Tanta confidenza

di
genere
gay

TANTA CONFIDENZA
Vado a confessarmi dal prete giovane sostituto del vecchio, appena arrivato in parrocchia. Forse lui mi può capire
-Padre sono un po' gay.
-Non è una bella cosa questa che mi dici.
-Lo so.
-Pratichi o ti tieni a freno?
-Pratico.
-Con gente che conosci?
-Sì, ma anche perfetti estranei.
-Di una certa età?
-Sempre.
-Sono loro che prendono l'iniziativa?
-Sì.
-Gli dai tutto?
-Sì.
-Fai mercimonio?
-Che vuole dire, non capisco.
-Ti vendi a loro? Ti fai pagare?
-Ohh no.
-Senti caro, devo rientrare in canonica. Vienici anche tu che continuiamo lì.
-Va bene padre.
Mi porta in una stanzetta dell'ultimo piano.
-Qui stiamo in pace. Fuori dal vincolo della confessione.
Appesa al muro c'è una treccia di corame con un manico.
-Posso farle una domanda padre?
-Ma certo.
-Cos'è quella?
-Una frusta.
-E a cosa serve?
-A rettificare chi vive nel vizio.
Silenzio di tomba. Ingoio saliva.
-Inginocchiati qui al centro, calati braga e slip e piegati bene a baciare il pavimento.
Me lo ha chiesto in un modo tale che non ammetteva repliche o discussioni di alcun tipo. Ho fatto come mi è stato chiesto.
-Che bel sederino candido. Ora lo scaldiamo un po'.
Impugnò la frusta e mi vibrò un primo colpo. S'ciaff. Ebbi un sussulto.
-Mi fermo o vuoi che prosegua?
-Mi farà bene?
-Certo che sì.
-Prosegua padre.
S'ciafff.
Strinsi i denti.
S'ciafff. S'ciafff. S'ciafff.
-Ancora?
-Ancora sì.
S'CIAFF.
-Ahiiiiiiiiiio.
S'CIAFF. S'CIAFF. S'CIAFF.
Che strazio. Mi scapparono degli urletti. Huuiiii. Huuuuuuuuuuuu. Ohio ohioooooo.
-Basta così. Rivestiti e ricomponiti.
-Cosa ne pensa di me padre?
Ci gira alla larga. Mi fa un po' di predica. Poi azzarda: Devo toglierti dalla strada e anche dagli stradoni mal frequentati da tanti pessimi e luridi individui. Vieni da me stasera sul tardi che vedo cosa potrò fare per te.
-Avrei un altra domanda padre.
-Dimmi.
-Ce l'ha grosso?
-In seminario mi chiamavano il Trapano.
-E glielo succhiavano?
-In tanti.
-E poi?
-Poi li inculavo a sangue, come scoprirai presto.
-A che ora devo presentarmi?
-Non prima delle 23.
Ci sono andato. Mi ha condotto nella stanzetta. Mi ha fatto denudare. Mi ha conciato per le feste. Prima un giro di frusta (che da quel che ho capito lo arrapa forte), poi subito solida penetrazione (che toro). Poi mi ha chiesto di ripulire (nel suo linguaggio detergerlo).
-E tu come hai reagito?
-L'ho deterso tutto. Fino all'ultima goccia.
-Ci vado anch'io.
-Andiamoci insieme.
scritto il
2026-06-28
2 2 6
visite
2
voti
valutazione
1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

La mia Maria in dissolvenza

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.