La storia della mia trasformazione ( capitolo 1)

di
genere
confessioni

State tutti belli comodi. Quella che sto per raccontare è la storia di come una ragazzina ingenua del sud Italia sia finita col diventare una donna sfrontata e lussuriosa . Questa è la “ mia “ storia “.
Potrei in realtà iniziare a raccontare di come ( e soprattutto con chi ) ho perso la mia verginità , ma quella è un’altra storia che forse un giorno vi racconterò .
Inizierò a raccontarvi da quando a 19 anni, mia madre , donna che ha cresciuto una figlia da sola ( con l’aiuto dei nonni ) , preoccupata per me che stavo vivendo un periodo di sofferenza sentimentale , decise di mandarmi per l’estate a casa di sua sorella all’estero . Mi ritrovai improvvisamente a vivere questa convivenza con Zia Anita , suo marito Giulio e i loro figli gemelli ( poco più grandi me ) Leo e Adele. Le prime settimane erano passate tranquille , mi stavo piano piano ambientando e i miei cugini si impegnavano molto per farmi conoscere posti e persone .
Tutto prese una svolta imprevista quando una sera rimasi per una serie di circostanze da sola con zio Giulio . Mentre cenavamo vedevo il suo sguardo su di me diverso . Cercavo di decifrarlo pensando però tra me che era impossibile . Eppure io il suo sguardo su di me lo sentivo . Invadente , sfrontato , sfacciato . Terminai presto di mangiare e feci il gesto di sparecchiare ma lui bloccò il mio polso con la sua mano, in modo deciso . Il cuore mi batteva a mille, come se stesse anticipando cosa sarebbe successo da lì a breve . Cercai di togliere il mio polso dalla sua mano, ma lui restava lì fermo impassibile con lo sguardo fermo su di me . Dopo pochi secondi di silenzio …
-“ ti prego Anna . Non fare finta di non capire
- “ zio … non so di cosa tu stia parlando . Ora vado a dormire “
- No
Il mio cuore batteva sempre più forte . Si avvicinò a me . Sentivo il suo pacco indurirsi terribilmente e non capivo perché la cosa mi eccitava . Troppo

-zio ma cosa stai facendo ?
- e tu Anna ? Cosa stai facendo ?
- Non so di cosa parli , lasciami stare
- Quindi prima te ne vai in giro per casa vestita dà troia e poi pretendi che io non ti guardi ?
- Ma che dici ?
- Shhhh ti voglio. Anche tu mi vuoi . Perché non mi tocchi ?
- Ma che dici ? Lasciami stare , vado via
- Allora ti toccherò io
- No stai fermo, non voglio
- Non è quello che dice il tuo corpo

Mise la sua mano nelle mie mutandine , infilando le dita nella mia fica ormai tutta bagnata per l eccitazione

- Ma guarda ? Una certa signorina è già pronta .
- No zio , non è come pensi ..
- Ti voglio Anna , troppo. Non compilare la cosa .

Si inginocchiò e iniziò a leggermi tutta. Era troppo per me , non avevo più controllo . Non riuscivo più a nascondere la mia eccitazione . Di istinto gli slacciai dopo poco i pantaloni . Sorrise .

- brava bimba , prendilo in bocca tutto .
Con forza portava la mia testa sul suo cazzo durissimo. Ansimava e urlava cose sconce . Che non mi offendevano. Ma anzi finiva di eccitarmi .

Suono la porta . Andai nel pallone

- zio rivestiti
- Anna continua

Il campanello continuava a suonare e la mia agitazione era sempre più palpabile

- continua Anna
- Ma zio …
- Dai che sei una troia
- Ma sta entrando qualcuno , ci scoprirà
- un intimo sforzo che sto per arrivare forza
Sentii il rumore delle chiavi . Panico
Istintivamente ero sempre più veloce con la mano e venne in un mare di sperma .
Scappo in bagno . Giusto in tempo .
Io rimasi lì . Pulita al volo con un fazzoletto di carta e il viso rosso .
Mia zia nell’entrare ni disse
-tesoro ma tutto bene ? Ti vedo strana
- Sto bene zia , fa un po’ caldo .
- zio Giulio ?

Non mi diede il tempo di rispondere che uscì dal bagno dandole un bacio a stampo sulla bocca e facendo a me l’occhiolino .

- Zia io vado a farmi una doccia e andrei a dormire
- Buona notte tesoro a domani

Nell’uscire dalla stanza , zio Giulio mi sussurrò all’orecchio

- la prossima volta non mi sfuggi , ti scopo come una cagna in calore

Scappai nel bagno per una bella doccia fredda . Mi masturbai sotto l’acqua gelida pensando a lui .
E la cosa mi faceva paura .
scritto il
2026-06-20
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