Il Parcheggio - 1° Parte
di
Simmy Monè
genere
esibizionismo
Era una sera di metà settembre e, nonostante l'autunno fosse alle porte, l'aria tratteneva ancora una densa cappa di calore estivo. Il termometro segnava una temperatura insolitamente alta per la stagione e l'assenza di vento rendeva l'atmosfera afosa e pesante. Mancava poco alle 23:30 quando ci trovavamo nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale di Tradate, un luogo che all'epoca era molto diverso da oggi. In quel sotterraneo l'aria era ancora più calda e ferma, resa spessa dall'umidità del cemento. La struttura era quasi deserta, segnata da file di negozi falliti e serrande permanentemente abbassate. Con il tempo, quel posto si era trasformato, dando vita a una vera e propria mappa spontanea della trasgressione, divisa in zone ben precise a seconda delle intenzioni di chi lo frequentava. I settori più vicini alle rampe e alle uscite di sicurezza erano rimasti il territorio delle coppiette più giovani, che cercavano semplicemente un po' di intimità e scambiavano effusioni al riparo da sguardi indiscreti. Spostandosi verso il centro del livello, nelle aree leggermente più illuminate, si concentravano invece gli amanti del mondo libertino, con auto disposte in cerchio per facilitare gli scambi di coppia. I corridoi più remoti, i vicoli ciechi e gli angoli avvolti dal buio pesto erano invece il punto di ritrovo fisso per i cacciatori e i battitori di queste situazioni, che si muovevano nell'ombra durante il fine settimana.
Noi non eravamo degli assidui frequentatori di quel posto, ma quella sera decidemmo di cambiare un po' le nostre routine e di provare qualcosa di completamente diverso.
Guidai la mia auto fin giù nel livello più basso, superando le prime aree, e la posizionai proprio in una di quelle zone più buie e isolate. Spensi il motore, accesi una sigaretta e iniziai a fumare con calma, scambiando qualche parola con mia moglie Valentina. Il caldo della sera rendeva i movimenti più lenti e la pelle già leggermente lucida. Si dice spesso che nella botte piccola c'è il vino buono, ma nel suo caso posso assicurarvi che parliamo di uno champagne di altissima qualità. A quarant'anni, Valentina è una donna matura e consapevole del proprio corpo, che sa esattamente come attirare e catturare gli sguardi degli uomini, sprigionando una sensualità travolgente e con quella punta di sana trasgressione che non si dimentica facilmente. Alta poco meno di un metro e sessanta, è un concentrato di femminilità esplosiva. Ha una carnagione candida, bianca come il latte, che contrasta magnificamente con i caldi riflessi dei suoi occhi castano chiaro. Il suo corpo è generoso e mozzafiato, caratterizzato da un seno importante, tra una terza abbondante e una quarta piena, e da un fondoschiena sodo e magnificamente tornito. Quella sera, a rendere il suo sguardo ancora più magnetico, c'era un taglio di capelli corto e sbarazzino, un mullet scalato dalle sfumature rosa acceso e magenta che catturava la luce anche nella penombra dell'abitacolo.
Fumare in auto era un modo per ingannare il tempo e godere di quell'attesa, curiosi di vedere se qualcuno si sarebbe avvicinato alla vettura. Quella situazione sospesa e l'aria calda alimentavano il desiderio dentro di noi. Cominciammo a baciarci e a scambiarci le prime carezze, lasciandoci trasportare dal momento.Rimanemmo così per un'abbondante mezz'ora, finché una vecchia Fiat Punto azzurrina e un po' ammaccata arrivò nel nostro settore, fermandosi proprio di fronte a noi. Ne scese un uomo sulla sessantina, stempiato, con vistosi occhiali dalla montatura spessa e una corporatura tarchiata, appesantita da una pancia prominente che tendeva la stoffa della camicia sbottonata sul collo. Aveva la pelle luccicante per l'afa e lo sguardo pesante di chi passa le serate in cerca di questi brividi. Dopo avermi osservato fumare, si incamminò deciso nella nostra direzione e mi chiese se avessi da accendere. Gli porsi l'accendino e, mentre accendeva la sua sigaretta, lo sconosciuto lanciò uno sguardo penetrante dentro l'abitacolo, squadrando attentamente Valentina. Poi tornò verso la sua auto, senza mai smettere di fissarci."Questo è qui per te!", dissi a Valentina voltandomi verso di lei.
Lei sorrise, e sul suo viso non riuscì a trattenere un leggero imbarazzo, mentre i suoi occhi si riempivano lentamente di piacere e della voglia di concedere il suo corpo a degli sconosciuti. Fece un profondo sospiro e, con movimenti lenti e calcolati, iniziò a spogliarsi. Restò solo con addosso una tutina in pizzo e rete nera super aderente, un pezzo unico provocante che univa il top alle calze. Sul davanti la stoffa si apriva del tutto sul petto con una scollatura profondissima, quasi totale, ma la sua particolarità era l'assoluta nudità che regalava: la parte anteriore e la parte posteriore sul fondoschiena erano infatti completamente aperte, ideate appositamente per lasciare scoperto ogni centimetro di pelle e agevolare qualsiasi eventuale penetrazione. Ai piedi indossava un paio di stivali neri in pelle, alti fino al ginocchio e con un tacco slanciato. Con assoluta disinvoltura, aprì la portiera e scese dall'auto. Iniziò a camminare avanti e indietro per qualche metro sotto la luce fioca dei neon, sculettando vistosamente a ogni passo e facendo dondolare il suo culo pieno e sodo, del tutto nudo e visibile grazie al taglio della tutina. La pelle degli stivali cigolava leggermente a ogni movimento nel silenzio caldo del sotterraneo. Era consapevole di avere gli occhi dell'uomo piantati addosso e che i suoi capelli rosa acceso catturavano i riflessi delle luci. Dopo qualche istante, rientrò nell'abitacolo e si risistemò sul sedile accanto al mio.
A quel punto, l’uomo della Punto fece due tiri molto profondi, ne lanciò il mozzicone a terra e si diresse con passo rapido verso il finestrino di Valentina. Lei abbassò subito il vetro e lui impose la sua presenza all'interno, osservando con prepotenza ogni singolo centimetro delle sue forme generose."Si può toccare?", ringhiò a bassa voce, con il fiato pesante, proprio mentre io mi risistemavo meglio al posto di guida."Sì, certo", rispose lei, fissandolo con i suoi occhi castano chiaro.Lo sconosciuto spinse le braccia dentro l'abitacolo attraverso l'apertura. Afferrò il petto abbondante di Valentina con forza, palpandolo e stringendo quelle forme tra la terza e la quarta misura senza troppi complimenti. Poi fece scivolare i palmi ruvidi e sudati più in basso, sfruttando lo spacco della tutina per agguantare direttamente le cosce e la pelle nuda, tormentando la carne in un misto di carezze pesanti e spinte decise. Io restai immobile sul mio sedile, con il fiato corto, a guardare quell'assalto a pochi centimetri da me.Valentina, mossa da quell'impeto, cercò la leva e buttò giù lo schienale del sedile. Poi, con uno scatto netto, fece scivolare giù il top, scoprendo del tutto i suoi grossi seni nudi. A quella vista, l’uomo perse ogni freno: le sue dita venate e nodose tornarono su di lei con un'intensità feroce, artigliando e schiacciando la carne candida. Trascinato da quella foga, iniziai ad accarezzarle con forza le gambe anche io. Nel frattempo, Valentina spalancò completamente le cosce sul sedile reclinato, offrendo alla vista la sua fica del tutto liscia e priva di peli. L’anziano non perse un secondo: investito da quella visione, ci buttò dentro le mani, spingendo le dita a fondo tra le labbra. Valentina esplose in una serie di gemiti acuti mentre l'uomo la penetrava a ritmo serrato, quasi violento, nella fessura bagnata.
Eravamo così travolti da quella frenesia che non ci accorgemmo dell'arrivo di una seconda persona. Era un uomo sui trent'anni, alto e magro, con il volto scavato, la barba incolta di qualche giorno e i capelli scuri del tutto spettinati. Aveva l'aria trasandata e un'espressione famelica stampata in faccia; indossava solo una canottiera bianca e dei pantaloncini di jeans logori. Restò a spiare attraverso il vetro per qualche istante, con gli occhi sgranati mentre guardava Valentina godere, poi allungò anche lui le braccia villose all'interno della vettura. Iniziò a premerle le mammelle floride e a pizzicarle i capezzoli con decisione, aumentando ancora di più lo stimolo e facendola gridare sempre più forte.
Per facilitare il loro gioco, Valentina si sistemò meglio, sollevò le gambe calzate dagli stivali e appoggiò i tacchi direttamente sul cruscotto, tenendo le cosce spalancate il più possibile. Grazie al design totalmente aperto del suo capo intimo, la sua passera e il suo culo venivano toccati e penetrati ripetutamente dalle dita di entrambi gli sconosciuti, che ormai si muovevano in sincrono nel finestrino, mentre io continuavo a tormentarle il petto e a succhiarle i capezzoli turgidi. Le mani dei due uomini scivolavano ovunque, afferrando con forza le sue chiappe piene e sode. Ad un certo punto, uno dei due spinse le dita a fondo nel suo retro; dopo un po', lei sentì chiaramente che nel suo culo erano entrate ben due dita. Spinta dal piacere estremo, gridò: "Madonna, oh sì che bello... ho due dita nel culo!", mentre quell'uomo continuava a spingergliele dentro con forza e l'altro le penetrava selvaggiamente la fica.Sentendo le sue grida, l'uomo le rispose subito a tono: "In questo bel culo ce ne stanno anche tre di dita!". Senza esitare, spinse con decisione anche il terzo dito all'interno. La sensazione fu così travolgente e improvvisa che Valentina perse del tutto il controllo: investita da quel doppio movimento spietato, che affondava in modo violento e sempre più rapido, la carne si scosse completamente. Valentina esplose in un sussulto feroce, venendo direttamente sul sedile dell'auto che si bagnò dei suoi piaceri. Le sue urla di piacere si intensificarono all'improvviso, forti e senza freni, propagandosi fuori dall'abitacolo e riecheggiando nitidamente per tutto il parcheggio sotterraneo vuoto. Quel picco di intensità lasciò entrambi gli sconosciuti ancora più eccitati, accelerando il ritmo delle loro mani prima del passo successivo.All'improvviso, il cacciatore più giovane afferrò la maniglia esterna e aprì di colpo la portiera, facendo un cenno brutale con la testa per ordinarle di uscire dall'abitacolo. Prima di muoversi, Valentina si voltò subito verso di me: mi guardò intensamente, restando immobile sul sedile in attesa del mio consenso. Io non la feci aspettare, rispondendo subito al suo sguardo con un cenno d'intesa che le dava il definitivo via libera.Rassicurata dal mio benestare, Valentina scese dall'auto. Si diede una rapidissima sistemata alla chioma rosa, restando in piedi sui suoi tacchi alti nel parcheggio di fronte a loro. Una volta fuori, i due la circondarono all'istante, continuando a guardarla con bramosia e a palparla senza lasciarle un solo attimo di respiro. Avevano ormai i loro cazzi in erezione completamente fuori dai pantaloni, mostrando fisionomie totalmente diverse tra loro: l'anziano lo aveva corto e barzotto, mentre il trentenne esibiva un membro nettamente più lungo e teso.Sotto la luce spettrale dei neon, l'impatto si fece crudo. Valentina si inginocchiò sul cemento del sotterraneo davanti ai due esibizionisti. Senza alcuna esitazione, afferrò i loro membri e iniziò ad assaggiare e assaporare i loro cazzi con la bocca. Poco prima che loro arrivassero al culmine, gli fece due bei pompini come si deve, accogliendoli a fondo e assaporando tutto con molto piacere e trasporto. La foga aumentò a dismisura finché, in un crescendo violento di respiri affannati, i due uomini vennero a turno, sborrandole direttamente sulle tette e bagnando in modo copioso la sua pelle bianca. Dopo aver scaricato l'eccitazione, i due si sistemarono i vestiti, rimisero i cazzi nei pantaloni e, come se niente fosse accaduto, si girarono e se ne andarono via nel silenzio del parcheggio.
Noi non eravamo degli assidui frequentatori di quel posto, ma quella sera decidemmo di cambiare un po' le nostre routine e di provare qualcosa di completamente diverso.
Guidai la mia auto fin giù nel livello più basso, superando le prime aree, e la posizionai proprio in una di quelle zone più buie e isolate. Spensi il motore, accesi una sigaretta e iniziai a fumare con calma, scambiando qualche parola con mia moglie Valentina. Il caldo della sera rendeva i movimenti più lenti e la pelle già leggermente lucida. Si dice spesso che nella botte piccola c'è il vino buono, ma nel suo caso posso assicurarvi che parliamo di uno champagne di altissima qualità. A quarant'anni, Valentina è una donna matura e consapevole del proprio corpo, che sa esattamente come attirare e catturare gli sguardi degli uomini, sprigionando una sensualità travolgente e con quella punta di sana trasgressione che non si dimentica facilmente. Alta poco meno di un metro e sessanta, è un concentrato di femminilità esplosiva. Ha una carnagione candida, bianca come il latte, che contrasta magnificamente con i caldi riflessi dei suoi occhi castano chiaro. Il suo corpo è generoso e mozzafiato, caratterizzato da un seno importante, tra una terza abbondante e una quarta piena, e da un fondoschiena sodo e magnificamente tornito. Quella sera, a rendere il suo sguardo ancora più magnetico, c'era un taglio di capelli corto e sbarazzino, un mullet scalato dalle sfumature rosa acceso e magenta che catturava la luce anche nella penombra dell'abitacolo.
Fumare in auto era un modo per ingannare il tempo e godere di quell'attesa, curiosi di vedere se qualcuno si sarebbe avvicinato alla vettura. Quella situazione sospesa e l'aria calda alimentavano il desiderio dentro di noi. Cominciammo a baciarci e a scambiarci le prime carezze, lasciandoci trasportare dal momento.Rimanemmo così per un'abbondante mezz'ora, finché una vecchia Fiat Punto azzurrina e un po' ammaccata arrivò nel nostro settore, fermandosi proprio di fronte a noi. Ne scese un uomo sulla sessantina, stempiato, con vistosi occhiali dalla montatura spessa e una corporatura tarchiata, appesantita da una pancia prominente che tendeva la stoffa della camicia sbottonata sul collo. Aveva la pelle luccicante per l'afa e lo sguardo pesante di chi passa le serate in cerca di questi brividi. Dopo avermi osservato fumare, si incamminò deciso nella nostra direzione e mi chiese se avessi da accendere. Gli porsi l'accendino e, mentre accendeva la sua sigaretta, lo sconosciuto lanciò uno sguardo penetrante dentro l'abitacolo, squadrando attentamente Valentina. Poi tornò verso la sua auto, senza mai smettere di fissarci."Questo è qui per te!", dissi a Valentina voltandomi verso di lei.
Lei sorrise, e sul suo viso non riuscì a trattenere un leggero imbarazzo, mentre i suoi occhi si riempivano lentamente di piacere e della voglia di concedere il suo corpo a degli sconosciuti. Fece un profondo sospiro e, con movimenti lenti e calcolati, iniziò a spogliarsi. Restò solo con addosso una tutina in pizzo e rete nera super aderente, un pezzo unico provocante che univa il top alle calze. Sul davanti la stoffa si apriva del tutto sul petto con una scollatura profondissima, quasi totale, ma la sua particolarità era l'assoluta nudità che regalava: la parte anteriore e la parte posteriore sul fondoschiena erano infatti completamente aperte, ideate appositamente per lasciare scoperto ogni centimetro di pelle e agevolare qualsiasi eventuale penetrazione. Ai piedi indossava un paio di stivali neri in pelle, alti fino al ginocchio e con un tacco slanciato. Con assoluta disinvoltura, aprì la portiera e scese dall'auto. Iniziò a camminare avanti e indietro per qualche metro sotto la luce fioca dei neon, sculettando vistosamente a ogni passo e facendo dondolare il suo culo pieno e sodo, del tutto nudo e visibile grazie al taglio della tutina. La pelle degli stivali cigolava leggermente a ogni movimento nel silenzio caldo del sotterraneo. Era consapevole di avere gli occhi dell'uomo piantati addosso e che i suoi capelli rosa acceso catturavano i riflessi delle luci. Dopo qualche istante, rientrò nell'abitacolo e si risistemò sul sedile accanto al mio.
A quel punto, l’uomo della Punto fece due tiri molto profondi, ne lanciò il mozzicone a terra e si diresse con passo rapido verso il finestrino di Valentina. Lei abbassò subito il vetro e lui impose la sua presenza all'interno, osservando con prepotenza ogni singolo centimetro delle sue forme generose."Si può toccare?", ringhiò a bassa voce, con il fiato pesante, proprio mentre io mi risistemavo meglio al posto di guida."Sì, certo", rispose lei, fissandolo con i suoi occhi castano chiaro.Lo sconosciuto spinse le braccia dentro l'abitacolo attraverso l'apertura. Afferrò il petto abbondante di Valentina con forza, palpandolo e stringendo quelle forme tra la terza e la quarta misura senza troppi complimenti. Poi fece scivolare i palmi ruvidi e sudati più in basso, sfruttando lo spacco della tutina per agguantare direttamente le cosce e la pelle nuda, tormentando la carne in un misto di carezze pesanti e spinte decise. Io restai immobile sul mio sedile, con il fiato corto, a guardare quell'assalto a pochi centimetri da me.Valentina, mossa da quell'impeto, cercò la leva e buttò giù lo schienale del sedile. Poi, con uno scatto netto, fece scivolare giù il top, scoprendo del tutto i suoi grossi seni nudi. A quella vista, l’uomo perse ogni freno: le sue dita venate e nodose tornarono su di lei con un'intensità feroce, artigliando e schiacciando la carne candida. Trascinato da quella foga, iniziai ad accarezzarle con forza le gambe anche io. Nel frattempo, Valentina spalancò completamente le cosce sul sedile reclinato, offrendo alla vista la sua fica del tutto liscia e priva di peli. L’anziano non perse un secondo: investito da quella visione, ci buttò dentro le mani, spingendo le dita a fondo tra le labbra. Valentina esplose in una serie di gemiti acuti mentre l'uomo la penetrava a ritmo serrato, quasi violento, nella fessura bagnata.
Eravamo così travolti da quella frenesia che non ci accorgemmo dell'arrivo di una seconda persona. Era un uomo sui trent'anni, alto e magro, con il volto scavato, la barba incolta di qualche giorno e i capelli scuri del tutto spettinati. Aveva l'aria trasandata e un'espressione famelica stampata in faccia; indossava solo una canottiera bianca e dei pantaloncini di jeans logori. Restò a spiare attraverso il vetro per qualche istante, con gli occhi sgranati mentre guardava Valentina godere, poi allungò anche lui le braccia villose all'interno della vettura. Iniziò a premerle le mammelle floride e a pizzicarle i capezzoli con decisione, aumentando ancora di più lo stimolo e facendola gridare sempre più forte.
Per facilitare il loro gioco, Valentina si sistemò meglio, sollevò le gambe calzate dagli stivali e appoggiò i tacchi direttamente sul cruscotto, tenendo le cosce spalancate il più possibile. Grazie al design totalmente aperto del suo capo intimo, la sua passera e il suo culo venivano toccati e penetrati ripetutamente dalle dita di entrambi gli sconosciuti, che ormai si muovevano in sincrono nel finestrino, mentre io continuavo a tormentarle il petto e a succhiarle i capezzoli turgidi. Le mani dei due uomini scivolavano ovunque, afferrando con forza le sue chiappe piene e sode. Ad un certo punto, uno dei due spinse le dita a fondo nel suo retro; dopo un po', lei sentì chiaramente che nel suo culo erano entrate ben due dita. Spinta dal piacere estremo, gridò: "Madonna, oh sì che bello... ho due dita nel culo!", mentre quell'uomo continuava a spingergliele dentro con forza e l'altro le penetrava selvaggiamente la fica.Sentendo le sue grida, l'uomo le rispose subito a tono: "In questo bel culo ce ne stanno anche tre di dita!". Senza esitare, spinse con decisione anche il terzo dito all'interno. La sensazione fu così travolgente e improvvisa che Valentina perse del tutto il controllo: investita da quel doppio movimento spietato, che affondava in modo violento e sempre più rapido, la carne si scosse completamente. Valentina esplose in un sussulto feroce, venendo direttamente sul sedile dell'auto che si bagnò dei suoi piaceri. Le sue urla di piacere si intensificarono all'improvviso, forti e senza freni, propagandosi fuori dall'abitacolo e riecheggiando nitidamente per tutto il parcheggio sotterraneo vuoto. Quel picco di intensità lasciò entrambi gli sconosciuti ancora più eccitati, accelerando il ritmo delle loro mani prima del passo successivo.All'improvviso, il cacciatore più giovane afferrò la maniglia esterna e aprì di colpo la portiera, facendo un cenno brutale con la testa per ordinarle di uscire dall'abitacolo. Prima di muoversi, Valentina si voltò subito verso di me: mi guardò intensamente, restando immobile sul sedile in attesa del mio consenso. Io non la feci aspettare, rispondendo subito al suo sguardo con un cenno d'intesa che le dava il definitivo via libera.Rassicurata dal mio benestare, Valentina scese dall'auto. Si diede una rapidissima sistemata alla chioma rosa, restando in piedi sui suoi tacchi alti nel parcheggio di fronte a loro. Una volta fuori, i due la circondarono all'istante, continuando a guardarla con bramosia e a palparla senza lasciarle un solo attimo di respiro. Avevano ormai i loro cazzi in erezione completamente fuori dai pantaloni, mostrando fisionomie totalmente diverse tra loro: l'anziano lo aveva corto e barzotto, mentre il trentenne esibiva un membro nettamente più lungo e teso.Sotto la luce spettrale dei neon, l'impatto si fece crudo. Valentina si inginocchiò sul cemento del sotterraneo davanti ai due esibizionisti. Senza alcuna esitazione, afferrò i loro membri e iniziò ad assaggiare e assaporare i loro cazzi con la bocca. Poco prima che loro arrivassero al culmine, gli fece due bei pompini come si deve, accogliendoli a fondo e assaporando tutto con molto piacere e trasporto. La foga aumentò a dismisura finché, in un crescendo violento di respiri affannati, i due uomini vennero a turno, sborrandole direttamente sulle tette e bagnando in modo copioso la sua pelle bianca. Dopo aver scaricato l'eccitazione, i due si sistemarono i vestiti, rimisero i cazzi nei pantaloni e, come se niente fosse accaduto, si girarono e se ne andarono via nel silenzio del parcheggio.
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