Lomellina noir-Ravenant (2)

Scritto da , il 2020-08-30, genere pulp

Lomellina noir – Ravenant (2)

La pelle che sembra cannella, la voce che fluisce come miele, il fisico di una statua da dio egizio. Bellissimo da ferire gli occhi. Nudo su un divano in pelle rossa ricoperto da petali di rosa. Il sesso rigido e lungo almeno una spanna e mezza. Sorride e m’invita ad inginocchiarmi davanti a lui. Si tocca l’uccello , se lo accarezza e poi mi fa cenno di avvicinarmi.
Che sogno strano.
Sono nuda ma non mi da preoccupazione stare davanti ad uno sconosciuto senza vestiti. M’inginocchio e afferrò lo scettro di quella meraviglia d’uomo, inizio a masturbarlo, lo prendo in bocca. Sono di nuovo una troia e sto facendo un pompino ad un uomo bellissimo in un sogno altrettanto bello.
Quale magnifica sensazione, così vera, così piena. Sento l’anima vibrare. Lui ride di gusto, mi accarezza la testa, asseconda i miei movimenti. Il tempo è come dilatato. Sento il suo sperma fluirmi in gola quasi con lentezza, come miele che cola, corposo, meravigliosa, erotico “Lascia che Asazhi entri dentro di te, figlia mia” dice lui
La mia mente e il mio corpo sono tuoi. Ingoio, ancora, ancora e ancora. Mi sembra di affogare. Poi, la sensazione di piacere si trasforma in soffocamento. Manca l’aria, mi sembra che una forza invisibile mi afferri e mi stritoli. L’aria fluisce fuori dai polmoni mentre, un liquido denso e biancastro mi avvolge e mi soffoca.
Agito le mani, cerco di staccare la bocca da quel fallo possente ma, non riesco a staccarmi. Il buio mi avvolge.

“Cosa diavolo è quest’affare?” chiede sconcertato il vigile del fuoco osservando il bozzolo tra le ceneri
“Assomiglia ad un bozzolo” risponde un altro “Chissà che farfalla verrà fuori”
“Non è naturale una cosa del genere”
“No, decisamente. E se fosse un alieno? Come in quel film.. hai presente? Quello dei bozzoli con i vecchi che ringiovaniscono..”
“Cocoon? No, quelli erano benevoli.. Io, pensavo più a = L’invasione degli ultracorpi =”
“Oddio. Pensi che dobbiamo distruggerlo?”
“Penso che dobbiamo andare dal boss e dirgli di questa cosa” e se ne vanno. Non si accorgono che, sotto la superficie del bozzolo, qualcosa si muove e delle mani fuoriescono dalle maglie

“Un bozzolo dite?” il caposquadra è scettico quando i due gli dicono del loro ritrovamento
“S’ capo. Un dannato bozzolo, come quello delle farfalle, ma decisamente più grosso”
“Grosso come un uomo” dice il primo pompiere
“Là” dice il secondo pompiere, indicando tra i detriti “MA che?”
“Accidenti, non scherzavate” commenta il boss
“Ehi, prima non era così” dice il primo pompiere guardando il bozzolo spaccato
“E’ vuoto” dice il secondo pompiere
“Chi ti aspettavi? Una di quelle creature da film horror che attaccano e divorano i malcapitati?” ride “Vado a chiamare quelli della scientifica e dico di portarlo via. Sapranno ben loro che roba sarà”
“Rotto e vuoto” dice il secondo pompiere pensieroso e guardandosi intorno
“Come diavolo ha fatto ad esplodere?”
“Non credo sia esploso” dice il secondo pompiere spostandosi nella cenere e indicando qualcosa “Guarda: filamenti di ragnatela”
“Beh, la bolla è scoppiata e sono volati qui”
“Lo sai benissimo che, quando esplode qualcosa, c’è un raggio d’azione. Questi fili sono solo in una direzione e vanno verso là” oltre la cortina bruciata, dentro una macchia di alberi
“Non so darmi una spiegazione”
“Io si, ma non piace quello che penso”
I due si guardano preoccupati e spaventati, scuotono la testa “Pensi dobbiamo seguire le tracce?”
“Col cavolo” gli afferra il gomito e lo trascina via “Prega solo che non sia ostile”

Kelly
Dove sono? Come sono finita qui. Nuda in mezzo al bosco, sassi e aghi di pino che si infilzano sotto i piedi. Il corpo è appiccicaticcio, pieno di ragnatele. Mi sento uno schifo. Mi guardo intorno ma vedo solo alberi. Cosa è successo? Chi sono? Kelly, mi chiamo Kelly e.. Boh, tabula rasa. Sono uscito da un bozzolo, come quello delle farfalle. Perché? Come ci sono finita dentro?
Kelly, il mio nome è Kelly. Chi sono e perché vago nuda in mezzo ad una dannata foresta?
Mi lascio cadere su un tronco, la corteccia mi graffia il culo. Cerco di fare mente locale ma ho solo un vortice di immagini sfocate. Devo trovarmi un riparo e qualcosa da mettermi addosso.
Ho prurito in ogni parte del corpo, come se avessi delle formiche che mi camminano sulla pelle. E lo stomaco mi brucia, come se qualcuno mi avesse tirato un pugno.
Flash. Una stanza di motel, due corpi nudi che fanno sesso. Danza vorticosa, corpi che si sollevano. Vedo un fosso pieno d’acqua. Mi ci butto dentro e mi lavo via quel sudiciume che mi ricopre. Cenere e ragnatele, chissà perché.
Il bosco finisce contro una risaia. Oltre, imponente e avvolta da fumo grigio, sorge una raffineria. C’è una strada sulla mia destra, passano auto e camion. Sulla mia sinistra una casetta in mattoni. Mi dirigo lì, la porta si apre a fatica. Dentro solo polvere, una vecchia cassapanca e quel resta di uno spaventapasseri. Vestiti logori, pieni di paglia, passati moda, un paio di stivali di gomma pieni di polvere, un cappellaccio di paglia sfilacciato. Meglio che niente. Denudo lo spaventapasseri, l’ombelico resta scoperto, la giacca e un po’ stretta sulle tette ma, la faccio andare bene.
Bene. Ora..
Cerchiamo di fare mente locale.

La testa a ciondoloni, mi sveglio di soprassalto. Che ore sono, quanto ho dormito? Guardo fuori ma, non mi sembra che il sole sia andato tanto avanti nel cielo.
Sento qualcosa camminarmi addosso. Mi gratto, cerco l’insetto noioso. Ma nulla, non c’è alcun insetto. Eppure, quel formicolio, quelle zampette invisibili che mi camminano addosso. Mi tolgo i vestiti dello spaventapasseri, resto nuda e comincio a cercare questo insetto. Mi prude la fica, le tette, il culo. Uno specchio sudicio rimanda la mia immagine: bel corpo, pieno e sodo, alta, tette di misura quattro, capezzoli piccoli e bruni. LA fica è un triangolo perfetto di peli rasati. I capelli sono biondi, leggermente mossi, gli occhi azzurri. Se fossi uomo, mi scoperei.

Flash. “Andrà tutto liscio come l’olio. Entriamo, preleviamo e scappiamo. Verrò da te il prima possibile”. Un uomo alto, dai capelli neri e corti, lo sguardo tenebroso, la faccia mal rasata, il petto villoso, le braccia forti.Siamo in una stanza di un motel e lui ha appena finito di scoparmi. E’ stato bello, meraviglioso, la sua verga possente mi ha riempita ogni orifizio. Stanca e appagata, fumo una sigaretta e guardo fuori, oltre le tende di un orrendo color salmone, una luce tremolante al neon Dillon, questo è il suo nome ma, è un nome fittizio, un nickname. Lui è il mio amante, o forse no. So soltanto che devo fare una cosa importante ma, non riesco a ricordarla. So che voglio il suo cazzo dentro di me, ancora una volta
Una rapina. Dillon e alcuni suoi complici stavano progettando una rapina, in una piccola banca, dove la sorveglianza era prossima allo zero.
E’ rimasto via tre ore. Poi era rientrato. Ferito. Qualcosa era andato storto. Il guardiano aveva fatto il dannato cowboy e aveva sparato colpendo Dillon. E Dillon, in risposta, aveva ucciso la guardia..
E poi. Al motel avevano fatto sesso, sfrenato, animalesco.. Cosa c’era dopo che ancora non ricordavo?
Frammenti.. Qualcosa che esplodeva.. Un forte dolore allo stomaco..

Realtà e irrealtà. Mi risveglio nuovamente da quello stato di trance. Ho la mano infilata nei pantaloni, con le dita mi sto masturbando. Ritiro le dita umide, mi guardo intorno della casetta. Devo muovermi, devo andare.. Dove? Non ho soldi e, andare in giro come una barbona.. Devo cercare Dillon. Devo tornare al motel.

“Pronto Dillon, sono Boris”
“Che diavolo vuoi? Sono al lavoro ora, che vuoi?”
“C’è un problema”
“Che problema?”
“Ecco. Il corpo della ragazza è scomparso”
“Quindi?”
“Quindi è scomparso. Non c’era tra i resti del motel. I vigili del fuoco hanno trovato un bozzolo, come quello delle farfalle, bello grosso. Ma niente Kelly”
“Ma di che diavolo vai farneticando?”
“Che la ragazza potrebbe essere ancora viva”
“Non dire cazzate. Le ho sparato due volte, in pancia e in faccia”
“Ma i suoi resti non ci sono. E lo sai che le fiamme non erano abbastanza potenti da consumarla completamente. Sono sul posto, ho fatto vedere il mio tesserino e mi hanno lasciato curiosare. Quel bozzolo è parecchio strano. E’ grande quanto un uomo e, sembra che ci fosse qualcosa dentro”
“Sei completamente rincretinito? E cosa c’entra questo con Kelly?”
“Non lo so ma lo scoprirò. Sto seguendo le tracce di tela, come quella del bozzolo. Ci sono impronte di piedi nudi che si addentrano in un bosco, vanno verso la raffineria. Zio cane..”
“Che succede?”
“Oh, merda secca”
“Insomma, Boris..”
“Aspetta un attimo” la comunicazione si interrompe. Pochi secondi e, a Dillon arriva la comunicazione di un messaggio.
A Dillon quasi, viene un infarto dallo stupore. Non poteva essere. Boris gli ha mandato una foto di colei che stava seguendo nel bosco. Sulla soglia di una casetta di campagna, con indosso degli abiti logori, c’era Kelly la rediviva.

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