Erotici Racconti

In montagna

Scritto da , il 2018-01-12, genere etero

questa è un'altra delle nostre avventure, non so se classificarla come etero o esibizionismo, comunque...
Per arrivare all’attacco del sentiero che vogliamo fare oggi, ci vogliono poco meno di due ore d’auto da casa, camion e trattori permettendo. Decidiamo di partire presto, già pronti per l’escursione.
Io calzoni corti e maglietta traspirante arancione da invasato della montagna (come dice lei)
mia moglie leggins e canotta attillata
“vestita così però mi distrai! Non mi gusterò per nulla il panorama delle montagne”
“scemo così sto comoda”
“oh beh mi accontenterò delle tue di montagne!”
”ma la smetti?!”
Arrivati all’imbocco del sentiero notiamo che non ci sono molte macchine, meglio più tranquillità, ci carichiamo gli zaini in spalla e partiamo.
Il sentiero è molto bello, leggermente in salita, tutto dentro un bosco secolare bellissimo, ma io sono ipnotizzato dal movimento ondulatorio delle sue chiappe tonde, non mi accorgo neppure di quanto abbiamo camminato quando ci fermiamo a fare una pausa, siamo a metà strada, non ostate la bella giornata, fa freschetto all’ombra degli alberi,
“hai freddo?!”
“no perché!?
“beh hai la pelle d’oca e i capezzoli duri!” gli dico allungando le mani
“ma quanto sei cretino oggi!?”
In quel momento passa un’altra coppia che dagli sguardi che ci lanciano credo abbiano sentito tutto il nostro battibecco, mia moglie mi guarda e scoppiamo a ridere tutti e due.
L’ultimo tratto del sentiero è tosto, tutta salita ripida, non lascia spazio a chiacchiere o scherzi, passi regolari e testa bassa.
Ma arrivati in cima la vista si apre su un bellissimo prato verde, con un piccolo fiume che lo attraversa.
“Bellissimo fermiamoci qui!”
“no dai! voglio farti vedere un posto speciale è oltre il ruscello dietro quei ruderi laggiù”
“Ma guarda quei due con i piedi a mollo nel fiume!”
“fidati di me”
Sbuffando mi segue fino al fiume, io passo di là con due salti, “metti i piedi dove li ho messi io”
“no guarda lì è più facile”
SPLASH!!
È scivolata su un sasso ed è atterrata di culo nel fiume!
Mi infilo anche io nel fiume e la aiuto ad uscire, è fradicia dalla vita in giù, io solo gli scarponi e le calze, non sa se ridere o piangere. Io non ho dubbi e inizio a ridere come uno scemo “dai che è caldo ti asciughi subito!”
Mi avvio verso il mio posto speciale mentre la sento dietro di me che sbuffa e impreca, contro di me, l’acqua che bagna, le montagne che sono alte e tutto quello che vede, quando però giriamo dietro 2 vecchie mura, lontano ricordo di un ricovero, si zittisce subito. C’è un pratino nascosto a strapiombo su un paesaggio incredibile, sembra di stare su un terrazzo con una vista strepitosa sulle montagne vicine,
“ne valeva la pena?”
”si…però ho freddo!”
Tiro subito fuori la coperta e la stendo sul prato, mi tolgo gli scarponi e metto le calze fradice su un cespuglio al sole, lei fa lo stesso poi vedo che si blocca.
“che c’è?!”
“io ho anche i calzoni e le mutande bagnate!!”
“fai così, siediti sulla coperta, dammi calzoni e mutande che le metto a stendere e copriti con la mia maglietta di ricambio, che poi tanto nessuno conosce questo posto!”
Lei esegue senza tante storie, forse ha freddo davvero.
Ci mettiamo a mangiare i nostri panini poi lei si stende a prendere il sole, si toglie la canotta ma rimane con il reggiseno “beh qualcosa dovrò pure tenere?!” la mia maglietta messa in modo da coprire il minimo indispensabile. Chiude gli occhi beata. La guardo qualche secondo, è davvero bellissima, sto per allungare le mani
“non ci pensare neppure!”
Va beh! però io non riesco a stare lì a guardarla così “vado a fare un giro”
Non mi rimetto neppure gli scarponi, mi piace camminare a piedi nudi e qui c’è questa erbetta morbida…
Esco da dietro il muro e guardo nel pratone, sono arrivati altri gruppettini, tutti abbastanza lontani da noi, tranne la coppia di prima che è ad una ventina di metri dal “nostro” muro, mi vedono uscire da dietro il muro e mi salutano, devono aver anche assistito al bagnetto di prima.
Mi allontano un po’, curioso vado a vedere dei cartelli, metto i piedi nel fiume, faccio due chiacchiere con un gruppo che chiede informazioni poi torno “alla base”
Noto che anche la ragazza della coppia vicino al muro prende il sole in reggiseno, non è per niente messa male, anzi ha due belle bocce! Lui invece non si vede, boh sarà andato a fare un giro come ho fatto io.
Giro dietro il muro e mi ritrovo davanti mia moglie che dorme a pancia sotto, la maglietta è scivolata e le sue chiappe bianche sono proprio lì davanti a me.
Mi avvicino, senza fare rumore, sono scalzo mi riesce abbastanza bene, vado pianissimo, respiro il meno possibile, mi inginocchio dietro di lei, ma da un cespuglio alla nostra sinistra sento un rumore, non vedo nulla, forse sono i panni che sono un po’ scivolati sul cespuglio, lei per fortuna non se n’è accorta.
Avvicino la faccia alle sue gambe ed inizio a dargli delle leccatine nell’interno coscia, mugugna qualcosa ed allarga un pochino le gambe, io ne approfitto e inizio a leccarla con trasporto, lei non dorme più, solleva il culo per facilitarmi il compito “lo sapevo sarebbe finita così!”
“cosa pretendi? come potevo resistere?!”
In quel momento sentiamo un rumore, sempre tra i cespugli a sinistra, forse un pò più vicino di prima, ci blocchiamo “sarà un animale?!”
“e chi se ne frega a questo punto?! Prendimi!”
Non me lo faccio ripetere, in un secondo sono nudo e la prendo da dietro, lei è a quattro zampe, non toglie lo sguardo dal cespuglio, io me ne infischio anzi gli slaccio anche il reggiseno, che lo spettacolo sia completo!
Lei continua a guardare il cespuglio io a spingere come un dannato, quando sentiamo una voce, non troppo distante, chiamare “Aleee, Aleee, Aleee” mia moglie esplode urlando anche lei “Aleeeeee” rivolta al cespuglio.
Io la rigiro e gli tappo la bocca con l’uccello e tutto il liquido che contiene.

Siamo nudi, stesi sulla coperta, al sole, io dormicchio anche un po’.
Con calma ci alziamo e ci rivestiamo, i panni nel frattempo si sono asciugati.
“chi cazzo è Ale!?”
“boh forse la bestiolina nascosta in quel cespuglio lì”
“ma hai visto qualcuno? Io non ho visto niente!”
“no…neanche io…credo… ma non trovo più le mie mutande”
Stringe le splalle, infila i leggins a nudo e mi sorride complice.
La strada del ritorno è più facile tutta in discesa, lungo il tragitto incrociamo la coppia di prima, lui indugia con lo sguardo sul culo di mia moglie, io allora mi sento libero di squadrare la sua, ha proprio un bel fisichino, mi squadra anche lei e mi sorride, le due ragazze si scambiano uno sguardo che non capisco, a lui tutto questo scambio di sguardi non piace per nulla, va beh salutiamo e andiamo avanti.
In poco tempo siamo di nuovo a valle, alla macchina, pronti per tornare a casa.

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