Ho scopato una matta in culo (storia vera)
di
Dedalo
genere
pulp
Ho conosciuto Anne su Hinge.
Una donna di 40 anni, madre divorziata.
Le ho scritto subito che volevo una storia casuale, e con questo intendevo solo sesso.
Lei mi ha scritto che mi ringraziava per la mia onestà e che per questo le piacevo molto. Avevo già capito che si trattava di un troione e che me la sarei sbattuta.
Comunque la incontro. Bella, magra. Corti capelli biondi, occhi azzurro-verde. Bel culo, poco seno. Simpatica, ma insicura e vagamente folle.
Ci sediamo al bar mentre bevo e mi perdo in quegli occhi azzurro-verde. Lei mi racconta la triste storia della sua vita di merda. Poco lavoro, una figlia che la odia, un ex marito che l'ha abbandonata. Fa volontariato, pulisce casa e quando può scopa con una discreta voluttà. Mentre mi parla fingo di ascoltarla, in realtà sto già pensando al sapore della sua fica. Avrà un altro sapore perché è una madre? Sarà larga o stretta, la fica? Farà la difficile o me la darà subito?
La faccio ridere dicendo due cazzate. Me la darà.
Dopo il drink la porto a casa mia, che è un buco spartano dove lavoro, scopo, dormo, mangio e cago.
Le offro un bicchiere di vino perché sono un signore, poi ci sediamo sul divano. E' il divano dei preliminari, che di solito porta al sesso. Parliamo ancora ma ha poca importanza. C'è qualcosa di matto in quella donna. Forse troppo dolore o paura d'invecchiare. Di essere indesiderabile.
Le accarezzo i capelli. Sembrano paglia. Poi le mani. Le mani sono ruvide, stranamente, mentre le mie sono morbide come la pelle di un bambino. Me lo dicono tutte le donne.
Mi chiede se mi può baciare, mentre le tremano le labbra. Sta quasi sbavando dal gran che è arrapata. Le ficco subito la lingua in bocca e lei mi salta a cavalcioni sopra. Le tocco il culo mentre la limono duro. Glielo tocco tutto, ogni centimentro. Quel culo mi appartiene ormai, per quella sera. Anne ha un buon sapore in bocca, nonostante quelle strane mani ruvide. Subito mi fanno senso, poi mi abituo.
"Forse dovremmo farlo nel letto...?" mi chiede, mentre la limono e le bacio il collo. Vorrei dirle che potrei anche sbattermela sul tavolo per quel cazzo che me ne frega, ma comunque la prendo e la quasi scaravento sul letto, facendola rimbalzare sul materasso. Ho il cazzo duro che quasi mi buca i pantaloni.
Lei ride, è eccitata. Finalmente una scopata dura così da dimenticare sua figlia, il suo ex, la morte che arriva per tutti (porca puttana) e arriverà anche per lei. Gli ultimi anni di giovinezza che se ne stanno andando. Come una rosa che sta appassendo, Anne ha una certa bellezza.
La spoglio senza tanti bei discorsi e lei lascia fare. Sono sorpreso dalla bellezza della sua pelle. Ha un reggiseno rosso sotto cui nasconde un seno quasi inesistente. Non m'importa del seno, mi interessano la faccia ed il culo. E la passera, meglio che sia stretta.
Prende il cazzo in bocca, sbavando e facendo suoni gutturali. E' brava, bisogna dirlo. Un gran pompino, forse il migliore degli ultimi anni. Lo prende veramente tutto in gola, sorridendo come se le stessi facendo un favore. C'è una bella sensazione ad avere il cazzo dentro la sua bocca. Mi sento al sicuro, al caldo, all'umido, mentre la sua saliva cala sull'asta del mio cazzo e sul materasso. Mi lecca pure le palle e non mi dispiace. Spero solo di essermele lavate per bene.
Comunque non si lamenta.
Me lo succhia per un po' e io le sbatto il cazzo in gola a più non posso.
Poi la lascio respirare e le lecco la fica. Un sapore discreto. C'è un'odore di madre che mi da un po' da fare, ma non è così male. Gode, mi preme la testa contro il clitoride. Sono bravo con la lingua, probabilmente viene ma non sono sicuro. Credo di si, dalle urla.
Le apro le gambe. Mi metto il preservativo (chissà questa chi si scopa).
Mi implora di scoparla, mordendosi il labbro. Mi piace quando lo fanno.
Le ficco il cazzo nella figa, mentre le sue pupille si dilatano e la sua bocca si apre in una serie di gemiti. Ha la fica stretta. Mi aspettavo una fica larga e invece è una bella fichetta stretta, nonostante il parto.
Mentre il suo sguardo e il suo volto diventano quasi animaleschi, le metto le gambe sulle mia spalle, penetrandola più profondamente. Poi me la sbatto. Il mio sudore le cade in faccia mentre lei continua con i suoi gemiti imploranti e il suo sguardo da animale in calore. Qualche colpo, qualche minuto. Non duro molto, ha la fica molto stretta e mi sono fatto spompinare troppo.
Penso quasi di togliermi il preservativo e di venirle in faccia, ma non faccio in tempo. Sborro tra le sue gambe. Molto. E' una valanga di seme, fortunatamente ho il preservativo.
Le offro un bicchiere d'acqua. Per essere gentile, ma anche perché ha la bocca che sa di cazzo.
Mi dice delle robe strane, tipo che non ha mai conosciuto qualcuno che la trattasse così bene. Campanello d'allarme. Cazzo, ti ho solo offerto un bicchiere d'acqua.
Intanto piscio e mi lavo il cazzo. Butto via il preservativo, era pieno di liquido bianco.
Quando torno è seduta sulla mia sedia da lavoro, nuda. Le dico che ha un bel corpo. Lei mi dice che pesava 25 kili in meno l'anno prima, era malata. 25 kili in meno...quanto avrà pesato l'anno scorso? 30 kili? Cazzo.
Mi dice che non vede l'ora che sua figlia compia 18 anni perché non la sopporta. La odio per questo. Penso di disprezzarla ancora, unicamente per questo. Hai messo al mondo una figlia e non l'ami? Io sarò pure un mostro, a modo mio. Ma questo è un altro tipo di male.
Mi dice altre cose strane, tipo che si è scopata un suo ex studente di 19 anni.
Penso che sia matta. Fortunatamente avevamo chiarito che me la sarei solo sbattuta, perché come persona non mi piace molto.
Puoi scoparti qualcuno che disprezzi vagamente? Ci provo.
La metto a quattro zampe, come un animale. Le schiaffeggio il culo e poi la scopo a pecora. Lei fa quei gemiti simili ad un grugnito che mi piacciono.
Non vengo. La scopo duro e a lungo. Il cazzo a volte le schizza fuori dalla fica, glielo rificco dentro, ma devo cambiare il preservativo un paio di volte.
La scopo ancora, chissà per quanto. Al secondo round duro un'infinità.
Lei gode, ma mi dice di fermarmi se sono stanco. La sto ingroppando da 20 minuti. I suoi fianchi quasi mi scivolano dalle mani. Divento più svelto, cerco di venire. La fotto in profondità, montandola. Le premo la testa in basso, sottomessa contro il cuscino. Sbava sul mio materasso, la sua fica bagnata e arrossata. Cambiamo posizione, mi sale sopra. Non pesa niente. I piccoli seni mi guardano confusi con i loro capezzoli piccoli.
Dopo un po' mi fermo, non vengo. Comunque lei ha goduto, va bene.
Si riveste, anche se non trova subito le mutandine. Gira con la fica all'aria per il mio appartamento, cercando quelle cazzo di mutande. Mi viene la mezza idea di montarla ancora, con quel culetto nudo. Voglio sentire quei grugniti e ficcarle il cazzo fino in pancia. Ma il mio cazzo mi implora di controllarmi. Hai già dato per oggi, mi sta dicendo. Il mio pene talvolta è saggio.
La bacio prima che vada. Sono ridicolo, seminudo e infreddolito. Lei mi trova bello. E' innamorata, porco cazzo.
Sono combattuto quando se ne va. Il suo odore un po' di troia, un po' di madre, rimane nell'appartamento. La richiamo? Lo rifacciamo? Una gran scopata, ma quella donna non mi piace, come persona.
I giorni seguenti mi scrive incessantemente, sempre le stesse cose. Buongiorno, buona sera, buona notte. Come stai, come va il lavoro. E che palle. Volevo una cosa casuale ed ero stato chiaro. Me la sarei scopata ancora se non fosse stata matta in culo.
Comunque la prende bene quando le dico gentilmente che me la sono sbattuta abbastanza e che non ci rivedremo.
A volte però ripenso a quel pompino umido e caldo. Un gran pompino.
Perché le migliori devono essere matte in culo?
Una donna di 40 anni, madre divorziata.
Le ho scritto subito che volevo una storia casuale, e con questo intendevo solo sesso.
Lei mi ha scritto che mi ringraziava per la mia onestà e che per questo le piacevo molto. Avevo già capito che si trattava di un troione e che me la sarei sbattuta.
Comunque la incontro. Bella, magra. Corti capelli biondi, occhi azzurro-verde. Bel culo, poco seno. Simpatica, ma insicura e vagamente folle.
Ci sediamo al bar mentre bevo e mi perdo in quegli occhi azzurro-verde. Lei mi racconta la triste storia della sua vita di merda. Poco lavoro, una figlia che la odia, un ex marito che l'ha abbandonata. Fa volontariato, pulisce casa e quando può scopa con una discreta voluttà. Mentre mi parla fingo di ascoltarla, in realtà sto già pensando al sapore della sua fica. Avrà un altro sapore perché è una madre? Sarà larga o stretta, la fica? Farà la difficile o me la darà subito?
La faccio ridere dicendo due cazzate. Me la darà.
Dopo il drink la porto a casa mia, che è un buco spartano dove lavoro, scopo, dormo, mangio e cago.
Le offro un bicchiere di vino perché sono un signore, poi ci sediamo sul divano. E' il divano dei preliminari, che di solito porta al sesso. Parliamo ancora ma ha poca importanza. C'è qualcosa di matto in quella donna. Forse troppo dolore o paura d'invecchiare. Di essere indesiderabile.
Le accarezzo i capelli. Sembrano paglia. Poi le mani. Le mani sono ruvide, stranamente, mentre le mie sono morbide come la pelle di un bambino. Me lo dicono tutte le donne.
Mi chiede se mi può baciare, mentre le tremano le labbra. Sta quasi sbavando dal gran che è arrapata. Le ficco subito la lingua in bocca e lei mi salta a cavalcioni sopra. Le tocco il culo mentre la limono duro. Glielo tocco tutto, ogni centimentro. Quel culo mi appartiene ormai, per quella sera. Anne ha un buon sapore in bocca, nonostante quelle strane mani ruvide. Subito mi fanno senso, poi mi abituo.
"Forse dovremmo farlo nel letto...?" mi chiede, mentre la limono e le bacio il collo. Vorrei dirle che potrei anche sbattermela sul tavolo per quel cazzo che me ne frega, ma comunque la prendo e la quasi scaravento sul letto, facendola rimbalzare sul materasso. Ho il cazzo duro che quasi mi buca i pantaloni.
Lei ride, è eccitata. Finalmente una scopata dura così da dimenticare sua figlia, il suo ex, la morte che arriva per tutti (porca puttana) e arriverà anche per lei. Gli ultimi anni di giovinezza che se ne stanno andando. Come una rosa che sta appassendo, Anne ha una certa bellezza.
La spoglio senza tanti bei discorsi e lei lascia fare. Sono sorpreso dalla bellezza della sua pelle. Ha un reggiseno rosso sotto cui nasconde un seno quasi inesistente. Non m'importa del seno, mi interessano la faccia ed il culo. E la passera, meglio che sia stretta.
Prende il cazzo in bocca, sbavando e facendo suoni gutturali. E' brava, bisogna dirlo. Un gran pompino, forse il migliore degli ultimi anni. Lo prende veramente tutto in gola, sorridendo come se le stessi facendo un favore. C'è una bella sensazione ad avere il cazzo dentro la sua bocca. Mi sento al sicuro, al caldo, all'umido, mentre la sua saliva cala sull'asta del mio cazzo e sul materasso. Mi lecca pure le palle e non mi dispiace. Spero solo di essermele lavate per bene.
Comunque non si lamenta.
Me lo succhia per un po' e io le sbatto il cazzo in gola a più non posso.
Poi la lascio respirare e le lecco la fica. Un sapore discreto. C'è un'odore di madre che mi da un po' da fare, ma non è così male. Gode, mi preme la testa contro il clitoride. Sono bravo con la lingua, probabilmente viene ma non sono sicuro. Credo di si, dalle urla.
Le apro le gambe. Mi metto il preservativo (chissà questa chi si scopa).
Mi implora di scoparla, mordendosi il labbro. Mi piace quando lo fanno.
Le ficco il cazzo nella figa, mentre le sue pupille si dilatano e la sua bocca si apre in una serie di gemiti. Ha la fica stretta. Mi aspettavo una fica larga e invece è una bella fichetta stretta, nonostante il parto.
Mentre il suo sguardo e il suo volto diventano quasi animaleschi, le metto le gambe sulle mia spalle, penetrandola più profondamente. Poi me la sbatto. Il mio sudore le cade in faccia mentre lei continua con i suoi gemiti imploranti e il suo sguardo da animale in calore. Qualche colpo, qualche minuto. Non duro molto, ha la fica molto stretta e mi sono fatto spompinare troppo.
Penso quasi di togliermi il preservativo e di venirle in faccia, ma non faccio in tempo. Sborro tra le sue gambe. Molto. E' una valanga di seme, fortunatamente ho il preservativo.
Le offro un bicchiere d'acqua. Per essere gentile, ma anche perché ha la bocca che sa di cazzo.
Mi dice delle robe strane, tipo che non ha mai conosciuto qualcuno che la trattasse così bene. Campanello d'allarme. Cazzo, ti ho solo offerto un bicchiere d'acqua.
Intanto piscio e mi lavo il cazzo. Butto via il preservativo, era pieno di liquido bianco.
Quando torno è seduta sulla mia sedia da lavoro, nuda. Le dico che ha un bel corpo. Lei mi dice che pesava 25 kili in meno l'anno prima, era malata. 25 kili in meno...quanto avrà pesato l'anno scorso? 30 kili? Cazzo.
Mi dice che non vede l'ora che sua figlia compia 18 anni perché non la sopporta. La odio per questo. Penso di disprezzarla ancora, unicamente per questo. Hai messo al mondo una figlia e non l'ami? Io sarò pure un mostro, a modo mio. Ma questo è un altro tipo di male.
Mi dice altre cose strane, tipo che si è scopata un suo ex studente di 19 anni.
Penso che sia matta. Fortunatamente avevamo chiarito che me la sarei solo sbattuta, perché come persona non mi piace molto.
Puoi scoparti qualcuno che disprezzi vagamente? Ci provo.
La metto a quattro zampe, come un animale. Le schiaffeggio il culo e poi la scopo a pecora. Lei fa quei gemiti simili ad un grugnito che mi piacciono.
Non vengo. La scopo duro e a lungo. Il cazzo a volte le schizza fuori dalla fica, glielo rificco dentro, ma devo cambiare il preservativo un paio di volte.
La scopo ancora, chissà per quanto. Al secondo round duro un'infinità.
Lei gode, ma mi dice di fermarmi se sono stanco. La sto ingroppando da 20 minuti. I suoi fianchi quasi mi scivolano dalle mani. Divento più svelto, cerco di venire. La fotto in profondità, montandola. Le premo la testa in basso, sottomessa contro il cuscino. Sbava sul mio materasso, la sua fica bagnata e arrossata. Cambiamo posizione, mi sale sopra. Non pesa niente. I piccoli seni mi guardano confusi con i loro capezzoli piccoli.
Dopo un po' mi fermo, non vengo. Comunque lei ha goduto, va bene.
Si riveste, anche se non trova subito le mutandine. Gira con la fica all'aria per il mio appartamento, cercando quelle cazzo di mutande. Mi viene la mezza idea di montarla ancora, con quel culetto nudo. Voglio sentire quei grugniti e ficcarle il cazzo fino in pancia. Ma il mio cazzo mi implora di controllarmi. Hai già dato per oggi, mi sta dicendo. Il mio pene talvolta è saggio.
La bacio prima che vada. Sono ridicolo, seminudo e infreddolito. Lei mi trova bello. E' innamorata, porco cazzo.
Sono combattuto quando se ne va. Il suo odore un po' di troia, un po' di madre, rimane nell'appartamento. La richiamo? Lo rifacciamo? Una gran scopata, ma quella donna non mi piace, come persona.
I giorni seguenti mi scrive incessantemente, sempre le stesse cose. Buongiorno, buona sera, buona notte. Come stai, come va il lavoro. E che palle. Volevo una cosa casuale ed ero stato chiaro. Me la sarei scopata ancora se non fosse stata matta in culo.
Comunque la prende bene quando le dico gentilmente che me la sono sbattuta abbastanza e che non ci rivedremo.
A volte però ripenso a quel pompino umido e caldo. Un gran pompino.
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