Cecilia e suo nipote III

di
genere
incesti

Domenica mattina, l'atmosfera in casa era completamente cambiata. Mauro intuì che qualcosa non andava, Cecilia era raggiante, quasi arrogante, e Luca evitava il suo sguardo sfoggiando un sorriso perenne e complice. Dopo colazione, Mauro voleva fare una passeggiata in paese, ma Cecilia lo trattenne saldamente per un braccio.
"No. Tu resti qui. Siediti sulla poltrona in salotto. Abbiamo qualcosa da mostrarti."
Mauro aggrottò la fronte, sorpreso dal tono autoritario della moglie.
"Di cosa stai parlando, Cecilia?"
Lei non rispose. Fece cenno a Luca di avvicinarsi. Il giovane si avvicinò, già teso. Cecilia si fermò davanti al marito, lo guardò dritto negli occhi e dichiarò con voce calma ma ferma:
"Tuo nipote mi ha scopata per tutto il weekend, Mauro. Mi ha riempito la figa, il culo, la bocca... e mi è piaciuto un sacco! Ora starai lì seduto a guardare un vero uomo che si scopa tua moglie. Non ti muovi. Non dici niente. Devi solo guardare."
Mauro si infuriò. "Cecilia... stai scherzando... è mio nipote..."
"Non sto scherzando. Siediti!"
Lei spinse Mauro nella grande poltrona. Lui si sedette, stordito, con le mani tremanti. Cecilia si voltò verso Luca, con un sorriso malizioso sulle labbra.
"Togliti i vestiti, nipote. Mostra a tuo zio il bel cazzo grosso che mi ha fatto venire come una pazza per tutto il weekend."
Luca si tolse la maglietta, poi i pantaloncini. Il suo pene balzò fuori, già mezzo eretto, lungo, grosso, venoso. Mauro non poté fare a meno di fissarlo, scioccato dalle dimensioni e dalla giovane età di quel membro.
Cecilia si tolse lentamente il vestito, ritrovandosi completamente nuda di fronte ai due uomini. I suoi pendevano leggermente, i capezzoli erano già duri, la sua vagina luccicava di umidità.
Si avvicinò a Luca, lo baciò appassionatamente davanti a Mauro, con la lingua ben visibile e la saliva che colava. Poi si inginocchiò e prese il cazzo del nipote in bocca. Lo succhiò rumorosamente e profondamente, emettendo gemiti osceni. La saliva le colava dal mento fino al seno. Luca gemette, con le mani tra i capelli della zia.
Mauro guardava, paralizzato, a bocca aperta. Il suo pene cominciava a indurirsi involontariamente nei pantaloni.
Cecilia estrasse il cazzo dalla bocca con un umido "pop" e si rivolse al marito:
"Guarda bene, Mauro. Guarda come sto succhiando il cazzo di tuo nipote. È molto più grande e duro del tuo, da anni a questa parte. E mi scoperà senza pietà proprio davanti a te."
Si alzò, si mise a quattro zampe sul tappeto del soggiorno, proprio di fronte alla poltrona di Mauro, con il sedere inarcato, la fica e l'ano in bella vista.
"Dai, Luca. Scopami. Mostra a tuo zio come si scopa una donna come si deve."
Luca si inginocchiò dietro di lei. Sputò sul suo pene e lo infilò completamente nella fica bagnata di Cecilia con un unico movimento rapido. Lei emise un lungo grido di piacere.
"Sììì! Infilalo fino in fondo!"
Luca iniziò a penetrarla violentemente. Il suono della carne che sbatteva contro di lei riempiva la stanza. I suoi testicoli sbattevano contro la fica di Cecilia ad ogni spinta. I seni oscillavano come pendoli.
Mentre veniva baciata, Cecilia guardò il marito dritto negli occhi.
"Vedi, Mauro? Tuo nipote mi sta scopando forte la fica. Guarda come mi riempie... Guarda come la mia fica inghiotte il suo grosso cazzo... Non sei mai riuscito a farmi urlare così, vero?"
Mauro era rosso in viso e umiliato, ma il suo pene era ormai completamente eretto nei pantaloni. Non disse nulla, si limitò a guardare, ipnotizzato dallo spettacolo.
Cecilia continuò, con la voce rotta dalle spinte:
"Dillo, Mauro. Dì che stai guardando tuo nipote che mi scopa... Dì che vedi che troia sono..."
Mauro deglutì, con la voce rotta dall'emozione:
"...Sto guardando... mio nipote che ti bacia..."
"Più forte! E di' che sono la tua moglie troia!"
"Tu sei... la mia stronza di moglie..."
Luca accelerò, afferrò i fianchi di Cecilia e la penetrò ancora più forte. Cecilia venne per prima, urlando senza controllo, il corpo scosso da spasmi, la sua vagina che schizzò un po' sul tappeto.
"Guarda, Mauro! Sto venendo sul cazzo di tuo nipote!"
Luca non si fermò. Si ritrasse, girò Cecilia sulla schiena, le allargò le gambe e la penetrò di nuovo in posizione missionaria, proprio di fronte alla poltrona. I loro volti erano molto vicini a quello di Mauro. Cecilia prese la mano del marito e la posò sul suo seno.
"Toccami mentre mi scopa. Senti quanto sono duri i miei capezzoli per colpa sua."
Mauro obbedì, massaggiando goffamente il seno della moglie mentre Luca la penetrava con forza. Il giovane gemette:
"Zia Cecilia... sto arrivando..."
"Svuotati qui dentro! Riempimi davanti a tuo zio!"
Luca emise un gemito animalesco ed esplose. Potenti getti di sperma caldo si riversarono in profondità nella vagina di Cecilia. Continuò a spingere durante l'orgasmo, provocando rivoli di sperma bianco sul tappeto.
Quando finalmente si ritirò, la vagina di Cecilia rimase spalancata, grondante di sperma denso. Cecilia infilò due dita dentro, le estrasse coperte di sperma e le porse a Mauro.
"Apri la bocca, marito mio. Assaggia lo sperma di tuo nipote che mi ha appena riempita."
Mauro esitò per un secondo, poi aprì la bocca. Cecilia gli infilò le dita e gli fece succhiare la miscela di sperma e fluidi vaginali.
"Bene... Ingoia. Ti ci abituerai, perché Luca resterà ancora per qualche giorno... e tu ci guarderai scopare tutti i giorni. Magari ci servirai anche da bere mentre lui mi scopa il culo."
Cecilia si voltò verso Luca, ancora senza fiato, e gli accarezzò la coda che si stava indurendo di nuovo.
"E tu, nipote mio... ora che tuo zio ha visto, puoi scoparmi quando vuoi, dove vuoi, proprio davanti a lui. Stasera voglio che tu mi sodomizzi sul divano mentre lui guarda. E questa volta voglio che tu mi chiami troia davanti a lui."
"Sì, zia Cecilia. Ti scoperò il culo davanti a mio zio e gli dirò che sua moglie è una vera troia."
Mauro rimase seduto in poltrona, umiliato, eccitato suo malgrado, con la bocca ancora intrisa del sapore dello sperma del nipote, mentre Cecilia e Luca si baciavano languidamente proprio davanti a lui.
Il fine settimana non era ancora finito. E la loro nuova vita di coppia era appena iniziata.
scritto il
2026-04-28
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