Avere più corna di un cesto di lumache.

Scritto da , il 2022-10-08, genere tradimenti

Avere più corna di un cesto di lumache.

La Teresa è una che si sa divertire. Quando il gatto non c'è, i topi ballano, in questo caso, la topa balla.
E la Teresa, donna piena e matura come un cesto di succosi meloni, la topa la elargisce a chiunque ne ha bisogno. La Teresa gestisce una tavola calda alla periferia della città. Un porto di mare per automobilisti e camionisti. Per non parlare della vicina stazione che lascia pendolari a tutte le ore.
Alla mattina, sei in punto, ecco che arriva Mario il lattaio, un uomo alto e secco, sulla cinquantina, che il giro dei bar e ristoranti della zona, tra Piacenza e Pavia. Dopo aver pagato la consegna, offre la topa per lo sconto. Un vizio che si tiene da dieci anni e di cui a nessuno è mai dispiaciuto. Non lo fa per denaro ma per il gusto di farlo. Al Mario piace prenderla come una vacca da monta, a pancia in giù sulla cassa del latte e lui che stantuffa da dietro. A casa ha la Cesira e due figli grandicelli ma, a detta sua, la moglie è un po’ che non gliela molla e, a dirla tutta, non ha più quella gran voglia di chiavarla come faceva una volta.
E la Teresa, quando ha sentito il racconto la prima volta, mossa da slancio cavalleresco, decise di far beneficienza del suo culo e della sua topa e si offrì al mesto lattaio, in assoluto gratuito. E lui, ben contento di farsi un giro extra, richiese un’inculata portentosa e fece lo sconto alla consegna del latte. Una storia che si ripete ogni lunedì e giovedì’ mattina
Dopo la chiavata, arriva Margot e Clara, le due aiuto cameriere: una brunetta, occhi azzurri sui 25 anni la prima e una biondina stile Marylin sui trent'anni, la seconda. Poi c'era Franco, il cuoco, un uomo alto e brizzolato, dal torace ampio come quello di un orso bruno, sui cinquant'anni e dall'indomita furia selvaggia. Con lui, la Teresa, aveva un legame strettamente orale.
Alle 7,30 arrivava Giorgio il camionista, un tipo magro con la faccia da topo e con il cazzo di un elefante. Alla Teresa piaceva fare sesso su quell’abbondanza.
E poi c’era Alfio, Giovanni, Francesco. Mezzogiorno pausa per far respirare la passerina. La cosa divertente è che lei è sposata con Osvaldo, camionista, sempre in giro per l’Italia e l’estero. E, sì sa, quando il gatto non c’è…
Il povero Osvaldo ha più corna di un cesto di lumache
Ma la Teresa ignora il fatto che, l’Osvaldo, quando se ne va in giro con il suo camion,grazie anche al suo bell’aspetto, si fa il suo bel cesto di lumache. Anche la Teresa, dopo tutto, viene tradita. Par condicio.
E, quando l’Osvaldo rientra a casa alla sera tardi, ripensa alla Elvira, la cameriera di venti chilometri prima che lavora in un fast food, bella,piena, giovane, le cui gambe si erano aperte alle gentile richieste dell’osvaldo “Com’è andata?” chiede la Teresa al marito. Lo accoglie in casa, vestita solo di un paio di mutandine in pizzo rosso
“Un massacro di strada” risponde l’Osvaldo cominciando a spogliarsi e pensando all’Elvira “E a te?”
“Un sacco di gente” ride ripensando a tutti i clienti che erano passati nel suo intimo per tutta la giornata
L’Osvaldo la prende in braccio e la porta in camera da letto “Allora, ci si sgrava delle fatiche giornaliere” e tutti e due pensano che non si poteva che chiudere degnamente la giornata.

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