La puttana di Tonio
di
Spidey
genere
gay
Tonio mi chiama dall'auto, sta tornando, tra dieci minuti è a casa. È stato via tre giorni per finire la sua casetta in montagna. Tonio ha un'impresa di ristrutturazione, è uno che sa fare ogni lavoro. Abita nel mio palazzo, due piani sotto quello dei miei, ha quarantotto anni, non so se è divorziato o separato. È un porco che parla solo di figa e pompini, ha la pancia ma è muscoloso, le mani sono dure e la sua pelle sa sempre di cemento o vernice. Non mi piace per niente, è il mio padrone.
E io sono la sua puttana.
Ho ventiquattro anni, vivo con i miei, ho avuto ragazze, faccio sport, gioco in una squadra di pallavolo anche se non sono molto alto, sono l'alzatore, mi depilo perché faccio nuoto e perché sono frocio passivo.
Tonio mi ha beccato su grindr due mesi fa. Ci sono andato una prima volta e non ne sono più uscito.
M'aveva mandato la foto del cazzo. Bello nodoso, curvato verso l'alto, da farci un giro. Ero in un periodo in calore, m'andava bene tutto.
È stato stronzo da subito. 'Sai ciucciare?' Mi ha tirato giù la testa facendomi male al collo e mi sono trovato il cazzo scappellato in bocca senza il tempo di vederlo, un cazzo largo che mi strangolava. Ho cercato di mettermi comodo in ginocchio e ho cominciato un vero pompino da puttana, il suo cazzo mi eccitava, sapeva di vero maschio con le palle.
'Leccami i coglioni.'
Ho ubbidito all'istante, ho leccato coglioni pelosi e sudati. Uno schifo che volevo scappare.
M'ha sollevato per i capelli e rigirato. 'Fammi vedere il culo.'
Ho abbassato i pantaloni della tuta, ero uscito per prendere un cazzo e non avevo messo i boxer. M'ha tirato una sberla da paura, mi è andata a fuoco la chiappa ma io pensavo che poteva averla sentita anche mia madre.
'Ma che bel frocetto mi sono trovato?'
Me l'ha spinto in culo, io in panico, mai preso un cazzo senza preservativo. Ma porca puttana non avevo mai goduto così tanto a sentire un cazzo che mi apriva il culo. E volevo che facesse in fretta, dovevo andarmene di corsa.
Ma Tonio ha fatto i suoi porci comodi nel mio culo, m'ha scopato da farmi piangere. Ancora adesso mi sgomenta quanto dura Tonio, non viene mai, spesso sborro prima io senza nemmeno toccarmi e lui va avanti ancora, mi si sdraia sopra o mi sbatte contro il muro. Giuro, la prima volta mi sono messo a piangere, ma non per il male. Avevo male al culo e mi picchiava botte che non potevo trattenere gli ahia, piangevo per la disperazione, non era possibile godere così tanto e lui continuava senza smettere, le mai dure aggrappate alle spalle o strette a cazzo e coglioni. M'ha ridotto uno straccio, quando ha sborrato in culo riuscivo solo a respirare ed ero sudato da buttar via.
S'è levato e io fissavo il suo cazzo ritto, bagnato di sborra, mi pareva finto. Se l'è asciugato sulle mie labbra. 'Scommetto che t'è piaciuto, troia.'
Non ho parlato.
'Okay, mi fa proprio comodo un bel frocio nel palazzo. Passa domani mattina alle sette, voglio un bel pompino prima di andare al lavoro.'
'No, non mi va.'
'Non ti piace il mio cazzo?'
'No, sì, ma io non voglio relazioni.'
'Hai ragione, io corro troppo ma mi capirai, avere un bel frocetto come te nel mio stesso palazzo!'
M'ha spinto a terra e s'è steso lui sul divano allungando le gambe sul bracciolo. 'Leccami i piedi, devo rilassarmi.'
Cazzo glieli ho leccati davvero, inginocchiato ancora a culo nudo. Puzzavano, ma lui non ha dovuto ordinarmi altro, infilavo la lingua anche tra le dita. Non so, forse mi sono innamorato in quel momento, di certo mi sono sentito il suo schiavetto, una cosa che mi confondeva. Dopo un tempo infinito s'è risvegliato e m'ha detto di andarmene. 'Ti aspetto domani alle sette.'
Sono due mesi che gli tiro pompini tutte le mattine. Tonio lascia la porta aperta, non devo bussare né suonare, sul pianerottolo c'è uno studio medico, chiuso a quell'ora, ma qualcuno può sempre sentire. M'aspetta sul divano, il cazzone in mano. Mi schizza in bocca, non devo sporcare, sborra densa e odorosa. Non mi dice nulla, al massimo che sono una brava puttanella.
Mi angoscia dover passare tutte le mattine, ma se trovo la porta chiusa per me è una giornata sbagliata, mi pare di non aver fatto quello che devo e mi vengono mille dubbi, ho paura che s'è incazzato per qualcosa.
Il culo lo vuole la sera, lavora fino a tardi e mia madre s'incazza che faccio troppa palestra e non mi aspettano più. Se ceno con loro, se Tonio m'ha lasciato andar via prima, sono ancora accaldato e ho terrore di puzzare di sesso. Seduto sulla sedia stringo forte il culo spanato, sento la sborra che cola. E poi corro in doccia. 'Ma perché non te la fai in palestra, senti come puzzi!'
Tonio mi richiama. 'Cosa aspetti? Sono arrivato.'
Scendo con l'ascensore fino al piano terra, fingo d'uscire e se non c'è nessuno corro di corsa al primo piano. Tonio non mi scopa da tre giorni, mi vuole. Vuole il suo sborratoio.
La porta è aperta, mi blocco. Cazzo, ci sono anche i suoi due soci, Omar e Yusuf, l'hanno aiutato ad imbiancare la casa in montagna. Omar è egiziano, giovane, Yusuf è nigeriano, forse vecchio come Tonio. Hanno i denti bianchi, camicia e pantaloni sporchi di vernice. I cazzi sono neri. Sono la puttana anche dei suoi soci. M'abbasso da solo i calzoncini e senza fiatare lascio che mi fanno il culo a pi greco mezzi. Ridono, ma ansimano mentre mi scopano.
Tonio esce dalla camera, camicia aperta e panzone in fuori, ho in culo il cazzo di Omar. L'egiziano mi sbatte accelerando e finalmente sborra. Sanno che devono lasciarci soli. Se ne vanno, salutando Tonio, a me una carezza suula chiappa e Omar fa la solita battuta: 'Quando ti sarai stancato di questa puttana te la compro io.'
Mi piace quando lo dice, mi sento bene, sono un frocio che rizza i cazzi. Sto beato col culo spanato, lo tengo alto, so di avere un culo da stupro, muscoloso e liscio. Tonio mi tira una sberla. Rido dentro, il bruciore è pazzesco.
M'accoccolo e gli lecco i coglioni come un cagnolino. I peli duri mi pungono il naso, non s'è lavato, voglio ciucciargli il cazzo ma lui non vuole ancora. Mi porta in camera. Mi spoglio completamente nudo davanti a lui. Mi mette i bracciali e le cavigliere. 'Hai avvisato casa che stasera starai fuori?'
Faccio sì con la testa. Non devo parlare, sono una cagna.
Mi spinge sul letto e mi lega pancia in su, braccia e gambe aperte. Ho il cazzo duro che punta il soffitto, mi prende l'ansia, cerco di calmarmi, di farmene una ragione, sono il suo schiavo, m'ha messo cazzo in su, oggi mi massacrerà palle ed uccello.
Mi si stende sopra, alzo un poco il bacino e il cazzo mi sale in culo. Mi stringe la testa, apro le labbra e mi fa colare la saliva in bocca. Ci spinge la lingua mentre assesta bene il cazzo in culo con una spinta che mi strappa un gemito. Il panzone mi preme addosso.
Odio limonarlo, peggio che leccargli il culo, mi sento la peggiore delle puttane. Lui lo sa e si gode il suo frocio, mi bacia anche il collo e gli occhi.
Si raddrizza a fatica. Spinge le ginocchia sotto le mie cosce, sollevo il bacino inarcandomi, ho mani e piedi legati, il cazzo di Tonio è un paracarro in culo, il mio vibra all'aria.
Mi osserva, dice che sono un bel frocio liscio.
Mi torce i capezzoli, pizzica i fianchi e mi dà una stretta di palle preoccupante. 'Sai che la mia casetta in montagna è finita? È piccolina, ma c'è tutto, anche una cameretta per la mia puttanella. Quest'estate vieni in vacanza con me.'
milano3687@proton.me
E io sono la sua puttana.
Ho ventiquattro anni, vivo con i miei, ho avuto ragazze, faccio sport, gioco in una squadra di pallavolo anche se non sono molto alto, sono l'alzatore, mi depilo perché faccio nuoto e perché sono frocio passivo.
Tonio mi ha beccato su grindr due mesi fa. Ci sono andato una prima volta e non ne sono più uscito.
M'aveva mandato la foto del cazzo. Bello nodoso, curvato verso l'alto, da farci un giro. Ero in un periodo in calore, m'andava bene tutto.
È stato stronzo da subito. 'Sai ciucciare?' Mi ha tirato giù la testa facendomi male al collo e mi sono trovato il cazzo scappellato in bocca senza il tempo di vederlo, un cazzo largo che mi strangolava. Ho cercato di mettermi comodo in ginocchio e ho cominciato un vero pompino da puttana, il suo cazzo mi eccitava, sapeva di vero maschio con le palle.
'Leccami i coglioni.'
Ho ubbidito all'istante, ho leccato coglioni pelosi e sudati. Uno schifo che volevo scappare.
M'ha sollevato per i capelli e rigirato. 'Fammi vedere il culo.'
Ho abbassato i pantaloni della tuta, ero uscito per prendere un cazzo e non avevo messo i boxer. M'ha tirato una sberla da paura, mi è andata a fuoco la chiappa ma io pensavo che poteva averla sentita anche mia madre.
'Ma che bel frocetto mi sono trovato?'
Me l'ha spinto in culo, io in panico, mai preso un cazzo senza preservativo. Ma porca puttana non avevo mai goduto così tanto a sentire un cazzo che mi apriva il culo. E volevo che facesse in fretta, dovevo andarmene di corsa.
Ma Tonio ha fatto i suoi porci comodi nel mio culo, m'ha scopato da farmi piangere. Ancora adesso mi sgomenta quanto dura Tonio, non viene mai, spesso sborro prima io senza nemmeno toccarmi e lui va avanti ancora, mi si sdraia sopra o mi sbatte contro il muro. Giuro, la prima volta mi sono messo a piangere, ma non per il male. Avevo male al culo e mi picchiava botte che non potevo trattenere gli ahia, piangevo per la disperazione, non era possibile godere così tanto e lui continuava senza smettere, le mai dure aggrappate alle spalle o strette a cazzo e coglioni. M'ha ridotto uno straccio, quando ha sborrato in culo riuscivo solo a respirare ed ero sudato da buttar via.
S'è levato e io fissavo il suo cazzo ritto, bagnato di sborra, mi pareva finto. Se l'è asciugato sulle mie labbra. 'Scommetto che t'è piaciuto, troia.'
Non ho parlato.
'Okay, mi fa proprio comodo un bel frocio nel palazzo. Passa domani mattina alle sette, voglio un bel pompino prima di andare al lavoro.'
'No, non mi va.'
'Non ti piace il mio cazzo?'
'No, sì, ma io non voglio relazioni.'
'Hai ragione, io corro troppo ma mi capirai, avere un bel frocetto come te nel mio stesso palazzo!'
M'ha spinto a terra e s'è steso lui sul divano allungando le gambe sul bracciolo. 'Leccami i piedi, devo rilassarmi.'
Cazzo glieli ho leccati davvero, inginocchiato ancora a culo nudo. Puzzavano, ma lui non ha dovuto ordinarmi altro, infilavo la lingua anche tra le dita. Non so, forse mi sono innamorato in quel momento, di certo mi sono sentito il suo schiavetto, una cosa che mi confondeva. Dopo un tempo infinito s'è risvegliato e m'ha detto di andarmene. 'Ti aspetto domani alle sette.'
Sono due mesi che gli tiro pompini tutte le mattine. Tonio lascia la porta aperta, non devo bussare né suonare, sul pianerottolo c'è uno studio medico, chiuso a quell'ora, ma qualcuno può sempre sentire. M'aspetta sul divano, il cazzone in mano. Mi schizza in bocca, non devo sporcare, sborra densa e odorosa. Non mi dice nulla, al massimo che sono una brava puttanella.
Mi angoscia dover passare tutte le mattine, ma se trovo la porta chiusa per me è una giornata sbagliata, mi pare di non aver fatto quello che devo e mi vengono mille dubbi, ho paura che s'è incazzato per qualcosa.
Il culo lo vuole la sera, lavora fino a tardi e mia madre s'incazza che faccio troppa palestra e non mi aspettano più. Se ceno con loro, se Tonio m'ha lasciato andar via prima, sono ancora accaldato e ho terrore di puzzare di sesso. Seduto sulla sedia stringo forte il culo spanato, sento la sborra che cola. E poi corro in doccia. 'Ma perché non te la fai in palestra, senti come puzzi!'
Tonio mi richiama. 'Cosa aspetti? Sono arrivato.'
Scendo con l'ascensore fino al piano terra, fingo d'uscire e se non c'è nessuno corro di corsa al primo piano. Tonio non mi scopa da tre giorni, mi vuole. Vuole il suo sborratoio.
La porta è aperta, mi blocco. Cazzo, ci sono anche i suoi due soci, Omar e Yusuf, l'hanno aiutato ad imbiancare la casa in montagna. Omar è egiziano, giovane, Yusuf è nigeriano, forse vecchio come Tonio. Hanno i denti bianchi, camicia e pantaloni sporchi di vernice. I cazzi sono neri. Sono la puttana anche dei suoi soci. M'abbasso da solo i calzoncini e senza fiatare lascio che mi fanno il culo a pi greco mezzi. Ridono, ma ansimano mentre mi scopano.
Tonio esce dalla camera, camicia aperta e panzone in fuori, ho in culo il cazzo di Omar. L'egiziano mi sbatte accelerando e finalmente sborra. Sanno che devono lasciarci soli. Se ne vanno, salutando Tonio, a me una carezza suula chiappa e Omar fa la solita battuta: 'Quando ti sarai stancato di questa puttana te la compro io.'
Mi piace quando lo dice, mi sento bene, sono un frocio che rizza i cazzi. Sto beato col culo spanato, lo tengo alto, so di avere un culo da stupro, muscoloso e liscio. Tonio mi tira una sberla. Rido dentro, il bruciore è pazzesco.
M'accoccolo e gli lecco i coglioni come un cagnolino. I peli duri mi pungono il naso, non s'è lavato, voglio ciucciargli il cazzo ma lui non vuole ancora. Mi porta in camera. Mi spoglio completamente nudo davanti a lui. Mi mette i bracciali e le cavigliere. 'Hai avvisato casa che stasera starai fuori?'
Faccio sì con la testa. Non devo parlare, sono una cagna.
Mi spinge sul letto e mi lega pancia in su, braccia e gambe aperte. Ho il cazzo duro che punta il soffitto, mi prende l'ansia, cerco di calmarmi, di farmene una ragione, sono il suo schiavo, m'ha messo cazzo in su, oggi mi massacrerà palle ed uccello.
Mi si stende sopra, alzo un poco il bacino e il cazzo mi sale in culo. Mi stringe la testa, apro le labbra e mi fa colare la saliva in bocca. Ci spinge la lingua mentre assesta bene il cazzo in culo con una spinta che mi strappa un gemito. Il panzone mi preme addosso.
Odio limonarlo, peggio che leccargli il culo, mi sento la peggiore delle puttane. Lui lo sa e si gode il suo frocio, mi bacia anche il collo e gli occhi.
Si raddrizza a fatica. Spinge le ginocchia sotto le mie cosce, sollevo il bacino inarcandomi, ho mani e piedi legati, il cazzo di Tonio è un paracarro in culo, il mio vibra all'aria.
Mi osserva, dice che sono un bel frocio liscio.
Mi torce i capezzoli, pizzica i fianchi e mi dà una stretta di palle preoccupante. 'Sai che la mia casetta in montagna è finita? È piccolina, ma c'è tutto, anche una cameretta per la mia puttanella. Quest'estate vieni in vacanza con me.'
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