Erotici Racconti

Una madre si racconta. Storia Vera

Scritto da , il 2016-10-11, genere incesti

Mi chiamo Maddalena e sono una madre che ormai da 3 anni vive una storia d’incesto con il proprio figlio Filippo. Come è cominciata la cosa? Dico soltanto che il desiderio sessuale ha preso il sopravvento sul legame familiare.
Dopo il divorzio da mio marito, un professionista che ora sta con una sua impiegata di 20 più giovane, mio figlio ha deciso di venire a vivere con me, io ho 46 anni e lui 23. Il lauto assegno che ci passa il mio ex, oltre al mio lavoro e la parte dei beni che mi è toccata ci permette di vivere senza problemi. Premetto che il mio rapporto con mio figlio è sempre stato molto aperto, si è sempre confidato con me senza problemi, mettendomi al corrente, a volte, anche delle sue esperienze sessuali, insomma forse per lui ero più un’amica che una mamma. La nostra storia è iniziata 3 anni fa, quando lui aveva 20 anni. Una sera tornata dal lavoro lo trovai a casa seduto sul divano mentre guardava la televisione con la sua fidanzatina dell’epoca di nome Alessandra. Mi chiese se lei poteva restare a mangiare e a dormire da noi per la notte. Dopo essermi assicurata che anche i suoi genitori fossero d’accordo, accettai di buon grado. Dopo la cena e dopo aver rigovernato la cucina scambiando quattro chiacchiere con entrambi, li lascia soli e mi ritirai in camera mia stanca della giornata di lavoro e per lasciare loro un po’ di privacy. Nel cuore della notte, come mio solito visto che soffro d’insonnia, mi sono alzata e sono andata in bagno a cercare nell’armadietto dei medicinali qualcosa per dormire. Non accesi la luce del bagno, la mia camera e quella di mio figlio comunicano con due porte distinte con il bagno e, siccome spesso lui lascia spesso la sua aperta non volevo svegliarlo. Una volta entrata in bagno costatai che la porta era aperta e la luce dell’abat-jour illuminava la sua camera. Sorpresa che a quell’ora della notte fosse ancora sveglio, volli andare a domandargli se, per caso, non si sentisse bene. Appena giunta vicino alla porta sentii dei gemiti femminili, mi fermai subito. Dalla porta socchiusa vidi che stava facendo sesso con Alessandra, accidenti, mi ero dimenticata che era rimasta a dormire da noi. Alessandra era seduta a cavalcioni sopra mio figlio e lui la teneva per le natiche, ed entrambi si muovevano a ritmo cadenzato. Confesso di essere rimasta turbata da quella scena erotica e sensuale. Mi accorsi poi, solo in un secondo momento a causa della fioca luce dell’abat-jour, che no se la stava scopando ma la stava sodomizzando. Il suo pisello glielo aveva infilato nel culo, e che culo! Sapeva scegliere le amiche il mio Filippo. Rimasi ad osservarli ancora per un po’, più per curiosità che per altro, anche perché io non avevo mai praticato il coito anale, quindi li lasciai e tornai a letto, non senza pensieri inquietanti relativamente a quello che avevo visto. La giornata seguente passò come tutte le altre, alla sera durante la cena i soliti discorsi, lo studio, gli esami all’università, poi l’argomento coinvolse il suo rapporto Alessandra, quali intenzioni avesse per il loro futuro e, visto che tra noi non ci sono remore, gli dissi che lo avevo sentito fare sesso con lei. Lui guardandomi con un sorriso complice, mi disse che non solo lo avevo sentito, ma anche visto. Questa affermazione mi fece arrossire. Mi confessò che, conoscendo la mia insonnia, aveva lasciato appositamente la porta aperta e che mi stava osservando attraverso lo specchio dell’armadio e che la cosa lo aveva eccitava ancora di più. “E non ti vergogni a dirmi questa cosa?” “No, è la verità, lo sai che a te dico tutto. Ma tu a cosa stavi pensando mentre ci guardavi?” Cercando di mantenere il controllo della situazione senza mostrare che ero molto imbarazzata per la domanda risposi: “L’ho trovato molto bello, due giovani persone che si vogliono bene e fanno l’amore in modo sensuale.” “Ma quella scena non ha eccitato un po’ anche te?” Vedendo che la conversazione stava prendendo una brutta piega, mi alzai da tavola e comincia a sparecchiare sperando che lui andasse ad occuparsi delle sue faccende. Mentre stavo lavando i piatti, ad un certo punto sentii le sue mani appoggiarsi sui mie glutei ed accarezzarli in un modo strano. Si, spesso per gioco mi dava qualche pacca sul culo o mi toccava i seni (retaggio di giochi infantli), ma ora sentivo che c’era qualcosa di diverso in quel tocco. Tra l’altro indossavo solamente un paio di fuseaux senza intimo, ed un top che mi arrivava all’ombelico, in casa mi piace essere comoda. “Cosa stai facendo?” “Niente di speciale, ma tu non hai risposto alla mia domanda, dai, ammettilo, un po’ ti ha eccitata la scena, è da quando ti sei separata da papà che non hai nessun contatto con degli uomini, il sesso dovrebbe mancarti o no?” “Si, è vero ero un po’ turbata. Ecco la risposta. Ora lasciami finire di lavare i piatti.” Anziché lasciarmi in pace, la mia risposta lo rese più audace, le sua mani salirono piano piano, mi accarezzarono il ventre e poi strinsero i miei seni. “Filippo, cosa stai facendo? Fermati subito!” Senza ascoltarmi continuò accarezzandomi i seni e giocando con i capezzoli che sentivo ergersi nonostante non volessi. Stretta tra lui ed il lavandino non potevo muovermi, non riuscivo a rendermi conto di quello che mi stava succedendo. Mio figlio mi stava accarezzando i seni, e non per gioco come da bambino, era una situazione che mai avrei potuto immaginare anche nei miei peggiori incubi. Ero combattuta dal fermarlo, l’incesto era per me un tabù, o lasciarlo continuare nel suo intento vergognoso ma estremamente eccitante. Fu lui che in qualche modo prese la decisione per me quando la sua mano destra lasciò il mio seno e, infilandosi nei mie fuseaux, scese fino al mio pube. “Mamma ma tu sei bagnata!” Questa sua esclamazione ruppe definitivamente le mie volontà, capii che ormai non potevo più fare marcia indietro, quindi mi abbandonai come una bambola di pezza nella braccia di mio figlio. Girai la testa indietro verso di lui e per la prima volta le nostre labbra si incontrarono per un bacio sensuale. Sentivo il suo cazzo indurirsi contro il mio culo. Il bacio sembrò durare un’eternità, avevo l’impressione che il tempo si fosse fermato. Mi dicevo che forse era un sogno, e se fosse stato un sogno non avrei mai voluto svegliarmi, forse nel mio inconscio era quello che desideravo da tempo. Fu ancora Filippo che prese l’iniziativa facendomi tornare con i piedi per terra, si staccò da me, mi prese per mano mi fece sdraiare sul tavolo della cucina. Alzò il mio top sopra i seni e cominciò a leccarmeli e a mordicchiarmi i capezzoli. Si, ho il seno molto sensibile ma mai mi era capitato che solo con la sua stimolazione potessi arrivare all’orgasmo. Probabilmente contribuì la situazione trasgressiva in cui ci eravamo trovati. Ebbi un orgasmo travolgente, i fremiti mi durarono più di un minuto, non avevo mai provato niente di così intenso tanto da aver avuto l’impressione di aver perso la conoscenza da quanto avessi goduto. Filippo non mi lasciò neanche un attimo di tregua, subito mi tolse i fuseaux e mi aprì le gambe, non ero più in me stessa. Lo vidi slacciarsi i jeans ed abbassarsi i boxer. Subito mi apparve in suo cazzo duro, lo stesso cazzo che la sera prima avevo visto penetrare le chiappe di Alessandra. Mi domandavo cosa mi avrebbe fatto, l’intenso orgasmo mi aveva lasciata troppo spossata per poter fare il minimo movimento, ero lì con il mio sesso per aria offerto vergognosamente a mio figlio. Senza un minimo preavviso mi penetrò bruscamente. Emisi un grido mescolato ad un gemito di dolore. Mentre mi scopava con forza ed estrema eccitazione, i miei pensieri divennero torbidi. Avevo l’impressione di essere una madre indegna, ma provavo piacere soggiacere alle voglie di mio figlio. Come può sentirsi una madre in questa situazione? La questione si ripropone: è più forte l’attrazione sessuale o il legame familiare? Quello che so è che ad ogni sua penetrazione gemevo e godevo sempre di più. Mi alzò le gambe e me le piegò contro le mie spalle e, continuando a scoparmi, iniziò a giocare con il buco del mio culetto, ci infilò un dito ma capii che mi contraevo al contatto, allora lo ritirò e continuò il suo lavoro. Capii che il culo era una fissazione e che ciò che avevo visto la sera prima non era casuale. Non ricordo quanti orgasmi ebbi prima che lui eiaculasse in modo abbondante nel mio ventre. Pensavo lui avesse avuto soddisfazione e che tutto fosse finito per quella sera, purtroppo ero lontana dal pensare cosa sarebbe successo dopo. Nonostante avesse sborrato il suo cazzo non aveva perso l’erezione, (la forza della gioventù). Mentre ero distesa sul tavolo inanime come una fantoccio di pezza, cercavo di recuperare il ritmo del mio respiro spezzato da questa serie di orgasmi. Stavo dando la peggiore delle mie immagini che una madre potrebbe dare al figlio, ero a gambe aperte con le cosce che gocciolavano del suo sperma. Con la scusa di pulirmi un poco, Filippo recuperò lo sperma che mi colava dalla fica, lo spalmò sul buchino del mio culetto come per lubrificarlo e senza nessun preavviso mi sodomizzò realizzando anche su sua madre quella che era la sua fissazione. Troppo stanca per reagire, sentii questa ultima penetrazione come uno stupro. Cercai di fermarlo ma la sua eccitazione era al culmine e, ormai bloccata contro il tavolo, dovetti subire i suoi assalti per più di 20 minuti. Il dolore era intenso ma dopo una decina di minuti mi accorsi che il dolore stava lasciando spazio al piacere e mi sorpresi in quanto cominciavo io a chiedergli di scoparmi più forte. Lui sorrise, sapeva che alla fine avrei apprezzato e continuò ad incularmi fino a quando sborrò un’altra volta dentro di me. Dalla fatica e dal dolore probabilmente persi conoscenza. Mi risvegliai il giorno dopo a letto sperando di aver sognato il tutto, ma il culo dolorante e lo sperma secco sulle mie cosce mi convinsero della realtà dei fatti.

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