Erotici Racconti

Le conseguenze di un tradimento... (2)

Scritto da , il 2018-05-13, genere tradimenti

Nota di Tibet. Ora Franco non può che subire. E' troppo tardi per rimediare. Quanto accade vi serva di lezione a voi uomini che avete il l'abominevole vizio di tradire le vostre sante donne.

LEI: (ancora)
Usciamo verso le otto e passiamo a prendere Gino, è tirato a fino anche lui, si è procurato dei fiori… orchidee, che mi offre con un piccolo inchino, io lo abbraccio graziosamente e lo bacio sulla guancia… un po’ troppo vicino alla bocca, poi raggiungiamo il locale.
E’ un locale di lusso, ottima cucina e piano bar, ci sediamo ad un tavolo d’angolo, tutti e tre sulla panca imbottita… io nell’angolo fra di loro e comincio subito le grandi manovre, faccio finta di cercare una posizione più comoda e mi avvicino a Gino, appena possibile appoggio il mio ginocchio alla sua gamba, mi guarda sbalordito poi lo guardo sbirciare verso Franco, questi osserva la sala.
Io sono allegra… frizzante, chiedo a Gino di raccontarmi qualche storiella, brindiamo ripetutamente a noi… ridendo delle sue facezie spesso poso la mano sulla sua coscia.
Questo fra una portata e l’altra, il servizio come in quasi tutti i posti di classe è piuttosto lento, chiedo ai miei cavalieri di farmi ballare.
Gino mi accompagna vicino al pianoforte dove c’è una piccola piattaforma, mi stringe e io appoggio la mia guancia alla sua e lascio che mi stringa, faccio la svenevole, sbaglio o qualcosa si muove nelle parti basse? Mi tiene lì per un paio di balli in modo che io non abbia dubbi sulla sua erezione poi mi riporta al tavolo e mi cede a Franco.
Be… c’è da crederci? Anche lui ha una erezione per niente nascosta, appena mi stringe me la fa sentire, mi appoggio a lui e me la godo.
Quando mi accompagna al tavolo Gino si alza per permettermi di raggiungere il mio posto, mi siedo sulla panca e mi sposto fino ad arrivarci, nel frattempo il vestito si alza… si alza, quando mi siedo mostro ai due uomini tutte le gambe.
Gino si siede con gli occhi fuori dalla testa, continua a sbirciare Franco… questi sembra in trance.
Io rido ad ogni facezia… continuo nella mia opera di seduzione, porto la mano sulla coscia di Gino e stavolta ce la lascio, lui fa altrettanto con me, sento la sua mano calda accarezzarmi le cosce… l’interno, poi raggiungere l’inguine e toccarmi, ho uno scatto involontario e stavolta non fingo….

LUI:
Accidenti a Gino… è il mio migliore amico e mi fotte la moglie!
Lei è contenta… guarda come ride! Se la sta spassando, ora lui le ha messo una mano fra le cosce e la sta palpando, e per la miseria…! A me non dispiace vederlo fare… che mi succede…?

LEI:
Fate il vostro gioco... madame et messieurs!
Fosse sempre così facile manovrarli questi uomini!
Invece esiste sempre una variabile, la mano di Gino comincia a darmi piacere, la mia corre verso la sua patta… accarezzo fuori dai pantaloni la sua verga, quando è possibile l’altra mano tocca Franco allo stesso posto, Gino mi sorride soddisfatto, bastardo…!
Aspetta e vedrai!
Rido, sorrido… tocco e mi faccio toccare, ormai sono cotti al punto giusto e la cena finisce.
Propongo a Gino di finire la serata a casa nostra.
Arriviamo… mentre Franco sistema la macchina nel garage io e Gino ci prendiamo un anticipo… mi bacia… lingua in bocca… mi palpa i seni… mi passa le mani sul culo… pensa di aver capito la situazione e non sta neanche attento.
Poi la recita di Franco.
-Accidenti ho dimenticato la carta di credito al ristorante, devo ritornarci subito.-
Vedo il cervello di Gino calcolare, una mezz’ora andare e altrettanto tornare, minimo un ora…
“Togliti la giacca… io torno subito… sai dove c’è da bere…”.
In camera preparo tutto, mi tolgo il vestito… anche il perizoma e ritorno da lui con le sole scarpe… e la catena d’oro intorno alla vita…
Lui si alza di scatto e mi viene incontro, mi stringe e mi bacia, mi strapazza i seni.
“Piano… piano… abbiamo un ora… vieni andiamo di là…”.
Mentre mi segue in camera mi palpa il sedere… cerca di violare il canale fra le natiche.
Sono bagnata dei miei umori vaginali, mi sembra di sentire il mio afrore nella stanza.
“Ti spoglio io…”.
Comincio a sbottonargli la camicia… poi gli ultimi bottoni glieli strappo in preda a raptus erotico, quanto mi piace recitare queste parti! Gli slaccio la cinta e gli faccio cadere i pantaloni ai piedi… gli tolgo le scarpe e calze e poi…!
Come uomo è piuttosto normale… neanche particolarmente attraente, ma…
TA TA TA…TAN…!
Ecco qui signore e signori il famoso cazzo di …GINO! Un applauso prego!
Accidenti… madre mia... aiutami!
E' veramente un cazzo da applauso! Franco ha minimizzato, sarà lungo almeno venti centimetri e grosso in proporzione… e ben fatto.
Lo prendo subito per mano, mi inginocchio di fronte a lui e prendo ad adorarlo.
Quanto mi piaci bel cazzone! Oh… come ti amo, ora ti bacio… ti lecco e ti ingoio, ti adoro!
Gino mi preso per la testa e mi sta scopando in bocca.
“Gino… aspetta… ho un piccolo desiderio… sai… sono un po’… viziosa… mi piace fare la puttana con te… fammi contenta…”.
“Tutto quello che vuoi… bella troia…”.
“Stenditi sul letto…”.
Obbedisce.
“Allarga le braccia…”.
Prendo i lacci che ho preparato e gli lego le braccia alla spalliera del letto… lui è arrapato come un mandrillo, il suo cazzo è un monumento a Priapo, poi le gambe e ora… sei mio!
Ora ti sistemo io!
Salto sul letto e lo bacio… baci profondi in bocca, la lingua che lo esplora tutto, con le unghie gli graffio il petto, gli strizzo i capezzoli, la mano corre al suo articolo migliore e lo mena… lo strizza… corro con la testa sul suo ventre e riprendo a sbocchinarlo, lui collabora come può con delle spinte pelviche.
Poi mi siedo sulla sua faccia e gli faccio assaggiare la mia figa in calore, è un po’ scomoda come situazione… ma dai che funziona, mi dà un assaggio d’orgasmo… al resto provvedo io, mi abbasso sul suo obelisco, passo il glande su tutta la figa, mi strofino il clitoride e poi…
UHAHAM…!
Discesa verticale… m’impalo!
La sua asta entra tutta fino a toccarmi il fondo dell’utero.
Tombola! Che palo…!
Poi su e giù, come mi piace comandare l’azione, ora accelero fino ad incontrare l’orgasmo, ora vado piano con movimenti lenti e profondi, lui sta boccheggiando, quando sento o immagino che stia per venire sospendo attimo le operazioni.
Non voglio che venga! Non posso rischiare!
“Che cazzo hai, non ho mai goduto… così tanto…”.
Ed è vero!
“Sei una bellissima troia, non avrei mai immaginato che sei così… calda…”.
"Non venire... non venire... resisti... dimostrami quanto sei maschio..."
E ancora dentro di me, lo lavoro con i muscoli vaginali, ma non lo cavalco... ma riesco a goderlo ancora...
“Mara… slegami… devo andare in bagno… con tutto quello spumante devo orinare…”.
Slegarlo? E' proprio quello che non voglio.
“Falla qui… fammi contenta…”.
Comincia a sospettare qualcosa?
Ma ormai non può scapparmi.
Gli farò prendere una paura del diavolo!
Prendo due asciugamani da bagno e ritorno sul letto… e glieli metto sotto il bacino.
Prendo il suo cazzo in mano e me lo introduco.
“Falla … dai Gino... che mi piace così… falla…”.
“Non posso… non mi viene… così... ”.
“Rilassati… su… non fare resistenza…”.
"Su se ti scappa... falla! Rilassati... l'aspetto"
Quando sento il suo getto irrorarmi la vagina, un sospiro di soddisfazione mi sfugge dalla bocca, com’è calda, poi la sento bagnarmi le cosce e inzuppare gli asciugamani.
“Mara slegami ora, fra poco è di ritorno Franco…”.
“Non aver paura, è ancora presto, ora ti farò un regalo, la cosa che voi maschietti più volete da una donna, voglio darti il mio culo, per la prima volta, è vergine sai? Ma prima dovrai leccarmelo e chiedermelo… supplicarmi...”.
Mi siedo nuovamente sulla sua faccia, mi posiziono in modo da mettergli sulla bocca proprio il buco del culo e sento la sua lingua passare e ripassare sul mio buchetto.
“Chiedimelo…”.
“Mara… dammi il culo…”.
“Ancora… dimmi quanta voglia hai di me...”.
“Ho una voglia da impazzire... Fatti inculare”.
“Di più Gino...”
“Mara...voglio sfondarti il culo, sfasciartelo a colpi di cazzo...”
Faccio passare il tempo con questi giochetti, gli lecco nuovamente quel portento di cazzo... gli infilo un dito nell'ano, ma sto attenta a non farlo godere, guardo l’orologio, si… è ora che Franco faccia il suo ingresso…
Mi alzo… prendo il flaconcino di lubrificante del mio amico del pomeriggio e mi ungo abbondantemente lo sfintere, fuori e dentro.
Poi mi dedico nuovamente al cazzo di Gino, voglio che sia un obelisco di carne pulsante e dura!
Mi posiziono nuovamente su di lui, mi abbasso e provo, la cappella spinge sulla rosa dello sfintere, provo a fare più forza… e oplà! La cappella passa, l’anello elastico si rinchiude sull’asta, spingo ancora piano piano, ora va… si parte…!
Signori in carrozza!
Ora l’introduzione del grosso palo di carne mi dà piacere, mi sto toccando davanti con forza e… su e giù… su e giù!
Sto tirando alla lunga perché è il momento che dovrebbe tornare Franco, ma lui ancora non si vede e allora lo mando al diavolo e penso al mio piacere, monto il mio stallone con più forza, lo sento fremere e il suo liquido caldo irrorarmi l’intestino, arriva anche il mio momento e inseguo l’orgasmo fino a raggiungerlo.
Ora sono esausta, ferma seduta sul suo ventre con ancora il suo palo dentro fino in fondo, mi levo e lascio che buona parte del suo liquido gli coli sul suo uccello.
E la porta si apre…!

LUI:
Rientro e il soggiorno è deserto, la luce accesa e la giacca di Gino sulla poltrona, raggiungo la camera da letto e apro la porta…
Mi gira la testa… vedo Gino disteso sul letto a braccia e gambe aperte... è legato al letto!
E Mara è seduta sul suo ventre, nuda… scarmigliata, rivolta verso i suoi piedi, verso di me, la vedo alzarsi e intravedo il cazzo di Gino, dalle cosce di Mara scendono rivoli di sperma….
Ormai gelosia non ne provo più e una potente eccitazione mi prende il basso ventre!
Gino mi vede e….
“Franco…”.
Lo rassicuro…
“Va tutto bene Gino… va tutto bene…”.

LEI:
Lo stavo aspettando, arriva in ritardo… e ormai quando entra abbiamo già fatto, ma voglio che veda tutto per bene, il suo amico fidato che mi ha inculato, io che perdo la sua sborra dal culo…
“Spogliati…”.
Si toglie in fretta tutti gli indumenti, ha il cazzo duro…
“Menati mentre mi guardi…”.
Obbedisce.
“Hai visto come il tuo amico mi rispetta! Prima mi ha fottuto in figa poi nel culo! Hai perso la scommessa… ricordati i patti!”.
Quanto godo mentre glielo sto dicendo!
“Raggiungici…”.
Obbedisce in fretta… nudo in piedi sul letto mi si accosta e io prendo a menargli il suo cazzo fino a farlo diventare di pietra.
Gino deve aver preso un coccolone quando ha visto entrare il suo amico e ora non sa dove guardare, lo tranquillizzo, mentre meno il cazzo di Franco lo lavoro con la bocca, ci metto un po’… ma alla fine raggiungo quanto sperato, è nuovamente in tiro, mi alzo e mi impalo nuovamente, ora l’ingresso nel culo avviene senza fatica.
Mi sdraio su di lui e mi apro la figa invitando Franco a penetrarmi, mi si inginocchia davanti e via con lo spettacolo, sento due tubi di carne che mi riempiono tutta… l’intestino e la vagina. Si muove solo Franco che affonda in me come nel burro… anche lui deve sentire la consistente verga del suo amico.
Avanti…!
Dacci dentro…! Lo stimolo a incrementare i suoi movimenti. Arriva l’orgasmo, potente e lungo, lo fermo e lo faccio alzare, mi alzo e il cazzo di Gino esce dal mio intestino, mi stendo su di lui e mi impalo in figa, apro le gambe e raccolgo le ginocchia e mi divarico le natiche con le mani, Franco è lì e approfittando del buco aperto lasciato dal precedente ospite entra senza difficoltà.
Così anch’io li posso avere come la tedeschina!
Quanto va avanti?
Perdo la nozione del tempo, sento prima uno e poi l’altro inondarmi di sperma.
Dopo loro sono imbarazzati, si guardano appena, io non sono mai stata meglio!
Slego Gino, è senza parole, certo che ha passato un brutto momento quando è entrato Franco!

LUI:
Il giorno dopo in ufficio racconto tutto a Gino, mi dà giustamente del coglione, ma mi confessa di non aver mai goduto così, però che paura…!
Io sono eccitato e contemporaneamente atterrito dalla nuova situazione, come finirà?
Il gioco è tutto in mano a Mara….

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