torbido non finisse mai. Piano piano il suo cazzone si sgonfiò ed io avido recuperavo le ultime gocce di quel buonissimo nettare.
Ci mettemmo circa un’oretta buona per trombare. Rimanemmo in macchina giusto il tempo per ricomporci e poi tornammo a casa del nostro amico in comune.
Non provavo stupore nell’averlo fatto un uomo. Forse in cuor mio era da diverso tempo che covavo questo desiderio di tragressione e a dire il vero speravo che questa sarebbe stata la prima di tante.
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2026-06-15
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