Io, mia moglie Sara e gli altri Cap. 6
di
Smiko
genere
corna
Il gioco mi piaceva sempre di più, piaceva anche a Sara, per un doppio motivo, compiaceva me e allo stesso tempo si divertiva alla grande. Mi ero però reso conto di desiderare che mi tradisse solo con ragazzi più giovani, anche ragazzi appena maggiorenni, non tanto preferivo uomini più grandi e neppure i miei coetanei. Un giorno la chiama un suo vecchio professore dell’università le chiede di vedersi, lei mi chiede se andare oppure no, le dico vai tranquilla vedi cosa vuole. Pranzarono insieme, lui le propose di aiutarla con l’organizzazione di alcuni corsi all’università, tenere delle lezioni ed aiutarlo con gli esami, lei si riservò di parlarne con me. La sera me ne parlò e io immediatamente intravidi altri sviluppi e le dissi di accettare. Sara mi raccontava tutto come sempre, o la sera a cena o a letto o anche con semplici sms durante il giorno, mi diceva a se qualcuno ci provava, mi diceva se qualcuno diceva qualcosa che la colpiva o se incontrava qualcuno di interessante. Il corso andava bene e stava volgendo al termine senza scossoni, salvo i numerosi mosconi che le giravano intorno, lei però sempre molto professionale, fredda e ferma, incuteva quasi timore, però era terribilmente sexy ma anche elegantissima allo stesso tempo davvero un gioiello di donna. Ad un certo punto, mancavano un paio di mesi dall’esame, un nuovo studente appena arrivato da un’altra città iniziava a prendere parte alle lezioni, un ragazzo di 22 anni, molto carino ma anche molto chiuso e silenzioso non legava con nessuno, un ragazzo molto intelligente e preparato, faceva domande ed osservazioni molto pertinenti alle volte anche tali da mettere in difficoltà il docente. Con mia moglie non riusciva perché lei nella sua materia è davvero molto preparata. Il ragazzo di nome Marco, catturò l’attenzione di Sara che mi parlava spesso di lui. Mancavano 10 gg all’esame e una sera mentre cenavamo le vibrò il cellulare, lei vide e mi disse “è lui, che faccio” io le dissi di rispondere ma di dirgli che stava cenando e che l’avrebbe ricontattato lei appena dopo cena. Verso le 22.30 mia moglie gli inviò un messaggio con scritto “eccomi, adesso sono tutta tua”, il ragazzo prontamente rispose, si scusò per l’ora ma aveva bisogno di capire un argomento che non gli era chiaro, continuarono a messaggiare per diverso tempo e, nel frattempo era passata la mezzanotte e lui disse in un sms “oddio professoressa, è tardissimo non mi ero accorto, vorrà andare a letto” e lei “tranquillo sono già a letto” e lui “ma come, e suo marito? Non si infastidisce se chatta a quest’ora mentre è già a letto?” e lei “no no, è qui di fianco a me che dorme, io non ho affatto sonno quindi possiamo proseguire se vuoi”, lui rispose “certo che voglio”. Ovviamente io ero sveglio con lei leggevo i messaggi di lui e dicevo a mia moglie cosa rispondere. La chat continua, piano piano si lascia l’argomento studio e si passa ad argomenti più personali, ad un certo punto Sara scoppia a ridere e dice “eccolo qua”, lui le aveva scritto “professoressa mi perdoni, ma saperla a letto, probabilmente in intimo, mi fa un certo effetto”, mia moglie risponde con delle faccine che ridono e dice “ahahahahah che effetto?” e lui “eh, provi ad indovinare?” intanto erano entrati più in confidenza, lei risponde “immagino, ma mica è un problema per te?” e lui “no che problema, anzi, mi piace, solo che non so se riuscirò a resistere a lungo” mia moglie risponde con tante faccine che ridono e poi dice “beh se non resisti pazienza, a me non da alcun fastidio”. Lui rimase senza parole per un po’, poi disse “professoressa mi scusi ma io non resisto”, lei disse “non resisti, vai avanti, a me non dispiace”. Praticamente il ragazzo si segò pensando a mia moglie, in intimo, nel letto di fianco a me che dormivo mentre chattava con lui. All’indomani in aula, mia moglie sempre precisa, fredda ed imperturbabile, praticamente un’altra persona. Mi raccontò che lo aveva visto un po’ disorientato dal suo atteggiamento dell’indomani, forse si aspettava più calore. Alla sera sempre verso le 21.30 il cell di Sara vibra, lei vede e dice “è lui” le scriveva per scusarsi di essersi lasciato andare la sera prima, credeva di averle mancato di rispetto, e lei mentre molto candidamente le disse “tranquillo, sono stata contenta di averti allietato la serata”. Ovviamente la chat proseguì fino a tarda sera, stessi argomenti, lui che mentre chattava si toccava mia moglie che gli dava alcuni dettagli sul suo abbigliamento da notte così da far salire la sua eccitazione. All’indomani, di nuovo fredda ed imperturbabile. Questo per diverse sere, con argomenti di crescente contenuto erotico, mia moglie gli diceva cosa indossava, che non aveva il reggiseno che aveva solo canotta e perizoma e tanti altri piccoli dettagli di se. Gli diceva che se fossero stati vicini in quel momento gli avrebbe fatto determinate cose, in pratica facevano sesso virtuale, poi quello reale lo faceva ovviamente con me. Le chat nel frattempo erano passate da whatsapp a telegram così da non renderle riconducibili al numero di mia moglie. Mancavano solo un paio di gg all’esame, poi lui sarebbe ripartito, allora dissi a Sara “è giunta l’ora, te lo devi scopare” lei mi disse “ok, ma come facciamo?” domani digli di venire qui a casa, che io non ci sono e voi ripassate gli argomenti di esame per lui più difficili. Alla sera successiva alle 20.30 lui arriva a casa molto molto imbarazzato, suona Sara gli apre, lei indossava shorts neri corti fino all’inguine e sopra solo una mia camicia bianca quindi larga per lei, ma abbottonata solo con due bottoni all’altezza del seno quindi si intravedeva da sotto l’ombelico e parte dell’addome e da sopra una parte del seno, semplice ma una bomba sexy. Lo fece accomodare sul divano, lui si mise ad un lato seduto, vicino un bracciolo, lei prese due birre dal frigo gl’e ne diede una e si sedette dall’altro lato, poi dopo aver finito la birra iniziarono a parlare degli argomenti di esame, lei si sdraiò, appoggio la testa sul bracciolo e i piedi sul divano ma senza toccare lui e continuarono a parlare di esami, ad un certo punto, lei si stiracchiò e nel farlo appoggiò i piedi sulle sue gambe e e già sentiva il crescente gonfiore nei suoi pantaloni. Gli disse “mi fanno male i piedi” e lui “le faccio un massaggio?” e lei “magari” e quindi lui iniziò a farle il massaggio. Lei disse “ma sai che sei bravo, ma li sai fare anche alla schiena?” e lui “certo alla schiena anche di più” e lei “bene, allora vai” lei si girò, sbottonò la camicia la tolse dandogli le spalle e coprendosi le tette con le mani, si sdraiò sulla penisola del divano a pancia in giù e gli disse di iniziare. Lui si sistemò di fianco a lei ed iniziò a massaggiare la schiena, ma dopo un po’ lei disse “non mi piace, stai storto, ti devi mettere più dritto, vieni sopra di me a cavalcioni” lui esitò e lei disse “dai su, non ti mangio mica” quando iniziò mia moglie disse “ecco, adesso si che va bene, bravo, continua, non ti fermare”. Dopo un po’ lei iniziò ad emettere leggeri gemiti di piacere e a muoversi con il suo bel culetto che stava sotto di lui, lui anche iniziò a muoversi con il bacino simulando una penetrazione ma era ancora vestito, anche se in tuta e sotto si vedeva e si sentiva il membro bello gonfio. A quel punto mia moglie si girò lo prese per la maglia lo tirò verso di se e lo baciò. Immediatamente gli sfilò la t-shirt, gli abbassò i pantaloni ed iniziò a fargli un pompino, lui venne quasi immediatamente in bocca a mia moglie che non si fermò, ingoiò fino all’ultima goccia, lo fece riprendere subito e poi scoparono. La penetrò in tutte le posizioni, prima lei sopra e lui sotto, poi pecora, poi di fianco, lei venne numerose volte, lui quando fu pronto, volle sborrarle sulle tette, le inondò di sperma. Quando ebbero finito, lei senza pulirsi indossò di nuovo la mia camicia, e senza abbottonarla si scattò una foto delle tette sborrate e me la mandò, scrivendomi “missione compiuta, ti amo”. Che donna fantastica mia moglie. All’indomani all’esame, la donna seria, fredda ed imperturbabile di sempre, però lui superò l’esame perché era bravo.
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