PET - paradise
di
Lamancina
genere
dominazione
Oggi è stata una giornata lavorativa impegnativa e pesante, per me e per tutti i colleghi. Capo stamattina mi ha detto di andare in casetta dopo il lavoro e di aspettarlo lì, sarebbe arrivato un po' più tardi. Per scrollarmi via la giornata, metto le cuffiette con un po' di musica e cammino con calma, il tragitto dall'ufficio alla casetta è breve, il tempo di un paio di canzoni.
Dalle cuffiette sento la prima canzone: mi soffermo su alcune frasi e inizio a pensare a quando ho visto Capo nel suo ufficio, aveva appoggiato la sua giacca sullo schienale della sedia, con le maniche della camicia arrotolate e la cravatta. Per un attimo mi sono persa a guardare il suo modo di gesticolare, la sua eleganza nonostante fosse in un momento informale. Questo suo modo di fare deciso, a tratti severo e sempre elegante, gli appartiene anche quando siamo da soli in intimità. Per me è ipnotico, mi attira e mi eccita. Solo a pensare al suo modo di fare sento lentamente il mio corpo eccitarsi e nelle cuffiette Sade con la sua Paradise che mi accompagna: “Feels like you’re mine” (“Sembra che tu sia mio”). “Feels right, so fine” (“Sembra giusto, così bene”).“I’m yours, you’re mine” (“Io sono tua, tu sei mio”). “Like paradise” (“Come in paradiso”). Questo basso mi fa vibrare il corpo, i pensieri e le parole mi accendono. Aumento il passo, davanti al portone della sua casetta c'è parcheggiata la sua macchina. Tolgo le cuffie, salgo.
In casetta lui non c'è, trovo la sua cravatta abbandonata vicino all'ingresso. Istintivamente la tocco: è liscia, è fredda, è morbida e scivolosa, la seta sembra liquida.
Tolgo la mano quasi immediatamente e, con calma, mi spoglio, la casa è calda e si sta bene. Raccolgo i capelli e prima di entrare nella doccia mi guardo allo specchio. Vado in doccia, sento l'acqua calda sulla pelle, la sensazione è simile a quando ho toccato la cravatta poco fa: la pelle liscia, morbida. Mi accarezzo il seno e la pancia, poi scendo ancora e mi sento eccitata, mi accarezzo. Esco dalla doccia e metto un grande asciugamano intorno al corpo, mi guardo allo specchio. Mi lavo i denti e nel frattempo il telo cade ai miei piedi. Mi osservo: voglio scattarmi una foto così come sono, davanti a questo specchio. Finisco di lavarmi i denti e prendo il telefono mettendomi in posa con le gambe leggermente aperte, una mano sulla coscia e il telefono che copre il viso. Lui entra in casa proprio in quel momento e mi becca in pieno! Mi imbarazzo subito mentre lui sorride, non pensava di trovarmi così. Si avvicina alla porta del bagno, ha l'aria divertita. Io raccolgo il telo e lui mi dice "fammi vedere come ti fai le foto, come ti guardi". Non capisco se è un invito o un ordine ma poso il telo e mi rimetto in posizione e scatto "mostrami la foto" dice lui prendendo il telefono di mano "sei venuta bene". Mi restituisce il telefono e inizia a spogliarsi davanti alla porta del bagno, senza darmi la possibilità di uscire e soprattutto continuando a guardarmi con uno sguardo misto tra il compiacimento e il divertimento. Io mi sento morire, trovata a scattarmi una foto nuda davanti allo specchio come una ragazzina.
Ora anche lui è completamente nudo, prende la cravatta in mano e mi dice "vieni Micia". Io lo seguo, la casetta è piccola e pochi secondi dopo ci troviamo in piedi davanti al letto "sciogli i capelli e sali sul letto, mettiti in ginocchio", lo faccio sul bordo del letto, dandogli le spalle. Lui rimane in piedi dietro di me le sue mani mi toccano il culo e lentamente salgono seguendo la forma del mio corpo: i fianchi, la schiena, le spalle, arriva ai capelli e me li raccoglie con le mani tirandoli un pochino, ho i brividi e inarco leggermente la schiena. Passa la cravatta davanti al mio viso e fa un nodo, la sistema sui miei occhi. Buio. Senza dire una parola torna con le mani sulla mia schiena e mi fa' piegare in avanti: appoggio i palmi delle mani e le braccia fino ai gomiti "sei senza controllo adesso" mi dice.
Le sue mani scorrono sul mio corpo per farmi mettere in posizione: la schiena incurvata, il culo più in alto delle spalle, il mio peso appoggiato sulle mie ginocchia e sulle mia braccia, il viso in avanti anche se ho gli occhi coperti e non posso vedere nulla, le caviglie vicinissime. Quando sono come lui mi vuole mi dice "Rimani ferma così, come una bambolina", sento che si allontana e per qualche minuto infinito rimango ferma in attesa. Avendo gli occhi coperti, ho gli altri sensi in allerta: sento bene il tessuto liscio della cravatta sul mio viso, riesco a sentire nettamente il profumo delle lenzuola e il materasso morbido sotto di me, avverto ogni minimo rumore e capisco che lui si sta muovendo intorno al letto probabilmente per guardarmi da ogni angolazione possibile. E poi improvvisamente le sue mani tornano delicatamente sul mio corpo, mi sfiora la schiena percorrendola dall'alto verso il basso, lui si trova dietro di me, mi afferra dai fianchi e mi tira a sé. Mi penetra lentamente arrivando fino in fondo. Il mio pensiero torna su quella canzone "Io sono tua... Come in paradiso", come nella canzone di prima, mi sento in paradiso adesso. Non riesco nemmeno ad emettere un suono, mi manca il fiato. Il mio corpo è in allerta, lui è dentro di me e le sue mani mi stringono la carne sui fianchi. Mentre mi scopa, la cravatta mi scivola sul collo, riesco a vedere adesso ma non c' è niente da guardare davanti a me, solo la testiera del letto. Lui continua a scoparmi senza sosta, alternando il ritmo. Ed io sono qui per questo: essere scopata da lui. "Girati" mi dice ed io mi stendo sul letto, ci guardiamo per un attimo negli occhi e il suo cazzo non si fa' attendere, in pochi secondi sono di nuovo sua.
Ora l'imbarazzo di prima non esiste, non ci penso più. Ora il mondo fuori non esiste. Ora il lavoro non esiste.
Con il busto si piega verso di me, ho ancora la cravatta annodata sul collo, lui la sposta e mi bacia il seno, il collo. Io appoggio le mie mani sulle sue braccia, il suo corpo è un fascio di nervi. Le mie gambe lo cingono sui fianchi "feels right... Like paradise" di nuovo quelle parole nella testa. Lui accelera e gode, è un animale selvatico in tutta la sua natura. Un leone possente. Dopo l'orgasmo ci rilassiamo un attimo, ma è tardi io devo scappare via. Torno a casa mia, mi spoglio di nuovo e di nuovo mi guardo allo specchio: rispetto a prima ci sono dei segni nuovi sul seno, sui fianchi, sul culo, perfino sulla coscia. Non mi sono resa conto di niente prima, con lui vado in un' altra dimensione. Prendo il mio telefono per guardare le foto che avevo scattato dopo la doccia. Mi ritrovo in galleria una ventina di foto mie in cui sono sul letto con gli occhi bendati, me le ha scattate lui in quei minuti infiniti di attesa, da tutte le angolazioni. Eccomi lì, nuda e immobile. Mentre le guardo mi arriva un messaggio da lui "Non ti sei accorta di niente. Sei stata brava bambolina"
Dalle cuffiette sento la prima canzone: mi soffermo su alcune frasi e inizio a pensare a quando ho visto Capo nel suo ufficio, aveva appoggiato la sua giacca sullo schienale della sedia, con le maniche della camicia arrotolate e la cravatta. Per un attimo mi sono persa a guardare il suo modo di gesticolare, la sua eleganza nonostante fosse in un momento informale. Questo suo modo di fare deciso, a tratti severo e sempre elegante, gli appartiene anche quando siamo da soli in intimità. Per me è ipnotico, mi attira e mi eccita. Solo a pensare al suo modo di fare sento lentamente il mio corpo eccitarsi e nelle cuffiette Sade con la sua Paradise che mi accompagna: “Feels like you’re mine” (“Sembra che tu sia mio”). “Feels right, so fine” (“Sembra giusto, così bene”).“I’m yours, you’re mine” (“Io sono tua, tu sei mio”). “Like paradise” (“Come in paradiso”). Questo basso mi fa vibrare il corpo, i pensieri e le parole mi accendono. Aumento il passo, davanti al portone della sua casetta c'è parcheggiata la sua macchina. Tolgo le cuffie, salgo.
In casetta lui non c'è, trovo la sua cravatta abbandonata vicino all'ingresso. Istintivamente la tocco: è liscia, è fredda, è morbida e scivolosa, la seta sembra liquida.
Tolgo la mano quasi immediatamente e, con calma, mi spoglio, la casa è calda e si sta bene. Raccolgo i capelli e prima di entrare nella doccia mi guardo allo specchio. Vado in doccia, sento l'acqua calda sulla pelle, la sensazione è simile a quando ho toccato la cravatta poco fa: la pelle liscia, morbida. Mi accarezzo il seno e la pancia, poi scendo ancora e mi sento eccitata, mi accarezzo. Esco dalla doccia e metto un grande asciugamano intorno al corpo, mi guardo allo specchio. Mi lavo i denti e nel frattempo il telo cade ai miei piedi. Mi osservo: voglio scattarmi una foto così come sono, davanti a questo specchio. Finisco di lavarmi i denti e prendo il telefono mettendomi in posa con le gambe leggermente aperte, una mano sulla coscia e il telefono che copre il viso. Lui entra in casa proprio in quel momento e mi becca in pieno! Mi imbarazzo subito mentre lui sorride, non pensava di trovarmi così. Si avvicina alla porta del bagno, ha l'aria divertita. Io raccolgo il telo e lui mi dice "fammi vedere come ti fai le foto, come ti guardi". Non capisco se è un invito o un ordine ma poso il telo e mi rimetto in posizione e scatto "mostrami la foto" dice lui prendendo il telefono di mano "sei venuta bene". Mi restituisce il telefono e inizia a spogliarsi davanti alla porta del bagno, senza darmi la possibilità di uscire e soprattutto continuando a guardarmi con uno sguardo misto tra il compiacimento e il divertimento. Io mi sento morire, trovata a scattarmi una foto nuda davanti allo specchio come una ragazzina.
Ora anche lui è completamente nudo, prende la cravatta in mano e mi dice "vieni Micia". Io lo seguo, la casetta è piccola e pochi secondi dopo ci troviamo in piedi davanti al letto "sciogli i capelli e sali sul letto, mettiti in ginocchio", lo faccio sul bordo del letto, dandogli le spalle. Lui rimane in piedi dietro di me le sue mani mi toccano il culo e lentamente salgono seguendo la forma del mio corpo: i fianchi, la schiena, le spalle, arriva ai capelli e me li raccoglie con le mani tirandoli un pochino, ho i brividi e inarco leggermente la schiena. Passa la cravatta davanti al mio viso e fa un nodo, la sistema sui miei occhi. Buio. Senza dire una parola torna con le mani sulla mia schiena e mi fa' piegare in avanti: appoggio i palmi delle mani e le braccia fino ai gomiti "sei senza controllo adesso" mi dice.
Le sue mani scorrono sul mio corpo per farmi mettere in posizione: la schiena incurvata, il culo più in alto delle spalle, il mio peso appoggiato sulle mie ginocchia e sulle mia braccia, il viso in avanti anche se ho gli occhi coperti e non posso vedere nulla, le caviglie vicinissime. Quando sono come lui mi vuole mi dice "Rimani ferma così, come una bambolina", sento che si allontana e per qualche minuto infinito rimango ferma in attesa. Avendo gli occhi coperti, ho gli altri sensi in allerta: sento bene il tessuto liscio della cravatta sul mio viso, riesco a sentire nettamente il profumo delle lenzuola e il materasso morbido sotto di me, avverto ogni minimo rumore e capisco che lui si sta muovendo intorno al letto probabilmente per guardarmi da ogni angolazione possibile. E poi improvvisamente le sue mani tornano delicatamente sul mio corpo, mi sfiora la schiena percorrendola dall'alto verso il basso, lui si trova dietro di me, mi afferra dai fianchi e mi tira a sé. Mi penetra lentamente arrivando fino in fondo. Il mio pensiero torna su quella canzone "Io sono tua... Come in paradiso", come nella canzone di prima, mi sento in paradiso adesso. Non riesco nemmeno ad emettere un suono, mi manca il fiato. Il mio corpo è in allerta, lui è dentro di me e le sue mani mi stringono la carne sui fianchi. Mentre mi scopa, la cravatta mi scivola sul collo, riesco a vedere adesso ma non c' è niente da guardare davanti a me, solo la testiera del letto. Lui continua a scoparmi senza sosta, alternando il ritmo. Ed io sono qui per questo: essere scopata da lui. "Girati" mi dice ed io mi stendo sul letto, ci guardiamo per un attimo negli occhi e il suo cazzo non si fa' attendere, in pochi secondi sono di nuovo sua.
Ora l'imbarazzo di prima non esiste, non ci penso più. Ora il mondo fuori non esiste. Ora il lavoro non esiste.
Con il busto si piega verso di me, ho ancora la cravatta annodata sul collo, lui la sposta e mi bacia il seno, il collo. Io appoggio le mie mani sulle sue braccia, il suo corpo è un fascio di nervi. Le mie gambe lo cingono sui fianchi "feels right... Like paradise" di nuovo quelle parole nella testa. Lui accelera e gode, è un animale selvatico in tutta la sua natura. Un leone possente. Dopo l'orgasmo ci rilassiamo un attimo, ma è tardi io devo scappare via. Torno a casa mia, mi spoglio di nuovo e di nuovo mi guardo allo specchio: rispetto a prima ci sono dei segni nuovi sul seno, sui fianchi, sul culo, perfino sulla coscia. Non mi sono resa conto di niente prima, con lui vado in un' altra dimensione. Prendo il mio telefono per guardare le foto che avevo scattato dopo la doccia. Mi ritrovo in galleria una ventina di foto mie in cui sono sul letto con gli occhi bendati, me le ha scattate lui in quei minuti infiniti di attesa, da tutte le angolazioni. Eccomi lì, nuda e immobile. Mentre le guardo mi arriva un messaggio da lui "Non ti sei accorta di niente. Sei stata brava bambolina"
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