Intrighi familiari (Parte II)
di
Marco_60
genere
incesti
Cosa stava accadendo tra loro? I ricordi del mio passato, quelli vissuti con mia sorella Marta, riaffioravano con violenza. Come potevo giudicare i miei figli, colti in flagrante, per atti che io stesso avevo già conosciuto e assaporato anni prima? Dovevo scoprire quanto quel legame li coinvolgesse, se fosse solo un capriccio momentaneo o qualcosa di più profondo.
In casa avevo un vecchio impianto di videosorveglianza, inattivo da anni. La tentazione fu immediata: riattivarlo, almeno nella loro stanza. Con un po’ di fatica, riuscii a configurarlo in modalità standalone, registrando tutto su una scheda di memoria interna alla telecamera.
Avevo la necessità di capire cosa accadeva il sabato sera sotto il mio tetto. Così, la domenica, mentre i ragazzi erano fuori, mi dedicavo alla visione di quelle registrazioni, con il cuore che batteva forte.
Si aprì davanti ai miei occhi un mondo che non immaginavo. Non si trattava solo di preliminari, ma di un’intimità viscerale, carica di desiderio.
Tutto iniziava con risate e scherzi, un’atmosfera leggera che presto si trasformava. I vestiti cadevano a terra senza esitazione, senza traccia di imbarazzo. Vedere mia figlia Sonia liberarsi del reggiseno, lasciando che i suoi seni pieni e turgidi si mostrassero a Francesco, mi riportava indietro nel tempo. Lui, mio figlio, li sfiorava con una delicatezza tormentosa, le mani che scorrevano sulla pelle liscia mentre i loro corpi si avvicinavano. Si abbracciavano con una furia passionale, le labbra che si cercavano senza tregua in baci profondi, carichi di un desiderio che sembrava divorarli. Francesco scendeva sui seni di lei, baciandoli avidamente, succhiando i capezzoli fino a farla gemere piano.
Si fermavano un istante, solo per guardarsi negli occhi con un’intensità che bruciava, proprio come due innamorati, prima di continuare a spogliarsi a vicenda. Francesco si liberava degli slip, il suo membro già duro e pulsante, mentre Sonia lo fissava con uno sguardo di pura ammirazione. Si inginocchiò davanti a lui, prendendolo tra le mani con decisione. La sua lingua scivolava lungo l’asta, lenta e provocante, strappandogli gemiti soffocati.
Poi lo prese in bocca con una fame insaziabile, succhiando con un ritmo che cresceva in intensità, alternando movimenti profondi a pause in cui lo guardava dal basso, gli occhi pieni di lussuria. Le mani di Francesco non si fermavano mai, esploravano ogni curva del corpo di lei, scendendo lungo la schiena, stringendole i fianchi e poi le natiche con una presa possessiva mentre lei lo portava al limite.
Ed ecco il momento cruciale, con un cenno complice, Sonia gli chiese di possederla. Francesco si sedette sul letto, con la schiena alzata, e lei gli salì sopra a cavalcioni, le gambe piegate dietro di lui. I loro corpi si incastravano perfettamente, come se fossero fatti l’uno per l’altra. Sonia iniziò a muoversi, un’onda lenta e sensuale che lo faceva impazzire. Lui catturò un capezzolo tra le labbra, succhiandolo con avidità mentre lei inarcava la schiena, spingendo il bacino contro di lui con un ritmo sempre più frenetico.
Cambiarono posizione. Sonia si distese sul letto, e Francesco le divaricò le gambe con decisione, sollevandola leggermente dai fianchi. Si chinò su di lei, penetrandola con un movimento lento ma profondo. Ogni spinta era un crescendo, i suoi movimenti si facevano più rapidi, più intensi, mentre Sonia si inarcava sotto di lui, assecondandolo con i fianchi, le mani che stringevano le lenzuola come se volesse strapparle.
Il desiderio li spingeva oltre. Sonia si mise a carponi sul letto, voltandosi appena per guardarlo con uno sguardo che trasudava pura lussuria. Francesco si posizionò dietro di lei, afferrandola per i fianchi con forza. La penetrò con una spinta decisa, affondando profondamente mentre lei si spingeva indietro, incontrando ogni suo movimento con una passione selvaggia, quasi primordiale.
Poi, desiderosi di un contatto più intimo, tornarono a guardarsi negli occhi. Sonia si sdraiò sulla schiena, e Francesco si posizionò sopra di lei, tornando alla posizione del missionario. Le gambe di lei si avvolsero attorno ai suoi fianchi, stringendolo con forza, come se non volesse lasciarlo andare mai. Ogni spinta era un’esplosione di piacere, i loro corpi si muovevano in una danza perfetta, il ritmo che si faceva sempre più veloce, sempre più disperato, fino a raggiungere l’apice insieme. Un’esplosione devastante li travolse, lasciandoli senza fiato, sudati, intrecciati l’uno all’altra sul letto disfatto.
Rimasero così, immobili, scambiandosi baci lenti e profondi, le mani che accarezzavano i corpi ancora caldi per qualche minuto. Erano due angeli, travolti da una passione che andava oltre ogni limite, incuranti di questo rapporto incestuoso.
In quel momento, rivissi tutto. Momenti che credevo dimenticati tornarono a galla, istanti di passione trascorsi con mia sorella Marta, un’eco del passato che mi travolse con una forza che non potevo ignorare.
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