Zia mi racconta

Scritto da , il 2022-09-19, genere interviste

Zia mi racconta un'avventura di diversi anni prima che trascrivo a sua insaputa in questo racconto. Era a Chicago per lavoro, una fiera per la precisione. Conobbe un collega di un'altra country e notò subito che quest'uomo la guardava in modo strano, la fissava con insistenza, specialmente guardava la scollatura e le gambe avvolte nelle calze.

(Da qui è zia che parla): lui aveva il mio stesso ruolo in un altro stato e tutti e due parlavamo pochissimo inglese. L'uomo era molto alto, con bel fisico ed un bel sorriso, ma anche io mi difendevo bene avquei tempi, e per la fiera mi ero pure messa tacchi da paura e gonna corta con spacco. Dopo la fiera andammo a cena con tutti i colleghi e le colleghe e poi ci smistammo in tre differenti alberghi. Io dormivo nello stesso di quell'uomo con altri tre colleghi (tutti maschi). Rientrati in hotel, andammo ognuno nelle rispettive camere. Io ero appena entrata in stanza, avevo appoggiato la valigia, mi stavo togliendo le scarpe quando bussarono alla porta, io scalza e coi tacchi in mano andai ad aprire pensando fosse un inserviente con qualche info dell'ultimo minuto ... appena aperta la porta me li (i colleghi) trovai tutti e quattro lì di fronte. C'era il "guardone" ed altri tre colleghi di altre country; tutti in silenzio e con sguardo deciso, abbassarono gli occhi sui tacchi che avevo in mano e sorrisero. Non feci in tempo a dire no, no, che erano già entrati tutti in stanza e come dei polipi avevano iniziato a palpeggiarmi tutta. Cercai, con poca convinzione a dire il vero, di respingerli, ma in realtà ero eccitatissima! Quattro uomini, quattro cazzi, otto mani, tutti per me! In pochissimo tempo mi ritrovai spogliata completamente; mi strapparno perfino le calze di dosso e le mie scarpe vennero lanciate a terra. Anche i quattro uomini in men che non si dica si spogliarono e poi mi circondarono coi cazzi già belli eretti. Uno di loro prese un cuscino dal letto e lo buttò a terra di fronte a me, io mi ci inginocchiai sopra e presi a segare due cazzi con le mani e con la bocca accolsi in modo alternato gli altri due cazzi. Ero sempre più eccitata e quindi succhiavo e segavo con grande energia. Non puoi immaginarti tesoro... mi sentivo una dea, una regina! Ad un certo punto si misero in cerchio ed io mi misi a spompinarli tutti a turno, in poco tempo andammo molto su di giri: avevo la bocca tutta bavosa. Io mi alzai, ne feci sdraiare uno sul letto, ci salii sopra ed iniziai a scoparmelo, poi senza che nessuno li invitò mi ritrovai un altro cazzo nel culo, devo ammettere che all'inizio mi fece un pò male, ma poi mi arrivò un altro cazzo in bocca ed infine, tu non ci crederai, sentii un cazzo che mi premeva su di un piede... e devo dire che premeva forte. Avevo cazzi ovunque e mi bagnavo come non mai, era veramente eccitante; era la prima volta con quattro uomini (e fu anche l'ultima). Si scambiarono più volte di ruolo e cambiammo posizione spesso. La prima sborata, mi arrivò dritta in bocca, anzi in gola, e fu quando in tre si stavano segando vicini alla mia faccia ed il più resistente mi stava inculando con una certa irruenza, infatti non avevo finito di bere la sbora del primo, che quell'inculatore quasi molesto estrasse il suo arnese dal mio culo e mi spruzzò numerosi schizzi sulla schiena. A quel punto uno dei due che si stava segando di fronte a me, corse subito dietro e prese anch'esso ad incularmi ad un ritmo violento, infatti nel giro di un minuto, dopo avermi dato un paio di colpi devastanti, mi sborò anche lui sulla schiena. Per ultimo rimase proprio il fissatette... mi sorrideva ed intanto si segava davanti alla mia faccia. Gli altri nel frattempo si era già rivestiti e pian piano se ne stavano andando via a turno. Alla fine restammo solo io ed appunto in guardone fissatette... lui sempre che si segava come un treno ed io che a volte gli appoggiavo labbra e lingua sulla cappella del cazzo. Quel gigante sembrava in grado di durare per sempre, ma io iniziavo ad essere un pò stanca... erano quasi due ore che mi stavo facendo fare la qualunque! Mi spostai e mi feci infilare il cazzo in mezzo alle tette, bastarono una decina di su e giù ed il mio nuovo amico sborò come una fontana sulle mie tette e sulla mia gola. Nemmeno il tempo di pulirmi che se ne era già andato... io era sudata, sporca e tremavo un pochino. Ero talmente stravolta che mi sembrava di aver corso una maratona.

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