Scopata dall'insegnante III l'orgia degli studenti
di
Dedalo
genere
dominazione
La cerimonia di maturità era in corso. Mio figlio era passato a pieni voti.
Non era stato semplice. Avevo dovuto spompinare tutti quegli uomini...tutto il reparto insegnante. Mi avevano anche scopata...ricordavo come mi avevano ingroppata, come se fossi stata una prostituta. Mi erano venuti dentro ed addosso. Nei giorni seguenti, tutto il mio corpo era stato dolorante, la vagina arrossata. L'ano...dilatato. Non sarebbe mai tornato come prima.
Nei giorni seguenti mi ero odiata. Mi ero...eccitata. Ripensavo a quella tempesta di cazzi. Erano tutti per me, desiderosi di scoparmi. E io li avevo scopati tutti. E avevo salvato la carriera di mio figlio.
Lo avevo fatto promuovere vendendo il mio corpo.
Ora bevevo un drink a casa, da sola. In camicia da notte.
Fuori sentivo i rumori della festa. C'era anche una partita di calcio.
DING DONG
Qualcuno aveva suonato. Strano, a quell'ora. Non poteva essere mio figlio. Era a festeggiare...
All'ingresso trovai 3 compagni di classe di mio figlio. Simoncino, Luca e un altro, alto e grosso.
Simoncino veniva spesso da noi a fare merenda. Era cresciuto, ma era rimasto piccolo e incurvato, con qualche peletto sotto il naso. Luca era alto e timido. Mentre l'altro, di cui non sapevo il nome, dimostrava 30 anni, anche se tutti ne avevano solo 18.
"Ciao ragazzi..." dissi. "Che bello vedervi. Ma perchè non siete a festeggiare...?"
Capii subito che c'era qualcosa di strano. Simoncino mi guardava in modo strano, diverso. Era venuto a casa nostra tante volte.
"Senta Signora..." quello alto e grosso cominciò. "Siamo qui per divertirci un po'. Altri stanno arrivando."
Lo guardai in silenzio, alzando un sopracciglio. Altri?
"Mio...mio figlio non è qui purtroppo. E' alla festa...perchè...perchè non lo raggiungete..." ho detto, facendo un passo indietro. I miei occhi si soffermarono sul ragazzo alto che aveva parlato. Si stava grattando in mezzo alle gambe e rideva da solo.
Fu il terzo ragazzo, Luca, a porgermi il suo telefonino. Lo presi tra le mani tremanti. La mia sanità mentale vacillò per un momento, ma mi feci forza. Era un video...ed io ero la protagonista. Stavo...facendo dei pompini. Ero io, anche se ero bendata. Non pensavo di apparire in quel modo. E che ci fossero tutti quegli uomini. Ero piena di sperma e sembravo una prostituta. Mi salì un conato di vomito, mentre guardavo i ragazzi impietrita. Ero stata filmata. Ero stata filmata mentre...
Mi appoggiai al tavolo dietro di me. I ragazzi ormai erano entrati e si erano tolti le scarpe. Io respiravo a fatica e non riuscivo a stare in piedi.
"Cosa...cosa volete...?" chiesi. Avevo una voce strana, roca. Cercai di mantenere un certo contegno, nonostante tutto. Impettita, li guardai dall'alto al basso. E la fica mi si bagnò. I miei occhi si posarono sul petto del ragazzo grosso e in mezzo alle sue gambe. Chissà come aveva il cazzo...
Luca parlò, mentre Simoncino guardava il pavimento. Non poteva guardarmi, Simoncino. Non dopo tutte quelle merende a casa nostra. Ora capivo. Chissà quante seghe si era fatto, pensandomi.
"Il video...ecco. Il video lo abbiamo solo noi." Luca disse. Non era un brutto ragazzo, era solo troppo magro.
Lo guardai e guardai anche Simoncino, che arrossì violentemente.
Il ragazzo grosso si avvicinò. Aveva una giacca di pelle ed era uno che scopava, mentre gli altri erano quasi ragazzini. Forse vergini.
"Ci piace la sua fica, Signora. Vogliamo fare un giro. Poi cancelliamo il video. Sicuro."
Mentre parlava mi guardava il corpo. Ero in camicia da notte e le mie curve erano bene in vista.
"Non vorrà che suo figlio e tutti gli altri la vedono mentre spompina vecchi e bifolchi? Stia tranquilla, ce l'ho bello grosso io. La faccio godere. Ora si metta a novanta e faccia la troia. Niente benda, però Signora. Mi piace quello sguardo..." Così dicendo il ragazzo si era tolto la giacca e anche i pantaloni. Da sotto le mutande si vedeva una grande erezione. Nemmeno il professore ce l'aveva così grande.
Io rimasi in piedi, in silenzio, a giudicarli con lo sguardo. Simoncino era rosso come un peperone.
"Forze Signora, che qui vien notte. Ci faccia vedere la fica. E alla svelta. Le diamo una botta e siamo tutti contenti. Lei si sente giovane per un po'." Quello grosso disse. "O dobbiamo spogliarla noi?"
Lentamente, con dignità, mi lasciai scivolare la camicia da notte di dosso. Li guardavo con astio, mentre dalla mia vagina impazzita scendeva un liquido. Mi facevano schifo. E volevo farli godere.
Luca si era spogliato anche lui. Aveva il cazzo in mano.
"Si metta a quattro zampe. Voglio che abbai come un cane." disse.
Non potevo crederci.
"E bravo Luca." disse quello grosso. Aveva ancora il pene sotto le mutande. Aspettava a sfoderarlo, per sorprendermi. "Ha sentito signora? Avanti, cominci lo show."
Così ero li, a quattro zampe, come un animale. A casa mia.
"Woof. Woof." abbaiai, tra le risa. Simoncino mi si era avvicinato, timidamente.
"M-mi succhi il cazzo. Per favore." disse, biascicando. Aveva un cazzino piccolo e unto.
Uno dei ragazzi mi spinse la testa verso quel cazzino e io lo presi in bocca, fino in gola. Avevo i suoi peli pubici in faccia. Succhiai, imprecando tra i denti, mentre sentivo qualcosa di caldo e appiccicoso. Simoncino mi era venuto subito in bocca, urlando. La sua sborra aveva un sapore acre. Ansimava eccitato.
"Simo, sei un coglione." quello grosso disse. Sfoderò il cazzo e me lo sbattè in faccia. Era enorme. Una cosa mostruosa. Anche Luca aveva tirato fuori il cazzo, lungo e a matita. Mi si avvicinarono e mi aprirono la bocca a forza.
"Piano..." dissi.
"Piano, sto cazzo." Disse quello grosso.
Mi scoparono la faccia a lungo. Avevano un sapore discreto, meglio di quello di Simoncino. Mi stava toccando il culo, il ragazzino, mentre io, rossa in faccia, succhiavo quei due diciottenni, sentendomi troia.
"Però lasciala respirare, Luca. Non le vuoi fare venire un infarto, alla Signora?" Il ragazzo grosso diceva, mentre Luca mi sfondava la bocca. Sputai per terra mentre cercavo di prendere fiato. Il ragazzo grosso ora mi aveva girata e mi aveva afferrato i fianchi. Senza tanti preamboli aveva messo il suo cazzo nella mia fica gocciolante. Avevo aperto la bocca, facendomi sfuggire un gemito. Mi piaceva tutto questo...e lo detestavo. Simonicino si stava segando in un angolo, mentre Luca voleva ancora farsi succhiare il cazzo. Era insaziabile. Mi scoparono due alla volta. Avevo la fica e la bocca piena. Presto Luca mi venne in bocca. Vomitai tutto per terra, mentre il ragazzo grosso dal pene mostruoso mi fotteva. Era con il cazzo fino in pancia e ancora non veniva. Cambiò posizione, ora era sotto di me.
Io ero già venuta, urlando come una vacca. Appoggiai le mani al suo petto giovane.
"Brava, Signora. Venga come una troia." Mi disse il ragazzo grosso, mentre sentivo il suo cazzo fin dentro all'addome.
Qualcun altro entrò dalla porta di casa. Altri ragazzi. Non mi importava. Puzzavano di sudore e alcool. Era la squadra di calcio di mio figlio, forse. Ragazzi alti e atletici.
Prima ci guardarono e basta.
Poi...poi cominciarono a scoparmi in massa. A volte non capivo cosa stava succedendo. Mi montavano in 3 o 4 alla volta. Mi versavano alcool addosso e sborravano dapperutto. Avevo del seme nelle narici, negli occhi. Non vedevo niente. Un altro mi sborrò nella fica e sentì un seme giovane e caldo dentro di me. Altri fecero lo stesso. Sborrate ovunque. Non so per quanto durò, ma alla fine era quasi l'alba. Ero sola in casa, in posizione fetale, nuda. Prima di andarsene, il ragazzo grosso mi aveva dato un colpetto affettuoso al culo. Me lo aveva allargato per bene, sborrandoci dentro. Era quello che avevo sentito più di tutti. Infine, Simonicino si era fatto un ultima sega con il suo piccolo cazzo, venendomi sulle tette.
Non so per quanto rimasi li distesa, a ripensare a tutti quei cazzi.
Non era stato semplice. Avevo dovuto spompinare tutti quegli uomini...tutto il reparto insegnante. Mi avevano anche scopata...ricordavo come mi avevano ingroppata, come se fossi stata una prostituta. Mi erano venuti dentro ed addosso. Nei giorni seguenti, tutto il mio corpo era stato dolorante, la vagina arrossata. L'ano...dilatato. Non sarebbe mai tornato come prima.
Nei giorni seguenti mi ero odiata. Mi ero...eccitata. Ripensavo a quella tempesta di cazzi. Erano tutti per me, desiderosi di scoparmi. E io li avevo scopati tutti. E avevo salvato la carriera di mio figlio.
Lo avevo fatto promuovere vendendo il mio corpo.
Ora bevevo un drink a casa, da sola. In camicia da notte.
Fuori sentivo i rumori della festa. C'era anche una partita di calcio.
DING DONG
Qualcuno aveva suonato. Strano, a quell'ora. Non poteva essere mio figlio. Era a festeggiare...
All'ingresso trovai 3 compagni di classe di mio figlio. Simoncino, Luca e un altro, alto e grosso.
Simoncino veniva spesso da noi a fare merenda. Era cresciuto, ma era rimasto piccolo e incurvato, con qualche peletto sotto il naso. Luca era alto e timido. Mentre l'altro, di cui non sapevo il nome, dimostrava 30 anni, anche se tutti ne avevano solo 18.
"Ciao ragazzi..." dissi. "Che bello vedervi. Ma perchè non siete a festeggiare...?"
Capii subito che c'era qualcosa di strano. Simoncino mi guardava in modo strano, diverso. Era venuto a casa nostra tante volte.
"Senta Signora..." quello alto e grosso cominciò. "Siamo qui per divertirci un po'. Altri stanno arrivando."
Lo guardai in silenzio, alzando un sopracciglio. Altri?
"Mio...mio figlio non è qui purtroppo. E' alla festa...perchè...perchè non lo raggiungete..." ho detto, facendo un passo indietro. I miei occhi si soffermarono sul ragazzo alto che aveva parlato. Si stava grattando in mezzo alle gambe e rideva da solo.
Fu il terzo ragazzo, Luca, a porgermi il suo telefonino. Lo presi tra le mani tremanti. La mia sanità mentale vacillò per un momento, ma mi feci forza. Era un video...ed io ero la protagonista. Stavo...facendo dei pompini. Ero io, anche se ero bendata. Non pensavo di apparire in quel modo. E che ci fossero tutti quegli uomini. Ero piena di sperma e sembravo una prostituta. Mi salì un conato di vomito, mentre guardavo i ragazzi impietrita. Ero stata filmata. Ero stata filmata mentre...
Mi appoggiai al tavolo dietro di me. I ragazzi ormai erano entrati e si erano tolti le scarpe. Io respiravo a fatica e non riuscivo a stare in piedi.
"Cosa...cosa volete...?" chiesi. Avevo una voce strana, roca. Cercai di mantenere un certo contegno, nonostante tutto. Impettita, li guardai dall'alto al basso. E la fica mi si bagnò. I miei occhi si posarono sul petto del ragazzo grosso e in mezzo alle sue gambe. Chissà come aveva il cazzo...
Luca parlò, mentre Simoncino guardava il pavimento. Non poteva guardarmi, Simoncino. Non dopo tutte quelle merende a casa nostra. Ora capivo. Chissà quante seghe si era fatto, pensandomi.
"Il video...ecco. Il video lo abbiamo solo noi." Luca disse. Non era un brutto ragazzo, era solo troppo magro.
Lo guardai e guardai anche Simoncino, che arrossì violentemente.
Il ragazzo grosso si avvicinò. Aveva una giacca di pelle ed era uno che scopava, mentre gli altri erano quasi ragazzini. Forse vergini.
"Ci piace la sua fica, Signora. Vogliamo fare un giro. Poi cancelliamo il video. Sicuro."
Mentre parlava mi guardava il corpo. Ero in camicia da notte e le mie curve erano bene in vista.
"Non vorrà che suo figlio e tutti gli altri la vedono mentre spompina vecchi e bifolchi? Stia tranquilla, ce l'ho bello grosso io. La faccio godere. Ora si metta a novanta e faccia la troia. Niente benda, però Signora. Mi piace quello sguardo..." Così dicendo il ragazzo si era tolto la giacca e anche i pantaloni. Da sotto le mutande si vedeva una grande erezione. Nemmeno il professore ce l'aveva così grande.
Io rimasi in piedi, in silenzio, a giudicarli con lo sguardo. Simoncino era rosso come un peperone.
"Forze Signora, che qui vien notte. Ci faccia vedere la fica. E alla svelta. Le diamo una botta e siamo tutti contenti. Lei si sente giovane per un po'." Quello grosso disse. "O dobbiamo spogliarla noi?"
Lentamente, con dignità, mi lasciai scivolare la camicia da notte di dosso. Li guardavo con astio, mentre dalla mia vagina impazzita scendeva un liquido. Mi facevano schifo. E volevo farli godere.
Luca si era spogliato anche lui. Aveva il cazzo in mano.
"Si metta a quattro zampe. Voglio che abbai come un cane." disse.
Non potevo crederci.
"E bravo Luca." disse quello grosso. Aveva ancora il pene sotto le mutande. Aspettava a sfoderarlo, per sorprendermi. "Ha sentito signora? Avanti, cominci lo show."
Così ero li, a quattro zampe, come un animale. A casa mia.
"Woof. Woof." abbaiai, tra le risa. Simoncino mi si era avvicinato, timidamente.
"M-mi succhi il cazzo. Per favore." disse, biascicando. Aveva un cazzino piccolo e unto.
Uno dei ragazzi mi spinse la testa verso quel cazzino e io lo presi in bocca, fino in gola. Avevo i suoi peli pubici in faccia. Succhiai, imprecando tra i denti, mentre sentivo qualcosa di caldo e appiccicoso. Simoncino mi era venuto subito in bocca, urlando. La sua sborra aveva un sapore acre. Ansimava eccitato.
"Simo, sei un coglione." quello grosso disse. Sfoderò il cazzo e me lo sbattè in faccia. Era enorme. Una cosa mostruosa. Anche Luca aveva tirato fuori il cazzo, lungo e a matita. Mi si avvicinarono e mi aprirono la bocca a forza.
"Piano..." dissi.
"Piano, sto cazzo." Disse quello grosso.
Mi scoparono la faccia a lungo. Avevano un sapore discreto, meglio di quello di Simoncino. Mi stava toccando il culo, il ragazzino, mentre io, rossa in faccia, succhiavo quei due diciottenni, sentendomi troia.
"Però lasciala respirare, Luca. Non le vuoi fare venire un infarto, alla Signora?" Il ragazzo grosso diceva, mentre Luca mi sfondava la bocca. Sputai per terra mentre cercavo di prendere fiato. Il ragazzo grosso ora mi aveva girata e mi aveva afferrato i fianchi. Senza tanti preamboli aveva messo il suo cazzo nella mia fica gocciolante. Avevo aperto la bocca, facendomi sfuggire un gemito. Mi piaceva tutto questo...e lo detestavo. Simonicino si stava segando in un angolo, mentre Luca voleva ancora farsi succhiare il cazzo. Era insaziabile. Mi scoparono due alla volta. Avevo la fica e la bocca piena. Presto Luca mi venne in bocca. Vomitai tutto per terra, mentre il ragazzo grosso dal pene mostruoso mi fotteva. Era con il cazzo fino in pancia e ancora non veniva. Cambiò posizione, ora era sotto di me.
Io ero già venuta, urlando come una vacca. Appoggiai le mani al suo petto giovane.
"Brava, Signora. Venga come una troia." Mi disse il ragazzo grosso, mentre sentivo il suo cazzo fin dentro all'addome.
Qualcun altro entrò dalla porta di casa. Altri ragazzi. Non mi importava. Puzzavano di sudore e alcool. Era la squadra di calcio di mio figlio, forse. Ragazzi alti e atletici.
Prima ci guardarono e basta.
Poi...poi cominciarono a scoparmi in massa. A volte non capivo cosa stava succedendo. Mi montavano in 3 o 4 alla volta. Mi versavano alcool addosso e sborravano dapperutto. Avevo del seme nelle narici, negli occhi. Non vedevo niente. Un altro mi sborrò nella fica e sentì un seme giovane e caldo dentro di me. Altri fecero lo stesso. Sborrate ovunque. Non so per quanto durò, ma alla fine era quasi l'alba. Ero sola in casa, in posizione fetale, nuda. Prima di andarsene, il ragazzo grosso mi aveva dato un colpetto affettuoso al culo. Me lo aveva allargato per bene, sborrandoci dentro. Era quello che avevo sentito più di tutti. Infine, Simonicino si era fatto un ultima sega con il suo piccolo cazzo, venendomi sulle tette.
Non so per quanto rimasi li distesa, a ripensare a tutti quei cazzi.
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