Mia suocera è bellissima Capitolo 1

di
genere
incesti

Guardo Luisa che è intenta a compilare la lista degli invitati per il nostro matrimonio. “Tesoro, sei sicura che non vuoi invitare i tuoi? Potrebbe essere l’occasione giusta per… fare pace con loro. La loro unica figlia si sta per sposare, e immagino che vogliano essere presenti.”
La mia futura moglie alza gli occhi dalla lista e mi guarda storto. “Lorenzo, ti ho detto che non voglio avere a che fare con loro. Specialmente con lei. Non ripetermelo più.”
Non insisto. So che ha avuto un’adolescenza traumatica, ma non mi ha mai voluto dire nulla a riguardo. So solo che non sopporta i suoi genitori, soprattutto la madre. Ho pensato a storie di violenza domestica, ma il discorso è tabù, e ogni volta che l’ho accennato abbiamo concluso con una litigata. Cosa che non voglio fare di nuovo, anche perché ha un carattere molto forte e per niente accomodante. E forse la amo anche per questo. Mi alzo e le do un bacio sulle labbra.
“Scusami, tesoro. Il fatto è che io avrò al mio matrimonio i miei genitori, mia sorella, tutti i miei parenti, e tu sarai da sola.”
“Meglio sola. E adesso non ne parliamo più, per favore. E aiutami con questa benedetta lista. Tra un mese e mezzo ci sposiamo e dobbiamo dare il numero dei partecipanti al rinfresco.”
Le sorrido e continuo a stilare nomi di parenti e amici. La guardo di nuovo. E’ bella la mia Luisa. Un metro e settanta, lunghi capelli castani e un viso dolcissimo su un corpo sinuoso, una bella terza di seno e un culetto che mi fa impazzire. E tra poco sarò suo marito. Forse siamo troppo giovani. Lei ha appena ventidue anni e io venticinque, appena laureato. Non ha potuto fare l’università perché, appena maggiorenne, se ne è andata da casa, trovando però un ottimo posto di lavoro come estetista e onicotecnica. Insomma, Luisa cura e ristruttura le unghie delle donne, e si è fatta in breve un’ottima clientela. Io invece, appena diventato avvocato, ho avuto la fortuna di entrare nello studio di un mio zio esperto legale. Abbiamo quindi una certa disponibilità economica, e questa sicurezza ci ha spinti a volerci sposare. Del resto, ci amiamo, e non vediamo l’ora di convolare a nozze.
Non ha un carattere facile, Luisa. Forse a causa del suo passato. A volte è dura, vuole sempre avere ragione, ma è anche capace di una dolcezza difficilmente riscontrabile in altre donne. Del resto, io non sono il tipo di ragazzo che ama imporsi, e spesso lascio a lei l’onore e l’onere delle scelte più importanti. E a lei piace avere le redini in mano. Anche nel sesso non le dispiace prendere il sopravvento, anche se a volte mi sembra un po’ frenata, come se avesse timore che io possa pensar male di lei. La cosa importante è però il nostro amore e la nostra voglia di vivere insieme per sempre. E fra poco saremo finalmente marito e moglie.

Due mesi sono trascorsi, e Luisa è diventata mia moglie. Siamo felici, facciamo sesso tutte le sere, vogliosi come non mai. Proprio come questa sera. Abbiamo iniziato a baciarci quando eravamo ancora in cucina. Subito ho sentito il cazzo duro e non vedevo l’ora di infilarlo dentro la dolce fica di Luisa. Ci siamo trascinati incamera da letto e ho cominciato a riscaldarla per bene. Qualche avventura passata mi ha regalato una discreta esperienza che sto mettendo a frutto con mia moglie. Mentre ci baciavamo l’ho spogliata e le ho infilato la mano sotto, sentendo che anche lei era piuttosto bagnata. L’ho spinta sul letto e le sono montato sopra. Lei mi ha slacciato i pantaloni, vogliosa di assaggiare il mio cazzo duro, e infine l’ho presa venendole dentro dopo una decina di minuti, e dopo averle regalato un paio di orgasmi. Alla fine ci siamo abbracciati, innamorati come non mai. Però… ho come la sensazione che nel sesso sia piuttosto frenata e non si lasci andare del tutto. Come se avesse bisogno di altro. Ma forse sono soltanto le mie sensazioni. Proprio in quel momento, quando stiamo uno tra le braccia dell’altra, sento lo squillo del suo telefonino. Guardo l’orologio preoccupato. Le dieci e mezza di sera. Chi può essere a quest’ora? Immagino una sua cliente. Telefonano a tutte le ore.
“Amore, chi è a quest’ora?” le chiedo, mentre lei afferra il suo cellulare.
“Non lo so. Si tratta di un numero che non conosco.” Finalmente risponde e il suo volto cambia completamente.
“Che cazzo vuoi? Chi ti ha dato il mio numero?” Non mi ci vuole molto a pensare che possa essere uno dei suoi genitori. Lei prosegue: “Non mi devi cercare. Dimenticati di questo numero.”
Noto che, per alcuni secondi, parla la persona all’altro capo del telefono, poi Luisa la interrompe. Oppure lo interrompe. Non ho idea se si tratti di un uomo o di una donna. Lo capisco quando mia moglie riprende a parlare.
“Sì, mi sono sposata e non vi ho voluti. E dovresti pure capire il perché. Non ho voglia di rivederti, mamma. Né te e né quello… Ora ti attacco. Non mi richiamare, per cortesia. Tanto la mia risposta sarà sempre la stessa. Non voglio avere niente a che fare con voi.”
Attacca il cellulare e lo getta con rabbia sul letto.
“Amore, era tua madre? Io…”
“Per favore, Lorenzo. Non ti mettere in mezzo. Altrimenti litighiamo e non ne ho voglia.”
Si alza dal letto e scappa in bagno, con le lacrime che le scendono dagli occhi. Io rimango solo in camera. Poi guardo il telefonino che lei ha gettato sul letto. Non dovrei, ma la curiosità è tanta. Lo afferro e guardo il numero dell’ultima chiamata e lo salvo sul mio cellulare con un nome fittizio di un fantomatico cliente. Il numero di mia suocera. E’ da quando ho conosciuto Luisa che voglio sapere cosa è successo, e forse stavolta potrò togliermi questa curiosità. E potrò conoscere forse mia suocera.
Continua...
scritto il
2026-06-21
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