Incerti del mestiere
di
Spidey
genere
gay
Un numero mi ha chiamato tre volte. Non dovrei ma gli mando un sms (siamo intorno al 2013). 'Non potevo rispondere.'
Cinque minuti e mi chiama.
'Puoi adesso?'
'Dammi mezz'ora.'
'Ti voglio, hai un culetto pazzesco.'
'Ahaha, sono settanta, attivo passivo, ma se vuoi rilassarti, un'ora fatta bene sono cento.'
'Baci?'
'Faccio la fidanzata, amore.'
'Dove sei?'
Corro in bagno. Ely si sta lavando. È la trans che divide il mio appartamento, dopo dieci anni si sciacqua soltanto sul bidè, non si cambia nemmeno mutandine e reggiseno. Oggi ha la luna, non mi parla da stamattina. P stata forse la mia coinquilina peggiore, per fortuna lunedì cambio città. Mi faccio la doccia, in questa cazzo di casa c'è solo una tendina, bagno dappertutto. Asciugo veloce il pavimento, Ely è uscita e mi faccio un doccino rettale. Per ultimo due dita di nivea in culo, ancora adesso quando sento il profumo non penso al mare ma al lavoro.
In camera riordino il letto e metto al massimo la stufetta elettrica. Non c'è la tv, accendo la radio. Mi chiama, corro alla finestra per vedere chi da sotto le tapparelle, gli ho dato il numero del palazzo di fronte, un trucco scemo che mi hanno insegnato. Io alla fine faccio entrare sempre tutti.
È un quarantenne, jeans e piumino nero, zainetto sulla spalla, non ricordo il volto, ha delle belle gambe con le cosce forti. Gli dico di attraversare la strada e gli apro. 'Scala B, primo piano.'
Mi dico dieci volte no ma poi sniffo un pizzichino. Mi pulisco il naso con le dita mentre corro in corridoio. Ely s'è addormentata con la porta aperta, le spengo la luce e chiudo la porta piano.
Sono seminudo, mi metto solo dei calzoncini neri, di jersey, bassi in vita e molto corti ma larghi sulle cosce. Questa dannata casa è freddissima, tremo mentre aspetto allo spioncino. Vedo un'ombra e apro subito senza far rumore e lo tiro dentro. Chiudo subito. 'Ciao amore.'
'Sei bellissimo.' Mi dice.
Mi ci incollo addosso. Un attimo di esitazione e lascia che gli infilo la lingua in bocca e mi bacia come se fossi la sua ragazza. Ci limono eccitata, ha le mani gelate hce mi fanno scattare e il piumino sembra uscito dal freezer. Gli cola il naso, sento l'odore anche se ho appena sniffato e la lingua sa di amaro, l'amico ci è andato pesante. Sempre lingua in bocca gli apro il moncler, sotto è caldo, è in t-shirt di cotone, uno sportivo, il torace forte, infilo le mani per sentirgli i bicipiti. Oggi sono fortunato, questo me lo sarei fatto gratis. Ha la barba dura.
Mi fa sentire contro il cazzo duro come ad una ragazza, mi palpa davanti e dietro, 'Sei liscio.', ma subito vuole sentirmi anche l'uccello. Lascio fare, mi piacciono gli etero che mi toccano le palle ma quando fa per infilare la mano nei calzoncini... 'Vieni andiamo in camera.'
Qui c'è più luce, mi metto davanti a lui, mi scopa con lo sguardo e rido come una ragazzina, mi giro e sculetto. 'Cosa vuoi fare?'
'Il pomeriggio.'
È un tuffo al cuore, già mi sogno due ore da amanti fatte bene.
'Cosa fai?'
Oh cazzo, mi ricordo che sono una puttana. 'Tutto' gli dico e 'ma niente merda' è sempre meglio aggiungere. Non mi sembra un feticista ma non si sa mai.
Ci mettiamo d'accordo per duecento mentre mi palpa le palle. 'Mettiti comodo.'
Corro a ritirarli in cucina, nella mia cassetta. Torno in camera, ritiro la chiave nel comodino, silenzio il cellulare ed alzo radio e stufetta. Una maglietta rossa sull'abat jour per creare l'atmosfera. Lui è seduto sul letto, jeans e maglietta. M'inginocchio per levargli le adidas bianche mentre lo bacio tra le cosce. Gli piace, gli lecco i jeans, mi spinge un piede in faccia, faccio piano, abbiamo tutto il pomeriggio, bacio e lecco, gli levo la calza e bacio e lecco ancora.
Sorrido, il tipo non si fida del suo uccello, ha in mano una scatoletta di cialis. Inghiotte una pasticca e me ne spinge una in bocca. Gli succhio il pollice mentre gli slaccio i levi's e glieli tiro via strappandoli. Torno da lui, lo spoglio della maglietta, un bel torace col pelo duro che mi solletica il viso. Sono seduto cavalcioni sul suo cazzo, lo spingo giù sdraiato, lo bacio in bocca e cerco di abbassargli i boxer. Ci fermiamo un istante, s'inarca sotto di me e se li leva del tutto da solo. Sento il cazzo caldo schiacciato sotto il mio pancino, glielo stringo con la mano, un bel cazzo che non avrebbe bisogno di pagare. Faccio la fidanzatina ninfomane, mi levo i calzoncini mugolando da troia.
Me lo fa sentire contro il buchetto. Ma sì, spingo indietro e m'inculo da solo, piano, un centimetro per volta, il tipo è paralizzato in apnea, sotto di me, il cazzo mi scivola pastoso con la nivea. 'Ma non devi sborrare! 'Avvisami prima.'
Mi metto a smorza candela, vuole toccarmi l'uccello che è già bello duro, grosso come quello che ho in culo. Qui ne viene fuori una bella scopata.
Il tipo cerca con le mani dietro la testa, prende lo zainetto e tira fuori delle manette rosa di gomma. 'No, amico scordatele!'
'Ma sono finte, non si chiudono.'
Me le passa in mano. È vero, non si chiudono, le controllo bene mentre mi sussulta in culo, me la metto su un polso e viene via da sola. Mi piego in avanti per baciarlo, mi ammanetta le mani dietro. 'È eccitante, vero?' Mi dice.
Ho le gambe sulle sue spalle, mi fa il culo e mi tira una sega. Sono scomodo sdraiato sulle mani. Faccio per toglierle ma si aprono!
'Levamele cazzo!'
Mi cade addosso, in avanti, sempre cazzo in culo e mi chiude la bocca con un bacio. Gli annodo le gambe al bacino. 'Non fare casino o ti metto anche la ball gag.'
Cazzo cazzo cazzo! Il bastardo se n'è andato. Mi brucia il cazzo ancora duro, alla fine ho sborrato sabbia, ho i coglioni pestati che mi fanno male fino alle orecchie e il culo che ci è passata un'intera tribù di negri. Mi tremano le gambe, devo pisciare. Corro come posso in camera di Ely, la sveglio. 'Levami queste cazzo di manette!'
Si sveglia incazzata ma poi mi guarda e scoppia a ridere.
Voglio dormire fino a domani. Nel cellulare ci sono due chiamate. Fancuo. Domani.
Per critiche suggerimenti, collaborazioni e cazzate
milano3687@proton.me
Cinque minuti e mi chiama.
'Puoi adesso?'
'Dammi mezz'ora.'
'Ti voglio, hai un culetto pazzesco.'
'Ahaha, sono settanta, attivo passivo, ma se vuoi rilassarti, un'ora fatta bene sono cento.'
'Baci?'
'Faccio la fidanzata, amore.'
'Dove sei?'
Corro in bagno. Ely si sta lavando. È la trans che divide il mio appartamento, dopo dieci anni si sciacqua soltanto sul bidè, non si cambia nemmeno mutandine e reggiseno. Oggi ha la luna, non mi parla da stamattina. P stata forse la mia coinquilina peggiore, per fortuna lunedì cambio città. Mi faccio la doccia, in questa cazzo di casa c'è solo una tendina, bagno dappertutto. Asciugo veloce il pavimento, Ely è uscita e mi faccio un doccino rettale. Per ultimo due dita di nivea in culo, ancora adesso quando sento il profumo non penso al mare ma al lavoro.
In camera riordino il letto e metto al massimo la stufetta elettrica. Non c'è la tv, accendo la radio. Mi chiama, corro alla finestra per vedere chi da sotto le tapparelle, gli ho dato il numero del palazzo di fronte, un trucco scemo che mi hanno insegnato. Io alla fine faccio entrare sempre tutti.
È un quarantenne, jeans e piumino nero, zainetto sulla spalla, non ricordo il volto, ha delle belle gambe con le cosce forti. Gli dico di attraversare la strada e gli apro. 'Scala B, primo piano.'
Mi dico dieci volte no ma poi sniffo un pizzichino. Mi pulisco il naso con le dita mentre corro in corridoio. Ely s'è addormentata con la porta aperta, le spengo la luce e chiudo la porta piano.
Sono seminudo, mi metto solo dei calzoncini neri, di jersey, bassi in vita e molto corti ma larghi sulle cosce. Questa dannata casa è freddissima, tremo mentre aspetto allo spioncino. Vedo un'ombra e apro subito senza far rumore e lo tiro dentro. Chiudo subito. 'Ciao amore.'
'Sei bellissimo.' Mi dice.
Mi ci incollo addosso. Un attimo di esitazione e lascia che gli infilo la lingua in bocca e mi bacia come se fossi la sua ragazza. Ci limono eccitata, ha le mani gelate hce mi fanno scattare e il piumino sembra uscito dal freezer. Gli cola il naso, sento l'odore anche se ho appena sniffato e la lingua sa di amaro, l'amico ci è andato pesante. Sempre lingua in bocca gli apro il moncler, sotto è caldo, è in t-shirt di cotone, uno sportivo, il torace forte, infilo le mani per sentirgli i bicipiti. Oggi sono fortunato, questo me lo sarei fatto gratis. Ha la barba dura.
Mi fa sentire contro il cazzo duro come ad una ragazza, mi palpa davanti e dietro, 'Sei liscio.', ma subito vuole sentirmi anche l'uccello. Lascio fare, mi piacciono gli etero che mi toccano le palle ma quando fa per infilare la mano nei calzoncini... 'Vieni andiamo in camera.'
Qui c'è più luce, mi metto davanti a lui, mi scopa con lo sguardo e rido come una ragazzina, mi giro e sculetto. 'Cosa vuoi fare?'
'Il pomeriggio.'
È un tuffo al cuore, già mi sogno due ore da amanti fatte bene.
'Cosa fai?'
Oh cazzo, mi ricordo che sono una puttana. 'Tutto' gli dico e 'ma niente merda' è sempre meglio aggiungere. Non mi sembra un feticista ma non si sa mai.
Ci mettiamo d'accordo per duecento mentre mi palpa le palle. 'Mettiti comodo.'
Corro a ritirarli in cucina, nella mia cassetta. Torno in camera, ritiro la chiave nel comodino, silenzio il cellulare ed alzo radio e stufetta. Una maglietta rossa sull'abat jour per creare l'atmosfera. Lui è seduto sul letto, jeans e maglietta. M'inginocchio per levargli le adidas bianche mentre lo bacio tra le cosce. Gli piace, gli lecco i jeans, mi spinge un piede in faccia, faccio piano, abbiamo tutto il pomeriggio, bacio e lecco, gli levo la calza e bacio e lecco ancora.
Sorrido, il tipo non si fida del suo uccello, ha in mano una scatoletta di cialis. Inghiotte una pasticca e me ne spinge una in bocca. Gli succhio il pollice mentre gli slaccio i levi's e glieli tiro via strappandoli. Torno da lui, lo spoglio della maglietta, un bel torace col pelo duro che mi solletica il viso. Sono seduto cavalcioni sul suo cazzo, lo spingo giù sdraiato, lo bacio in bocca e cerco di abbassargli i boxer. Ci fermiamo un istante, s'inarca sotto di me e se li leva del tutto da solo. Sento il cazzo caldo schiacciato sotto il mio pancino, glielo stringo con la mano, un bel cazzo che non avrebbe bisogno di pagare. Faccio la fidanzatina ninfomane, mi levo i calzoncini mugolando da troia.
Me lo fa sentire contro il buchetto. Ma sì, spingo indietro e m'inculo da solo, piano, un centimetro per volta, il tipo è paralizzato in apnea, sotto di me, il cazzo mi scivola pastoso con la nivea. 'Ma non devi sborrare! 'Avvisami prima.'
Mi metto a smorza candela, vuole toccarmi l'uccello che è già bello duro, grosso come quello che ho in culo. Qui ne viene fuori una bella scopata.
Il tipo cerca con le mani dietro la testa, prende lo zainetto e tira fuori delle manette rosa di gomma. 'No, amico scordatele!'
'Ma sono finte, non si chiudono.'
Me le passa in mano. È vero, non si chiudono, le controllo bene mentre mi sussulta in culo, me la metto su un polso e viene via da sola. Mi piego in avanti per baciarlo, mi ammanetta le mani dietro. 'È eccitante, vero?' Mi dice.
Ho le gambe sulle sue spalle, mi fa il culo e mi tira una sega. Sono scomodo sdraiato sulle mani. Faccio per toglierle ma si aprono!
'Levamele cazzo!'
Mi cade addosso, in avanti, sempre cazzo in culo e mi chiude la bocca con un bacio. Gli annodo le gambe al bacino. 'Non fare casino o ti metto anche la ball gag.'
Cazzo cazzo cazzo! Il bastardo se n'è andato. Mi brucia il cazzo ancora duro, alla fine ho sborrato sabbia, ho i coglioni pestati che mi fanno male fino alle orecchie e il culo che ci è passata un'intera tribù di negri. Mi tremano le gambe, devo pisciare. Corro come posso in camera di Ely, la sveglio. 'Levami queste cazzo di manette!'
Si sveglia incazzata ma poi mi guarda e scoppia a ridere.
Voglio dormire fino a domani. Nel cellulare ci sono due chiamate. Fancuo. Domani.
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