Mia suocera è bellissima Capitolo 3

di
genere
incesti

Ci stacchiamo per un attimo e i miei occhi si posano su Gianpaolo che ha assistito al bacio senza dire nulla.
“E lui?” chiedo ingenuamente, facendo ridere Nicole.
“Lui? Lui deve guardare, come sempre.”
Si allontana da me per andare verso di lui. Riesco a percepire la sua paura, e ne comprendo il motivo quando Nicole alza il braccio e lo colpisce violentemente con uno schiaffo che lo manda a terra. Dio santo!
L’uomo è terrorizzato. Si mette in ginocchio ai piedi di Nicole.
“Pietà, Padrona”, geme il poveretto, che intanto sta sanguinando copiosamente. Quello schiaffo è stato micidiale.
“Alzati, coglione. E vieni a vedere come mi scopo mio genero.” Torna verso di me che non sono riuscito a muovere un solo muscolo, e mi bacia di nuovo. Le metto le braccia al collo. La voglio e non mi importa di nulla.
Ci trasciniamo in una camera e mi toglie la giacca gettandola a terra. Io mi tolgo la cravatta e lei passa ai pantaloni. Poi sono io a spogliare lei, tirandole giù la lampo del bolerino che indossava. Passo al reggiseno e davanti a me si stagliano due tette straordinarie. Sono dure come l’acciaio e mi mette la testa sui suoi capezzoli che succhio avidamente. La sento sospirare. Mi trascina sul letto e mi monta sopra, anche se ha ancora i pantaloni. Ci baciamo di nuovo con passione, poi lei si alza, si toglie i pantaloni e io mi tolgo i boxer. Lei guarda il mio cazzo eretto e sorride.
“Bene, vedo che anche tu non puoi resistermi. E hai anche una buona dotazione. Scommetto che mia figlia non vede l’ora di infilarselo dentro.”
Sono frasi assurde, ma che riescono a eccitarmi ancora di più. Si rimette sopra di me, e stavolta si impala sul mio cazzo voglioso. E’ lei a gestire i movimenti, io resto quasi fermo, ma il piacere è immenso. Sa perfettamente come muoversi, rallentando o accelerando quei movimenti.
“Oddio santo, che piacere”, mugolo.
Lei invece è meno corretta di me, più sboccata e forse più sexy. “S-Sì, sfondamela. Voglio sentire il cazzo di mio genero che mi dà piacere.”
Sento di sborrare da un momento all’altro, ma prima sento lei che quasi urla.
“Vengoooo.”
Ha avuto un orgasmo e si ferma. Ma dopo un tempo che non riesco a definire, con il mio cazzo sempre più duro dentro la sua fica, riprende a muoversi. Bastano pochi movimenti d’anca ed esplodo nella più bella sborrata della mia vita. Si toglie da sopra di me e la guardo senza nemmeno rendermi conto di ciò che è accaduto. Quando faccio chiarezza, mi sento prendere dallo sconforto.
“E adesso?” le chiedo.
Sorride. “Adesso? Ci pensiamo dopo. Non crederai che mi accontenti di una scopata. Ti ho fatto venire perché so che voi maschi siete deboli di fronte a una donna come me. Fra qualche minuto te lo faccio rivenire dritto e ricominciamo.”
“Io… sono stanco.”
Lei scoppia a ridere. “Tesoro, un uomo davanti a me non può essere stanco. Non deve. Vedrai che al primo bacio sarà di nuovo duro, come piace a me.”
Si volta e sento c he schiocca le dita, e solo allora mi rendo conto di aver appena fatto sesso mentre uno osservava. E non uno qualunque, ma il marito. Il gesto significa che Nicole vuole fumare, e infatti si ripete la scena vissuta prima nel salone, con lui che le accende la sigaretta e poi si mette a fianco alla sua padrona con la bocca aperta.
Io sono letteralmente sconvolto. Ho appena scopato con… mia suocera. Ma non era possibile resistere. Troppo bella, troppo sensuale. Adesso che è nuda posso ammirare infatti il suo corpo scolpito, perfetto in ogni particolare.
Lei termina la sigaretta e viene sopra di me. Mi bacia di nuovo, e poi osserva suo marito. “Pulisci il cazzo del mio amante. Voglio fargli un pompino,”
Lui la guarda. “Con la bocca, Padrona?”
Con la bocca? Da un maschio? Ma nemmeno per sogno. “No, no, non ci penso proprio. Mi fa schifo solo il pensiero.”
“Tranquillo, era un’opzione. A volte glielo faccio fare se i miei amanti sono meno intransigenti e non si fanno problemi.”
Scuoto la testa. In che situazione mi sono cacciato? Vedo intanto comparire di nuovo Giampaolo con delle salviettine umidificate per pulirmi il cazzo, ma preferisco togliergliele di mano e pulirmi da solo, mentre vedo Nicole sorridere. Non mi piace essere toccato da altri maschi.
Terminata l’operazione, Nicole si avvicina di nuovo a me. Prima mi bacia in bocca, poi le sue labbra percorrono il mio corpo e arrivano sul cazzo. Lo bacia, lo lecca, poi se lo infila in bocca. Ci sa fare, e il mio cazzo diventa di nuovo turgido. Sto per mettermi sopra di lei ma si scansa.
“Ci penso io. Non mi piace la posizione del missionario,” Si alza e mi prende per mano per accompagnarmi davanti allo specchio, mettendo le mani sul grosso comò che sta proprio lì di fronte. “Scopami da dietro. E non te ne venire fino a quando non te lo dico io.”
Considerata la sua altezza, si deve chinare quasi a novanta gradi per far sì che il mio cazzo possa entrare nella sua fica in quella posizione, ma dopo alcuni istanti troviamo la giusta posizione, e posso di nuovo assaporare la delizia della fica di questa donna tanto bella quanto trasgressiva.
“Oh, mio Dio”, gemo, continuando a muovermi per scoparla.
“Non ti fermare. Continua così. Aaaah, adesso fermati. Ho avuto un orgasmo.”
Fa uscire il mio cazzo dalla sua fica e mi riprende per un braccio portandomi di nuovo verso il letto. Come la prima volta, mi fa sdraiare e mi monta sopra. Riprendiamo a scopare e nel frattempo mi bacia con possesso e passione.
“Allora, genero, mia figlia ti scopa così?”
Scuoto la testa. “No, Nicole, tu sei tutta un’altra cosa.”
Si ferma e mi afferra il mento. Sento le sue unghie laccate di rosso che mi penetrano nella pelle. Fa male e lancio un urlo.
“Te l’ho già detto prima. Per te sono “Signora”. Non tollero che mi si chiami per nome. Non è perché ti sto scopando che sei diventando il mio fidanzatino. Hai capito?”
Annuisco. “Sì, signora. Ho capito.”
“Bene. Non te lo ripeterò un’altra volta.” Riprende a scoparmi. Dio, che donna. Da perderci la testa. Non è soltanto per la sua bellezza e per la sua sensualità, ma anche per il suo modo di fare. Questa volta riesco a resistere un bel po’, anche per la sua bravura nel rallentare al momento opportuno, mentre lei ha un altro paio di orgasmi. Sta godendo come mai mi era accaduto di far godere una donna. Ma non è merito mio, bensì della sua arte amatoria eccelsa. Ma ormai la mia resistenza è al limite.
“Signora, non resisto più.”
Si ferma, posa la sua bocca sulla mia e poi un altro bacio strepitoso. Inizio a sussultare e lei se ne accorge. Riprende a muoversi lentamente. “Ti faccio uscire tutto lo sperma che hai.” E’ proprio così. I suoi movimenti sono studiati per far impazzire un uomo e faccio uscire una montagna di sborra, sempre con la sua lingua dentro la mia bocca.
“Basta, basta!” le dico, impossibilitato a sopportare ancora i suoi movimenti.
Lei sorride e mi mordicchia il labbro inferiore. “Non male. Hai un cazzo più che dignitoso e mi hai fatto avere diversi orgasmi. Certo, non hai molta esperienza e si vede. Quante donne ti sei scopate nella tua vita?”
Sono imbarazzato, ma poi decido di rispondere. “Quattro. Compresa sua figlia.”
Scoppia a ridere. “Io quattro uomini me li sono scopati in una serata. Li ho fatti venire tre volte ciascuno. Alla fine non si reggevano in piedi.”
“Dio mio. Mi sembra tutto assurdo.”
“Com’è scopare con la propria suocera?” mi domanda.
Sospiro. “Non ho pensato a lei come suocera, ma come la donna più bella e sensuale che abbia mai incontrato.”
Mi bacia di nuovo. Stavolta è un bacio più tenero, e forse per questo mi sconvolge maggiormente. Mi aggrappo al suo collo, come se i ruoli fossero invertiti, e assaporo quel bacio che sembra interminabile. E vorrei proprio che lo fosse perché non riesco a staccarmi da quelle labbra. Ma è Nicole a dirigere tutto, e decide di interrompere quel bacio di pura passione.
“Faccio preparare da Gianpaolo la cena e dopo riprendiamo. Ho ancora voglia del tuo cazzo.”
“No, aspetti. Io pure vorrei… Insomma, è stato di gran lunga il sesso più bello della mia vita, ma non posso rimanere. Luisa mi aspetta.”
Sorride ironicamente. “Ah, già, la mia bambina. Dubito che tu possa fare il tuo dovere coniugale stasera. Quella santarellina non riuscirebbe a tirartelo su nemmeno con una gru. Solo io potrei riuscirci.”
So che ha ragione. Sono stanchissimo, come se lei avesse tirato fuori da me la linfa vitale, e non solo una quantità di sperma incredibile. Ma so anche che se lei volesse me lo farebbe di nuovo rizzare.
Guardo Gianpaolo, ancora nudo con la gabbietta, e penso che debba essere una vera tortura vedere la donna che si ama fare sesso in quel modo. Perché il fatto che lui ne sia pazzamente innamorato mi sembra scontato considerando che rimane a farsi umiliare. Afferro poi altri tovaglioli umidificati che erano rimasti dopo la mia prima eiaculazione e mi rivesto. Non so che dire. Da una parte vorrei scappare il più lontano possibile da quella donna, dall’altra vorrei rivederla ancora.
E’ lei a togliermi dall’imbarazzo. “Ok, torna pure dalla tua mogliettina. Io telefonerò a un paio di schiavi per farmi passare la voglia. Ma comincia a preparare una scusa per… domani no. Ho alcuni schiavi che ho già chiamato. Diciamo dopodomani. Alla stessa ora. Ma fino a sera.”
“Io… non so…”
“Non fare lo scemo. Lo so che non vuoi altro. Ti aspetto qui. E poi Giampaolo ci servirà la cena.”
Non posso perdere quest’occasione. Sono uno stronzo, un pezzo di merda, ma l’unico desiderio che ho in questo momento è rivederla e rivivere le stesse sensazioni provate oggi.
“D’accordo. Ma un’ora più tardi. Non posso andare di nuovo via dallo studio alle quattro per stare qui alle cinque. Posso stare qui… verso le 18.30, non prima.”
“Ok, ti aspetto a quell’ora.”
Mi rivesto lentamente. Mi sembra quasi di vivere una vita che non mi appartiene. Sono venuto qui per scoprire il segreto di mia moglie, ed esco dopo aver fatto la scopata più bella della mia vita, fatta con la donna più sensazionale che abbia mai incontrato. Una donna che non posso non desiderare di incontrare nuovamente. Sì, di fatto è mia suocera, ma non me ne importa niente. E’ una figa pazzesca, ed è quello che conta.
Quando sono pronto lei si avvicina a me. E’ ancora completamente nuda, e posso notare come, anche senza tacchi, sia notevolmente più alta di me. D’altronde, ha detto di essere stata una modella, e ha la classe e la sensualità di una top model, con la differenza che la trovo molto più bella. Lei ha le curve al posto giusto e ha due tette da urlo, altro che quelle ragazze piatte delle passerelle. Mi prende il viso con le mani e mi bacia per l’ennesima volta. La mano sul mio cazzo e, incredibilmente, ce l’ho ancora dritto.
Lei si mette a ridere. “Che bravo il mio caro genero. Appena lo bacio gli viene il cazzo dritto. Sicuro che non vuoi rimanere per cena?”
“Io… rimarrei volentieri. Lei è una donna… straordinaria e bellissima, ma ho detto a Luisa che arriverò per cena.”
“Ok, non sono il tipo di donna che insiste. Ci vediamo dopodomani. Fatti una sega prima di venire qui, così la prima volta duri un po’ di più. Mi piace assaporare il cazzo lentamente, come abbiamo fatto la seconda volta.”
Annuisco. Mi stacco volentieri da quelle labbra sensuali e Gianpaolo mi fa segno di seguirlo. Non ho il coraggio di guardarlo in faccia e cammino a testa bassa. Solo quando mi apre la porta lui apre bocca.
“Attento, Lorenzo. Chi assaggia la signora Nicole ha la vita segnata. Ti entra dentro e sarà come una droga. Non riuscirai più a fare a meno di lei.”
Non rispondo. Ho paura di aver già preso la mia prima dose di droga, e temo che mi sarà impossibile rinunciare spontaneamente a una donna del genere. La droga chiamata Nicole ha già iniziato a circolare nelle mie vene.

Continua...
scritto il
2026-06-27
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