Galeotta fu la fotocopiatrice e chi la comprò 3
di
passionario
genere
trio
La mattina non passava mai. Mio marito mi ha telefonata in ufficio quattro volte, Alberto tre. Mi chiedono particolari, di come devono comportarsi, come vestirsi, quale biancheria intima. L’uno chiede dell’altro qualche particolare, anche del carattere. Mi chiedono se le loro dimensioni possano farli sfigurare, se , se, se, ecc. Sono tesissimi, ma tutti e due, come bambini non vedono l’ora di aprire il loro giocattolo.
Hai cambiato le lenzuola stamane? Hai fatto passare il robot in tutta la casa?
Abbiamo preparato il pranzo adatto?
Hai preso il franciacorta brut?
Cosa devo portare a cena come ospite?
Insomma, non vedevo l’ora che passassero le ore per riportare un po’ di calma nella mia vita. Dopo la quarta telefonata, dico alla mia segretaria di non passarmi più telefonate e di dire che sono uscita.
Alberto come al solito viene a prendermi fuori ufficio alle due. Mi bacia appassionatamente. Vorrebbe andare nella stradina sterrata. NO, portami a casa. Ci vediamo stasera. Non vorrai sfigurare davanti a mio marito se vieni spompato e stanco, col cazzo pendente?
Ho colpito nel segno e nell’orgoglio maschile. Mi lascia sottocasa. A stasera.
Mio marito rientra alle sei. Eccitato come no mai. Gli dico di calmarsi, altrimenti stasera non reggerà lo stress. Mi bacia, mi carezza i seni, vorrebbe toccarmela e penetrarmi. Gli dico lo stesso che ho detto ad Alberto. E allora si calma e va a riposare.
Alle otto in punto suona il campanello. Alberto mi consegna un gran mazzo di rose e, prima che arrivasse mio marito, mi bacia sulla bocca. Ora i due si incontrano e si salutano. Alberto gli ha regalato una bottiglia di wischi 12 anni di gran marca. Lo invitiamo a sedere e cominciamo con le portate. Mio marito è lo chef di casa. Va in cucina, prende l’antipasto. Lo divoriamo. Si alza e va a prendere il primo. Intanto Alberto mi carezza la gamba e cerca la mia vagina. Consumiamo il primo tra allusioni e complimenti sul mio vestito , sulla mia bellezza e sulla nostra libertà di relazioni. Spiego che noi ci amiamo profondamente, ma ciò non impedisce di avere rapporti sessuali con altre o altri. E, siamo chiari, possiamo dircelo ormai, la nostra relazione a tre sarà limitata alla soddisfazione dei sensi in modo reciproco. Mio marito allora, tralasciando il secondo mi abbraccia, carezza i miei seni, slaccia la camicia e mostra ad Alberto la consistenza della mia carne. Io mi abbasso la gonna. Resto in mutande. Alberto si avvicina. Me le sfila. Mi penetra con le dita la fessa ed il culo. Mio marito mi bacia e abbraccia intensamente. Andiamo sul letto, li svesto uno alla volta. Espongo i due cazzi e li prendo in mano contemporaneamente. Uno enorme, quello di Alberto, l’altro, di mio marito più contenuto. Ma tutti e due saporiti. Li lecco con avidità. Butto giù alternativamente le prime goccioline di sperma. Che bello bere due sapori diversi. Che bello sentire due profumi diversi.
Pompino sempre più velocemente ora l’uno ora l’altro. Li sento a tiro. Mi stendo sul letti e chiedo ad Alberto di penetrarmi e a mio marito di mettersi col cazzo sulla mia faccia. Mi piace leccargli le palle e raggiungere il suo buco del culo. Glielo lecco con passione e gli faccio sentire l’indice che carezza il suo ano. Lo sento eccitarsi troppo, non vorrei che arrivasse subito. Mi fermo.
Alberto ha cominciato a stantuffare come solo sa fare lui. Con calma ma determinazione. Mi porta all’orgasmo. Lo porto all’orgasmo. Arriviamo insieme. Chiedo a mio marito di intrufolarsi fra le nostre gambe e succhiare lo sperma che fuoriesce dalla mia vagina. Non se lo fa ripetere. Avvicina la bocca mentre Alberto tira fuori il suo cazzo. Incrocia le labbra di mio marito. Lo lascia come per caso poggiato sulle sue labbra. Mio marito resta un momento interdetto. Apre la bocca e ingoia quel colosso di carne, un poco flaccido, ma sempre enorme. Trova gusto nel fare il bocchino, nel prendere in bocca quel glande enorme e succhiare le ultime gocce di sperma che vi fuoriesce. Lo forzo con la mano a tralasciare quel cazzo e a prendere la mia vagina. Succhia lo sperma di Alberto che cola. Lo porto a me e lo bacio. Condivido con lui quella delizia e la ingoio con voluttà. Alberto a sua volta vuole provare l’emozione e il sapore di un cazzo in bocca. Lo prende. Mio marito si eccita e gli si gonfia. Io vado dietro ad alberto e gli lecco il culo. Alberto chiede a mio marito se glielo vuole mettere dentro. Gli poggia la cappella sull’ano. Lo penetra senza troppa delicatezza. Anche se piu piccolo di quello di Alberto il suo cazzo e sempre un venti centimetri di lunghezza e cinque di larghezza. Superato il primo fastidio e dolore Alberto comincia a godere e mi chiede di prenderglielo in bocca. Con un cazzo nel culo e il suo in bocca a me, si eccita tantissimo da sborrare subito. Mio marito di fronte a questa eiaculazione in bocca mia, si eccita tantissimo da arrivare quasi contemporaneamente ad Alberto. I due si riversano sul letto. Io, tracannato lo sperma di Alberto, mi metto fra di loro e li bacio alternativamente, gli carezzo i capezzoli, cerco di eccitarli ancora, perché ho ancora voglia di orgasmo. Mi giro e cerco i loro cazzi. Gli lecco la capocchia e il canale che la separa dal bastone. E una sensazione che li porta ad “inalberarsi” velocemente. Mi metto carponi e chiedo a mio marito di penetrarmi il culo e ad Alberto di penetrarmi nella vagina. E’ il massimo della goduria. Sentire due cazzi contemporaneamente che trivellano il mio corpo mi porta tre / quattro volte all’orgasmo. In fine accolgo nel culo e nella vagina lo sperma dei due caldo e morbido. Non potendo contare su di loro, raccolgo il liquido con le mani e lo porto alla mia bocca.
Siamo tutti e tre piuttosto rilassati. Mio marito accende una sigaretta e la fuma con voluttà. Sembra concentrato. Gli chiedo se c’è qualcosa che non va. No, no, stavo pensando che abbiamo praticato tutte le posizione. Noi due maschietti ci siamo penetrati, ci siamo bocchinati. Abbiamo provato l’emozione del prendere il cazzo dappertutto. Ti abbiamo chiavata contemporaneamente, ti abbiamo sborrato in bocca e nella fessa tutti e due, io anche nel culo. Una sola cosa non abbiamo fatto: Alberto non ti ha inculata. Ma io ho detto a tutti e due che il buco del culo lo dono solo a te. Allora se me lo hai regalato, vuol dire che è mio e io lo posso dare a chi voglio. Ora lo voglio dare in premio ad Alberto che ha soddisfatto tutti i nostri desideri. Mio marito non mi da il tempo di replicare- Mi blocca le braccia,, chiede ad Albero di leccarmi il culo. Quello lo fa pur sapendo di contravvenire ad un impegno preso con me. La sua lingua è dolce e penetrante. Riesce a raggiungere la parte interna delle pareti del mio culo. Ci spruzza tanta saliva dentro. Si inginocchia. Tira le mie anche. Mio marito lo agevola spingendomi con le braccia ancora bloccate. Sento il suo enorme glande appoggiato sull’ano. Lui è fermo. Mio marito mi spinge delicatamente ma con determinazione. Il cazzo comincia ad entrare. Sento dolore. Fastidio. E un cazzo enorme. Lo so. Per questo non volevo. Ma ormai i due maiali sono alleati e determinati. Sento il cazzo nello stomaco e le palle che sbattono sul mio sedere. Penetra ed esce lentamente, mi eccita tantissimo quel cazzo che provoca forte sensazioni di vuoto e di pieno. Il dolore sparisce quasi per incanto e comincio a godere. Gli chiedo di accelerare. Lo fa. Mio marito vede che comincio a godere e lascia le mie bracci- mi distendo sul letto per strofinare il clitoride sul lenzuolo. Ma non serve, perché mio marito scivola sotto di me, sfodera la sua lunghissima lingua e sollecita il mio clitoride. Impazzisco dal piacere. Un cazzo nel culo e una lingua in mezzo alle gambe. Esplodo in un colossale orgasmo. Inondo la bocca di mio marito dei miei umori e dello squirting.
Da questa sera il mio culo è dei miei due uomini. Io non potrò più fare a meno di loro né loro di me. Saremo per sempre un “trio” affiatato.
Ormai son passati molti anni da quella prima sera. Abbiamo continuato a vederci assiduamente. Viaggi e vacanze sempre insieme. Ma non abbiamo disdegnato varianti con altri. Io ho provato anche relazioni con donne meravigliose e loro hanno anche provato esperienze a tre con due donne.
Ma una cosa è certa, quella nottata ha significato per noi il cambio di paradigma. Siamo saliti di livello varcando la soglia dei pregiudizi e dei tabù. Il sesso è divenuto liberatorio, ci siamo slegati dai sensi di colpa religiosi o da imposizioni culturali patriarcali, permettendoci di esplorare i nostri desideri in modo consensuale ed autonomo.
Hai cambiato le lenzuola stamane? Hai fatto passare il robot in tutta la casa?
Abbiamo preparato il pranzo adatto?
Hai preso il franciacorta brut?
Cosa devo portare a cena come ospite?
Insomma, non vedevo l’ora che passassero le ore per riportare un po’ di calma nella mia vita. Dopo la quarta telefonata, dico alla mia segretaria di non passarmi più telefonate e di dire che sono uscita.
Alberto come al solito viene a prendermi fuori ufficio alle due. Mi bacia appassionatamente. Vorrebbe andare nella stradina sterrata. NO, portami a casa. Ci vediamo stasera. Non vorrai sfigurare davanti a mio marito se vieni spompato e stanco, col cazzo pendente?
Ho colpito nel segno e nell’orgoglio maschile. Mi lascia sottocasa. A stasera.
Mio marito rientra alle sei. Eccitato come no mai. Gli dico di calmarsi, altrimenti stasera non reggerà lo stress. Mi bacia, mi carezza i seni, vorrebbe toccarmela e penetrarmi. Gli dico lo stesso che ho detto ad Alberto. E allora si calma e va a riposare.
Alle otto in punto suona il campanello. Alberto mi consegna un gran mazzo di rose e, prima che arrivasse mio marito, mi bacia sulla bocca. Ora i due si incontrano e si salutano. Alberto gli ha regalato una bottiglia di wischi 12 anni di gran marca. Lo invitiamo a sedere e cominciamo con le portate. Mio marito è lo chef di casa. Va in cucina, prende l’antipasto. Lo divoriamo. Si alza e va a prendere il primo. Intanto Alberto mi carezza la gamba e cerca la mia vagina. Consumiamo il primo tra allusioni e complimenti sul mio vestito , sulla mia bellezza e sulla nostra libertà di relazioni. Spiego che noi ci amiamo profondamente, ma ciò non impedisce di avere rapporti sessuali con altre o altri. E, siamo chiari, possiamo dircelo ormai, la nostra relazione a tre sarà limitata alla soddisfazione dei sensi in modo reciproco. Mio marito allora, tralasciando il secondo mi abbraccia, carezza i miei seni, slaccia la camicia e mostra ad Alberto la consistenza della mia carne. Io mi abbasso la gonna. Resto in mutande. Alberto si avvicina. Me le sfila. Mi penetra con le dita la fessa ed il culo. Mio marito mi bacia e abbraccia intensamente. Andiamo sul letto, li svesto uno alla volta. Espongo i due cazzi e li prendo in mano contemporaneamente. Uno enorme, quello di Alberto, l’altro, di mio marito più contenuto. Ma tutti e due saporiti. Li lecco con avidità. Butto giù alternativamente le prime goccioline di sperma. Che bello bere due sapori diversi. Che bello sentire due profumi diversi.
Pompino sempre più velocemente ora l’uno ora l’altro. Li sento a tiro. Mi stendo sul letti e chiedo ad Alberto di penetrarmi e a mio marito di mettersi col cazzo sulla mia faccia. Mi piace leccargli le palle e raggiungere il suo buco del culo. Glielo lecco con passione e gli faccio sentire l’indice che carezza il suo ano. Lo sento eccitarsi troppo, non vorrei che arrivasse subito. Mi fermo.
Alberto ha cominciato a stantuffare come solo sa fare lui. Con calma ma determinazione. Mi porta all’orgasmo. Lo porto all’orgasmo. Arriviamo insieme. Chiedo a mio marito di intrufolarsi fra le nostre gambe e succhiare lo sperma che fuoriesce dalla mia vagina. Non se lo fa ripetere. Avvicina la bocca mentre Alberto tira fuori il suo cazzo. Incrocia le labbra di mio marito. Lo lascia come per caso poggiato sulle sue labbra. Mio marito resta un momento interdetto. Apre la bocca e ingoia quel colosso di carne, un poco flaccido, ma sempre enorme. Trova gusto nel fare il bocchino, nel prendere in bocca quel glande enorme e succhiare le ultime gocce di sperma che vi fuoriesce. Lo forzo con la mano a tralasciare quel cazzo e a prendere la mia vagina. Succhia lo sperma di Alberto che cola. Lo porto a me e lo bacio. Condivido con lui quella delizia e la ingoio con voluttà. Alberto a sua volta vuole provare l’emozione e il sapore di un cazzo in bocca. Lo prende. Mio marito si eccita e gli si gonfia. Io vado dietro ad alberto e gli lecco il culo. Alberto chiede a mio marito se glielo vuole mettere dentro. Gli poggia la cappella sull’ano. Lo penetra senza troppa delicatezza. Anche se piu piccolo di quello di Alberto il suo cazzo e sempre un venti centimetri di lunghezza e cinque di larghezza. Superato il primo fastidio e dolore Alberto comincia a godere e mi chiede di prenderglielo in bocca. Con un cazzo nel culo e il suo in bocca a me, si eccita tantissimo da sborrare subito. Mio marito di fronte a questa eiaculazione in bocca mia, si eccita tantissimo da arrivare quasi contemporaneamente ad Alberto. I due si riversano sul letto. Io, tracannato lo sperma di Alberto, mi metto fra di loro e li bacio alternativamente, gli carezzo i capezzoli, cerco di eccitarli ancora, perché ho ancora voglia di orgasmo. Mi giro e cerco i loro cazzi. Gli lecco la capocchia e il canale che la separa dal bastone. E una sensazione che li porta ad “inalberarsi” velocemente. Mi metto carponi e chiedo a mio marito di penetrarmi il culo e ad Alberto di penetrarmi nella vagina. E’ il massimo della goduria. Sentire due cazzi contemporaneamente che trivellano il mio corpo mi porta tre / quattro volte all’orgasmo. In fine accolgo nel culo e nella vagina lo sperma dei due caldo e morbido. Non potendo contare su di loro, raccolgo il liquido con le mani e lo porto alla mia bocca.
Siamo tutti e tre piuttosto rilassati. Mio marito accende una sigaretta e la fuma con voluttà. Sembra concentrato. Gli chiedo se c’è qualcosa che non va. No, no, stavo pensando che abbiamo praticato tutte le posizione. Noi due maschietti ci siamo penetrati, ci siamo bocchinati. Abbiamo provato l’emozione del prendere il cazzo dappertutto. Ti abbiamo chiavata contemporaneamente, ti abbiamo sborrato in bocca e nella fessa tutti e due, io anche nel culo. Una sola cosa non abbiamo fatto: Alberto non ti ha inculata. Ma io ho detto a tutti e due che il buco del culo lo dono solo a te. Allora se me lo hai regalato, vuol dire che è mio e io lo posso dare a chi voglio. Ora lo voglio dare in premio ad Alberto che ha soddisfatto tutti i nostri desideri. Mio marito non mi da il tempo di replicare- Mi blocca le braccia,, chiede ad Albero di leccarmi il culo. Quello lo fa pur sapendo di contravvenire ad un impegno preso con me. La sua lingua è dolce e penetrante. Riesce a raggiungere la parte interna delle pareti del mio culo. Ci spruzza tanta saliva dentro. Si inginocchia. Tira le mie anche. Mio marito lo agevola spingendomi con le braccia ancora bloccate. Sento il suo enorme glande appoggiato sull’ano. Lui è fermo. Mio marito mi spinge delicatamente ma con determinazione. Il cazzo comincia ad entrare. Sento dolore. Fastidio. E un cazzo enorme. Lo so. Per questo non volevo. Ma ormai i due maiali sono alleati e determinati. Sento il cazzo nello stomaco e le palle che sbattono sul mio sedere. Penetra ed esce lentamente, mi eccita tantissimo quel cazzo che provoca forte sensazioni di vuoto e di pieno. Il dolore sparisce quasi per incanto e comincio a godere. Gli chiedo di accelerare. Lo fa. Mio marito vede che comincio a godere e lascia le mie bracci- mi distendo sul letto per strofinare il clitoride sul lenzuolo. Ma non serve, perché mio marito scivola sotto di me, sfodera la sua lunghissima lingua e sollecita il mio clitoride. Impazzisco dal piacere. Un cazzo nel culo e una lingua in mezzo alle gambe. Esplodo in un colossale orgasmo. Inondo la bocca di mio marito dei miei umori e dello squirting.
Da questa sera il mio culo è dei miei due uomini. Io non potrò più fare a meno di loro né loro di me. Saremo per sempre un “trio” affiatato.
Ormai son passati molti anni da quella prima sera. Abbiamo continuato a vederci assiduamente. Viaggi e vacanze sempre insieme. Ma non abbiamo disdegnato varianti con altri. Io ho provato anche relazioni con donne meravigliose e loro hanno anche provato esperienze a tre con due donne.
Ma una cosa è certa, quella nottata ha significato per noi il cambio di paradigma. Siamo saliti di livello varcando la soglia dei pregiudizi e dei tabù. Il sesso è divenuto liberatorio, ci siamo slegati dai sensi di colpa religiosi o da imposizioni culturali patriarcali, permettendoci di esplorare i nostri desideri in modo consensuale ed autonomo.
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