Io, mia madre ed il sesso

di
genere
incesti

Con mia madre c’era sempre stata molta complicità, forse perché eravamo sole, mio padre l’aveva abbandonata quando lei aveva 22 anni, subito dopo aver saputo che era incinta. Con lei parlavo molto, soddisfaceva ogni mia curiosità, soprattutto sul sesso e uomini. Appena ebbi il primo ciclo fu molto chiara con me: “Cara Gioia, non posso proibirti di fare sesso con i tuoi amichetti, posso solo dirti di non fare la mia fine, stai attenta di non restare incinta.” Così appena ebbi il mio primo fidanzatino e capii come sarebbe andata a finire, gli chiesi subito consiglio. Lei senza battere ciglio mi portò dalla ginecologa che, un po' riluttante per la mia età, ero adolescente, mi prescrisse la pillola. Già allora ero molto sviluppata, avevo preso da lei. Seno prorompente, culo bel rotondo e labbra molto carnose. Lei era molto giovanile tanto che i 22 anni di differenza non si vedevano, spesso ci scambiavano per sorelle. La nostra complicità aumentò fino al punto che mamma mi permise di portare a casa i miei fidanzatini, molto pragmaticamente mi disse: “Amore, se proprio vuoi farlo, non rischiare di farlo in macchina o in altri posti pericolosi, hai la tua cameretta a disposizione.” Dopo questa sua apertura, per dimostrarle che anche io capivo la sua situazione, ricambiai il favore: “Anche tu mamma, non preoccuparti di me, se vuoi portarti a casa qualche fidanzato fallo pure, ti capisco.” Con queste premesse dopo qualche anno cominciò una specie di gioco tra di noi, quando sapevo che lei era in casa ed io ero nella mia stanzetta con amichetto facevo di tutto perché potesse ascoltare i miei gemiti di piacere, e lei ricambiava nella medesima situazione. Il tempo passava ed anch'io ormai ero una donna adulta. Da adulta cercai sempre meno di portarmi amici a casa, lei invece continuava, ed erano sempre più giovani. Il fatto che diede origine alla nostra relazione incestuosa avvenne attorno ai miei 23 anni. Allora la mamma aveva un compagno molto giovane, come sua abitudine ormai assodata. Lui aveva 28 anni allora io, 23 e la mamma 45. Lui era un personal trainer della palestra dove andavamo io e mamma. Un gran figo. La mamma si era accorta che anche se filava con lei, non gli ero indifferente, anzi, se devo essere sincera piaceva anche a me. Capitò molto spesso che quando uscivano per delle serate innocenti, l’invito fosse rivolto anche a me. Eravamo complici e gelose l’una dell’altra allo stesso tempo. Il danno successe in occasione del veglione dell’ultimo dell’anno, una serata in una discoteca della zona. Io dovevo uscire con un mio amico che, causa di una indisposizione, dovette rinunciare. Sapendo che ero sola, non si fece attendere l’invito del compagno di mamma. La serata passò tra battute e risate, poi al rientro, l’idea era che lui si fermasse a dormire con mamma. Verso le prime ore del mattino rientrammo tutti a casa. Il livello alcolico era ancora alto, ridevamo per ogni piccola stupidaggine, e non mancavano le sue battute e allusioni sessuali su di me. Appena in casa ci sedemmo sul divano stanchi, quindi mia madre andò in bagno a togliersi il trucco. Rimasta sola con lui, non so cosa mi prese, lo tirai a me e lo bacia. Lui senza dire niente iniziò a succhiarmi le tette, facile operazione visto l’abito da sera molto scollato che indossavo, mentre mi sditalinava infilandomi una mano tra le cosce. Appena mia madre uscì dal bagno e ci vide in quella situazione, cominciò ad insultarci entrambi: “Brutto porco maiale, finalmente ci sei riuscito, e tu stronza, lo so che non aspettavi altro.” Lui, anziché essere spaventato la tirò a se e cominciò a baciarla e palpeggiare anche lei. Ma madre si calmò e rispose in modo languido alle sue carezze. Io avevo la mano sulla sua patta, il suo cazzo, era durissimo. Mia madre ad un certo punto mi tolse la mano, non per gelosia ma per aprire la zip, facendoglielo fece zompare fuori duro e svettante, era uno spettacolo per misura e turgidezza. Dopo averlo smanettato un poco, cominciò a succhiarglielo. Lui non sapeva più, a quel punto, dove mettere le mani, se su di me o su di lei. Intanto mi avvicinò e cominciò a limonare con me. Un poco alla volta cominciammo a spogliarci tutti e tre. Quando fu pronto fece segno a mia madre di sedersi sul suo cazzo. Mia madre, ormai complice e non più arrabbiata, prese il suo cazzo e lo indirizzò verso la sua vagina madida di umori, e si penetrò. Io osservavo in piedi al loro fianco, mentre accarezzavo entrambi. Mia madre ad un certo punto si girò verso di me, ed avvicinando il suo viso al mio, mi offrì la sua bocca. Istintivamente accettai la sua proposta e ci baciammo in modo profondo. Era la prima volta che baciavo una donna, lo stesso per mia madre. Tra un mio bacio e il cazzo del suo compagno, mia madre arrivò subito all’orgasmo. Lui allora la tolse, era il mio turno. Mi fece piegare alla pecorina e cominciò a scoparmi. Mentre mi scopava mia mamma ci guardava insultandoci entrambi, non so se lo pensasse veramente o fosse pare del gioco. “Porco, hai visto che finalmente ci sei riuscito a scopare quella zoccola di mia figlia. Ti piace scopare madre e figlia, maiale.” Mi eccitava sapere che lui mi desiderava da tempo. Intanto sentivo lui sempre più duro dentro me che mi pompava come un toro, mi dimenavo e ansimavo come una pazza. Quando sentivo mia madre godere e gemere, appostata dietro la porta della sua camera, non lo immaginavo cosi porco a letto, ora ero io la sua troia, non resistetti oltre e venni anche io. Volevo che mi sborrasse dentro e sentire il suo seme caldo inondarmi il ventre, ma mia madre desiderava avere la sua parte di sborra allora, mentre ancora stavo avendo le ultime contrazioni orgasmiche, uscì da me, ci fece sedere fianco a fianco io e lei e, dopo pochi colpi di sega, ci schizzò entrambe sulle tette. Mia madre alla vista della sua sborra calda sul mio seno, mi si avvicinò e con voluttà cominciò a leccarla, stupita le offrì subito anche i capezzoli e lei senza battere ciglio, cominciò a succhiarmeli e mordicchiarmeli, era la prima volta che mi facevo toccare e leccare da una donna e, accidenti, era mia madre. Appena mi ebbe per bene ripulita, mi offrì il suo seno, capii che voleva che le ricambiassi il favore. Iniziai a leccare la sborra dalle sue tette, succhiandogli anche i capezzoli. “mmm.. si amore fallo come quando eri una bimba.” Furono le sue parole, io continuai a succhiare mentre lei si dimenava sempre di più, finché non la sentii emettere un gemito di piacere. Aveva avuto un altro orgasmo. Era la prima volta che anche lei lo faceva con una donna, e lo ha fatto con me, e per giunta l’avevo fatta godere. Ci baciammo profondamente mentre il suo ragazzo commentava le nostre effusioni. “Mamma mia che coppia di troie incestuose che ho trovato.” Sazie della nostra serata ognuna di noi si ritirò nella propria camera, io in particolare dormii fino alla sera del primo gennaio. Il giorno dopo nessuna di noi ritornò su ciò che era successo, le nostre vite continuarono normalmente come se niente fosse successo. Dopo qualche giorno mia madre mi disse: “Gioia, sabato sera il mio ragazzo si ferma a cena, vorrebbe che ci fossi anche tu. Hai da fare o ci sei?” La sua era una domanda retorica, io feci finta di pensarci poi diedi il mio assenso. Avevo capito dove si voleva arrivare e la cosa non mi dispiaceva. Il sabato pomeriggio fu una gara tra di noi a renderci sexy il più possibile. Io mi feci un bel bagno caldo con sali profumati, depilazione dei pochi peli ricresciuti, crema corpo e poi scelta accurata dell’intimo. Mi misi una guepiere con reggicalze e un tanga filo interdentale, ovviamente calze nere con la riga dietro e sopra un abito a portafoglio che mi fasciava il corpo, chiuso solo con una cintura. Mia madre invece autoreggenti, minigonna ed una camicetta che lasciava intravedere il suo seno prosperoso sorretto da un reggiseno di pizzo nero, scoprii in seguito che la zoccola non portava gli slip. Ovviamente entrambe tacchi alti. Quando arrivò il porco, gli avevamo già preparato il cosiddetto apericena, una cena intera non penso l’avremmo portata alla fine. Appena entrò ci baciò entrambe, ovviamente con la lingua. Ognuna di noi faceva a gara ad essere più porca e sensuale. I tappi delle bottiglie di prosecco volavano, mentre bevevamo e mangiavamo mia madre se lo baciava e accarezzava in tutti i modi ed in tutti i posti, io non volli esserle da meno, cosi dopo circa mezzora eravamo tutti brilli ed eccitate pronti per il resto della serata. Senza dire niente ci spostammo nella camera da letto di mia madre, io, in un solo movimento, slacciai la cintura del vestito e mi ritrovai subito solo con l’intimo. Mia madre non volle essere da meno, si sbottonò la camicetta e la fece scivolare giù dalle spalle, quindi si tolse la minigonna, fu li che scoprii che non portava gli slip. Il maiale ci abbracciò entrambe e cominciò a limonarci a turno, mentre le nostre mani massaggiavano il suo pacco. Lo sentivo già duro ed in tiro al massimo, del resto chi non lo sarebbe stato in quella situazione? Cominciammo a spogliarlo, poi una volta nudo lo sdraiammo sul letto. Io e mia madre ci ritrovammo una a destra e l’altra a sinistra del porco, inginocchiate a succhiargli e leccargli il cazzo insieme, mentre lui ci guardava con trasporto mugolando di piacere. Dopo alcuni minuti di questo servizio, mi fece segno di montagli sopra a smorzacandela, io non vedevo l’ora di penetrarmi con quel cazzone, con un balzo gli fui addosso e me lo infilai tutto fino alle palle. Mia madre allora si avvicinò al viso del suo ragazzo e cominciò a baciarselo e limonarselo. Io lo cavalcavo come fossi un cow-boy da rodeo. Ad un certo punto mia madre si rialzò ed anche lei si mise a cavallo di lui con la fica sulla sua bocca guardami dritta in viso. I nostri visi lasciavano intravedere il piacere dei nostri corpi, poi lentamente si avvicinarono e cominciammo a baciarci in modo profondo. La sentivo godere sia per le leccate che gli dava lui, sia per i miei baci, era proprio una zoccola mia madre. Dopo un po’ mi disse: “Dai stronzetta togliti, ora tocca a me.” Ubbidii, lei avanzò di quel tanto che serviva e si impalò su di lui dandogli le spalle. Io davanti a lei, nel vedere quelle palle piene, e quel cazzo che entrava e usciva dalla fica madida di mia madre, non resistetti e mi chinai e cominciai a leccare tutto ciò che riuscivo. Prima le sue palle, poi la sua asta rorida degli umori della figa di mia madre. Dopo qualche minuto, la zoccola, si fermò, lo fece uscire dalla fica e se lo infilò nel culo. A me apparve la sua fica ancora pulsante e sbrodolante, non so cosa mi prese mi avventai su di essa e mentre lui le pompava il culo, io le leccavo fica e clito. Era la prima volta che lo facevo, mai avrei pensato di poter leccare una fica ad una donna e, come era successo quando avevo leccato e succhiato per la prima volte tette e capezzoli, anche qui la fortunata era mia madre. Fu grazie a questo lavoro combinato che dopo pochi minuti la sentii ansimare più forte ed emettere mugolii di piacere mentre un abbondante getto di liquido inondò la mia bocca. La troia aveva goduto e squirtato. Senza dire niente mi lasciò il posto e subito mi impalai per la seconda volta sul cazzone del porco. Mia madre mi guardava mentre, anche lei, leccava e succhiava le palle e cazzo del suo ragazzo. Ormai lui era pronto, non riusciva più a trattenersi, ad un certo punto lo sentii urlare: “Troie, mi state facendo godere. “ Così dicendo sentii il suo getto caldo inondarmi il ventre. Non avevo ancora goduto, lui uscì da me e appena lo fece, mia madre si avventò sulla mia fica per bere e leccare tutto lo sperma che stava uscendo. L’eccitazione e le leccate di mia madre mi fecero avere un orgasmo proprio nella sua bocca. Tutti avevamo avuto il proprio orgasmo, solo uno, ma era talmente forte che per tutti sembrava ne avessimo avuti tre di fila. Ci abbandonammo tutti e tre sul letto. Dopo poco lui si alzò per andare in bagno, io mia madre rimaste sole ci abbracciammo e ci baciammo. “Gioia, ti voglio bene.” Mi disse. “Anche io mamma.” Replicai. Mia madre dopo poco tempo chiuse la sua storia con quel ragazzo, ma il nostro legame e la nostra complicità aumentò ancora di più da quel giorno, tanto che spesso iniziammo a raccontarci delle nostre avventure e dei nostri flirt, fino nei minimi particolari. Una sera, mentre sdraiate sul divano un po’ in deshabillé, era estate, lei mi raccontava della sua ultime conquiste, ormai i ragazzi erano sempre più giovani, era diventata una cougar a tutti gli effetti, mi vide un po’ mogia. “Cosa c’è Gioia? Qualcosa non va?” “Insomma… quello stronzo del mio ragazzo mi ha detto che è in crisi e che vorrebbe prendersi un periodo di riflessione riguardo noi due.” “Amore, lascialo andare se non ti vuole, lo sai hai sempre la mamma che ti vuole bene e ti consola.” Così dicendo iniziò ad accarezzarmi il viso, mi straiai con il viso sul suo grembo. Non so cosa mi prese, ma cominciai a darle baci sulla pancino, poi scesi fino al pube e comincia a baciarla da sopra gli slip. Lei mi rialzò dolcemente e mi offrì subito la sua bocca. I baci divennero sempre più caldi e le nostre mani cominciarono ad esplorare i nostri corpi, poi ad un certo punto le mi disse: “Amore, non qui, se vogliamo farlo, facciamolo bene.” Mi prese per mano e mi portò in camera sua. In piedi davanti al letto ricominciammo a baciarci ed a spogliarci dei pochi capi che indossavamo, quindi ci sdraiammo nude. I baci divennero sempre più appassionati, le nostre bocche correvano su tutto il corpo, seni, capezzoli, pancia fino a trovarci nella posizione del 69 una sopra l’altra. Le nostre fiche erano intrise dei nostri umori, io godevo nel sentire l’odore ed assaporare il gusto leggermente salato di mia madre. Forse perché era la prima volta che lo facevamo da sole, forse perché la situazione era molto trasgressiva, entrambe non resistemmo a lungo ed esplodemmo quasi contemporaneamente in un potente orgasmo che ci lasciò senza fiato. Ci riprendemmo e ci abbracciammo e restammo così per diversi minuti. Un silenzio strano era sceso tra di noi, in camera si sentiva solo l’odore del sesso, poi mi madre ruppe il silenzio e disse: “Hai visto amore? Come ti dicevo prima, quando sei in crisi hai sempre la mamma che ti vuole bene.” Entrambe scoppiammo in una sonora risata. Da allora capita spesso che quando siamo sole ci baciamo e ci diamo piacere. Ovviamente adesso ci siamo attrezzate anche con dei giocattoli giusti per la situazione, ma questo nostro rapporto abbiamo deciso che rimarrà un nostro segreto, mai più giochi insieme con uomini, per gli altri siamo e saremo sempre madre e figlia.


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scritto il
2024-04-05
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