Baci in bocca

di
genere
gay

Ho girato mezza Italia con Estella, facevamo una, due o tre settimane in un posto e poi ci spostavamo. La prima è stata una città di provincia, in un appartamentino di uno strano palazzotto a ferro di cavallo con entrata dal cortile, piuttosto mal messo e soprattutto freddo.

Mi chiama al cellulare. Corriamo alle tapparelle per vedere chi è. Estella mi dice che va bene. Rispondo. 'Dove sei amore?'
'Sono qui, dove entro?'
'Adesso ti apro. Le scale a sinistra, primo piano.'
Estella è eccitata per me, mi dà un bacetto e corre in camera. Io mi levo maglione e pantaloni di felpa e vado dietro la porta. Spengo la luce, fa un cazzo di freddo da tremare. Sono piedi nudi in calzoncini di cotone neri.
Guardo nello spioncino, lo vedo ed apro subito.
Lo faccio entrare, richiudo facendo meno rumore possibile.
È alto qualche centimetro più di me, no barba, forse quarant'anni, la prima cosa che guardavo e se si erano levata la fede. Lui è senza. È un tipo ben messo e la pancetta non mi spiace, ma ha su uno spesso giubbotto imbottito. Lo abbraccio al collo e gli bacio le labbra, ci sta e lo limono lingua in bocca come al mio fidanzato che torna a casa. Sa di menta, un tipo pulito che si è messa anche acqua di giò. M'abbraccia facendomi scattare.
'Scusa, hai le mani gelate.'
Mi guarda. 'Sei carino forte.'
'Grazie amore, vuoi fare un'ora fatta con calma?'
Lo tocco, non è ancora duro.
Lui con la mano bassa mi prende uccello e palle insieme. Un massaggio voglioso ben fatto. 'Hai un bell'uccello, sei anche attivo?'
'Tutto quello che vuoi amore.'
Lo porto per mano in fondo al corridoio. Flirto da puttanella, mi palpa il culo. Passiamo davanti alla porta di Estella. 'Se vuoi ho un amica trans bellissima. È argentina, possiamo fare in tre.'
'No, solo noi due.'
In cameretta alzo al massimo la stufetta elettrica e regolo il volume di tv. Mi dà due cinquanta. 'Tornoo subito, intanto spogliati.'
Corro da Estella, le lascio gli euro, mi dà un bacetto eccitata.
S'è levato solo il giubbotto, è seduto sul letto. In piedi davanti a lui gli maggaggio le spalle con calma e gli do tutto il tempo per abbracciarmi il culetto e strofinare il viso sul pacco. Mi bagna di saliva i calzoncini, ci sa fare come tutti i bisex repressi che finalmente hanno un uccello tutto per loro. Mi si stacca dal pacco solo per fargli levare la maglia. Ha spalle forti e torace peloso. Mi mangia bocca aperta uccello e palle, mi tira contro mani sulle natiche, me le allarga e spinge le dita, comincia a venirmi duro.
Mi inginocchio tra le sue cosce e lo spoglio sotto. Ce l'ha duro sotto i jeans. Gli mangio il pacco come faceva lui, grugnisce di piacere e allo vado più lento. Gli mordicchio il ventre mentre lo sbottono. Sa di doccia.
Tiro fuori un bel cazzo nodoso, non glielo tocco e mi siedo cavalcioni in braccio. Limoniamo seduti, ha un triangolo di peli che arriva fino all'ombelico, mi strofino il pacco mentre mi abbassa i calzoncini per palparmi le chiappe nude. Gli twerko in grembo, sento il suo cazzo dietro e gli strofino il mio.
Mi alzo, in un istante mi levo tutto e mi butto su di lui spingendolo sdraiato. Limonata lingua in bocca, io sopra lui, mi punta il cazzo sul buchetto e spinge piano.
'Vuoi già scoparmi? Ti metto il preservativo?'
'No, aspetta, volevo solo...'
Lo guardo negli occhi. 'Posso fidarmi? Non sborri?'
È teso, mi fa di no con la testa.
Faccio pianissimo, spingo indietro. Mi fermo e poi ancora un poco di pressione e la cappella mi apre il buchetto. Il tizio inclina indietro la testa, gode. Bacio la bocca e scivolo pianissimo sul suo cazzo. Contraggo il buco per farglielo sentire. Su e giù, avanti e indietro, pianissimo, un centimetro per volta e poi giù giù fino alle palle. Mi trema sotto. Mi dà una spinta.
'No amore, meglio mettere il preservativo.'
Glielo bagno e apro la bustina.
'Avevi detto un'ora, però.'
'Certo amore, un'ora e tutte le volte che vuoi.'
'Sei bellissimo, sembri una femmina.' Mi lecca le natiche e ciuccia eccitato anche le palle, ma è in pressione, mi monta sopra e mi si scarica in culo stringendomi in mano il cazzo.
Si ribalta sul letto cazzo al soffitto, gli levo il condom e lo ciuccio bagnato.
Guardo l'ora. Ne ho un altro alle cinque. Inginocchiato sdiritto sul letto prendo un'altra bustina. 'Lo vuoi in culo?' E' sudato voglioso.
Ci faccio un bel lavoro. LMi ci stendo sopra o limono col suo sapore di sperma in bocca. Intanto gli sollevo le gambe, me le metto in sballa e lo penetro piano alla missionaria. Mi succhia la lingua tanto gode col mio cazzone, mi cerca le chiappe e me le tira contro, lo vuole tutto dentro. Lo scopa da puttana, senza venire.
Si riveste quasi senza guardarmi ma mi chiede quanto mi fermo in città.
scritto il
2026-03-26
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