Erotici Racconti

Amore a prima vista - E' vero amore?

Scritto da , il 2017-11-27, genere tradimenti

Fortunatamente,data l'importanza per me di quella convocazione,avevo messo il mio vestito più bello.

Non era di sicuro l'ultimo grido della moda ma certamente era il più bello ed elegante del mio guardaroba.

Un principe di Galles in cachemere dal prevalente col. blu con fili verdi e grigi che ne risaltavano gli intrecci della tessitura scozzese.

I pantaloni di un grigio canna di fucile avevano il classico risvolto.

Le pence segnavano l'inizio della piega,per l'occasione,stirata alla perfezione mentre la patta provvidenzialmente era quella classica ad asole e bottoni.

Proprio quei pantaloni un po' larghi in stile anni trenta mi avevano salvato da un figuraccia che non avrei saputo giustificare.

Per tutto il tempo del colloquio infatti,avevo avuto una potente erezione fuori da ogni possibilità di controllo che, se non fosse stato per la foggia di quei pantaloni mi avrebbe messo in grave imbarazzo.

Anche se non me ne ero subito reso conto,credo che quello sia stato proprio amore a prima vista;un vero colpo di fulmine!

"Lei mi sembra piuttosto teso sig. Andrea per sostenere in tutta tranquillità questo colloquio.

Le devo subito dire che il suo curricula,il suo aspetto ed i suoi modi educati mi piacciono ma,francamente,non sono sufficienti per affidarle questo incarico.

Lo so,mi capita spesso di trovarmi davanti degli uomini intimiditi al primo colloquio e tuttavia,ho bisogno che mostrino la capacità di superare la loro iniziale riservatezza altrimenti non riesco a valutare le sue reali capacità.

Devo confessarle,anche se non dovrei per motivi di riservatezza professionali,che anche coloro che l'hanno preceduta hanno avuto un atteggiamento simile al suo.

Dei quattro,tre li ho già scartati a causa della loro evidente non idoneità mentre il quarto,verrà domattina per un nuovo colloquio.

Se per lei non è un problema,le proporrei di rivederci domani alla stessa ora ma mi raccomando,voglio anche sentire la sua voce ed il suo modo di mostrarmi anche a parole quello che c'è scritto sul suo interessante curriculum e le referenze che l'accompagnano.-

Mi aveva detto Angie...cioè la dott.ssa Angela De Vivo in occasione del nostro primo colloquio per quel posto di rappresentante di articoli per l'arredamento per un zona dell'Italia centrale.

In effetti colloquio quel giorno,avevo visto parecchi pretendenti a quel prestigioso incarico ed io ero l'ultimo a varcare la porta dell'ufficio del direttore vendite,la dott.ssa De Vivo,appunto.

All'uscita da quell'ufficio,avevo notato nell'espressione di coloro che mi avevano preceduto un non so ché di ammiccante e misterioso al tempo stesso.

Dai cenni che facevano e dalle smorfie che mi rivolgevano accompagnandosi col gesto delle mani,capivo che vi era qualcosa di straordinario dietro quella porta ma non riuscendo a capire cosa,avevo cominciato a preoccuparmi ed una certa inquietitudine si era impossessato di me.

Giunto il mio turno,non mi era stato difficile capire i motivi di quegli strani atteggiamenti.

Non appena superataa la soglia di quell'ufficio,lei,che era seduta su una elegante poltrona in cuoio rosso,dietro ad una scrivania piena di documenti e cataloghi ben ordinati,si era alzata e mi era venuta incontro:

"Buon giorno signor......."

"Luca,Luca Nova".

L'avevo anticipata io con un filo di voce,cogliendo nella sua esitazione una malcelata,finta amnesia.

Al tempo stesso,avevo accennato un galante inchino proponendo un baciamano dal quale si era schernita accennando un sorriso di compiacimento.

"Buon giorno signor Nova...si accomodi pure".

Mi aveva risposto indicandomi la poltroncina davanti alla sua scrivania.

Il suo ergersi sicura ed elegante dalla poltrona,me l'aveva fatta apparire in tutta la sua rigogliosa,intrigante ed ambigua,femminilità.

Alla sua vista,come in una inattesa apparizione,mi si era spezzato il fiato in gola accelerando il mio ritmo cardiaco mentre un impercettibile tremolio si era impossessato del mio corpo.

Aveva la sicurezza di un vero leader e l'aspetto di una donna bellissima dalle forme statuarie messe in risalto da un abbigliamento in cui nessun dettaglio pareva lasciato al caso.

Indossava un tailleur con giacchina blu scuro e una gonna carminio appena sopra le ginocchia.

Un generoso spacco della gonna lasciava intravvedere una parte delle calze velate nere che salivano verso le cosce che si intuivano slanciate e ben tornite.

Una morbida blusa in seta bianca sotto la giacca slacciata accarezzava un seno morbido e generoso sostenuto dal niente.

Una sciarpina in seta stampata riproponeva i colori dei capi che indossava arricchito dalle Meduse stampate in oro simili ai fregi che aveva sulle scarpe rosse dai tacchi vertiginosi.

-Versace!- Avevo pensato.

Era una visione che incuteva soggezione provocandomi,anche un lieve senso di vertigine.

Era bellissima.

Il tono della sua voce,caratterizzato da una lieve cadenza americana,esercitava su di me,lo stesso potere di seduzione che avrebbe potuto avere una ninfa appena sorta dalle acque.

Stupore!

Ero davvero ammaliato ed ammutolito davanti a lei.

I suoi occhi grigio cenere avevano un non so che di magnetico che mi costrigevano a guardarla come ipnotizzato.

I suoi capelli neri,raccolti in un voluminoso toupé,mi avevano subito ricordato certe donne del sud di cui in un certo senso,manteneva anche l'aspetto.

Evidentemente era cosciente dell'impatto che aveva sulle persone e dopo le dovute premesse di cui in verità ricordo davvero poco,aveva concluso complimentandosi per la mia brillante presentazione scritta e mi aveva rinviato al giorno dopo.

Frastornato com'ero,non mi era però sfuggito l'attimo della stretta della sua mano nel momento del commiato.

Le sue dita affusolate,la sua pelle liscia,il calore e l'energia che emanava ricambiando la mia stretta,unitamente al profumo che mi avvolgeva e mi inebriava con la sua vicinanza,mi si sono stampati indelebilmente nella memoria.

Nelle ore successive,avevo cercato una spiegazione al mio comportamento ed alla brutta figura che avevo fatto.

Non riuscivo davvero a mente fredda a capire.

Il posto per il quale mi proponevo era certamente importante e di grande prestigio tuttavia,io avevo già un ottimo lavoro e la prospettiva che non mi avessero assunto,non mi preoccupava affatto.

Inconscimente,il mio desiderio era quello di non perdere il contatto con quella sig.ra che mi aveva così prepotentemente stregato,di non sentire più il suo profumo,di staccarmi dal magnetismo dei suoi occhi,di non ascoltare più la sua voce che,benché mi avesse parlato solo di lavoro,ricordavo come lievi carezze per i miei orecchi.

I segni di quella esperienza mi avevano accompagnato per tutto il giorno ed anche la notte,scorreva faticosa in uno stato di agitato ed eccitato dormiveglia placato solo dopo un liberatorio piacere solitario di cui al mattino avrei trovato le tracce sulle lenzuola.

Il colloquio del giorno successivo era stato meno impegnativo.

Ero riuscito infatti a controllare le mie emozioni e benché il cuore in subbuglio ed il lieve tremore mi avessero accompagnato per tutto il tempo,ero riuscito a dare prova delle mie qualità professionali.

Il primo giorno di lavoro era stata lei stessa a presentarmi le persone con le quali mi sarei rapportato nel mio incarico.

La sua figura ed i suoi modi non smettevano mai di stupirmi.

Quel primo giorno era vestita in maniera meno impegnativa ma certamente più provocante.

Indossava jeans attillatissimi che scolpivano la parte bassa del suo corpo segnandone ogni curva,ogni solco.

Il suo culo e le sue gambe esplodevano nel loro immenso splendido equilibrio.

Una vera opera d'arte!

La camicia a fiori coloratissima incartava come un prezioso regalo il suo corpo dal quale sorgevano rigogliosi i seni i cui capezzoli,spingendo sotto la seta leggera,si proponevano come maliziosi punti di riferimento appena velati da una ciocca di capelli che le ricadeva sul petto.

Per le successive 2 settimane non l'avevo più vista e la sorpresa era giunta quando già avevo iniziato a lavorare nella zona che mi era stata assegnata:

"Buon giorno Andrea,sono Angie".

Per poco non mi cadeva il telefonino dalle mani nel riconoscere la sua voce mentre il mio cuore aveva accelerato i suoi battiti.

"Andrea,domani atterro a Roma,se vieni a prendermi in aeroporto,possiamo stare 2 giorni insieme e visitare qualche cliente".

La prospettiva di passare 2 giorni con lei mi aveva letteralmente galvanizzato.

Non stavo più nella pelle ed il tremore,i battiti accelerati e l'eccitazione che sentivo spingere sotto i pantaloni non mi avevano mai abbandonato sino al momento in cui in aeroporto,non l'avevo incontrata porgendole una rosa rossa(il suo colore preferito)di benvenuta.

Prudentemente,prima di andare a Fiumicino,mi ero masturbato ritrovando la necessaria quiete per evitare imbarazzanti situazioni.

Segue

Nota:Quello che è successo in quei 2 giorni richiederà un dettagliata descrizione che non riesco per motivi di tempo a completare adesso.

Posso però anticipare che abbiamo fatto l'amore in modo meraviglioso.

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