La cavia

scritto il 2025-07-23 tempo di lettura 2 min

di
genere
sadomaso
cura
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Capitolo primo. Sono in macchina da ore con mio padre. Stiamo andando non so bene dove. Mio padre mi ha detto che daremo una svolta alla mia vita e alla vita della nostra famiglia. Mi chiamo Clara F., ho 32 anni, sono nubile, non ho un uomo e non scopo da parecchi anni. Disoccupata, vivo ancora con i miei genitori. La mia famiglia attraversa un cattivo periodo. Siamo pieni di debiti e l'azienda di famiglia è sull'orlo del fallimento. Mio padre a un certo punto mi ha messo al corrente di ciò che mi aspetta. "Parteciperai a un esperimento scientifico". "Un esperimento medico. Per 6 mesi sarai affidata a un equipe medica che mi ha assicurato che non correrai alcun rischio. Pagheranno bene e con questi soldi ci risolleveremo. Ero atterrita. No papà, ti prego, ho paura, torniamo a casa. Mi dispiace ma abbiamo troppo bisogno di quei soldi. Lo implorai per tutto il viaggio. Ma fu irremovibile. A sera arrivammo a destinazione. Era in apparenza una grande villa di campagna e subito fummo ricevuti in quello che sembrava uno studio medico dal dottor Alberto L. Subito mi fecero firmare delle carte. È presto detto mia cara Clara, ti saranno somministrate delle medicine in fase di sperimentazione e su di te saranno fatte delle pratiche mediche che serviranno anche per testare la soglia del dolore. Ma non devi preoccuparti se dovessi avere qualche problema abbiamo pronti gli antidoti. Atterrita, cominciai a piangere. Papa, ti prego portami via,ho paura. Non c'è motivo di avere paura, Clara, stai partecipando a una grande avventura. Tenga l'assegno, signor papà di Clara. Mio padre andò via e io cominciai a tremare di paura. Spogliati Clara, che facciamo la visita preliminare. Dopo un minuto ero completamente nuda e sdraiata sopra un lettino medico. La visita fu accuratissima e io ero imbarazzatissima. Il dottore ascoltò il cuore, palpo' i seni e li strinse fino a farmi gridare. Infilò le mani nella mia vagina e un dito nel buco del culo facendomi un gran male. Alla fine fece portare un vaso da notte e mi fece pisciare davanti a lui. Chiamò quindi un infermiere e gli disse di farli fare una doccia e un clistere.
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