Il cantiere delle orge - quarta parte

di
genere
orge

L'arrivo di Attilio aveva fatto perdere un pò di tempo sia a Nadia che alla squadra, ma ora si doveva recuperare. Non poteva finire così perchè mancava l'apoteosi di un finale travolgente e indimenticabile e perciò era l'ora di darsi da fare. Quegli uomini dovevano avere un ricordo indelebile di quella giornata.
Nadia li volle tutti e sette intorno a lei e poi si inginocchiò davanti a loro che la circondarono. Prese due cazzi in mano tra quelli che aveva intorno e cominciò a menarli e uno lo prese in bocca....non sapeva di chi era, non guardava in faccia nessuno, vedeva solo i loro cazzi frementi che si urtavano l'un l'altro per farsi strada e per essere presi dalle sue mani o dalle sue labbra.......i maschi sembravano come impazziti perchè tutti sarebbero passati nelle sue mani e nella sua bocca, ma sembrava che ci fosse la corsa per arrivare per primo. Quelli che intanto aspettavano venivano menati dalle mani dei singoli proprietari in modo tale che arrivassero già duri nelle mani o bocca tanto agognate e lei trovava la cosa quasi divertente, dal momento che avrebbe soddisfatto tutti, ma questa competizione per precedere gli altri la trovava inspiegabile. Forse avevano paura che avendo qualcuno fatto già più sborrate, al momento giusto magari gli si ammosciasse e non fosse all'altezza di concludere e questo come si sa terrorizza molto i maschi, ma Nadia avendoli visti già all'opera confidava di farli svuotare tutti quanti.
Non si scoraggiò davanti a sette maschi, ma non li guardava neppure più ed era solo concentrati sui loro uccelli che le svettavano davanti cercando le sue mani e la sua bocca... vedeva solo cazzi e palle pelose ed era veramente eccitata come una porca, come la troia che tutti volevano fottere, inculare, sborrarla dovunque, pisciarle addosso, fare tutto quello che veniva loro in mente. Lei non si vedeva quasi più inginocchiata tra quei sette corpi in piedi che la sovrastavano e riusciva a vedere solo che c'erano cinque cazzi di forme diverse appartenenti a maschi di razza bianca e due randelli neri che la facevano sbavare di desiderio.
Ormai aveva detto loro che potevano fare qualsiasi cosa fosse loro venuta in mente e si sentì stringere le tette da due mani che provenivano da dietro....uno dei sette si era seduto dietro di lei e prendendola per la vita la aveva leggermente sollevata e posizionata in modo che la punta del suo cazzo fosse appoggiata al suo ano. La teneva sollevata solleticandole il buco del culo col glande che aveva già inumidito e poi bruscamente la lascio andare e le penetrò il culo con il suo mostro, grosso come un polso con la cappella a fungo che la dilatò al limite del tollerabile, ogni centimetro un'agonia deliziosa che le strappava singhiozzi umidi, il bruciore che si fondeva in un piacere profondo, viscerale, come se le stessero riaprendo l'anima. "Prendilo tutto, troia... il tuo buco è un paradiso stretto", grugnì Vito mentre le sue mani massicce le torcevano i fianchi, lasciando lividi viola che pulsavano come trofei. Rocco le riempì la bocca dal davanti, col suo cazzo magro ma eretto che le scivolava in gola con spinte nervose, il sapore amaro di pre-sperma che le impregnava il palato, facendola sbavare in rivoli che colavano sul mento e gocciolavano sulle coperte. Kofi, eccitato dallo spettacolo, si unì leccandole il clitoride esposto da sotto, la lingua giovane e frettolosa che roteava sul nodo ipersensibile, alternando succhiate delicate a lappate ampie che la facevano contrarre intorno a Vito. Il trio la portò a un orgasmo anale, un'eruzione profonda che le squassò le viscere, l'ano che mordeva il cazzo invasore in spasmi ritmici, come un cuore che pompa lava, facendola urlare intorno al membro di Rocco. Vito esplose per primo, un torrente denso e caldo che le riempì il retto fino a farla sentire gonfia, il seme che ribolliva dentro di lei, colando fuori in bolle bianche quando lui si ritrasse; Nadia schizzò sul viso di Kofi che le stava ancora leccando la fica, un fiotto che gli bagnò le guance rasate facendolo tossire e ridere in un misto di shock e adorazione, mentre Rocco le veniva in bocca, un getto salato e appiccicoso che lei ingoiò con avidità, leccando ogni goccia residua dalla cappella fremente, mentre il pathos le stringeva la gola in un nodo di gratitudine perversa.
Il climax collettivo fu un'apoteosi pagana: tutti e sette la circondarono in un cerchio rituale, lei al centro su quel letto improvvisato, il corpo un paesaggio epico di devastazione gloriosa, seni arrossati da morsi e succhiate, capezzoli gonfi e screziati come more mature; figa dilatata e rossa, labbra esterne tumide come petali post-tempesta, interne rosee e gocciolanti di umori misti, clitoride un bocciolo ipersensibile che pulsava visibile al ritmo del suo cuore; culo aperto come un fiore carnoso, l'ano rosa dilatato che ammiccava contrazioni residue, le natiche segnate da schiaffi rossi e impronte digitali come sigilli di possesso. Le mani esperte di Nadia li masturbò in coro, pompando aste diverse con maestria sinfonica: la destra su Samuel, il cazzo lungo e dritto che fremeva caldo nella sua presa, vene che pulsavano come fiumi; la sinistra su Ardi che gocciolava pre-sperma in quantità industriale.
Non ci fu requie, solo un cambio di guardia febbrile: Michele e Dardan la presero in un sandwich anale prolungato, un duello di dilatazione che la portò ai confini del sublime. Ardi la posizionò a pecora su un mucchio di sacchi di sabbia grezza, la trama ruvida che le graffiava i seni schiacciati, i capezzoli che sfregavano il tessuto come a implorare misericordia, sperma sul suo polso. Gli altri si avvicendarono, riversandole sperma sul corpo e lei non li guardava nemmeno più. Un fiotto potente di sborra le colpì il viso in archi caldi, colando dalle ciglia alle labbra in maschera appiccicosa; un'altro mirò al ventre e il suo seme cremoso e denso si raccolse nell'ombelico come un lago sacro. Lei non riusciva a vedere più le persone, semisdraiata a terra vedeva solo cazzi che dall'alto riversavano spruzzi su di lei. Ne arrivò uno sui seni e si perse in rivoli bianchi che tracciavano venature sul suo corpo, facendole luccicare come fossero oliate. Uno le venne sulle cosce con un getto nervoso che le bagnò la pelle olivastra in schizzi caldi; un altro sul clitoride, un marchio bollente che la fece gemere per l'urto termico; un terzo tra le labbra della figa, mescolandosi ai suoi umori in un unguento peccaminoso. Michele fu l'ultimo, scopandola a missionario in un finale intimo. I loro corpi erano allineati, il sudore si mescolava, lei era come in trance e avrebbe voluto che quel trattamento non avesse mai fine.
La scopavano, la inculavano, le sborravano addosso, non capiva se le pisciassero anche addosso, sapeva che quei cazzi sembravano decine invece che solo sette e continuavano a martellarla entrandole dovunque.....ogni tanto uno le finiva in bocca dopo che aveva sborrato o pisciato e lei lo succhiava con amore, con un senso di gratitudine, anche se era gocciolante di sborra o ancora bagnato di piscio, ma qualunque sapore la eccitava e aveva orgasmi a ripetizione...lei era come in trance....vedeva cazzi da tutte le parti...ma quanti erano? Sembravano decine invece erano sempre quei sette che non erano mai sazi di lei e cercavano continuamente la sua fica, la bocca, il suo culo e anche se non sborravano più volevano il calore umido delle sue fessure, della sua bocca, cercavano di farli tornare nuovamente duri infilandoli ripetutamente nella fica, nel suo culo che pieni di sborra come erano, scivolavano dentro facilmente come un coltellino nel burro e poi inevitabilmente arrivavano nella sua bocca dopo essere stati nel lago di sborra delle sue fessure più intime e lei leccava e ingoiava e aveva lingua e bocca tutte impastate dalla sborra di quelle sette furie.
Lei non ne poteva più.....mentre l'ennesimo cazzo la riempiva con spinte lente e profonde, sfregando il punto G fino a farla singhiozzare per l'ennesimo orgasmo che la sconvolgeva... adesso basta... non ce la faceva più...che continuassero pure, ma lei ormai era una bambola rotta buttata via senza più reazioni, senza più voglie, senza più orgasmi da regalare e da ricevere. Si abbandonò all'estasi infinita e potevano anche continuare, scoparla, incularla, sborrarla dovunque, pisciarle addosso....tutto la eccitava, ma era distrutta... se erano sazi si poteva anche finire qui. Stava tremando, ma era l'effetto degli orgasmi ripetuti e senza tregua, travolta dalle sensazioni violente che aveva provato al punto che aveva il viso rigato dalle lacrime causate dal godimento sublime che ancora la faceva tremare......il cuore le batteva a mille e non riusciva quasi a parlare per le ondate di piacere che ancora la assalivano.....farfugliava perchè aveva la lingua impastata di sborra che mentre cercava di parlare la colava fuori ai lati della bocca e qualcuno le stava ancora succhiando il clitoride sempre duro, mentre dalla fica stessa colava sperma e la stessa cosa accadeva dall'ano, tanto che si era già creata una piccola pozza viscida sotto al suo culo.
Fece per alzarsi,ma la fica che si contraeva ancora in onde ritmiche potenti la fece mugolare di piacere e senza accorgersene squirtò un torrente caldo e violento sull'ennesimo cazzo che si apprestava a tormentare ancora il suo punto G e poi svenne travolta dal piacere così intenso che quell'orgia le aveva procurato.
Fu questione di pochi istanti però e poi si riprese del tutto e un po' barcollando si alzò in piedi e disse “Mi devo dare una sistemata ragazzi” e si avviò nella baracca del bagni.
Dopo un mezz'ora fu in grado di salutare tutti e di riprendere il cammino per tornare alla macchina e poi a casa, dove finalmente avrebbe potuto farsi un bel bagno rilassante e poi riposare.
I saluti da parte della squadra furono entusiastici, tutti immaginavano che lei sarebbe tornata ancora se loro avessero lavorato intensamente e recuperato il tempo perduto e lei sapeva che non ci sarebbe stata cosa che li avrebbe spronati di più, che poter ripetere quell'esperienza straordinaria dell'orgia di gruppo indimenticabile.
Nadia era felice perchè in cuor suo sapeva che sarebbe andato tutto a posto. La ditta sarebbe stata soddisfatta, lei avrebbe avuto un bella gratifica perchè la sua squadra non aveva subito né ritardi né spese extra ed anche questa volta si sarebbe concluso tutto positivamente per lei. In fondo aveva goduto come una pazza e aveva collezionato orgasmi a non finire, si era divertita come non mai e avrebbe avuto un avanzamento di carriera. Cosa volere di più?
Per ora non avrebbe avuto voglia di sesso per qualche giorno dal momento che aveva goduto abbastanza....doveva solo rimettersi in sesto e far riposare la sua fica gonfia come non mai per i cazzi che l'avevano distrutta anche a due insieme per volta e contemporaneamente le sarebbe passato anche il bruciore nel culo, visto che era stato un protagonista di primo piano della giornata.
La bocca era un po' dolorante per via che i cazzi le avevano un po' massacrato le guance e sentiva un po' un cattivo sapore in bocca perchè forse aveva ingoiato troppa sborra e forse nella confusione anche qualche schizzo di piscio, ma qualche sciacquo con un colluttorio la avrebbe rimessa al mondo.
Tutto sommato era stata una splendida giornata , un po' troppo afosa forse, ma non si poteva mica avere tutto.....


F I N E
scritto il
2026-04-16
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