Mio suocero e l'andrologo
di
Silvestro Gatto
genere
gay
MIO SUOCERO E L’ANDROLOGO
Accompagnare mio suocero dall’andrologo…
Storia totalmente inventata. Nessun contatto con la realtà (NDA).
Perché quel pomeriggio ho dovuto accompagnare mio suocero ad una visita medica andrologica?
Per diversi problemi degli altri familiari, ovviamente, o forse perché sono un infermiere?
Alla fine, insomma, andammo.
Mio suocero, 60 anni, un fisico leggermente sovrappeso. Un uomo che faceva la sua figura, con il suo metro e ottanta di altezza e anche una certa eleganza nel vestire, lavorando da molti anni come rappresentante di una famosa azienda di utensili da lavoro.
“Devo sottopormi a queste visite regolari, in quanto in famiglia sembra che sviluppiamo facilmente il tumore alla prostata. Che noia. Poi, ultimamente il medico vuole vedermi tutti i mesi, perché sto facendo una cura ormonale particolare, che potrebbe avere degli effetti collaterali indesiderati. Boh. Grazie per avermi accompagnato.”
“Figurati, Pietro, lo faccio volentieri, ma non capisco perché tua moglie abbia così insistito che io dovessi venire con te. Non sei autonomo?”
“Ale, lei dice che non le spiego mai niente. Così vieni tu e senti anche tu cosa dice, la dieta, le medicine eccetera.”
“Va bene, va bene.”
Lo studio del dottor Simoni (mi sembra si chiamasse così) si trovava al secondo piano di un antico palazzo del centro, con parcheggio dedicato. Salimmo e ci sedemmo in una grande sala vuota. Era evidentemente l’ultimo appuntamento.
“Venga Pietro, venga - la voce del medico veniva dal suo studio. Ci aveva visto grazie a telecamere a circuito interno - si accomodi.”
Io entrai con lui e ci sedemmo su due sedie, di fronte alla scrivania del medico, un uomo alto, snello, di 60 anni almeno, con camice bianco, cravatta e un’abbronzatura poco invernale.”
Mio suocero disse:
“Lui è Alessandro, mio genero. Mia moglie ha insistito che mi accompagnasse per ascoltare con 4 orecchi quello che lei ha da dirmi”
“Ma certo, se va bene a lei. Naturalmente, lei Pietro si dovrà spogliare. Per lei, Alessandro, è un problema?”
Sorrisi e dissi:
“Sono un infermiere. Tranquillo, dottore.”
“Molto bene. Allora, Pietro si spogli e appoggi tutti i vestiti sulla sedia.”
Non vedevo un pannello o uno spogliatoio. Pietro si spogliò lì in piedi. Era alla mia destra. Si tolse tutti gli abiti, mutande comprese. Ricordavo bene il suo fisico ben fatto (eravamo stati al mare insieme), ma sicuramente il suo pene di notevoli dimensioni mi sorprese non poco.
Il culo era ben fatto e privo di grasso. Camminò, quindi, nudo verso il medico che intanto lo aspettava alla nostra destra.
Pietro salì su una bilancia che lo alzò di almeno 30 centimetri. Il suo pene pendeva come il muso di un formichiere quasi davanti alla faccia del medico.
La pesatura era finita, ma Pietro non scese dalla bilancia. Il dottor Simoni stava osservando il suo pene da vicino. Glielo prese in mano e glielo mosse di qua e di là:
“Vede, Pietro, i lavaggi che le avevo raccomandato stanno dando gli effetti sperati. Guardi il suo glande, come adesso è lucido e pulito! Vedo che anche i testicoli sono a posto. Ma adesso si distenda sul lettino e si rilassi, Oggi faremo delle esplorazioni più profonde per capire se il farmaco sta facendo effetto.
Pietro si accomodò sul lettino. Mise le gambe sulle staffe. Il medico prese le staffe e le allontanò, costringendo mio suocero ad allargarle ancora di più.
Poi si appoggiò sullo schienale rialzato, così che potesse vedere in faccia il medico, che intanto continuava a parlare:
“La conformazione del suo apparato intestinale ci consente di poter andare più in profondità per l’esplorazione della prostata. A proposito: ha ripulito l’intestino come le avevo raccomandato?”
“Macché. Con il mio lavoro non posso fermarmi e fare questo e mangiare quello, Sono sempre di corsa.”
“Va bene, va bene. Allora faremo come l’altra volta. Solo che oggi non ho l’infermiera. Che dice se ci facciamo aiutare da suo genero?”
“Ah…se va bene a lui…”
Io feci spallucce, ma poi mi alzai e mi avvicinai al lettino. Il medico era seduto su uno sgabello tra le gambe di mio suocero e io ero in piedi sulla destra del dottore e naturalmente sulla sinistra di mio suocero. Vedere quel pisellone a pochi centimetri di distanza fu molto imbarazzante.
Il medico prese una peretta piena di liquido rosso e la sparò nel culo di Pietro. Poi si rivolse a me:
“Questo è un liquido a base di frutti rossi, brevettato da me, che annulla il cattivo odore delle feci, perché dovremo far cagare - e qui fece una risatina, alla quale si unì anche mio suocero - il nostro Pietro, per svuotare bene l’intestino e permettere poi un’esplorazione profonda ed efficace. Lo faccio quasi con tutti. Se non fosse per questa peretta, morirei per il tanfo!” Altra risatina.
Dopo lo vidi introdurre due dita nel culo di mio suocero, il quale fece una strana espressione con il viso, quasi di fastidio. Stranamente, però, il pene di Pietro si animò e cominciò a indurirsi. Il medico con l’altra mano si appoggiò con forza sui testicoli di Pietro: “Ah….ah…..è andato molto in profondità….” Mugolò mio suocero.
“Come no? Adesso non è niente.” Poi il medico si rivolse a me:
“Adesso, Alessandro, noterà come suo suocero dovrà sopportare un orgasmo molto intenso, causato dalla manovra di evacuazione che sto per fare. Ecco, guardi, lo osservi. Vede? Già sta provando qualcosa. Mi faccia una cortesia, Alessandro, sulla mia scrivania c’è un registratore video che sembra un grosso telefono cellulare. Lo vede? Ecco. Lo prenda e lo punti verso suo suocero e spinga il pulsante REC. Sullo schermo deve apparire, però, la figura intera di Pietro. Devo registrare il trattamento per il prossimo congresso andrologico internazionale. Sono già d’accordo con suo suocero.”
Pietro fece sì con la testa, ma mi guardava e mi sorrideva in modo strano. Poi mormorò: “Si, si. Puoi riprendermi, ma sbrigati… Sto per godere!”
Presi quindi quell’aggeggio dalla scrivania, lo puntai verso mio suocero e spinsi il pulsante. Una cucina rossa intermittente segnalò l’impossibilità ad avviare la registrazione. Quindi dissi:
“Mi spiace, dottore, ma qui la batteria è a terra!”
“Ma certo. Cavolo. L’infermiera doveva…ma lasciamo perdere. Alessandro, lei ha uno smartphone? Fa delle belle foto o video?”
“Si…è nuovissimo. Certo.”
“Faccia lei la ripresa, allora, poi me la manda. Sia gentile…”
Acconsentii. Quindi presi il mio telefono e cominciai a filmare mio suocero nudo che veniva sottoposto ad una terapia innovativa che doveva essere documentata per il prossimo congresso internazionale andrologico. Mah….
Pietro mormorò nuovamente: “Ecco, sto per godere!”
“Alessandro, stia bene attento. Mi serve una ripresa fatta bene. Si deve vedere in primo piano il viso del signor Pietro, poi punti sulla zona genitale e anale, perché l’espulsione delle feci corrisponderà quasi sicuramente con l’orgasmo vero e proprio, quindi vedremo sperma, feci eccetera.”
Invece, dal culo di mio suocero, non appena il medico tolse le due dita dall’ano, fece capolino uno stronzo, grosso come il manico di un badile. La faccia di Pietro era contorta nello sforzo. Il medico domandò con tono quasi di rimprovero:
“Pietro, mi perdoni ma cosa ha mangiato ieri? Qui c’è uno stronzo colossale che vuole uscire!”
Poi si rivolse a me: “Alessandro, sta filmando? Mi raccomando, alterni faccia e ano e ogni tanto faccia anche un primo piano del pene.”
Poi di nuovo a mio suocero: “Mi ascolti, Pietro, lo faccia uscire lentamente questo stronzo, se no rischiamo di non riuscire a sincronizzare l’orgasmo.”
Pietro stava sudando per lo sforzo di cagare, ma senza cagare. Lo stronzo restava lì, enorme davvero come un pitone, mentre il medico massaggiava le palle e il perineo di mio suocero. Poi disse: “Non riesco a fare tre cose insieme. Ascolti Alessandro, faccia una cosa: appoggi il suo smartphone su quel supporto che usavo anche per il mio registratore. Lo lasci puntato sulla scena in generale. Poi in fase di montaggio facciamo i primi piani. Adesso mi interessa che lei impugni il pene di suo suocero e lo massaggi lentamente. E’ importante.”
Io rimasi abbastanza basito, ma essendo un infermiere, fui costretto ad ubbidire. Misi il telefono sul supporto, stando ben attento che riprendesse la scena.
Poi mi riavvicinai e con la mano destra afferrai il cazzo di Pietro e cominciai il massaggio lento, come richiesto dal medico.
Pietro mi guardava con gli occhi annebbiati dal piacere, dall’imbarazzo e dalla tensione anale nel partorire uno stronzo di quelle dimensioni: “Ah….non ho mai cagato uno stronzo così grosso. Mi sta allargando tutto il buco del culo. Sarà enorme…”
“Pietro, stia tranquillo e segua le mi istruzioni. Adesso si deve concentrare sul suo pene. Vedo che Alessandro glielo sta massaggiando bene e che è diventato lungo e duro. Faccia salire l’orgasmo lentamente. Si ricordi: soltanto un piacere molto intenso può consentirci di ottenere quella contrazione che le svuoterà l’intestino.”
“Grazie Alessandro - sussurrò mio suocero - hai una mano fantastica!”
Maneggiare l’arnese di mio suocero, anche se inizialmente fu fonte di imbarazzo, poi cominciò a piacermi. Era incredibile.
“Alessandro… Sei bravissimo …sei bravissimo non ti fermare!” mi disse mio suocero, mentre io avevo gli occhi sbarrati fissi su quel pisello enorme.
Lo stronzo continuava ad uscire a fatica e il medico pilotava la cosa al fine di raggiungere l’obiettivo che si era prefissato.
Mio suocero, con gli occhi languidi e una voce quasi strozzata, mi disse: “Uhhh…mi dispiace Alessandro che tu debba vedermi in questo stato, mentre sto cacando e con il pisello di fuori che sta per avere un orgasmo! Però mi raccomando… Continua a guardarmi e a massaggiarmi l’uccello!”
“Stai tranquillo Pietro. Nessuno saprà quello che sta succedendo qui dentro. Segui le istruzioni del dottore perché vedo che lo stronzo è uscito leggermente. E vedo dalla tua faccia che stai spingendo in maniera controllata. Però questo pisello… (Qui mi rivolsi al Medico). Sta vibrando e ho paura che tra un po’ ci inonderà di sperma.“
Il medico mi fece cenno che aveva compreso la situazione e che sapeva come muoversi
Ad un certo punto, però, Pietro, con la voce di uno che sta scalando una montagna, disse: “Ehi…sento che sta uscendo non riesco più a gestirlo. Lo stronzo sta uscendo…. sto per avere l’orgasmo!
Il medico mi guardò e mi disse: “Adesso accelera leggermente il massaggio, ma poi quando il pene comincia ad eiaculare, rallenta ma non fermarti finché non te lo dico io.“
Fece ancora qualche manovra e poi gridò: “Occhio! Adesso vedrai che tuo suocero si contorcerà nell’orgasmo. Tu continua a seguire le mie istruzioni.“
Il medico stava gestendo lo stronzo che faceva capolino dal culo di mio suocero, cercando di contenerne l’uscita.
Tuttavia, improvvisamente ma non troppo improvvisamente, Pietro urlò: “Ecco! Sto godendo! Sto godendo! Lasciate andare il mio culo! Godooooo!!!”
In quel preciso istante il medico lasciò la presa e fece scorrere il lungo stronzo che abitava nel culo di Pietro e lo fece cadere nella vaschetta che aveva già predisposto.
Io stavo continuando a massaggiare il pene di mio suocero che spuntava abbondantemente dalla mia mano e sborsava come un pozzo di petrolio. Lui continuava a muovere il bacino, nonostante le cinghie di cuoio che nel frattempo il medico aveva fissato intorno alle cosce.
Dopo qualche istante il medico domandò a mio suocero: “Hai ancora stronzi nell’intestino?”
Pietro rispose: “Uh…non lo so non riesco a capirlo… Ho goduto troppo…”
“Allora procederò con un’esplorazione. Spingi come se dovessi cagare.”
Mio suocero provò a spingere e il buco del culo si allargò leggermente, abbastanza comunque da far penetrare un paio di dita del medico. Pietro ricominciò a sussultare e a respirare affannosamente, ma sicuramente non per il dolore.
Da una parte c’era il medico che gli rovistava negli intestini e dall’altra il genero che continuava a fargli una sega.
Infatti, dopo un po’ disse: “Siii…è bellissimo! È bellissimo questo massaggio! Le sue dita, dottore, mi stanno rovistando proprio bene e la mano di Alessandro sembra la mano di un esperto. È bellissimo!“
“Sono contento, Pietro, che le piaccia questa terapia, ma è anche importante collaborare. Io sento che qualcosa c’è ancora da espellere, quindi adesso cerchi di concentrarsi e provi a spingere.
La mia curiosità mi spinse a chiedere: “Scusi, ma quando mia suocero viene tutti i mesi da lei, deve fare ogni volta questa terapia?”
Il medico mi guardò e fece una breve risatina: “Beh, in realtà è una terapia che non dovremmo mettere in campo se Pietro seguisse le mie indicazioni e arrivasse con l’intestino svuotato. Ma vedo che non lo fa e penso anche di aver capito perché…”
Io guardai Pietro con un’espressione scherzosa. Lui mi sorrise: “Si, in effetti devo confessare che svuotare l’intestino in base a questa procedura, è molto piacevole. Anche se per alcuni magari potrebbe sembrare imbarazzante, in realtà a me piace tantissimo. Non ho nessuna difficoltà a stare nudo davanti al Medico e stamattina ho scoperto che non ho nessuna difficoltà neanche a stare nudo davanti al mio genero, anche perché vedo che è un professionista e non lo fa pesare. Il medico lo sa che io sono una persona sessualmente molto attiva, molto più attiva di quanto qualcuno che mi vede da fuori potrebbe ipotizzare.“
Poi, rivolgendosi al dottore, Pietro disse ancora: “Eh, che ne dice dottore, potrebbe essere il caso di spiegare a mio genero perché stiamo facendo questa cura?”
Il medico disse semplicemente: “Lo decida lei Pietro, è lei la persona interessata. Non posso essere io a dirle cosa dire o cosa non dire ai suoi familiari”.
Pietro allora mi guardò e mi fece un sorriso. Poi iniziò a parlare: “Carissimo Alessandro, come ti ho anticipato ho una vita sessuale molto attiva, ma non sono completamente etero. Si, a me piace fare sesso anche con gli uomini. Per quello che mi serve un controllo regolare del mio apparato genitale, ma soprattutto del mio retto e dei miei intestini. Sono gli organi che uso di più per divertirmi. Forse ti sei sempre chiesto se il mio lavoro poteva consentirmi veramente di fare la vita che faccio… Beh… Forse è una domanda lecita. Abbiamo una Villa, abbiamo un’auto che costa 60.000 €, abbiamo una casa al mare, andiamo in vacanza tre volte all’anno, mia moglie è piena di gioielli, e mia figlia, come tu sai, è intestataria di un patrimonio importante.”
Nel frattempo, il medico aveva ancora due dita ben infilate nel culo di mio suocero, ed io lo segavo in continuazione.
Pietro continuò: “Infatti, qualche tempo fa conobbi un uomo con il quale poi ho aperto una società che si occupa della distribuzione di filmati pornografici gay. I protagonisti dei filmati siamo io e lui e a volte qualche amico che si vuole unire. Però adesso devo interrompere perché sto per godere un’altra volta…“
Il medico è estrasse le dita dal culo di mio suocero e ne vennero fuori un paio di stronzi, e in più il suo randello eruttò ancora dello sperma.
“Godo ancora! Godo ancora! È meraviglioso!…”
Il medico estrasse le sue dita dall’intestino di mio suocero. Poi, prese un siringone di liquido bianco e lo sparò nuovamente nel culo del povero Pietro (povero, mica tanto!).
L’intestino Di Pietro fu così ripulito grazie dall’ennesima cagata fatta in presenza mia e del medico.
Poi, il dottor Simoni prese un apparecchiatura per l’ecografia ed estrasse una sonda lunga circa 40 cm, avente un calibro più o meno come quello di un grosso pennarello
Mio suocero mi guardò e mi disse: “Guarda, quell’ecografo è incredibile! L’ultima volta che lo abbiamo utilizzato ho provato un piacere assurdo. Mi diceva il medico che emette leggere vibrazioni e quindi è altamente stimolante per le pareti intestinali. “
Il medico confermò con la testa, poi aggiunse: “È vero, questo ecografo, soprattutto questa sonda, sono un altro mio brevetto. Riesco ad arrivare in angoli inesplorati dell’intestino, trasformando il disagio ed il fastidio in un piacere. Così il paziente è più contento.”
Mio suocero era ancora completamente nudo con il pene in disarmo.
Dopo le due sborrate fu io a ripulirlo con dei panni umidi e profumati. Gli pulii naturalmente il pisello, le natiche, il perineo, e tutti i pendagli della zona.
Poi entrò in azione l’ecografo.
La sonda cominciò a vibrare e gradualmente il Medico la inserì nel culo di Pietro.
Questi cominciò a rantolare per il piacere e vidi con sorpresa che il suo arnese ricominciò a rialzarsi.
Notai anche che il medico, per questa operazione, aveva anche fissato i polsi di mio suocero al lettino, così che non potesse muovere le braccia e le mani.
Riuscii quasi subito ad intuirne il motivo.
Mio suocero aveva ormai perso completamente il controllo e disse: “Ahh…la prego dottore… Vada più a fondo… Lo muova più velocemente… Sì, così… La prego…”
Il medico scuoteva la testa e faceva il suo lavoro senza tenere troppo conto dei vaneggiamenti di mio suocero. Il risultato fu comunque lo stesso, perché l’arnese di Pietro ridivenne lungo e duro.
Il maiale, avendo perso ogni pudore, es essendo legato come un salame, si rivolse a me dicendomi: “Ti prego… Continua a massaggiarmi il pisello… Per favore. “
Io guardai il medico, il quale mi fece un segno come dire “Che tu lo faccia non lo faccia per me non cambia nulla”
La cosa da una parte mi dispiaceva, dall’altra non mi dispiaceva, però mi adeguai alla situazione e quindi ripresi in mano, questa volta senza guanto, il pisello di mio suocero. Ricominciai a massaggiarlo, mentre il suo sguardo di compiacimento mi accompagnava, facendomi sentire quasi in imbarazzo.
Pietro disse con tono derisorio:
“Ehi dottore… penso che il mio genero piaccia massaggiare i cazzi…”
"Signor Pietro, sono argomenti che a me non interessano. Piuttosto, si concentri sul muovere il bacino in modo da agevolare la mia penetrazione.”
Era bello da vedere mio suocero che si contorceva come una danzatrice del ventre, mentre le espressioni del viso evocavano visite in paradisi sensuali.
Io avevo in mano il suo pene che aveva una consistenza e un volume e una lunghezza assolutamente invidiabili. Avevo molti anni meno di lui, eppure non potevo vantare le stesse credenziali.
Inavvertitamente, mi avvicinai troppo al lettino dove mio suocero si stava godendo una penetrazione evidentemente piacevole, tanto che le dita della sua mano, sebbene saldamente legata al lettino, riuscirono a sfiorarmi proprio in zona inguinale, riscontrando un rigonfiamento sospetto della mia piccola proboscide.
Pietro non disse nulla, ma da quel momento cominciò a guardarmi con occhi diversi, sebbene la sua lucidità fosse veramente al minimo a causa del piacere che stava provando.
Il suo tocco, comunque, produsse in me una scossa elettrica. Il mio istinto mi fece tirare indietro il primo contatto, ma la mia poca ragionevolezza mi portò poi, invece, a premere su quella mano. Non so se il medico se ne accorse, ma quel piacevole tocco, per quanto impedito dalla cinghia, era per me talmente trasgressivo e insolito da farmi quasi godere per l’eccitazione.
Allora, per ricambiare la cortesia del suo tocco, ma anche per dispetto, la mia mano massaggiava il suo pene in modo intenso, appassionato, come una mungitrice. Andavo alla base del suo pene, lo stringevo forte e risalivo; poi allentavo la presa, scendevo alla base, lo stringevo e risalivo, e così via per molti minuti.
Ad un certo punto, squillò il telefono sul tavolo del medico.
“Deve essere mia moglie… Devo rispondere. Lascio la sonda in stand-by, continuerà a vibrare e a mandare immagini, ma non si muoverà. Lei Pietro resti sul lettino e non si muova più del necessario. Vengo subito."
Mio suocero continuava a contorcersi per il piacere. Io mi avvicinai a lui e gli chiesi se sua moglie era al corrente della sua perversione. Lui, immerso nei fumi del piacere, disse che assolutamente non sapeva niente e che nulla doveva sapere. E allora io gli risposi che forse era meglio che ci mettessimo d'accordo su questa cosa. Quindi aggiunse:
"Adesso fammi una sega e fammela bene. Dopo parliamo e ci mettiamo d'accordo… Dai Alessandro non essere avaro… Fammi godere…”
Io gli menai il pisello in maniera efficace e venne… venne come una fontana, per la terza volta. Ma io, bastardo com'ero, continuai a massaggiargli il pene.
Il medico finì la sua telefonata. Quindi riprese a manovrare la sonda nel culo di Pietro per qualche secondo. Poi la spense e la estrasse.
“Bene, signor Pietro, abbiamo finito. I suoi organi stanno bene. Può tranquillamente continuare a vivere secondo il suo stile. Ci rivediamo tra un paio di mesi. E lei, Alessandro, si ricordi di girarmi il filmato che ha fatto prima con il suo telefono. Prenda il mio biglietto da visita sulla scrivania. Lì c’è il numero. Buona serata.”
Pietro fu liberato dalle cinghie, si alzò in piedi felice e soddisfatto.
Io ero ancora un po’ scosso e avevo il cazzo duro e infuocato. Lui se ne accorse.
Comunque, si vestì e uscimmo. Quando arrivammo in auto mi chiese di mettermi alla guida.
Prima di partire, mi chiese di tirare fuori il pisello. “Dai, senza vergogna. Lo so che ce l’hai duro. L’ho sentito.”
Aveva ragione, lo stronzo. Era duro e non voleva saperne di ritornare nelle mutande. Nel parcheggio non si vedeva nessuno. Mi tirai fuori il cazzo. Lui, ancora: “Che bel pistolotto! Bravo. Adesso tira indietro bene la pelle. Voglio vedere la punta. Ecco…bravissimo. Lascia fare a me.”
Pietro si chinò sul mio cazzo e lo prese tutto, ma proprio tutto in bocca. Era bravo. Un uomo sa come fa godere un uomo. E lui lo sapeva. La sua lingua e il suo pompaggio lavoravano in modo sincrono, efficace. Ci vollero due minuti per portarmi all’orgasmo. Fu splendido godere nella bocca di mio suocero. Al di là del bellissimo orgasmo, la situazione trasgressiva era pazzescamente intrigante. Le mie sbarrate furono tutte accolte dalla bocca, dalla gola e dallo stomaco di Pietro.
Lui si tirò su e mi guardò con un sorriso furbo. Si pulì la bocca con un fazzoletto di carta. Poi mi disse: “Hai goduto nella mia bocca. Non lo dimenticheremo mai, vero mio caro genero?”
Io non gli risposi con la voce. Feci soltanto no con la testa, inebetito dal piacere appena provato. Lui si allacciò la cintura e mi disse:
“Dai, adesso parti. Ti dico io la strada da seguire.”
Mi avviai con mille pensieri in testa. Dopo un paio di chilometri, fummo in aperta campagna. Mi disse di deviare per una scorciatoia che conosceva soltanto lui.
Arrivammo vicino ad un cascinale appena ristrutturato. C’erano ancora laterizi e macchinari edili sul davanti.
“Questo è il mio rifugio segreto. Anche il tuo, se vorrai, adesso che sai dov’è. Vieni dentro a vedere.”
Entrammo dalla portone a piano terra. Ci accolse un ampio salone con pochi mobili, ma con un bellissimo camino. Sulla destra una cucina e dalla parte opposta un bagno.
Poi si saliva al secondo piano, dove contai 4 camere da letto e due bagni. Sopra ancora una mansarda alta e vivibile, con travi a legno.
“Un ampio letto, ben fatto, arredava quella stanza. Mio suocero mi guardò con un’espressione complice e mi disse senza mezzi termini: “Tu hai visto il mio corpo. Adesso io voglio vedere il tuo.”
Io non avevo molti argomenti in effetti. Già gli ultimi movimenti, tocchi, palpatine ed il meraviglioso pompino nel parcheggio avevano in qualche modo svelato una mia tendenza insolita.
Pertanto, decisi di dare retta ai miei ormoni e mi tolsi tutti i vestiti.
Mio suocero si avvicinò e mi mise la mano sul petto e con quella mano scese a pettine fino al mio pisello. Lo trovò già indurito dalla situazione di prima e dalla situazione di adesso.
Si inginocchiò di fronte, mi prese il pene e me lo sfoderò.
“Ma che bel cazzone! Non è male, davvero. Aspetta, sfoderiamolo bene. Wow! Hai una cappella lucida e dura come il legno!”
“Non ti ricordi che me lo hai appena succhiato.?” Gli risposi in modo ironico.
Sorrise. Quindi me e me lo prese in bocca e la mia eccitazione salì.
Quando mi divenne bello duro, Pietro me lo massaggiò con un gel lubrificante, poi si spogliò e si mise sul letto a pancia in su, tirando le gambe verso di sé e, quindi, spalancando il suo buco. Poi mi guardò con una faccia molto seria e mi disse:”Inculami!”
Io appoggiai il mio cazzo contro il suo culo e, grazie al gel, lo penetrai in un colpo. Fece un verso di soddisfazione che mi diede una spinta in più e lo scopai.
Volli farlo sdraiandomi sopra di lui e baciandolo intensamente. Io e mio suocero divenimmo amanti.
Fine
silvestroverogatto@gmail.com
Accompagnare mio suocero dall’andrologo…
Storia totalmente inventata. Nessun contatto con la realtà (NDA).
Perché quel pomeriggio ho dovuto accompagnare mio suocero ad una visita medica andrologica?
Per diversi problemi degli altri familiari, ovviamente, o forse perché sono un infermiere?
Alla fine, insomma, andammo.
Mio suocero, 60 anni, un fisico leggermente sovrappeso. Un uomo che faceva la sua figura, con il suo metro e ottanta di altezza e anche una certa eleganza nel vestire, lavorando da molti anni come rappresentante di una famosa azienda di utensili da lavoro.
“Devo sottopormi a queste visite regolari, in quanto in famiglia sembra che sviluppiamo facilmente il tumore alla prostata. Che noia. Poi, ultimamente il medico vuole vedermi tutti i mesi, perché sto facendo una cura ormonale particolare, che potrebbe avere degli effetti collaterali indesiderati. Boh. Grazie per avermi accompagnato.”
“Figurati, Pietro, lo faccio volentieri, ma non capisco perché tua moglie abbia così insistito che io dovessi venire con te. Non sei autonomo?”
“Ale, lei dice che non le spiego mai niente. Così vieni tu e senti anche tu cosa dice, la dieta, le medicine eccetera.”
“Va bene, va bene.”
Lo studio del dottor Simoni (mi sembra si chiamasse così) si trovava al secondo piano di un antico palazzo del centro, con parcheggio dedicato. Salimmo e ci sedemmo in una grande sala vuota. Era evidentemente l’ultimo appuntamento.
“Venga Pietro, venga - la voce del medico veniva dal suo studio. Ci aveva visto grazie a telecamere a circuito interno - si accomodi.”
Io entrai con lui e ci sedemmo su due sedie, di fronte alla scrivania del medico, un uomo alto, snello, di 60 anni almeno, con camice bianco, cravatta e un’abbronzatura poco invernale.”
Mio suocero disse:
“Lui è Alessandro, mio genero. Mia moglie ha insistito che mi accompagnasse per ascoltare con 4 orecchi quello che lei ha da dirmi”
“Ma certo, se va bene a lei. Naturalmente, lei Pietro si dovrà spogliare. Per lei, Alessandro, è un problema?”
Sorrisi e dissi:
“Sono un infermiere. Tranquillo, dottore.”
“Molto bene. Allora, Pietro si spogli e appoggi tutti i vestiti sulla sedia.”
Non vedevo un pannello o uno spogliatoio. Pietro si spogliò lì in piedi. Era alla mia destra. Si tolse tutti gli abiti, mutande comprese. Ricordavo bene il suo fisico ben fatto (eravamo stati al mare insieme), ma sicuramente il suo pene di notevoli dimensioni mi sorprese non poco.
Il culo era ben fatto e privo di grasso. Camminò, quindi, nudo verso il medico che intanto lo aspettava alla nostra destra.
Pietro salì su una bilancia che lo alzò di almeno 30 centimetri. Il suo pene pendeva come il muso di un formichiere quasi davanti alla faccia del medico.
La pesatura era finita, ma Pietro non scese dalla bilancia. Il dottor Simoni stava osservando il suo pene da vicino. Glielo prese in mano e glielo mosse di qua e di là:
“Vede, Pietro, i lavaggi che le avevo raccomandato stanno dando gli effetti sperati. Guardi il suo glande, come adesso è lucido e pulito! Vedo che anche i testicoli sono a posto. Ma adesso si distenda sul lettino e si rilassi, Oggi faremo delle esplorazioni più profonde per capire se il farmaco sta facendo effetto.
Pietro si accomodò sul lettino. Mise le gambe sulle staffe. Il medico prese le staffe e le allontanò, costringendo mio suocero ad allargarle ancora di più.
Poi si appoggiò sullo schienale rialzato, così che potesse vedere in faccia il medico, che intanto continuava a parlare:
“La conformazione del suo apparato intestinale ci consente di poter andare più in profondità per l’esplorazione della prostata. A proposito: ha ripulito l’intestino come le avevo raccomandato?”
“Macché. Con il mio lavoro non posso fermarmi e fare questo e mangiare quello, Sono sempre di corsa.”
“Va bene, va bene. Allora faremo come l’altra volta. Solo che oggi non ho l’infermiera. Che dice se ci facciamo aiutare da suo genero?”
“Ah…se va bene a lui…”
Io feci spallucce, ma poi mi alzai e mi avvicinai al lettino. Il medico era seduto su uno sgabello tra le gambe di mio suocero e io ero in piedi sulla destra del dottore e naturalmente sulla sinistra di mio suocero. Vedere quel pisellone a pochi centimetri di distanza fu molto imbarazzante.
Il medico prese una peretta piena di liquido rosso e la sparò nel culo di Pietro. Poi si rivolse a me:
“Questo è un liquido a base di frutti rossi, brevettato da me, che annulla il cattivo odore delle feci, perché dovremo far cagare - e qui fece una risatina, alla quale si unì anche mio suocero - il nostro Pietro, per svuotare bene l’intestino e permettere poi un’esplorazione profonda ed efficace. Lo faccio quasi con tutti. Se non fosse per questa peretta, morirei per il tanfo!” Altra risatina.
Dopo lo vidi introdurre due dita nel culo di mio suocero, il quale fece una strana espressione con il viso, quasi di fastidio. Stranamente, però, il pene di Pietro si animò e cominciò a indurirsi. Il medico con l’altra mano si appoggiò con forza sui testicoli di Pietro: “Ah….ah…..è andato molto in profondità….” Mugolò mio suocero.
“Come no? Adesso non è niente.” Poi il medico si rivolse a me:
“Adesso, Alessandro, noterà come suo suocero dovrà sopportare un orgasmo molto intenso, causato dalla manovra di evacuazione che sto per fare. Ecco, guardi, lo osservi. Vede? Già sta provando qualcosa. Mi faccia una cortesia, Alessandro, sulla mia scrivania c’è un registratore video che sembra un grosso telefono cellulare. Lo vede? Ecco. Lo prenda e lo punti verso suo suocero e spinga il pulsante REC. Sullo schermo deve apparire, però, la figura intera di Pietro. Devo registrare il trattamento per il prossimo congresso andrologico internazionale. Sono già d’accordo con suo suocero.”
Pietro fece sì con la testa, ma mi guardava e mi sorrideva in modo strano. Poi mormorò: “Si, si. Puoi riprendermi, ma sbrigati… Sto per godere!”
Presi quindi quell’aggeggio dalla scrivania, lo puntai verso mio suocero e spinsi il pulsante. Una cucina rossa intermittente segnalò l’impossibilità ad avviare la registrazione. Quindi dissi:
“Mi spiace, dottore, ma qui la batteria è a terra!”
“Ma certo. Cavolo. L’infermiera doveva…ma lasciamo perdere. Alessandro, lei ha uno smartphone? Fa delle belle foto o video?”
“Si…è nuovissimo. Certo.”
“Faccia lei la ripresa, allora, poi me la manda. Sia gentile…”
Acconsentii. Quindi presi il mio telefono e cominciai a filmare mio suocero nudo che veniva sottoposto ad una terapia innovativa che doveva essere documentata per il prossimo congresso internazionale andrologico. Mah….
Pietro mormorò nuovamente: “Ecco, sto per godere!”
“Alessandro, stia bene attento. Mi serve una ripresa fatta bene. Si deve vedere in primo piano il viso del signor Pietro, poi punti sulla zona genitale e anale, perché l’espulsione delle feci corrisponderà quasi sicuramente con l’orgasmo vero e proprio, quindi vedremo sperma, feci eccetera.”
Invece, dal culo di mio suocero, non appena il medico tolse le due dita dall’ano, fece capolino uno stronzo, grosso come il manico di un badile. La faccia di Pietro era contorta nello sforzo. Il medico domandò con tono quasi di rimprovero:
“Pietro, mi perdoni ma cosa ha mangiato ieri? Qui c’è uno stronzo colossale che vuole uscire!”
Poi si rivolse a me: “Alessandro, sta filmando? Mi raccomando, alterni faccia e ano e ogni tanto faccia anche un primo piano del pene.”
Poi di nuovo a mio suocero: “Mi ascolti, Pietro, lo faccia uscire lentamente questo stronzo, se no rischiamo di non riuscire a sincronizzare l’orgasmo.”
Pietro stava sudando per lo sforzo di cagare, ma senza cagare. Lo stronzo restava lì, enorme davvero come un pitone, mentre il medico massaggiava le palle e il perineo di mio suocero. Poi disse: “Non riesco a fare tre cose insieme. Ascolti Alessandro, faccia una cosa: appoggi il suo smartphone su quel supporto che usavo anche per il mio registratore. Lo lasci puntato sulla scena in generale. Poi in fase di montaggio facciamo i primi piani. Adesso mi interessa che lei impugni il pene di suo suocero e lo massaggi lentamente. E’ importante.”
Io rimasi abbastanza basito, ma essendo un infermiere, fui costretto ad ubbidire. Misi il telefono sul supporto, stando ben attento che riprendesse la scena.
Poi mi riavvicinai e con la mano destra afferrai il cazzo di Pietro e cominciai il massaggio lento, come richiesto dal medico.
Pietro mi guardava con gli occhi annebbiati dal piacere, dall’imbarazzo e dalla tensione anale nel partorire uno stronzo di quelle dimensioni: “Ah….non ho mai cagato uno stronzo così grosso. Mi sta allargando tutto il buco del culo. Sarà enorme…”
“Pietro, stia tranquillo e segua le mi istruzioni. Adesso si deve concentrare sul suo pene. Vedo che Alessandro glielo sta massaggiando bene e che è diventato lungo e duro. Faccia salire l’orgasmo lentamente. Si ricordi: soltanto un piacere molto intenso può consentirci di ottenere quella contrazione che le svuoterà l’intestino.”
“Grazie Alessandro - sussurrò mio suocero - hai una mano fantastica!”
Maneggiare l’arnese di mio suocero, anche se inizialmente fu fonte di imbarazzo, poi cominciò a piacermi. Era incredibile.
“Alessandro… Sei bravissimo …sei bravissimo non ti fermare!” mi disse mio suocero, mentre io avevo gli occhi sbarrati fissi su quel pisello enorme.
Lo stronzo continuava ad uscire a fatica e il medico pilotava la cosa al fine di raggiungere l’obiettivo che si era prefissato.
Mio suocero, con gli occhi languidi e una voce quasi strozzata, mi disse: “Uhhh…mi dispiace Alessandro che tu debba vedermi in questo stato, mentre sto cacando e con il pisello di fuori che sta per avere un orgasmo! Però mi raccomando… Continua a guardarmi e a massaggiarmi l’uccello!”
“Stai tranquillo Pietro. Nessuno saprà quello che sta succedendo qui dentro. Segui le istruzioni del dottore perché vedo che lo stronzo è uscito leggermente. E vedo dalla tua faccia che stai spingendo in maniera controllata. Però questo pisello… (Qui mi rivolsi al Medico). Sta vibrando e ho paura che tra un po’ ci inonderà di sperma.“
Il medico mi fece cenno che aveva compreso la situazione e che sapeva come muoversi
Ad un certo punto, però, Pietro, con la voce di uno che sta scalando una montagna, disse: “Ehi…sento che sta uscendo non riesco più a gestirlo. Lo stronzo sta uscendo…. sto per avere l’orgasmo!
Il medico mi guardò e mi disse: “Adesso accelera leggermente il massaggio, ma poi quando il pene comincia ad eiaculare, rallenta ma non fermarti finché non te lo dico io.“
Fece ancora qualche manovra e poi gridò: “Occhio! Adesso vedrai che tuo suocero si contorcerà nell’orgasmo. Tu continua a seguire le mie istruzioni.“
Il medico stava gestendo lo stronzo che faceva capolino dal culo di mio suocero, cercando di contenerne l’uscita.
Tuttavia, improvvisamente ma non troppo improvvisamente, Pietro urlò: “Ecco! Sto godendo! Sto godendo! Lasciate andare il mio culo! Godooooo!!!”
In quel preciso istante il medico lasciò la presa e fece scorrere il lungo stronzo che abitava nel culo di Pietro e lo fece cadere nella vaschetta che aveva già predisposto.
Io stavo continuando a massaggiare il pene di mio suocero che spuntava abbondantemente dalla mia mano e sborsava come un pozzo di petrolio. Lui continuava a muovere il bacino, nonostante le cinghie di cuoio che nel frattempo il medico aveva fissato intorno alle cosce.
Dopo qualche istante il medico domandò a mio suocero: “Hai ancora stronzi nell’intestino?”
Pietro rispose: “Uh…non lo so non riesco a capirlo… Ho goduto troppo…”
“Allora procederò con un’esplorazione. Spingi come se dovessi cagare.”
Mio suocero provò a spingere e il buco del culo si allargò leggermente, abbastanza comunque da far penetrare un paio di dita del medico. Pietro ricominciò a sussultare e a respirare affannosamente, ma sicuramente non per il dolore.
Da una parte c’era il medico che gli rovistava negli intestini e dall’altra il genero che continuava a fargli una sega.
Infatti, dopo un po’ disse: “Siii…è bellissimo! È bellissimo questo massaggio! Le sue dita, dottore, mi stanno rovistando proprio bene e la mano di Alessandro sembra la mano di un esperto. È bellissimo!“
“Sono contento, Pietro, che le piaccia questa terapia, ma è anche importante collaborare. Io sento che qualcosa c’è ancora da espellere, quindi adesso cerchi di concentrarsi e provi a spingere.
La mia curiosità mi spinse a chiedere: “Scusi, ma quando mia suocero viene tutti i mesi da lei, deve fare ogni volta questa terapia?”
Il medico mi guardò e fece una breve risatina: “Beh, in realtà è una terapia che non dovremmo mettere in campo se Pietro seguisse le mie indicazioni e arrivasse con l’intestino svuotato. Ma vedo che non lo fa e penso anche di aver capito perché…”
Io guardai Pietro con un’espressione scherzosa. Lui mi sorrise: “Si, in effetti devo confessare che svuotare l’intestino in base a questa procedura, è molto piacevole. Anche se per alcuni magari potrebbe sembrare imbarazzante, in realtà a me piace tantissimo. Non ho nessuna difficoltà a stare nudo davanti al Medico e stamattina ho scoperto che non ho nessuna difficoltà neanche a stare nudo davanti al mio genero, anche perché vedo che è un professionista e non lo fa pesare. Il medico lo sa che io sono una persona sessualmente molto attiva, molto più attiva di quanto qualcuno che mi vede da fuori potrebbe ipotizzare.“
Poi, rivolgendosi al dottore, Pietro disse ancora: “Eh, che ne dice dottore, potrebbe essere il caso di spiegare a mio genero perché stiamo facendo questa cura?”
Il medico disse semplicemente: “Lo decida lei Pietro, è lei la persona interessata. Non posso essere io a dirle cosa dire o cosa non dire ai suoi familiari”.
Pietro allora mi guardò e mi fece un sorriso. Poi iniziò a parlare: “Carissimo Alessandro, come ti ho anticipato ho una vita sessuale molto attiva, ma non sono completamente etero. Si, a me piace fare sesso anche con gli uomini. Per quello che mi serve un controllo regolare del mio apparato genitale, ma soprattutto del mio retto e dei miei intestini. Sono gli organi che uso di più per divertirmi. Forse ti sei sempre chiesto se il mio lavoro poteva consentirmi veramente di fare la vita che faccio… Beh… Forse è una domanda lecita. Abbiamo una Villa, abbiamo un’auto che costa 60.000 €, abbiamo una casa al mare, andiamo in vacanza tre volte all’anno, mia moglie è piena di gioielli, e mia figlia, come tu sai, è intestataria di un patrimonio importante.”
Nel frattempo, il medico aveva ancora due dita ben infilate nel culo di mio suocero, ed io lo segavo in continuazione.
Pietro continuò: “Infatti, qualche tempo fa conobbi un uomo con il quale poi ho aperto una società che si occupa della distribuzione di filmati pornografici gay. I protagonisti dei filmati siamo io e lui e a volte qualche amico che si vuole unire. Però adesso devo interrompere perché sto per godere un’altra volta…“
Il medico è estrasse le dita dal culo di mio suocero e ne vennero fuori un paio di stronzi, e in più il suo randello eruttò ancora dello sperma.
“Godo ancora! Godo ancora! È meraviglioso!…”
Il medico estrasse le sue dita dall’intestino di mio suocero. Poi, prese un siringone di liquido bianco e lo sparò nuovamente nel culo del povero Pietro (povero, mica tanto!).
L’intestino Di Pietro fu così ripulito grazie dall’ennesima cagata fatta in presenza mia e del medico.
Poi, il dottor Simoni prese un apparecchiatura per l’ecografia ed estrasse una sonda lunga circa 40 cm, avente un calibro più o meno come quello di un grosso pennarello
Mio suocero mi guardò e mi disse: “Guarda, quell’ecografo è incredibile! L’ultima volta che lo abbiamo utilizzato ho provato un piacere assurdo. Mi diceva il medico che emette leggere vibrazioni e quindi è altamente stimolante per le pareti intestinali. “
Il medico confermò con la testa, poi aggiunse: “È vero, questo ecografo, soprattutto questa sonda, sono un altro mio brevetto. Riesco ad arrivare in angoli inesplorati dell’intestino, trasformando il disagio ed il fastidio in un piacere. Così il paziente è più contento.”
Mio suocero era ancora completamente nudo con il pene in disarmo.
Dopo le due sborrate fu io a ripulirlo con dei panni umidi e profumati. Gli pulii naturalmente il pisello, le natiche, il perineo, e tutti i pendagli della zona.
Poi entrò in azione l’ecografo.
La sonda cominciò a vibrare e gradualmente il Medico la inserì nel culo di Pietro.
Questi cominciò a rantolare per il piacere e vidi con sorpresa che il suo arnese ricominciò a rialzarsi.
Notai anche che il medico, per questa operazione, aveva anche fissato i polsi di mio suocero al lettino, così che non potesse muovere le braccia e le mani.
Riuscii quasi subito ad intuirne il motivo.
Mio suocero aveva ormai perso completamente il controllo e disse: “Ahh…la prego dottore… Vada più a fondo… Lo muova più velocemente… Sì, così… La prego…”
Il medico scuoteva la testa e faceva il suo lavoro senza tenere troppo conto dei vaneggiamenti di mio suocero. Il risultato fu comunque lo stesso, perché l’arnese di Pietro ridivenne lungo e duro.
Il maiale, avendo perso ogni pudore, es essendo legato come un salame, si rivolse a me dicendomi: “Ti prego… Continua a massaggiarmi il pisello… Per favore. “
Io guardai il medico, il quale mi fece un segno come dire “Che tu lo faccia non lo faccia per me non cambia nulla”
La cosa da una parte mi dispiaceva, dall’altra non mi dispiaceva, però mi adeguai alla situazione e quindi ripresi in mano, questa volta senza guanto, il pisello di mio suocero. Ricominciai a massaggiarlo, mentre il suo sguardo di compiacimento mi accompagnava, facendomi sentire quasi in imbarazzo.
Pietro disse con tono derisorio:
“Ehi dottore… penso che il mio genero piaccia massaggiare i cazzi…”
"Signor Pietro, sono argomenti che a me non interessano. Piuttosto, si concentri sul muovere il bacino in modo da agevolare la mia penetrazione.”
Era bello da vedere mio suocero che si contorceva come una danzatrice del ventre, mentre le espressioni del viso evocavano visite in paradisi sensuali.
Io avevo in mano il suo pene che aveva una consistenza e un volume e una lunghezza assolutamente invidiabili. Avevo molti anni meno di lui, eppure non potevo vantare le stesse credenziali.
Inavvertitamente, mi avvicinai troppo al lettino dove mio suocero si stava godendo una penetrazione evidentemente piacevole, tanto che le dita della sua mano, sebbene saldamente legata al lettino, riuscirono a sfiorarmi proprio in zona inguinale, riscontrando un rigonfiamento sospetto della mia piccola proboscide.
Pietro non disse nulla, ma da quel momento cominciò a guardarmi con occhi diversi, sebbene la sua lucidità fosse veramente al minimo a causa del piacere che stava provando.
Il suo tocco, comunque, produsse in me una scossa elettrica. Il mio istinto mi fece tirare indietro il primo contatto, ma la mia poca ragionevolezza mi portò poi, invece, a premere su quella mano. Non so se il medico se ne accorse, ma quel piacevole tocco, per quanto impedito dalla cinghia, era per me talmente trasgressivo e insolito da farmi quasi godere per l’eccitazione.
Allora, per ricambiare la cortesia del suo tocco, ma anche per dispetto, la mia mano massaggiava il suo pene in modo intenso, appassionato, come una mungitrice. Andavo alla base del suo pene, lo stringevo forte e risalivo; poi allentavo la presa, scendevo alla base, lo stringevo e risalivo, e così via per molti minuti.
Ad un certo punto, squillò il telefono sul tavolo del medico.
“Deve essere mia moglie… Devo rispondere. Lascio la sonda in stand-by, continuerà a vibrare e a mandare immagini, ma non si muoverà. Lei Pietro resti sul lettino e non si muova più del necessario. Vengo subito."
Mio suocero continuava a contorcersi per il piacere. Io mi avvicinai a lui e gli chiesi se sua moglie era al corrente della sua perversione. Lui, immerso nei fumi del piacere, disse che assolutamente non sapeva niente e che nulla doveva sapere. E allora io gli risposi che forse era meglio che ci mettessimo d'accordo su questa cosa. Quindi aggiunse:
"Adesso fammi una sega e fammela bene. Dopo parliamo e ci mettiamo d'accordo… Dai Alessandro non essere avaro… Fammi godere…”
Io gli menai il pisello in maniera efficace e venne… venne come una fontana, per la terza volta. Ma io, bastardo com'ero, continuai a massaggiargli il pene.
Il medico finì la sua telefonata. Quindi riprese a manovrare la sonda nel culo di Pietro per qualche secondo. Poi la spense e la estrasse.
“Bene, signor Pietro, abbiamo finito. I suoi organi stanno bene. Può tranquillamente continuare a vivere secondo il suo stile. Ci rivediamo tra un paio di mesi. E lei, Alessandro, si ricordi di girarmi il filmato che ha fatto prima con il suo telefono. Prenda il mio biglietto da visita sulla scrivania. Lì c’è il numero. Buona serata.”
Pietro fu liberato dalle cinghie, si alzò in piedi felice e soddisfatto.
Io ero ancora un po’ scosso e avevo il cazzo duro e infuocato. Lui se ne accorse.
Comunque, si vestì e uscimmo. Quando arrivammo in auto mi chiese di mettermi alla guida.
Prima di partire, mi chiese di tirare fuori il pisello. “Dai, senza vergogna. Lo so che ce l’hai duro. L’ho sentito.”
Aveva ragione, lo stronzo. Era duro e non voleva saperne di ritornare nelle mutande. Nel parcheggio non si vedeva nessuno. Mi tirai fuori il cazzo. Lui, ancora: “Che bel pistolotto! Bravo. Adesso tira indietro bene la pelle. Voglio vedere la punta. Ecco…bravissimo. Lascia fare a me.”
Pietro si chinò sul mio cazzo e lo prese tutto, ma proprio tutto in bocca. Era bravo. Un uomo sa come fa godere un uomo. E lui lo sapeva. La sua lingua e il suo pompaggio lavoravano in modo sincrono, efficace. Ci vollero due minuti per portarmi all’orgasmo. Fu splendido godere nella bocca di mio suocero. Al di là del bellissimo orgasmo, la situazione trasgressiva era pazzescamente intrigante. Le mie sbarrate furono tutte accolte dalla bocca, dalla gola e dallo stomaco di Pietro.
Lui si tirò su e mi guardò con un sorriso furbo. Si pulì la bocca con un fazzoletto di carta. Poi mi disse: “Hai goduto nella mia bocca. Non lo dimenticheremo mai, vero mio caro genero?”
Io non gli risposi con la voce. Feci soltanto no con la testa, inebetito dal piacere appena provato. Lui si allacciò la cintura e mi disse:
“Dai, adesso parti. Ti dico io la strada da seguire.”
Mi avviai con mille pensieri in testa. Dopo un paio di chilometri, fummo in aperta campagna. Mi disse di deviare per una scorciatoia che conosceva soltanto lui.
Arrivammo vicino ad un cascinale appena ristrutturato. C’erano ancora laterizi e macchinari edili sul davanti.
“Questo è il mio rifugio segreto. Anche il tuo, se vorrai, adesso che sai dov’è. Vieni dentro a vedere.”
Entrammo dalla portone a piano terra. Ci accolse un ampio salone con pochi mobili, ma con un bellissimo camino. Sulla destra una cucina e dalla parte opposta un bagno.
Poi si saliva al secondo piano, dove contai 4 camere da letto e due bagni. Sopra ancora una mansarda alta e vivibile, con travi a legno.
“Un ampio letto, ben fatto, arredava quella stanza. Mio suocero mi guardò con un’espressione complice e mi disse senza mezzi termini: “Tu hai visto il mio corpo. Adesso io voglio vedere il tuo.”
Io non avevo molti argomenti in effetti. Già gli ultimi movimenti, tocchi, palpatine ed il meraviglioso pompino nel parcheggio avevano in qualche modo svelato una mia tendenza insolita.
Pertanto, decisi di dare retta ai miei ormoni e mi tolsi tutti i vestiti.
Mio suocero si avvicinò e mi mise la mano sul petto e con quella mano scese a pettine fino al mio pisello. Lo trovò già indurito dalla situazione di prima e dalla situazione di adesso.
Si inginocchiò di fronte, mi prese il pene e me lo sfoderò.
“Ma che bel cazzone! Non è male, davvero. Aspetta, sfoderiamolo bene. Wow! Hai una cappella lucida e dura come il legno!”
“Non ti ricordi che me lo hai appena succhiato.?” Gli risposi in modo ironico.
Sorrise. Quindi me e me lo prese in bocca e la mia eccitazione salì.
Quando mi divenne bello duro, Pietro me lo massaggiò con un gel lubrificante, poi si spogliò e si mise sul letto a pancia in su, tirando le gambe verso di sé e, quindi, spalancando il suo buco. Poi mi guardò con una faccia molto seria e mi disse:”Inculami!”
Io appoggiai il mio cazzo contro il suo culo e, grazie al gel, lo penetrai in un colpo. Fece un verso di soddisfazione che mi diede una spinta in più e lo scopai.
Volli farlo sdraiandomi sopra di lui e baciandolo intensamente. Io e mio suocero divenimmo amanti.
Fine
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