Alla prova dei fatti
di
IL MICROBO
genere
sadomaso
ALLA PROVA DEI FATTI
-Ti piace soffrire?
-In quale modo scusi?
Mi arriva un ceffone.
-Ahaaaaaia.
-Questo modo.
-Ma lei è scemo.
Un altro ceffone.
-Ahaaaaaia.
-Basta.
-Basta lo decido io.
Sembrava tutta una commedia ma ero destinato al peggio.
Me ne parlò da uomo uomo: Cosa provi sotto dominio?
-Non lo so spiegare.
-Ti emoziona?
-Moltissimo.
-Vuoi ricevere frusta?
-Pensa che sarei pronto?
-Lo sei.
-Mi dica cosa devo fare.
-Stenditi sulla sella.
Mi adagiai a culo ben esposto. Si sfilò la cintura di cuoio che gli cingeva i fianchi. La fece vibrare in aria. Un brivido mi attraversò.
-Cominciamo con pochi colpi.
-Quanti Mio Signore?
-Cinque.
Sclash.
-Ahhhhhhhh.
Sclash.
-Ahiooo.
Sclash.
-Ahhhhhhhhioooo.
Sclash.
-Ahiiiiiiii.
Sclash.
-Ahhh. Ahhh. Ahhh.
Aspettò che mi si normalizzasse il respiro e poi mi interrogò.
-Come le hai sentite?
-Un male cane.
-È solo un inizio.
-Lo so.
-Il bello viene quando il dolore si trasforma in voluttà.
-Voluttà?
-Sì. Quella che si fa presto strada.
-Quale strada?
-La strada irta di spine del BDSM.
-Quali spine?
-Vuoi che ti do un saggio vero?
-Ohh sì.
Impugnò la 'Disciplina' (lo scudiscio che si amministra ai cavalli)
-La vuoi sperimentare?
-Ne ho tanto bisogno.
Mi legò, polsi e caviglie, alla sella.
Sciaaaaaff.
-AHHHHHIIIIOOO.
Sciaaaaaff.
-AHHHHHIIIIOOO.
SCIAAAFFF.
-AHHHIIII. NOOOO. SÌÌÌ. ANCORA.
SCIAAAFFF. SCIAAAFFF. SCIAAAFFF.
Piansi lacrime amare.
-Ma che bravo.
-E va behh.
-Mica se ne trovano tanti come te.
-Come me?
-Di predisposti.
-A cosa?
-A patire le pene dell'inferno.
-L'inferno?
-Sì. Ohh sì. L'inferno dei sensi. A cui subentra la vertigine.
-Di cosa parli?
-La vertigine del coito.
-Come e dove?
-Dritto in culo. Così.
Urca urca. Uhhh...
Scopato da tanti e da nessuno in quel modo.
-Sei mio.
-Tutto tuo Padrone. Ti prego: maltrattami ancora.
-Ti piace soffrire?
-In quale modo scusi?
Mi arriva un ceffone.
-Ahaaaaaia.
-Questo modo.
-Ma lei è scemo.
Un altro ceffone.
-Ahaaaaaia.
-Basta.
-Basta lo decido io.
Sembrava tutta una commedia ma ero destinato al peggio.
Me ne parlò da uomo uomo: Cosa provi sotto dominio?
-Non lo so spiegare.
-Ti emoziona?
-Moltissimo.
-Vuoi ricevere frusta?
-Pensa che sarei pronto?
-Lo sei.
-Mi dica cosa devo fare.
-Stenditi sulla sella.
Mi adagiai a culo ben esposto. Si sfilò la cintura di cuoio che gli cingeva i fianchi. La fece vibrare in aria. Un brivido mi attraversò.
-Cominciamo con pochi colpi.
-Quanti Mio Signore?
-Cinque.
Sclash.
-Ahhhhhhhh.
Sclash.
-Ahiooo.
Sclash.
-Ahhhhhhhhioooo.
Sclash.
-Ahiiiiiiii.
Sclash.
-Ahhh. Ahhh. Ahhh.
Aspettò che mi si normalizzasse il respiro e poi mi interrogò.
-Come le hai sentite?
-Un male cane.
-È solo un inizio.
-Lo so.
-Il bello viene quando il dolore si trasforma in voluttà.
-Voluttà?
-Sì. Quella che si fa presto strada.
-Quale strada?
-La strada irta di spine del BDSM.
-Quali spine?
-Vuoi che ti do un saggio vero?
-Ohh sì.
Impugnò la 'Disciplina' (lo scudiscio che si amministra ai cavalli)
-La vuoi sperimentare?
-Ne ho tanto bisogno.
Mi legò, polsi e caviglie, alla sella.
Sciaaaaaff.
-AHHHHHIIIIOOO.
Sciaaaaaff.
-AHHHHHIIIIOOO.
SCIAAAFFF.
-AHHHIIII. NOOOO. SÌÌÌ. ANCORA.
SCIAAAFFF. SCIAAAFFF. SCIAAAFFF.
Piansi lacrime amare.
-Ma che bravo.
-E va behh.
-Mica se ne trovano tanti come te.
-Come me?
-Di predisposti.
-A cosa?
-A patire le pene dell'inferno.
-L'inferno?
-Sì. Ohh sì. L'inferno dei sensi. A cui subentra la vertigine.
-Di cosa parli?
-La vertigine del coito.
-Come e dove?
-Dritto in culo. Così.
Urca urca. Uhhh...
Scopato da tanti e da nessuno in quel modo.
-Sei mio.
-Tutto tuo Padrone. Ti prego: maltrattami ancora.
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