Mia suocera è bellissima Capitolo 4

di
genere
incesti

Sono trascorse appena quarantotto ore da quando ho visto Nicole per la prima volta, e sono di nuovo sotto il suo portone. Con Luisa non ci sono stati problemi, e le ho detto che sarei andato a cena con un cliente. Non può minimamente immaginare che io stia sotto casa dei suoi genitori, e che sto contando i minuti per rivedere sua madre. Come la volta scorsa, le telefono, aspettando con il cuore in tumulto che mi risponda.
Finalmente sento la sua voce. “Lorenzo?”
“Sì, signora, sono io.”
Il clic del portone mi avverte che posso entrare. Tutto sembra come l’altra volta, anche se la differenza è sostanziale. Adesso c’è la consapevolezza. Anche Gianpaolo sembra non essersi mosso da quella posizione di quando mi aveva accompagnato all’uscita. Stavolta è già nudo, con quella strana gabbietta che gli comprime il pene. Gli tendo la mano che lui, contrariamente alle mie aspettative, afferra e stringe con fermezza. Mi fa una pena incredibile. Quante ne deve aver penate accanto a quella donna bella come una dea ma senza un’anima… Eppure è ancora al suo fianco, felice di poter essere il suo schiavo.
Il salone è quello della volta scorsa, e anche mia suocera sembra non essersi mossa da quella posizione, seduta con le lunghissime gambe accavallate. E’ cambiato però il suo look che ha virato decisamente sullo stereotipo della dominatrice. Indossa infatti una tuta di lattice intera, talmente aderente che sembra cucita sul suo corpo. E’ nera, e copre tutto il corpo, persino le mani, ma con la zip maliziosamente aperta davanti, con le tette che quasi fuoriescono. Ai piedi degli stivali che le arrivano al ginocchio, con dei tacchi improponibili di almeno una quindicina di centimetri. Appena mi vede si alza e mi viene incontro. Il volto, bello e lineare, che dimostra almeno una decina di anni di meno, è truccato minuziosamente, anche se mi soffermo ad ammirare soprattutto la splendida bocca contornata da un conturbante rossetto rosso scuro.
“Ecco il mio caro genero”, mi dice, con quel tono di voce che sembra prendermi in giro.
Io devo fare la figura dell’idiota totale perché ho la bocca e gli occhi sgranati. Dio santo! E’ sensuale all’ennesima potenza.
“B-Buonasera, signora”, balbetto.
“Buonasera a te, Lorenzo. Beh, dimmi qualcosa. Dimmi che mi trovi irresistibile e che non vedi l’ora di mettermelo dentro.”
“Io… Sì, signora, lei è assolutamente irresistibile.”
Si avvicina ancora, facendo ondeggiare i suoi capelli neri, arrivandomi di fronte. La differenza di altezza è veramente imbarazzante per me, ma non ho tempo per queste elucubrazioni perché mi afferra il volto e mi bacia. E per farlo deve chinare il suo busto. Mi lascio andare, gettandole le braccia sul collo. Sono due giorni che desidero questo bacio. Mi faccio coraggio e la tocco. O, per meglio dire, tocco quel tessuto liscio che ricopre tutto il suo corpo, e il mio cazzo è già sull’attenti. Ho fatto mio il suo consiglio di farmi una sega prima d’incontrarla per non venirmene subito, ma anche così temo che sarà complicato avere una resistenza ottimale con una donna che possiede questa spudorata sensualità.
Ci stacchiamo e mi invita a mettermi seduto sul divano accanto a lei. Poi, come la volta scorsa, ordina al suo schiavo due caffè. Nell’attesa riprendiamo a baciarci.
“Dio mio, quanto è bella!”, le dico dopo esserci staccati, quasi dando voce ai miei pensieri.
Lei sorride. “Sì, sono bella. E sono felice. Faccio la vita che voglio fare, sono schifosamente ricca, posso avere qualunque uomo. Non male per una ragazza che a quindici anni piangeva nella sua camera dopo aver scoperto di essere incinta, senza saper come dirlo ai propri genitori.”
“Non le manca sua figlia?”
Scuote la testa. “Certo che mi manca. Lei è più simile a me di quanto lei stessa immagina, e avremmo potuto essere alleate. Avrei voluto che, adesso che è una donna, lei potesse comprendere le mie sensazioni. E’ per questo che le avevo telefonato. Ma, come ben sai, non ha voluto parlarmi, e allora pazienza. Non siamo compatibili, purtroppo. Lei vedeva suo padre malmenato e pensava a violenza gratuita, mentre per me era dominazione, lei vedeva tanti uomini girare per casa e vedeva una troia, ma per me era la dimostrazione del mio potere. La stessa situazione era vista con occhi diversi, e l’unica cosa che poteva fare era andarsene. Anche se rimango dell’idea che se non fosse così perbenista, avrebbe potuto trovare nella dominazione il suo ambiente naturale.”
“Perché dice questo? Luisa è una ragazza dolce e sensibile”, obietto.
Lei invece sorride. “Tu non la conosci bene. Oppure lei non ti ha dato modo di farsi conoscere. Luisa ama stare al centro dell’attenzione, ama imporsi sugli altri. Con te… evidentemente cerca di essere quella che non è. O, per meglio dire, quelle che non vorrebbe essere. Ma sono convinta che se trovasse un uomo che le facesse comprendere che la felicità ha diverse facce, forse cambierebbe.”
“Prima ha detto che lei è molto ricca. La volta scorsa però mi ha detto che era suo marito a esserlo.”
Scoppia a ridere. “Tesoro, adesso tutto è a nome mio. Abbiamo firmato un accordo che prevede che io sia la padrona di tutti i suoi averi. Con una postilla. Se lo lascio, dovrò ridargli tutto. E lui ha accettato perché non può vivere senza di me. Ovviamente, tenerlo come marito non significa che io debba fare la mogliettina per bene. Non ti preoccupare per lui. Non fare l’errore che fece proprio Luisa a suo tempo. Mio marito è felice così. Ha trovato la sua giusta dimensione.”
Mentre mia suocera sta terminando il discorso, fa la sua apparizione proprio Giampaolo con i due caffè.
“Ecco a lei, Padrona”, le dice, consegnandole la bevanda.
Lei l’afferra e lo guarda, mentre l’uomo consegna il caffè anche a me. “Diglielo a nostro genero che sei un morto di fame e che è tutto mio.”
Lui si inginocchia. “Sì, Padrona, è tutto suo. E anche io sono un oggetto di sua proprietà.”
Mia suocera non risponde, ma un sorriso di soddisfazione si forma sulla sua bocca dipinta. Poi, proprio come un deja-vu, quello che era accaduto la volta scorsa si ripete. Lei schiocca le dita, lui le prende la sigaretta, gliel’accende, e si mette in ginocchio con la bocca aperta, pronto a ricevere la cenere della sua padrona. Con il braccio libero mi cinge il collo avvicinandosi di più a me. Il suo profumo è inebriante, e quando la sua mano inizia a scendere dal mio collo sempre più giù, fino a toccarmi il cazzo, socchiudo gli occhi. Il mio desiderio si è fatto spasmodico mentre lei lo afferra e lo accarezza.
“Oggi ti farò comprendere che cosa significa avere accanto una vera femmina.”
Continua a massaggiarmi il cazzo e mi faccio coraggio. Le apro un po’ più la zip e faccio fuoriuscire le sue tette meravigliose. Non so se le ha rifatte, ma sono dure come il marmo. Mi tuffo sui suoi capezzoli e la faccio mugolare, la sigaretta continua a passare dalle sue dita alla bocca, poi la consegna a suo marito, mi prende la mano e mi fa sdraiare sul divano. Si tira giù del tutto la zip e la sua fica depilata si offre alla mia visione. Io sono ancora vestito, anche se con il cazzo di fuori, e non capisco più niente. Mi tiro giù pantaloni e boxer e lei si mette sopra di me. Malgrado la sega fatta in precedenza, il mio desiderio è al massimo livello. Lei si impala sopra di me e inizia a muoversi, baciandomi come se non ci fosse un domani. Si rinnova la magia. Non vorrei mai staccarmi da quel corpo forte, esplosivo e perfetto in ogni particolare, così come non vorrei mai lasciare quelle labbra calde che non si staccano più dalle mie. Mia suocera è una vera maestra del sesso, e mi fa godere come non credevo fosse possibile. Si ferma quando raggiunge il primo orgasmo, ma riprende immediatamente dopo. In quelle condizioni, è impossibile resistere.
Lei, come se conoscesse le mie sensazioni, inizia a muoversi più lentamente, facendomi esplodere in una sborrata pazzesca. Ho depositato nella fica di mia suocera tanto sperma quanto non credevo di possedere. Lei si toglie da sopra di me. “E bravo, il mio genero! Malgrado la tua inesperienza, scopi in modo più che discreto. Ti do un bel sette.”
Si mette seduta sulla poltrona, allunga le gambe e poi guarda suo marito. “Puliscila! Voglio che la tua lingua succhi tutta la sborra di tuo genero.”
Ancora una volta sono incredulo. Giampaolo però non si fa ripetere l’ordine, mettendosi in ginocchio dinanzi a mia suocera e iniziando a leccargliela avidamente, Sta ingurgitando tutto lo sperma che ho lasciato nella fica di Nicole e sembra in estasi. Mia suocera, grazie alla leccata, raggiunge intanto un nuovo orgasmo, e si lascia andare sulla poltrona con il capo reclinato. So che però è appena il primo round, e il match è ancora lungo.
scritto il
2026-07-01
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