Il cantiere delle orge - terza parte

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IL CANTIERE DELLE ORGE - Terza parte

Mentre Nadia si stava ripulendo, i sette maschi nudi all'aperto sentirono un rumore di un trattore in lontananza e lo scorsero da lontano mentre si stava avvicinando. Michele il caposquadra capì subito che si trattava dell'anziano contadino Attilio che era proprietario di un campo confinante con la zona dove loro stavano eseguendo i lavori e spiegò a Nadia che avevano avuto alcuni scontri con lui per aver sconfinato di alcuni metri con l'escavatore durante la posa in opera delle tubazioni. Loro erano tutti e sette nudi e in 10 minuti lui sarebbe arrivato....cosa potevano dire allo scomodo vicino? Arrivava per litigare come al solito per lamentarsi degli sconfinamenti e del rumore che facevano e che non era indifferente? In 10 minuti sarebbe stato lì e li avrebbe trovati tutti nudi insieme a Nadia che faceva parte della direzione...cosa inventare per giustificare il tutto? Lui era un bello stronzo capace di fare una vertenza sindacale per l'invasione del suo terreno anche per pochi metri e avrebbe detto sicuramente che invece di lavorare loro stavano a scopare allegramente con le puttane.
Nel frattempo era arrivata Nadia sempre nuda, ma si era ripulita un po' e Michele le spiegò la situazione che si stava per presentare tra pochi minuti e lei subito disse che non avevano il tempo di rivestirsi tutti e di mettersi nelle varie postazioni di lavoro per far vedere che era tutto normale e perciò l'unica cosa era offrirgli di partecipare al sesso di gruppo in cambio del suo silenzio. Probabilmente dato che lei seppe che viveva solo, l'occasione che gli si presentava non se la sarebbe lasciata scappare. Per giunta Michele le disse che correva voce che fosse gay o almeno bisex, ma a costo di venire licenziato affermò che non avrebbe potuto fare sesso con lui. Subito si accodarono al caposquadra Rocco e Vito i due meridionali, dicendo che piuttosto che fare i froci preferivano essere licenziati.
Nadia disse di non agitarsi e si rese subito disponibile al sacrificio e chiese agli altri quattro chi la avrebbe seguita. I due albanesi e i due ghanesi erano mussulmani ed erano abituati a soddisfarsi tra maschi dal momento che al loro paese le donne fuori dal matrimonio erano intoccabili a meno che non fossero prostitute ed era già capitato che da quando erano in Italia per emergenza avessero fatto sesso tra loro.... roba da poco, giusto per calmare un po' i bollenti spiriti.
Nadia promise loro un piccolo bonus in più o in denaro o sotto forma di giorni di ferie aggiuntivi per poter incontrare le loro famiglie sparse per l'Italia, e disse che con lei erano in cinque e sarebbero stati più che sufficienti per l'arzillo vecchietto.
Intanto Attilio arrivò e si trovò davanti sette maschi nudi con cazzi che gli fecero venire l'acquolina in bocca ed una donna procace come una dea dalle forme esuberanti altrettanto nuda che gli andò incontro come niente fosse.
“Mi prendesse un accidente” disse Attilio vedendo tutta quella gente nuda e quella femmina straripante sesso che gli si avvicinava. Attilio era un settantacinquenne che portava bene i suoi anni, ancora voglioso ma che abitava da solo. Aveva una bella collezione di video porno di tutti i tipi con i quali si sollazzava quando ne aveva voglia e ogni tanto (ma raramente) gli capitava anche qualche donna o qualche maschio disponibile, ma era difficile, per quello si meravigliò capitando in quel cantiere e intendendo cosa succedeva. La cosa gli procurò una erezione che Nadia intuì subito.
Attilio aveva un mozzicone di sigaro spento in bocca e somigliava, se qualcuno lo ricorda, al vecchietto a cui nel vecchio film Il sorpasso Gassman e Trintignant davano un passaggio, quello che diceva la frase rimasta celebre “ma che nun cure sta maghina?”
Ma non divaghiamo.....Nadia si fece avanti e gli disse : “Attilio, noi ci stavamo divertendo un po'...vuoi unirti a noi?”. “Certo che sì”, rispose lui scendendo dal trattore e cominciando a spogliarsi. Nadia gli si inginocchiò davanti per apprestarsi a prendere in bocca il suo cazzo che era corto, ma molto tozzo e largo e fece avvicinare anche gli albanesi e i ghanesi, mentre gli altri tre si allontanarono per ammirare la scena senza far parte degli attori.
Lei prese in mano due cazzi, uno bianco e uno nero senza guardare chi fossero i proprietari e si avvicinò con la bocca al cazzo di Attilio, che non era certo profumatissimo,ma ci passò sopra e glielo prese in bocca. In poco tempo il cazzo del contadino diventò bello duro e non era male veramente neppure come sapore e vide che lui aveva presi in mano gli altri due cazzi e li menava sua volta e li guardava goloso, specialmente quelli neri grossi e lunghi come melanzane. Ad un certo punto disse a Nadia di non proseguire perchè non voleva venire subito, dal momento che alla sua età non sarebbe riuscito a sborrare una seconda volta. “Voglio spassarmela un po' visto che ho l'occasione di fare sesso davvero e non di farmi una sega e voglio farmi durare il più possibile questa occasione. Ti spiace se ti chiedo di voltarti e di farmi fare una bella scopata alla pecorina?”
Nadia ormai era disposta a tutto per accontentare l'arzillo vecchietto anche perchè pensava che più lo accontentavano, più sarebbe stato zitto sulle vicende di quella giornata. Sfilò dalla bocca il cazzo di Attilio che si era ben rigonfiato...come si è detto non era lungo, ma tozzo come il gambo di un grosso fungo e la cappella le ricordava un po' un porcino. Lei si girò e si mise a quattro zampe sulla doppia coperta distesa sull'erba e lui le si accostò dietro con le gambe un po' piegate per riuscire a mettere quel tozzo cazzo largo come un avambraccio direttamente nella sua fica. Non fece molta fatica perchè le scivolò dentro facilmente lubrificata come era dalla sborra che le avevano inserito in precedenza. Attilio sbuffava e grugniva come un maiale, dando colpi con le reni che sembravano volerla spaccare in due, ma così dimostrava tutta la voglia repressa che aveva accumulato per via della solitudine e che certo non poteva essere soddisfatta dai suoi animali. Era piccolo di statura Attilio, ma si dava un gran da fare, con quel cazzo fuori misura per uno come lui mentre gli altri guardavano il suo culo abbastanza voluminoso intento ad andare avanti e indietro mentre trapanava Nadia. Cercava di non esagerare per non sborrare,ma voleva provare tutto e lo estrasse dalla fica tutto scivoloso e pieno della crema di Nadia e poggiò il glande così lubrificato sull'ano di lei. Il suo mostro era grosso come un polso e lui cominciò a spingere e la cappella a fungo iniziò a dilatarla ai limiti del tollerabile, cominciando un po' alla volta a penetrarle nel culo sempre di più e ogni centimetro era un'agonia deliziosa che le strappava singhiozzi umidi, il bruciore che si fondeva in un piacere profondo, viscerale, come se le stessero riaprendo l'anima. "Prendilo tutto, troia... il tuo buco è un paradiso stretto", grugnì Attilio, con la barba incolta che gli pizzicava il petto mentre le sue mani massicce le torcevano i fianchi, lasciando lividi viola che pulsavano come trofei. Kofi il ghanese intanto le riempì la bocca dal davanti, col suo cazzo lungo e lucido che le scivolava in gola con spinte nervose, il sapore amaro di pre-sperma che le impregnava il palato, facendola sbavare in rivoli che colavano sul mento e gocciolavano sulle coperte testimoni di questa orgia selvaggia.
I due albanesi erano super eccitati ed erano rapiti dalla situazione che si svolgeva sotto i loro occhi e tutti e due ammiravano il buco del culo di Attilio che si allargava e si restringeva mentre era occupato a chiavare quella troia con tutta la foga che aveva riuscendo a trovare il fiato per dirle di non fare sborrare il nero nella sua bocca, perchè voleva assaggiarla lui la sborra nera (e la battuta fece sorridere i presenti). Nadia si fermò, fece scivolare fuori dal culo il cazzo di Attilio e smise di succhiare quello di Kofi e un po' malferma sulle gambe si alzò e cedette il posto a Dardan l'albanese e all'altro nero Samuel. Manco se si fossero messi d'accordo, Dardan si sdraiò sulla coperta messa a terra in modo da avere il cazzo di Attilio a portata di bocca. Attilio era inginocchiato un po' inclinato in avanti già intento a succhiare il lucido uccello nero di Kofi e ricominciò la sarabanda col vecchio contadino che faceva un pompino a Kofi, mentre muovendo il bacino andava col cazzo dentro fuori dalla bocca di Dardan. Ma la cosa non finì lì, perchè Samuel era attratto dal grosso culo dell'anziano e gli si mise dietro cominciando a forzarlo per entrare.....e il contadino si mise ad aiutarlo (mentre aveva le guance gonfie con in bocca il cazzo di Kofi e il suo dentro la bocca di Dardan) allargandosi le chiappe con le mani e dicendo “dai sfondami il culo, dai..”. Il ghanese non si fece pregare e dette un colpo di reni più forte e lo fece entrare tutto fino in fondo e Attilio rimase senza fiato per qualche istante temendo di essere stato lacerato da quella mazza da baseball che era quel cazzo nero, pari a quello che stava succhiando che non riusciva a fare entrare tutto in bocca.
Michele, Rocco, Vito e Nadia guardavano ammirati quell'orgia tutta di maschi, meravigliati della resistenza e libidine sfrenata dell'arzillo vecchietto, ma non bastava ancora.
Era rimasto Ardi fuori dalla mischia, ma non si perse di coraggio.....la vista di quell'orgia di cazzi lo eccitava e se lo stava già menando da un po' e si avvicinò dietro a Samuel e prese ad accarezzarlo, a massaggiargli le palle, a sputarsi saliva sulle dita e piano piano a strofinarle sul buco del culo del nero che aveva davanti. Questo ano cominciò a cedere sotto le sapienti carezze dell'albanese e lui fece scivolare dentro un dito e cominciò a rigirarlo piano affondandolo sempre di più in quel buco nero....quando cominciò a cedere si chinò a leccarlo e a riempirlo di saliva e le dita divennero due a scivolare dentro....Sentì che non faceva più resistenza e si preparava a ricevere all'interno qualcosa di più consistente e allora tolse le dita e si sputò sulla mano per poi prendere in mano la cappella e spalmarvi sopra quello sputo viscido. Non le diede il tempo di asciugarsi che cominciò a forzare quel buco di culo nero, ma Samuel spinse come se volesse defecare e così facendo favorì l'apertura ulteriore dell'ano e permise ad Ardi di entrare rapidamente come scivolando all'interno.
La visione era quasi demoniaca......Ardi stava inculando Samuel che stava inculando Attilio che lo metteva in bocca a Dardan mentre succhiava Kofi. La situazione era troppo eccitante e ben presto Attilio disse che non ce la faceva più a resistere e doveva sborrare. Gli altri erano più abituati
a controllarsi e aspettavano solo questo segnale. Tutti vennero quasi contemporaneamente.....Attilio non si tenne più e sborrò in bocca a Dardan, mentre Kofi annegava Attilio con una cascata di sborra nella sua gola e contemporaneamente Samuel gli riempiva il culo della sua crema bianca, mentre a sua volta Ardi riempiva il culo a Samuel.
Neri e albanesi erano soddisfatti, ma Attilio era veramente distrutto dalla fatica e dal piacere intenso che era tanto che non provava. Ardi si mise in un cantuccio per pisciare, ma Attilio si trascinò sotto di lui e gli disse che non ce la faceva ad andarsi a lavare in bagno e andava bene se lo lavava lui pisciandogli addosso. Più di così non poteva puzzare e Ardi lo accontentò...contento lui.
Gli pisciò sul buco del culo, mentre gli usciva la sborra di Samuel e si fece pisciare in bocca per sciacquarsi dello sperma copioso di Kofi che le colava anche sul petto...addirittura i presenti videro che parte del piscio lo aveva addirittura bevuto.
Attilio un po' malfermo si avvicinò al suo trattore e lo mise in moto...fece un cenno di saluto a tutti quanti e disse un “ci vediamo...” facendo un cenno con la mano, ma si capiva che era distrutto. Era arrivato non certo profumato, ma ora se ne partiva più puzzolente di prima, dopo che aveva avuto anche il battesimo di piscio. Si allontanò un po' provato lasciando la squadra e il tecnico Nadia tranquilli sul fatto che Attilio non avrebbe svelato nulla di cosa succedeva in quello strano cantiere.

FINE TERZA PARTE.
scritto il
2026-04-15
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