Erotici Racconti

Mia cugina Fanny, (1)

Scritto da , il 2017-10-11, genere prime esperienze

Mia cugina Fanny.

Devo molta riconoscenza a mia cugina Fanny.
Mi ha aiutato molto nelle mie vicissitudini.
Però dire che siamo legatissimi anche ora che sono adulto sarebbe forse un po' esagerato, viviamo lontani e non possiamo vederci con la frequenza desiderata.
Ecco... diciamo che però abbiamo un rapporto particolare, molto particolare.
Di affetto, di sesso e di... ricordi.

I ricordi... i nostri ricordi.

Avevo poco più di diciassette anni quando i miei genitori si lasciarono e non fu una cosa pacifica, litigi e percosse, poi la fuga di mamma senza far sapere dove va e papà che pure lui lascia casa e sparisce. Un vero fulmine a ciel sereno, mamma tutta casa e chiesa che scappa con un uomo? Papà che si dilegua? E io... che resto solo.
Fanny... allora maggiore di me di dieci anni e già sposata mi accoglie in casa sua per diversi mesi. Non so per quale inspiegabile ragione ma tutto questo trambusto mi aveva causato una eruzione cutanea sul collo, che partiva dalla nuca e si irradiava sulla schiena e in parte sul viso. Ogni intervento, pomate e pastrocchi vari non sortivano nessun effetto migliorativo e io stavo di merda...

Questo lo ricordiamo assieme, Fanny e io, ora... a distanza di tempo, siamo sul terrazzo di casa sua, suo marito e il loro figlio di otto anni in questa notte senza luna stanno osservando il cielo con il telescopio, studiano gli anelli di Saturno.
E' lei a richiamare quella cosa...

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-Ricordi quei mesi... a casa nostra?
-Si... anche se il ricordo è come velato dal tempo, ho una specie di cortina davanti...
-Vuoi sapere come ci arrivai... di come convinsi Carlo?
-Si...
-Te lo racconto... io ho ancora tutto nitido... è una bellissima cosa... ma lo faccio a modo mio, lo racconto come se lo scrivessi... tanto dovremo star qui un paio d'ore, forse più...
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Fanny...

Fino a che limite può arrivare la voglia di far del bene prima di passare i cosiddetti limiti? I limiti stabiliti da chi e da che cosa? Dalla morale comune? Dalle convenzioni sociali del momento?
Non lo so e non mi interessa... ecco cosa accadde in quella circostanza.
“Carlo, hai visto il viso di L.? E’ proprio un disastro…”.
“Anche questa cura non funziona, certo che quei dermatologi si fanno pagare profumatamente e non capiscono un cazzo di niente…”.
“E’ che il ragazzo soffre… si è completamente isolato, ha allontanato tutti gli amici che aveva, a scuola il suo rendimento è scaduto ed è di un umore terribile, penso che dovremo farlo vedere da uno psicanalista…”.
“Aspettiamo un po’, quella eruzione cutanea è un problema passeggero, psicologico, da un giorno all’altro può scomparire…”.
“No, non possiamo stare ad aspettare che il problema si risolva da solo, abbiamo delle responsabilità verso di lui visto che l'abbiamo accolto in casa, dobbiamo fare qualcosa”.
Nei giorni seguenti vado in rete, dove si trova di tutto, alla fine scopro qualcosa di interessante, testimonianze di studenti e studentesse americane, la cosa mi intriga, mi fa venire una certa idea, certo mi sarà difficile farla digerire a mio marito ma se la elaboro un pochino? Così completo il tutto e lo metto in stampa….

“Guarda cosa ho trovato…”.
Prende il foglio e me lo restituisce….
“E’ in inglese, non ci capisco niente…”.
“Dice di molti casi di problemi simili a quelli di L. che, con dieta, pulizia intestinale con clisteri di erbe medicinali e soprattutto sesso attivo e frequente, si sono risolti per il meglio…”.
“Mi sembra una cavolata, capisco la dieta, anche i clisteri al limite… ma il sesso che c’entra e chi lo dice?”.
“E’ un importante istituto di ricerca americano, dipende tutto da un problema ormonale, i giovani… gli adolescenti secernono una quantità tale di ormoni, che senza una attività sessuale congrua crea uno scompenso, non lo trovo affatto una cavolata…”.
“E con chi farà tutto questo sesso il ragazzo? Adesso poi con il problema che si ritrova se vede una ragazza si rinchiude come una lumaca nel suo guscio…”.
Sto zitta e lo guardo…
Mi ricambia lo sguardo esterrefatto… capisce ora!
“…NO!!!, non penserai veramente di… di… non esiste…!
“Carlo… non essere così limitato, perché non provare? Io sono disposta a fare di tutto, lui soffre… se è necessario… lo dobbiamo fare… lo dobbiamo aiutare”.
“Andiamo... ma è tuo cugino, rischi di guarirlo e solo forse ma di minarne la sessualità con un incesto…!”.
“Incesto!! Ma fra cugini? Che centra? Lo so che non si dovrebbe, ma dobbiamo fare di necessità virtù, su lasciami provare… proviamo per un paio di settimane, se non c’è miglioramento lasciamo perdere, andiamo… caro, siamo una coppia aperta, non essere cosi bigotto… retrogrado… e poi... non rientra fra le nostre fantasie, le tue in particolare? Tu che mi fai scopare da un altro? Che magari guardi? Me lo continui a dire mentre mi scopi...”.
“Ma… proprio non so…”.
“Lasciami provare, però lo faccio solo se tu sei d’accordo, su dimmi di si…”.
“E va bene! Dovrai tenermi informato di come vanno le cose… e per informato intendo che dovrai raccontarmi tutto… e se possibile mi inserirai... dopo...”.
“Caro… sei un tesoro…”.
“Lo so… per quello mi hai sposato, ora vieni qui, non so perché ma sono ingrippato come un mandrillo…”.
“Perché sei un maiale, ma anch’io ho un lago fra le gambe…”.
“Come farai a convincerlo a scoparti, magari gli piacciono i ragazzi…”.
“Lasciami fare… lasciami fare…”.

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Mentre mi racconta la guardo.
E' una bella donna... Fanny, non ha ancora raggiunto i quaranta.
-Continua Fanny...
-Tutto tutto... L.?
-Tutto...
-E se ti ecciti...?
-E se eccita te?
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Il giorno successivo mangiamo e dopo che mio marito lascia casa fermo L..
“L....”.
“Cosa c’è...?”.
“Ho telefonato al dermatologo e ti ha cambiato cura, dieta, niente insaccati, latticini, cioccolata e le porcherie che mangi… e non ti spaventare, due clisteri di erbe medicinali al giorno per pulire l’intestino… come terapia d’urto, poi uno alla sera per due settimane”.
“Clisteri…? Ma stai a scherzare…! Nel 2000 ancora i clisteri…? Ma neanche per idea…”.
“Assicura che sono efficaci, dai… proviamo per un paio di settimane, male non ti fanno…”.
E’ titubante.
“E chi me li fa?”.
“Te li faccio io…”.
“Ma Fanny! Mi vergogno…”.
“Andiamo non fare il bambino… che sarà mai...”.
Si lascia convincere, sono sempre riuscita a manovrarlo e la speranza che quel problema trovi soluzione lo fa arrendere.
“Ora vai in camera tua e aspettami…”.
Faccio bollire una bella pentola di acqua e ci metto due cucchiai della miscela di camomilla, finocchio e malva, aspetto che si raffreddi e riempio la peretta, anzi il perone… contiene un litro e mezzo di liquido.
Intanto raggiungo L. in camera sua, prendo un telo di spugna da bagno e la distendo sul letto, mi guarda preoccupato…
“Tranquillo… vedrai… facciamo presto e ti farà bene…”.
In bagno prendo il tubetto della vaselina bianca e porto il tutto da lui.
“Ora ti togli pantaloni e gli slip, ti metti in ginocchio sul letto con il sedere verso di me, non aver paura, ti metto un po’ di vaselina sul sedere per favorire l’entrata della cannula, è sottile… poi ti introdurrò lentamente il liquido, dovrai trattenerlo, poi ti liberi e rifacciamo… dai spogliati…”.
Vedere un ragazzone alto un metro e ottanta senza pantaloni e slip mettersi a culo nudo sul letto è tutto un programma, le natiche sono raccolte e muscolose, fra le gambe pelose si intravede lo scroto e un batacchio consistente, io mi sono addobbata per la bisogna, vestaglietta chiusa davanti dalla cintura e solo un paio di mutandine bianche, volutamente lascio la cintura un po' lasca in modo che il seno, piuttosto voluminoso, possa fare occhiolino.
Ora diamoci da fare…
Mi siedo sul letto accanto a lui e prendo la vaselina, ne metto una quantità consistente sul dito medio e gli apro le natiche, il buco è scuro e grinzoso, appoggio il dito e prendo a massaggiarlo lievemente….
“E’ freddo… fa fastidio…”.
Lamenta lui….
“Porta pazienza… passa subito”.
Continuo il massaggio, lentamente sento lo sfintere rilassarsi, diventare morbido e provo a forzarlo, il dito entra, ancora vaselina e sono dentro, è liscio e caldo, giro e rigiro il dito, ora è pronto, velocemente mi alzo e prendo la peretta, lubrifico il beccuccio, rimetto il dito, lo rigiro dentro di lui, lo tolgo e gli inserisco lentamente e completamente la cannula, lo rassicuro…
“Ora ti inserisco il liquido lentamente, stai rilassato, ancora un attimo, ecco... è finita, ora girati sulla schiena, ti devo massaggiare il ventre per far arrivare il liquido dappertutto…”.
Esegue… ecco visto…?!
Il pene mostra segni piuttosto evidenti di un principio d’erezione, fra un po’ sarà ritto del tutto.
Prendo a massaggiargli il ventre piatto, è teso come un tamburo, quando passo le mani verso l’inguine tocco la sua banana di carne, il suo pene, lo prendo in mano e lo sposto sulla gamba e prendo a passare la mano fra i peli del pube insistendo sulla base del sesso.
Lui comincia a lamentarsi…
“Fanny… lasciami andare… non riesco più a tenerla…”.
“Si… vai…”.
Si alza e corre in bagno, uno scroscio, lo seguo… noncurante del suo riserbo lo faccio sistemare sul bidet e gli lavo il sedere, non manco di toccarlo adeguatamente sul suo sesso che ora è bello duro. Lo prendo in mano e lo scappello… lo lavo per benino.
“Ma Fanny... cazzo…!”.
“Non è niente… e non ti lamentare sempre, ora alzati che ti asciugo…”.
Accidenti!!
E’ in piedi… e il suo attrezzo è davanti al mio viso, dato che sono in ginocchio, dalla sua posizione mi può vedere completamente le tette scoperte dalla vestaglietta semi aperta. Lo asciugo così ho modo di esaminarlo per bene, più di diciotto centimetri di carne fremente, bello e grosso… un signor cazzo…!
Faccio finta di niente, lo riporto in camera e anziché farlo rimettere nella posizione di prima e cioè in ginocchio, lo faccio mettere disteso sulla schiena e metto due cuscini sotto le sue natiche.
“Proviamo così, poi mi dirai la posizione che ti da minor fastidio, apri le gambe… di più, piega le ginocchia e tirale verso di te fino sul petto, riesci…? Si… così…”.
Lo aiuto a sistemarsi, ora mi rimetto la vaselina sul medio e gli cerco l’ano, lo penetro e prendo a lavorarlo, ogni volta che inserisco completamente il dito l’asta del pene ha un sussulto, sono arrapata, entro in lui con la cannula e premo leggermente la peretta, quando termino lo lascio abbandonare la posizione assunta. Ora è sul letto a gambe aperte, il cazzo eretto spinge prepotente verso l’alto, lo prendo in mano e comincio un massaggio con l’altra mano, la mano inizia un leggerissimo movimento, un accenno di masturbazione, la cappella, completamente libera, è tesa e congestionata, l’asta robusta e piena di vene in rilievo è dura come un bastone.
“Lasciami andare…”.
Corre per la seconda volta in bagno, lo raggiungo e dopo la pulizia lo faccio rimettere sul letto.
“Devo massaggiarti bene, altrimenti ti possono venire crampi e coliche…”.
Ricomincio come prima, con una mano gli prendo il cazzo e comincio a menarlo dolcemente, l’altra gli accarezza il ventre, dura forse un paio di minuti, poi comincia a fremere, ansimare, con delle spinte pelviche fa si che la mia carezza diventi più determinante, sta per venire e ora, bando ai preliminari, prendo a masturbarlo con forza… geme e urla!
“Ohh… Fanny... è… bello…!”.
Sento sotto la mano le eiaculazioni ripetute e i getti di sborra calda che gli escono con forza, parte mi ricade sulla mano, parte sul suo ventre e anche sul petto, continuo a menarlo lungamente, poi sento che si sta ammosciando nella mia mano e lo lascio, si è disteso sfinito sul letto.
Che sega che ti ho fatto…!
E siamo appena all’inizio!
In bagno prendo una salvietta e lo pulisco per bene, non parlo, né lo fa lui.
Mi sistemo, ho il seno completamente scoperto.
“Stasera dopo cena… lo rifacciamo. Va bene?”:
Apre gli occhi e mi fa un cenno di assenso, corro in camera mia e devo darmi un po’ di sollievo con la mano!
Rientra mio marito in prima serata.
“Come è andata?”.
“Sta andando, tutto come da programma, anzi… dopo cena dovrai uscire per un paio di orette…”.
“D’accordo, ma quando mi racconti tutto?”.
“Dopo… dopo…!”.
“Per me resterà qualcosa…?”.
“Non ti preoccupare… cerca di essere all’altezza piuttosto…”.
Infatti, appena terminato di mangiare, esce con una scusa, mentre sto terminando di sparecchiare.

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-E' stata una specie di iniziazione, Fanny. Nessuna poteva essere meglio di te... per farlo.
-Proprio vergine vergine non eri... L.. Ricordo una cosa di te... di qualche anno prima...
-Non era stata proprio una cosa positiva, lo sai. Ma Carlo? Aveva... avevate davvero questa fantasia sessuale? Guardarti e tu farti guardare mentre scopi con un altro?
-Si... ne parlava spesso di questo e la cosa eccitava anche me, ma sai... una cosa è giocarci e un'altra farla. E poi con chi? Tu sei capitato proprio per farci vivere questa cosa.
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Tibet

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