Vacanze in campagna 3

di
genere
incesti

Per consigli, chiacchiere o domande varie: pandasolitario77@gmail.
Per una migliore comprensione consiglio la lettura della prima parte, Vacanze in campagna (1?) e della seconda parte, Vacanze in campagna 2.
Bussarono alla porta, mi svegliai con difficoltà, la testa rimbombava e la stanza girava vorticosamente ma comunque riuscii ad alzarmi, non trovai nulla con il quale coprirmi ma la cosa non mi importò molto. Andai ad aprire e vidi il corridoio buio, davanti a me c'era una figura femminile, vestita con una vestaglia di raso rosa confetto, era zia. Senza dire una parola fece un passo per entrare in stanza, istintivamente la feci entrare, non realizzai subito. Zia mantenne la testa bassa, non mi guardò mai negli occhi. Con un unico movimento si slacciò la vestaglia che cadde sul pavimento, il suo corpo era nudo, coperto solo dalla penombra. Il tempo per realizzare cosa stesse succedendo si azzerò quando mi si avvicinò, fummo praticamente ad un palmo di distanza quando con la mano sinistra mi strinse forte i capelli spingendomi la testa verso un suo seno riempiendomi la bocca con il suo capezzolo. Persi ogni freno inibitore che mi era rimasto e succhiai avidamente quel capezzolo turgido. Zia, che con una mano continuava a tenermi la testa premuta sul suo seno, usò l'altra per stringerla sul mio cazzo, così duro da farmi quasi male ed iniziò a segarmi con forza. Chiuse la porta con il tallone ed iniziò a spingermi costringendomi a camminare all'indietro. Ero completamente inerme, non ero più suo nipote ma il suo oggetto del piacere, venivo usato e mi piaceva. Zia continuò a spingermi indietro, a tenermi la testa premuta contro il suo seno e con l'altra mano a segarmi convulsamente. Arrivammo al letto, mi spinse con il bacino fino a farmi sedere, lei con ancora la mano che mi stringeva i capelli mi fece cambiare seno e con l'altra si impalò su di me. La penetrazione su veloce e profonda, scivolai dentro di lei tanto che era bagnata, era stretta e ogni colpo che la sua galoppata le infliggeva le provocava un sussulto. Non emise un gemito, la sua testa era chinata sulla mia, sentivo che si stava mordendo le labbra. Mentre mi cavalcava con ritmo nevrotico con la mia mano sinistra le strinsi il seno che stavo succhiando, la strinsi così forte da farle emettere un unico flebile suono, con l'altra mano invece le stringevo forte i capelli, da dominato volevo diventare il dominatore. Il mio cambio di ruolo durò poco, dopo pochi colpi zia si alzò, facendosi sfilare il mio cazzo da dentro e mi squirtò addosso, mi staccò dal seno, mi guardò, mi diede uno schiaffo e riprendendosi la vestaglia dal pavimento se ne andò. Rimasi seduto sul letto, fradicio di squirt di mia zia, basito dall'accaduto e con un cazzo pieno di sborra non scaricata. Arrivò mattina, dormii poco, come di consuetudine mi feci una doccia, mi vestii e scesi a fare colazione.
"Buongiorno nonna"
"Buongiorno Lu, hai dormito bene?"
"Più o meno nonna, non dormito molto, colpa del caldo credo"
"Hai ragione Lu questa estate è particolarmente calda, tua zia e tua cugina sono già uscite, oggi io ed il nonno siamo in paese, starai con tua madre nell'orto"
"Va bene nonna"
Mentre la conversazione con nonna vertì su quanto i biscotti fossero buoni mia madre scese le scale, era vestita con una canottiera bianca che faceva una fatica tremenda a trattenere i suoi enormi seni, uno short che metteva in mostra le sue cosce abbronzate e levigate, il tutto a concludere con dei camperos neri.
"Marì sempre più spogliata, tra un po' esci nuda"
"Che c'è di male ma'? Sono libera e fresca"
"Troppo libera Mari ti vedo il seno"
"E quindi ma'? Almeno qui Luca apprezza, vero Lu?"
"Vero mamma, hai davvero un gran bel seno"
"Vedi ma'? Che chi apprezza!"
"Sto in una gabbia di matti!" Dopo una risata collettiva ed una veloce colazione di mamma andammo nell'orto, passarono le ore ed avevo un gran male alle palle, le sentivo pesanti e gonfie, anche camminare era doloroso, tanto che dovetti fermarmi.
"Mamma mi siedo un attimo"
"Ok Lu facciamo una pausa, oggi ti vedo fiacco"
"Si mamma non mi sento proprio al massimo"
Mamma tolse un po' di vino dalla borsa frigo, "tieni questi ti rimetterà"
"Grazie mamma, ti fai un bicchiere anche tu?"
"Ma si, ci vuole"
Bevemmo un po' e mi disse: "Lu mi vuoi dire cos'hai? Mi sembri strano"
"Te l'ho detto mamma, niente di che"
"Sai quando sei piccolo venivo qui ad allattarti, all'epoca ero bella e giovane"
"Mamma ma sei ancora una bellissima donna, giovane e in forma"
"Quanto sei dolce Lu, ma in gioventù ero un fiore delicato, guardami ora, ho questo seno immenso, queste coscione da prosciutto"
"Mamma sei bellissima, non hai nessun prosciutto ed il seno è un surplus fidati"
"Davvero tesoro?"
Gli occhi di mamma brillarono, io sentivo l'erezione sempre più presente e le palle sempre più doloranti, sarà stata la notte trascorsa o una incredibile voglia di mia madre, ma persi ogni freno inibitore: "si mamma sono bellissime, anzi hai detto che qui mi allattavi, perché non rifarlo?" Ormai il dado era tratto, ci provai spudoratamente, nemmeno io sapevo quello che stavo facendo.
"Tesoro ma che dici, ormai sei grande e non ho più latte"
"E quindi mamma? Ho bevuto il vino, meglio del latte!" Mamma era seduta sull'erba, spalle ad un albero ed io mi misi con la testa sulle sue cosce, feci un ultimo gesto, provai l'impossibile, spostai la canottiera di mia madre esponendole il seno sinistro, dicendo: "dai mamma solo un po'", mamma non disse nulla, ed io prima baciai il suo enorme capezzolo sinistro, lo leccai un po', volevo assaporarne il gusto, poi lo misi in bocca e succhiai.
"Tesoro ma che fai e se ci vedono"
Continuai a succhiare, non volevo privarmi di quel piacere.
"Tesoro proprio come quando eri piccolo, succhiavi così avidamente" vedevo mamma in estasi e lo ero anche io, aumentai la forza impressa nella succhiata
"Tesoro quanta voglia che hai, lo sento" in quel momento non fui lucido, lo sspevo benissimo ma non me ne importò, presi una mano di mamma e la condussi verso il mio cazzo.
"Tesoro ho capito perché stai male, sei troppo represso, adesso ci pensa la mamma a farti stare bene"
Mia madre prese in mano il mio cazzo, accarezzò la cappella con delicatezza e curiosità, lo prese delicatamente ed inizio una lenta e dolce sega.
"Tesoro ci sta pensando la mamma, tu succhia tesoro mio succhia sempre"
Passarono pochi minuti e schizzai 3 fiotti abbondanti di sborra, così abbondanti che un po' finì anche sul viso di mia madre. Mi staccai dal seno, le sorrisi e lei mi disse: "tesoro ti avevo detto di masturbarti di più!".
Fu così che quell'estate iniziarono i miei rapporti con mia madre e mia zia, grazie a tutti per essere arrivati fin qui.
scritto il
2026-04-20
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