Una settimana da sola in Calabria. Giorno 6, parte II
di
Sir Lucifer
genere
dominazione
Giulia tira un sospiro di sollievo: il fidanzato è pronto, possono quindi lasciare l’appartamento dei tre pervertiti di Pavia. La ragazza carica lo zainetto in spalla e si avvia verso la porta.
“Domani ci vediamo a casa vostra per salutarci” ricorda il Tommi sorridendo.
Purtroppo, sarebbe suonato quantomeno sospetto rifiutare quell’ultimo incontro prima della ripartenza per Firenze. Giorgio e il Tommi hanno stretto una certa amicizia, se non altro agli occhi di Giorgio. Se solo Giorgio sapesse del filmino che il Tommi ha chiesto alla sua ragazza, se solo sapesse che il suo nuovo amico è stato per tutto il tempo complice del Mas…Forse aprirebbe gli occhi sulla sua distrazione. Sì, Giorgio è stato un fidanzato distratto, ma non da ieri: distratto verso i bisogni di Giulia, distratto verso i desideri di Giulia. Giulia si è abbandonata nelle braccia di altri uomini perché questi ultimi hanno saputo soddisfarne i desideri.
Mentre ritornano alla casa dei genitori, la ragazza si chiede se dopo tutto vuole continuare a puntare sulla relazione con Giorgio. Se lo volesse non potrebbe comunque ignorare il fatto che c’è la possibilità sia rimasta incinta di un altro. Confessare il tradimento prima del test di gravidanza? Confessare il tradimento solo in caso di test positivo? Portare Giorgio a fare sesso non protetto e continuare a ingannarlo in caso di gravidanza costringendolo a crescere un figlio non suo? In tal caso, non potrebbe semplicemente pentirsi il giorno dopo. Certe decisioni hanno conseguenze quasi irreversibili.
Giulia e Giorgio arrivano alla villetta dei genitori ma la ragazza ha ancora bisogno di stare da sola. Arriva in soccorso un aiuto inaspettato. Squilla il telefono del ragazzo, è sua madre. Giorgio guarda la fidanzata come a chiedere “scusa, ci metterò un po’”. Un altro difetto del ragazzo è l’essere mammone. Forse però questo difetto lo condivide con la maggior parte degli italiani.
“Non ti preoccupare, tesoro. Non ti sente da qualche giorno. Io farò una passeggiata per sgranchirmi le gambe” concede Giulia.
Giulia s’affretta verso il cancello del residence per poi scomparire dalla vista del moroso. Il sole è alto nel cielo e fa caldo. La ragazza cerca di nascondere l’alone di sudore che s’espande all’altezza delle ascelle. Non può però ad un certo punto ignorare i crampi della fame. Il cellulare conferma che sono le due del pomeriggio. Si ferma a una rosticceria e ordina un hot dog. Si sporca la camicetta di ketchup, non è proprio la sua giornata.
S’inoltra nel dedalo di vicoli del centro storico di Diamante. Passano le ore ma non sente di aver raggiunto alcuna chiarezza interiore. Squilla il telefono: è Giorgio, domanda che fine abbia fatto e se stia tornando. Ancora una volta, Giulia mente: racconta di aver incontrato un’amica dei suoi. Rimette in tasca il cellulare e s’incammina per una via buia.
Il sole è tramontato e la frescura del tardo pomeriggio ha richiamato una folla di gente. In particolare, in tanti si sono radunati all’ingresso di una sala giochi. Si tratta per lo più di uomini maturi con una birra in mano, la maggior parte è del posto ma non mancano extra-comunitari. La ragazza controlla il portafogli, conta gli spicci in suo possesso: non ha mai giocato alle slot machine prima d’ora ma è in vena di provare nuove esperienze. Forse così scaricherà lo stress e l’ansia.
Entra all’interno della sala giochi, le sue narici vengono investite da un forte odore di fumo e di sudore. Non ha alcun diritto di giudicare siccome in questo momento non profuma certo di rose. Il locale non è ben illuminato, piccoli lampadari sono disposti solo sopra i tavoli da biliardo. Di fronte ai tavoli da biliardo in penombra due fila di slot machine, è lì che Giulia si dirige.
Tra le slot libere ve ne sono di diversi tipi. Giulia sceglie una di quelle che presenta una vasta combinazione di frutti a schermo, lo scopo è allineare più frutti identici. Inserisce una moneta da un euro, ottiene due fragole. Niente da fare, per vincere qualcosa servono almeno tre frutti identici. Inserisce un altro euro, questa volta i frutti sono tutti diversi. Non è proprio la sua giornata.
Alla ragazza sfugge una bestemmia tra i denti quando scorge poi a uno dei tavoli da biliardo Denis, Bamir e Moussa. Ecco come trascorrono il loro giorno libero. Ridono e giocano. Pare che abbiano scommesso un giro di birra. La ragazza non ha alcuna voglia di farsi vedere, è già parecchio incasinata. Abbandona la slot e fa per andarsene. Ha quasi raggiunto l’uscita quando un braccio le percorre la vita e si posa sul culo.
“Dove scappi, coniglietto?”
È Moussa. L’alito gli puzza d’alcol e gli occhi son diventati due piccole fessure ma mantiene la solita espressione strafottente, ostenta sicurezza e virilità. La conduce al tavolo da biliardo dove, dicono, c’è bisogno di una portafortuna. Giulia vorrebbe chiedere a chi dei tre esattamente dovrebbe portar fortuna visto che in una partita la fortuna di qualcuno corrisponde alla sfortuna di un altro. Però tace e si limita ad osservare le palle finire in buca, in attesa di un buon momento per congedarsi.
Finisce la prima partita senza che l’occasione arrivi. Anzi, sembra allontanarsi sempre di più quando Bamir che ha perso paga le birre per tutti. Ne offre una anche a Giulia. La ragazza si rassegna ad assistere a un’altra partita. Moussa coglie la palla al balzo.
“Vieni qua” le dice.
Giulia prende un lungo respiro. Si sente come una gazzella di fronte a un leone, si aspetta che da un momento all’altro il leone le salterà addosso. Non sa quando succederà ma sa che succederà. Mentre si avvicina al ragazzo è colta da un leggero tremore. Moussa vuole impararle a tirare in buca. Sussulta quando il ragazzo la sfiora per offrirle la stecca, sento la fica pruderle quando percepisce il suo fiato sul collo e lo sguardo addosso.
“Perché non giocate insieme la prossima?” propone Denis.
Denis, il più anziano del gruppo, sembra aver letto esattamente cosa sta succedendo. Giulia è timida e spaventata ma è nello stesso tempo alla disperata bisogno di qualcuno che la costringa a seguire i suoi desideri. Ad ogni modo, al termine della partita, sembra un po’ meno spaventata. Gli operai sono riusciti a metterla al proprio agio, nonostante ora Giulia abbia iniziato a provare desideri contrastanti anche nei confronti di Bamir e Denis. Giulia si sente troia.
“Che ne dite di continuare la serata a casa mia?” domanda l’operaio più anziano.
“Mi piacerebbe ma…il mio ragazzo…”
Anche questa volta Giulia tenta di opporre una debole resistenza. Un attimo dopo è già lì a digitare al telefono il messaggio con cui intortare Giorgio. Il gruppo esce dalla sala giochi e si avvia verso l’automobile di Denis. Giulia è fatta sedere dietro, insieme a Moussa che ne approfitta per metterle una mano intorno alla vita. Attraverso lo specchietto retrovisore, gli occhi azzurri del conducente sembrano sorriderle compiaciuti. L’auto viene messa in moto.
Il viaggio verso casa di Denis dura appena trenta minuti. Denis occupa un appartamento in periferia, piccolo ma confortevole. L’interno è ben ammobiliato. Alle pareti le foto appese raccontano della vita del padrone di casa, ha un’ex moglie e due figli. Con l’ex moglie è rimasta in buoni rapporti e i figli vivono con lei in Albania.
“Accomodiamoci e stappiamo una birra, nel frattempo ho messo l’acqua per la pasta” dice Denis.
Nel salottino due divani sono stati posizionati perpendicolari di fronte alla tv. Bamir accende la tv con naturalezza, come fosse causa sua. Moussa non stacca la sua mano dal fianco di Giulia, a volte arriva a toccarle una chiappa. Giulia ormai si è abituata all’idea che tutti sapessero di loro. Per questo motivo, non reagisce quando il ragazzo le scocca un bacio vicino al labbro.
Però la ragazza si ritrae quando Moussa le mette la mano libera sul seno e cerca il limone. Non sa se vuole finire di nuovo a letto con il congolese ma di certo non davanti agli altri operai. Di ritorno dalla cucina Denis esclama:
“Non è la prima volta che uno di noi scopa davanti agli altri”
Giulia è sconcertata, rimane letteralmente a bocca aperta. Però il carico da novanta deve ancora essere sganciato.
“Capita che uno di noi porti qui una puttana, la casa è grande e si sta comodi. A volte, ce la facciamo tutti e tre, altre volte Moussa se la tiene per sé. Bastardo…”
“Ma io non sono…una puttana” protesta la ragazza con un tono di voce che diventa sempre più basso.
Giulia ricorda, mentre pronuncia quelle parole, che ha ripetutamente in questi giorni tradito il suo fidanzato. Non è una puttana nel senso proprio del termine ma lo è in senso lato. Ciò la eccita. È una puttana perversa. Denis incalza:
“Hai paura di ciò che le persone potrebbero pensare?”
“Ho ancora un fidanzato”
“Che tradisci perché il vostro rapporto è basato su paure sociali e non detti. Perché non ti prendi un giorno libero da tutto questo e per un giorno provi a seguire solo i tuoi desideri senza paure né compromessi?”
Si capisce che Denis è un uomo compiuto, un uomo che a un certo punto del suo percorso di vita ha conquistato una certa indipendenza rispetto al comune sentire. Giulia vuole dargli fiducia. Magari se la vuole solo scopare ma ci penserà domani. Oggi si prenderà il suo giorno libero, libero dai sensi di colpa e dalla ragione.
“Non ho mai scopato tre uomini allo stesso tempo ma lo desidero, desidero voi adesso” ammette infine.
Subito Moussa afferra la ragazza dai fianchi, la solleva in aria e la spinge sul divano accanto a un Bamir che, assorto davanti la tv, non ha capito il motivo di tanto schiamazzo. Senza perdere altro tempo sia Moussa che Denis si spogliano. Non cessano di sorprendere i muscoli del congolese, così come la pelle liscia e lucida sotto la maglietta; il grosso cazzo, con una cappella rotondissima in cima, è capace di ipnotizzare. Il fisico di Denis non è altrettanto glorioso, addome gonfio e seni flaccidi; il fascino dell’uomo maturo risiede altrove.
Infastidito si volta Bamir verso il resto della comitiva ed esclama:
“Fate un po’ di silenzio. Stanno dando un documentario su Tirana.”
Scoppiano tutti a ridere del commovente patriottismo nostalgico di Bamir. Denis decide di approfittarne.
“Giulia, perché non gli fai una sega? Vediamo se l’amore per l’Albania vince sull’amore per la fica”
Giulia ha smesso di combattere contro i suoi desideri, è il suo giorno libero. Obbedisce, vuole essere una troia obbediente. Sbottona quindi i jeans di Bamir e ne tira fuori il membro mezzo moscio. Inizia a segarlo e vi sputa sopra come ha visto fare in qualche porno. Sotto le sue mani e bagnato dalla saliva, il membro assume consistenza. Pur continuando a seguire il documentario, l’uomo pianta una mano fra i capelli biondi di Giulia.
Nel frattempo, Moussa ha strappato pantaloni e slip alla ragazza, ne ha divaricato le gambe e ha preso a lappare la fica. Appena un prurito sul volto testimonia una ricrescita del pelo biondo sul pube della ragazza. Il ragazzo ci sta fare, gli abili movimenti della lingua provocano brividi e gemiti.
Giulia non ha ancora imparato a riconoscere i segnali di un orgasmo maschile imminente, così è presa alla sprovvista dagli schizzi di Bamir, uno di questi le finisce dritto in un occhio. Bamir s’alza di scatto. Tuttavia, non è minimamente mortificato di aver colpito la ragazza in un occhio.
“Cazzo, mi hai fatto sporcare il pantalone buono” urla mentre corre in bagno.
Giulia non risponde né reagisce in alcun modo. Si sente stordita e umiliata ma il demone che le sta ora succhiando il clitoride le spezza il respiro. Sta montando un violento orgasmo. Le sue unghie affondano nel tessuto del copridivano. Viene. Sembra preda di improvvisi spasmi. Ha come l’impressione che le sia scappata una goccia di pipì ma Moussa non dice niente.
Dopo qualche secondo a riprendere fiato, si siede sui talloni, mani alla spalliera del divano. Vuole chiedere scusa a Bamir…Però è Denis che le para davanti. Ha il cazzo in mano, un cazzo di modeste dimensioni con un neo sull’asta.
“Ci tiene a quei pantaloni, quando tornerà dal bagno vorrà punirti” dice divertito.
L’uomo raccoglie con la mano callosa i capelli biondi della ragazza in una treccia, esercita una leggera pressione. Giulia lancia un gridolino. Denis risponde strofinandole su tutta la faccia i testicoli che infine le costringe a prendere in bocca, una alla volta. Nel frattempo, Moussa si è inginocchiato dietro di lei, le stringe i fianchi. Giulia intuisce che deve portare il culo in fuori.
“Finalmente potrai di nuovo avermi di nuovo nella fica” sussurra.
Non sono trascorsi che due giorni, la sensazione della prima volta è ancora vivida. Nondimeno è emozionata e ansiosa. Moussa trova la fichetta ben lubrificata, sembra burro. Giulia serra gli occhi e si gode ogni centimetro. Non fa la minima resistenza quando Denis le apre la bocca e ci infila il cazzo. Ora Moussa le scopa la fica mentre Denis le scopa la gola.
È Denis il primo a venire dei tre, Giulia deve ingoiare tutto. Tossisce, si stava strozzando con la sborra. Né Denis né Moussa le chiedono se sta bene. Subito dopo il ragazzo dietro di lei le stringe i capezzoli strappandole un gemito e una fitta di dolore. Grazie a una maggiore aderenza dei corpi, le penetrazioni diventano più intense. Giulia viene così forte che le gambe sono scosse da tremolii. D’istinto, la ragazza cerca la bocca dell’amante ma l’amante si ritrae. Ha preso in bocca il cazzo del suo capo, gli vorrebbe dire che nemmeno la fica che ha leccato è proprio pulita ma tace. Per risposta, Moussa la sputa in bocca e sul corpo prima di venirle dentro.
Quando si stacca da lei, dalla fica scorre fuori un piccolo torrente di sborra. Giulia si distende supina sul divano ma non è il momento di riposare. Rientra Bamir, è diretto verso di lei.
“Se mi dai il culo ti perdono” afferma.
“Non le devi nemmeno chiedere il permesso” chiarisce Denis.
Giulia non ha autorizzato nessuno a trattarla così. Eppure, in un certo senso lo ha fatto e le piace. Così Bamir si accascia sopra di lei, è pesante. Con le mani le tiene la testa alta. Giulia chiude gli occhi, questa volta non godere meglio delle sensazioni e nemmeno perché l’occhio sinistro le brucia ancora, ma per paura. L’avventura del giorno prima le ha confermato quanto l’anale sia insopportabile per lei. Però non protesta.
Allarga le chiappe per dilatare l’ano. Il pene di Bamir preme per entrare. Entra. Inizia a incularla. Poco alla poco il buchetto posteriore s’allarga a sufficienza ma il bruciore non cessa di accompagnare ogni penetrazione. È comunque meno devastante dell’anale con il Mas, forse è solo diventata più insensibile. Riesce anche a trovare spazio qualche sensazione oltre il dolore, come l’umiliazione. L’umiliazione torna a bagnare la fica di Giulia che porta una mano al clitoride. Mentre viene inculata la ragazza si sgrilletta e viene. Quando Bamir tira fuori dal culo il cazzo e riversa un paio di schizzi di sborra sulla chiappa destra di Giulia, arriva il momento di riposare.
Se ti va lascia un voto e un commento. Fammi sapere cosa ne pensi.
“Domani ci vediamo a casa vostra per salutarci” ricorda il Tommi sorridendo.
Purtroppo, sarebbe suonato quantomeno sospetto rifiutare quell’ultimo incontro prima della ripartenza per Firenze. Giorgio e il Tommi hanno stretto una certa amicizia, se non altro agli occhi di Giorgio. Se solo Giorgio sapesse del filmino che il Tommi ha chiesto alla sua ragazza, se solo sapesse che il suo nuovo amico è stato per tutto il tempo complice del Mas…Forse aprirebbe gli occhi sulla sua distrazione. Sì, Giorgio è stato un fidanzato distratto, ma non da ieri: distratto verso i bisogni di Giulia, distratto verso i desideri di Giulia. Giulia si è abbandonata nelle braccia di altri uomini perché questi ultimi hanno saputo soddisfarne i desideri.
Mentre ritornano alla casa dei genitori, la ragazza si chiede se dopo tutto vuole continuare a puntare sulla relazione con Giorgio. Se lo volesse non potrebbe comunque ignorare il fatto che c’è la possibilità sia rimasta incinta di un altro. Confessare il tradimento prima del test di gravidanza? Confessare il tradimento solo in caso di test positivo? Portare Giorgio a fare sesso non protetto e continuare a ingannarlo in caso di gravidanza costringendolo a crescere un figlio non suo? In tal caso, non potrebbe semplicemente pentirsi il giorno dopo. Certe decisioni hanno conseguenze quasi irreversibili.
Giulia e Giorgio arrivano alla villetta dei genitori ma la ragazza ha ancora bisogno di stare da sola. Arriva in soccorso un aiuto inaspettato. Squilla il telefono del ragazzo, è sua madre. Giorgio guarda la fidanzata come a chiedere “scusa, ci metterò un po’”. Un altro difetto del ragazzo è l’essere mammone. Forse però questo difetto lo condivide con la maggior parte degli italiani.
“Non ti preoccupare, tesoro. Non ti sente da qualche giorno. Io farò una passeggiata per sgranchirmi le gambe” concede Giulia.
Giulia s’affretta verso il cancello del residence per poi scomparire dalla vista del moroso. Il sole è alto nel cielo e fa caldo. La ragazza cerca di nascondere l’alone di sudore che s’espande all’altezza delle ascelle. Non può però ad un certo punto ignorare i crampi della fame. Il cellulare conferma che sono le due del pomeriggio. Si ferma a una rosticceria e ordina un hot dog. Si sporca la camicetta di ketchup, non è proprio la sua giornata.
S’inoltra nel dedalo di vicoli del centro storico di Diamante. Passano le ore ma non sente di aver raggiunto alcuna chiarezza interiore. Squilla il telefono: è Giorgio, domanda che fine abbia fatto e se stia tornando. Ancora una volta, Giulia mente: racconta di aver incontrato un’amica dei suoi. Rimette in tasca il cellulare e s’incammina per una via buia.
Il sole è tramontato e la frescura del tardo pomeriggio ha richiamato una folla di gente. In particolare, in tanti si sono radunati all’ingresso di una sala giochi. Si tratta per lo più di uomini maturi con una birra in mano, la maggior parte è del posto ma non mancano extra-comunitari. La ragazza controlla il portafogli, conta gli spicci in suo possesso: non ha mai giocato alle slot machine prima d’ora ma è in vena di provare nuove esperienze. Forse così scaricherà lo stress e l’ansia.
Entra all’interno della sala giochi, le sue narici vengono investite da un forte odore di fumo e di sudore. Non ha alcun diritto di giudicare siccome in questo momento non profuma certo di rose. Il locale non è ben illuminato, piccoli lampadari sono disposti solo sopra i tavoli da biliardo. Di fronte ai tavoli da biliardo in penombra due fila di slot machine, è lì che Giulia si dirige.
Tra le slot libere ve ne sono di diversi tipi. Giulia sceglie una di quelle che presenta una vasta combinazione di frutti a schermo, lo scopo è allineare più frutti identici. Inserisce una moneta da un euro, ottiene due fragole. Niente da fare, per vincere qualcosa servono almeno tre frutti identici. Inserisce un altro euro, questa volta i frutti sono tutti diversi. Non è proprio la sua giornata.
Alla ragazza sfugge una bestemmia tra i denti quando scorge poi a uno dei tavoli da biliardo Denis, Bamir e Moussa. Ecco come trascorrono il loro giorno libero. Ridono e giocano. Pare che abbiano scommesso un giro di birra. La ragazza non ha alcuna voglia di farsi vedere, è già parecchio incasinata. Abbandona la slot e fa per andarsene. Ha quasi raggiunto l’uscita quando un braccio le percorre la vita e si posa sul culo.
“Dove scappi, coniglietto?”
È Moussa. L’alito gli puzza d’alcol e gli occhi son diventati due piccole fessure ma mantiene la solita espressione strafottente, ostenta sicurezza e virilità. La conduce al tavolo da biliardo dove, dicono, c’è bisogno di una portafortuna. Giulia vorrebbe chiedere a chi dei tre esattamente dovrebbe portar fortuna visto che in una partita la fortuna di qualcuno corrisponde alla sfortuna di un altro. Però tace e si limita ad osservare le palle finire in buca, in attesa di un buon momento per congedarsi.
Finisce la prima partita senza che l’occasione arrivi. Anzi, sembra allontanarsi sempre di più quando Bamir che ha perso paga le birre per tutti. Ne offre una anche a Giulia. La ragazza si rassegna ad assistere a un’altra partita. Moussa coglie la palla al balzo.
“Vieni qua” le dice.
Giulia prende un lungo respiro. Si sente come una gazzella di fronte a un leone, si aspetta che da un momento all’altro il leone le salterà addosso. Non sa quando succederà ma sa che succederà. Mentre si avvicina al ragazzo è colta da un leggero tremore. Moussa vuole impararle a tirare in buca. Sussulta quando il ragazzo la sfiora per offrirle la stecca, sento la fica pruderle quando percepisce il suo fiato sul collo e lo sguardo addosso.
“Perché non giocate insieme la prossima?” propone Denis.
Denis, il più anziano del gruppo, sembra aver letto esattamente cosa sta succedendo. Giulia è timida e spaventata ma è nello stesso tempo alla disperata bisogno di qualcuno che la costringa a seguire i suoi desideri. Ad ogni modo, al termine della partita, sembra un po’ meno spaventata. Gli operai sono riusciti a metterla al proprio agio, nonostante ora Giulia abbia iniziato a provare desideri contrastanti anche nei confronti di Bamir e Denis. Giulia si sente troia.
“Che ne dite di continuare la serata a casa mia?” domanda l’operaio più anziano.
“Mi piacerebbe ma…il mio ragazzo…”
Anche questa volta Giulia tenta di opporre una debole resistenza. Un attimo dopo è già lì a digitare al telefono il messaggio con cui intortare Giorgio. Il gruppo esce dalla sala giochi e si avvia verso l’automobile di Denis. Giulia è fatta sedere dietro, insieme a Moussa che ne approfitta per metterle una mano intorno alla vita. Attraverso lo specchietto retrovisore, gli occhi azzurri del conducente sembrano sorriderle compiaciuti. L’auto viene messa in moto.
Il viaggio verso casa di Denis dura appena trenta minuti. Denis occupa un appartamento in periferia, piccolo ma confortevole. L’interno è ben ammobiliato. Alle pareti le foto appese raccontano della vita del padrone di casa, ha un’ex moglie e due figli. Con l’ex moglie è rimasta in buoni rapporti e i figli vivono con lei in Albania.
“Accomodiamoci e stappiamo una birra, nel frattempo ho messo l’acqua per la pasta” dice Denis.
Nel salottino due divani sono stati posizionati perpendicolari di fronte alla tv. Bamir accende la tv con naturalezza, come fosse causa sua. Moussa non stacca la sua mano dal fianco di Giulia, a volte arriva a toccarle una chiappa. Giulia ormai si è abituata all’idea che tutti sapessero di loro. Per questo motivo, non reagisce quando il ragazzo le scocca un bacio vicino al labbro.
Però la ragazza si ritrae quando Moussa le mette la mano libera sul seno e cerca il limone. Non sa se vuole finire di nuovo a letto con il congolese ma di certo non davanti agli altri operai. Di ritorno dalla cucina Denis esclama:
“Non è la prima volta che uno di noi scopa davanti agli altri”
Giulia è sconcertata, rimane letteralmente a bocca aperta. Però il carico da novanta deve ancora essere sganciato.
“Capita che uno di noi porti qui una puttana, la casa è grande e si sta comodi. A volte, ce la facciamo tutti e tre, altre volte Moussa se la tiene per sé. Bastardo…”
“Ma io non sono…una puttana” protesta la ragazza con un tono di voce che diventa sempre più basso.
Giulia ricorda, mentre pronuncia quelle parole, che ha ripetutamente in questi giorni tradito il suo fidanzato. Non è una puttana nel senso proprio del termine ma lo è in senso lato. Ciò la eccita. È una puttana perversa. Denis incalza:
“Hai paura di ciò che le persone potrebbero pensare?”
“Ho ancora un fidanzato”
“Che tradisci perché il vostro rapporto è basato su paure sociali e non detti. Perché non ti prendi un giorno libero da tutto questo e per un giorno provi a seguire solo i tuoi desideri senza paure né compromessi?”
Si capisce che Denis è un uomo compiuto, un uomo che a un certo punto del suo percorso di vita ha conquistato una certa indipendenza rispetto al comune sentire. Giulia vuole dargli fiducia. Magari se la vuole solo scopare ma ci penserà domani. Oggi si prenderà il suo giorno libero, libero dai sensi di colpa e dalla ragione.
“Non ho mai scopato tre uomini allo stesso tempo ma lo desidero, desidero voi adesso” ammette infine.
Subito Moussa afferra la ragazza dai fianchi, la solleva in aria e la spinge sul divano accanto a un Bamir che, assorto davanti la tv, non ha capito il motivo di tanto schiamazzo. Senza perdere altro tempo sia Moussa che Denis si spogliano. Non cessano di sorprendere i muscoli del congolese, così come la pelle liscia e lucida sotto la maglietta; il grosso cazzo, con una cappella rotondissima in cima, è capace di ipnotizzare. Il fisico di Denis non è altrettanto glorioso, addome gonfio e seni flaccidi; il fascino dell’uomo maturo risiede altrove.
Infastidito si volta Bamir verso il resto della comitiva ed esclama:
“Fate un po’ di silenzio. Stanno dando un documentario su Tirana.”
Scoppiano tutti a ridere del commovente patriottismo nostalgico di Bamir. Denis decide di approfittarne.
“Giulia, perché non gli fai una sega? Vediamo se l’amore per l’Albania vince sull’amore per la fica”
Giulia ha smesso di combattere contro i suoi desideri, è il suo giorno libero. Obbedisce, vuole essere una troia obbediente. Sbottona quindi i jeans di Bamir e ne tira fuori il membro mezzo moscio. Inizia a segarlo e vi sputa sopra come ha visto fare in qualche porno. Sotto le sue mani e bagnato dalla saliva, il membro assume consistenza. Pur continuando a seguire il documentario, l’uomo pianta una mano fra i capelli biondi di Giulia.
Nel frattempo, Moussa ha strappato pantaloni e slip alla ragazza, ne ha divaricato le gambe e ha preso a lappare la fica. Appena un prurito sul volto testimonia una ricrescita del pelo biondo sul pube della ragazza. Il ragazzo ci sta fare, gli abili movimenti della lingua provocano brividi e gemiti.
Giulia non ha ancora imparato a riconoscere i segnali di un orgasmo maschile imminente, così è presa alla sprovvista dagli schizzi di Bamir, uno di questi le finisce dritto in un occhio. Bamir s’alza di scatto. Tuttavia, non è minimamente mortificato di aver colpito la ragazza in un occhio.
“Cazzo, mi hai fatto sporcare il pantalone buono” urla mentre corre in bagno.
Giulia non risponde né reagisce in alcun modo. Si sente stordita e umiliata ma il demone che le sta ora succhiando il clitoride le spezza il respiro. Sta montando un violento orgasmo. Le sue unghie affondano nel tessuto del copridivano. Viene. Sembra preda di improvvisi spasmi. Ha come l’impressione che le sia scappata una goccia di pipì ma Moussa non dice niente.
Dopo qualche secondo a riprendere fiato, si siede sui talloni, mani alla spalliera del divano. Vuole chiedere scusa a Bamir…Però è Denis che le para davanti. Ha il cazzo in mano, un cazzo di modeste dimensioni con un neo sull’asta.
“Ci tiene a quei pantaloni, quando tornerà dal bagno vorrà punirti” dice divertito.
L’uomo raccoglie con la mano callosa i capelli biondi della ragazza in una treccia, esercita una leggera pressione. Giulia lancia un gridolino. Denis risponde strofinandole su tutta la faccia i testicoli che infine le costringe a prendere in bocca, una alla volta. Nel frattempo, Moussa si è inginocchiato dietro di lei, le stringe i fianchi. Giulia intuisce che deve portare il culo in fuori.
“Finalmente potrai di nuovo avermi di nuovo nella fica” sussurra.
Non sono trascorsi che due giorni, la sensazione della prima volta è ancora vivida. Nondimeno è emozionata e ansiosa. Moussa trova la fichetta ben lubrificata, sembra burro. Giulia serra gli occhi e si gode ogni centimetro. Non fa la minima resistenza quando Denis le apre la bocca e ci infila il cazzo. Ora Moussa le scopa la fica mentre Denis le scopa la gola.
È Denis il primo a venire dei tre, Giulia deve ingoiare tutto. Tossisce, si stava strozzando con la sborra. Né Denis né Moussa le chiedono se sta bene. Subito dopo il ragazzo dietro di lei le stringe i capezzoli strappandole un gemito e una fitta di dolore. Grazie a una maggiore aderenza dei corpi, le penetrazioni diventano più intense. Giulia viene così forte che le gambe sono scosse da tremolii. D’istinto, la ragazza cerca la bocca dell’amante ma l’amante si ritrae. Ha preso in bocca il cazzo del suo capo, gli vorrebbe dire che nemmeno la fica che ha leccato è proprio pulita ma tace. Per risposta, Moussa la sputa in bocca e sul corpo prima di venirle dentro.
Quando si stacca da lei, dalla fica scorre fuori un piccolo torrente di sborra. Giulia si distende supina sul divano ma non è il momento di riposare. Rientra Bamir, è diretto verso di lei.
“Se mi dai il culo ti perdono” afferma.
“Non le devi nemmeno chiedere il permesso” chiarisce Denis.
Giulia non ha autorizzato nessuno a trattarla così. Eppure, in un certo senso lo ha fatto e le piace. Così Bamir si accascia sopra di lei, è pesante. Con le mani le tiene la testa alta. Giulia chiude gli occhi, questa volta non godere meglio delle sensazioni e nemmeno perché l’occhio sinistro le brucia ancora, ma per paura. L’avventura del giorno prima le ha confermato quanto l’anale sia insopportabile per lei. Però non protesta.
Allarga le chiappe per dilatare l’ano. Il pene di Bamir preme per entrare. Entra. Inizia a incularla. Poco alla poco il buchetto posteriore s’allarga a sufficienza ma il bruciore non cessa di accompagnare ogni penetrazione. È comunque meno devastante dell’anale con il Mas, forse è solo diventata più insensibile. Riesce anche a trovare spazio qualche sensazione oltre il dolore, come l’umiliazione. L’umiliazione torna a bagnare la fica di Giulia che porta una mano al clitoride. Mentre viene inculata la ragazza si sgrilletta e viene. Quando Bamir tira fuori dal culo il cazzo e riversa un paio di schizzi di sborra sulla chiappa destra di Giulia, arriva il momento di riposare.
Se ti va lascia un voto e un commento. Fammi sapere cosa ne pensi.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Giorno 6. Parte 1-Ciack, si gira
Commenti dei lettori al racconto erotico