Mia moglie è l'anale

di
genere
dominazione

Sono Marco, ho 60 anni, e mia moglie Angela ne ha 55. La nostra intesa è sempre stata ottima, anche se con qualche limite. Facciamo un po’ di tutto, ci piace variare, ma sul rapporto anale lei non ha mai voluto saperne. Ci ho provato diverse volte a convincerla, ma è sempre stata riluttante. Dice che è una pratica sporca e sicuramente dolorosa, quindi mi ha sempre negato questa gioia. Da un po’ di tempo, però, mi chiedeva insistentemente una piccola utilitaria per le sue esigenze. Io gliel’ho sempre negata, perché una macchina è già sufficiente e i costi per mantenerne una seconda non sono indifferenti. Negli ultimi tempi era diventata più insistente, tanto che un giorno mi ha detto: “Farei qualsiasi cosa per averla.” Sul momento non ci ho fatto caso, ma poi mi si è accesa una lampadina. Le sono andato incontro e, senza giri di parole, le ho detto: “Se mi dai il culo, te la compro.” Lei, piuttosto incazzata, ha ribattuto: “Mai! Cos’è, un ricatto?” Io, calmo, ho risposto: “Pensaci, questa è la mia condizione.”
Nei giorni successivi era molto nervosa, parlava poco e spesso la vedevo pensierosa. Stava riflettendo, valutava se valesse la pena cedere per avere l’auto. Al quarto giorno, finalmente, mi ha detto: “Ok, ci sto!” Io, sorpreso, ho chiesto: “Ci stai a cosa?” E lei, diretta: “Ci sto a darti il mio culo.” Con un sorriso sulle labbra, ho replicato: “Ecco, così ti voglio, disponibile.” Poi ho aggiunto: “Vai in farmacia, compra un lassativo, domani sera ti voglio pronta.” Nel frattempo, mi ero procurato una confezione di Luan, il classico anestetico anale, per l’occasione. La sera del giorno dopo ero pronto, e anche lei, dopo aver trascorso l’intera giornata a svuotarsi. Ci guardavamo negli occhi: lei con un’espressione rabbiosa, io con un sorrisino sadico. Ha chiesto subito: “Come mi devo mettere?” Io ho risposto: “Non avere fretta.”
Durante i preliminari mi sono dedicato alla lubrificazione dell’ano, spargendo anche qualche goccia di Luan. Prima volevo farmi una scopata rilassante, per poi passare al culo. Sentivo la sua figa stretta, piena di tensione, come se fosse vergine. Tra una posizione e l’altra, la stimolavo analmente con due dita per rilassare lo sfintere. Quando mi sono sentito pronto, le ho detto: “Cara, è arrivato il momento.” Lei è sbiancata in volto e ha sussurrato: “Fai piano, ti prego!”
Ho indossato il preservativo e l’ho lubrificato per bene. L’ho fatta sdraiare sul fianco e mi sono posizionato alle sue spalle. Le ho allargato le chiappe e ho puntato dritto all’ano. Al primo contatto ha avuto un sussulto. “Stai rilassata, cara!” le ho detto. Ho iniziato a spingere piano. Non vedevo il suo volto, la sua espressione, ma sentivo quanto fosse tesa. Dovevo riuscire a superare lo sfintere, e il gioco sarebbe stato fatto. Ho aumentato la pressione, tra mugolii e piccole grida soffocate. Sentivo che stava per entrare, finché un urlo liberatorio ha sancito il superamento dello sfintere. A quel punto non c’erano più ostacoli. Entrava con una facilità straordinaria, anche grazie a tutto il lubrificante utilizzato. La contrazione dello sfintere sul pene dava una sensazione di possesso, come se volesse trattenerlo. I movimenti erano lenti all’inizio, poi sempre più veloci. Controllarsi era difficile, ma volevo godermi al massimo quel momento magico. Abbiamo cambiato più posizioni, cercando di non staccarci per non forzare di nuovo l’ano: prima supina, poi a pecorina. Con il passare dei minuti, sembrava rilassarsi, più disposta a collaborare. Tanto che, quando abbiamo voluto provare a smorzacandela, e abbiamo dovuto staccarci, è stata lei stessa a prendere il mio pene e a indirizzarlo sull’ano. La successiva penetrazione è stata molto più agevole; evidentemente i muscoli dello sfintere si erano rilassati. Ha iniziato a cavalcarmi con intensità. Dal suo volto traspariva partecipazione, si stava eccitando. I gemiti ripetuti dimostravano che aveva raggiunto una fase di accettazione del godimento. Io la sorreggevo dai fianchi; quei seni che sobbalzavano su e giù e il modo in cui si inarcava su di me preannunciavano la sua fase orgasmica. Io la seguivo, non potevo resistere oltre. Alla fine siamo venuti insieme, accompagnati dalle sue forti contrazioni, che quasi mi stritolavano il pene. Ci siamo staccati, sfiancati, mentre dal suo buchino colava sperma.
“Ti è piaciuto?” le ho chiesto. “Bastardo, ora sei contento?” mi ha risposto. Ma in cuor mio so che, alla fine, le è piaciuto.


scritto il
2026-03-13
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