Corna al mio matrimonio.

di
genere
corna

Mi chiamo Paolo, ho 32 anni, sono alto, biondo, occhi chiari, fisico bello e prestante e munito, tra le gambe, di un bel membro che va ben oltre la media, sia in lunghezza che larghezza. Sono un ragazzo allegro e solare e, da quando, a diciotto anni, per la prima volta ho fatto una scopata con una signora quarantenne, che si era accorta che il mio membro era più grosso di quello di tanti altri, la figa è diventata la mia dottrina di vita. Ho scopato tante femmine, sia nubili che sposate. All'inizio non andavo molto per il sottile; mi piaceva scopare e lo facevo con tutte quelle che mi capitavano a tiro. Mi sono fatto anche due belle signore sessantenni, troie fino al midollo. Ammetto che con loro mi son perfezionato molto e son diventato un bravo scopatore, abbastanza richiesto. Si era sparsa la voce che, oltre ad avere un bel membro, ero anche bravo sia a leccare che a far godere una femmina, perché son munito anche di un'ottima resistenza; quindi, di fica ne ho mangiata a volontà. Lavoro come programmatore di computer ed avendo una laurea in informatica, cinque anni fa, mi son imbattuto il Lucilla, una bella ragazza alta, dai capelli castani, occhi scuri e un bel seno di una quarta misura piena, un bel ventre piatto ed un culo alto e tondo, a corredo di cosce davvero stupende. Figlia di un ricco industriale, me la son scopata per un'estate intera. All'inizio pensavo fosse un reciproco capriccio, dovuto al fatto che, a letto, Lucilla si trasforma in una vera e propria mantide. Col passare del tempo, però, mi sono accorto che stavamo bene insieme e non solo per il sesso; alla base, tra noi, c'era anche un sentimento che è andato crescendo e son passati cinque anni, senza che nemmeno ce ne siamo accorti. Sono stato accolto molto bene nella sua famiglia; suo padre, soprattutto, era molto contento del fatto che finalmente sua figlia avesse trovato il ragazzo giusto, perché anche lei, fino a che non ha incontrato me, si era divertita a prender cazzi a iosa. Ovviamente questo l'ho scoperto nel tempo e, devo dire, la cosa non mi ha per niente urtato. Entrambi avevamo voglia di crear qualcosa di nuovo, di diverso, stabile e, perciò, l'intesa è risultata subito perfetta. La famiglia di Lucilla oltre ai suoi genitori, è composta anche da Cinzia, sorella di mia moglie, una bellissima ragazza di 25 anni non troppo alta, anch'essa con un fisico da sballo: tette piccole ma sode, e culo e gambe veramente notevoli. Riconosco che, più di una volta, ho indugiato con lo sguardo su di lei, perché comunque il porco libertino, che ancora alberga in me, non è che si sia dissolto. Ci siamo solo visti qualche volta per le feste comandate, perché, per la maggior parte del tempo, Cinzia si trovava in un'altra città a studiare economia aziendale, perché suo padre intendeva inserirla, insieme a Lucilla, nell'amministrazione delle sue varie attività industriali. Alla fine, io e Lucilla abbiamo deciso di sposarci. Abbiamo organizzato tutto nei minimi dettagli ed è stata per davvero una bellissima cerimonia, sia in chiesa che al ricevimento. Il pranzo nuziale lo abbiamo consumato presso una villa seicentesca, adibita proprio a location per questo tipo di eventi. Circa duecento invitati, allegri e felici, hanno consumato un pranzo ottimo e abbondante e, soprattutto, di qualità. Alcuni musicisti hanno allietato l'evento, eseguendo melodie che hanno spronato tante coppie a ballare, a divertirsi. Io e mia moglie, siamo stati festeggiati da tutti quanti e la giornata era quasi al termine, quando ho sentito il bisogno di andar in bagno. Per farlo, son dovuto salire al primo piano, dove ve ne era uno situato in fondo ad un lungo corridoio. Sono entrato e, nell'antibagno, ho trovato Cinzia intenta a sistemarsi il trucco. Son rimasto colpito dalla sua seducente bellezza. Per questa cerimonia, si era abbigliata in maniera elegante, ma anche molto provocante: un vestitino di seta corto, senza spalline, che metteva in evidenza il suo splendido seno e giù arrivava a metà coscia. Calze sicuramente autoreggenti e, ai piedi, delle scarpe dello stesso colore del vestito, con un tacco lungo, sottile, altissimo. Per un attimo ci siamo guardati e scambiati un sorriso, poi son entrato nella toilette e, velocemente, ho provveduto alla mia minzione; poi, quando son uscito, ho trovato ancora lei che stava continuando ad aggiustare il trucco sugli occhi; mentre io ho preso a lavarmi le mani, lei si è avvicinata, mi ha sorriso maliziosamente.
«Cognatino, sei proprio un gran bel figo, oggi! Lo sei sempre, ma oggi c'è qualcosa in più, che…»
Mi ha guardato con occhi da maliarda e la vicinanza dei nostri corpi ha fatto sì che il mio membro abbia iniziato ad indurirsi rapidamente; lei ha sorriso e poi ha abbassato una mano, facendola scorrere sul mio cazzo da sopra i pantaloni. Ho asciugato rapidamente le mani, mentre i nostri occhi si guardavano e, dopo un attimo di imbarazzo, ho deciso di star al suo gioco. Ho infilato una mia mano sotto il suo vestito, a toccarle il culo; ho sentito che il filo del perizoma era scomparso tra le sue chiappe. Immediatamente lei si è accovacciata sui suoi tacchi, mi ha aperto la patta dei pantaloni e mi ha tirato fuori il cazzo; ho subito notato che la sua espressione di piacevole sorpresa, nel trovarlo ben grosso e duro.
«Wow, mia sorella ha saputo scegliere proprio bene; guarda che bel gioiello che ha trovato; quella zoccola ne ha succhiati di cazzi e, sicuramente, quando ha visto il tuo, non se lo è più lasciato sfuggire; immaginavo che fosse questo il motivo per cui ti ha voluto sposare. Ti avverto, però… è sempre stata una troia, il cazzo le è sempre piaciuto tanto, quindi, metti in conto la possibilità di ritrovarti con tante di quelle corna a tua volta. Adesso, però, ti voglio offrire un vantaggio.»
Si è inginocchiata davanti a me e subito ha iniziato a succhiarmi il cazzo; devo dire che lo ha fatto in maniera ancor più piacevole di quanto lo facesse mia moglie. Ha impugnato il mio membro ed ha cominciato con la lingua a lavorare anche le palle. Le ha leccate bene e poi, una alla volta, le ha anche prese in bocca e le ha succhiate con evidente golosità. Poi ha iniziato a risalire lungo l'asta. Dopo averla leccata per bene, ha fatto scivolare il mio membro tutto giù, fin in fondo alla sua gola. Volutamente se lo è spinto tutto dentro la bocca, fin quando la sua faccia non si è schiacciata contro il mio corpo. Ovviamente questa operazione mi è piaciuta al massimo.
«Accidenti, quanto sei brava anche tu! Lo so che tua sorella non si negherà niente e proseguirà a far la troia, ma, come vedi, sarò in grado di restituirle colpo su colpo!»
Mi son gustato la sua bocca per un po', poi l'ho fatta sollevare, l'ho messa seduta sul ripiano del lavandino a cosce larghe, mi son inginocchiato e le ho restituito il piacere, provvedendo ad un cunnilinguo da infarto. Anche lei ha gradito il mio portentoso lavoretto di bocca.
«Come lecchi bene! Immaginavo che eri bravo, ma… dai, che sto per venire! Vengo!»
Ho raccolto il suo miele, che ho trovato dolcissimo; poi mi son alzato e l'ho spinta all'interno del bagno vero e proprio. L'ho spinta contro il muro, leggermente piegata in avanti, le ho fatto mettere una gamba sopra il water, poi le ho sollevato il vestito e, spostato il filo del perizoma, gliel'ho spinto dentro, con un solo affondo, talmente potente da staccarla da terra. Ha sussultato ed ha inarcato la schiena per reggere l'impatto di quella monta, che aveva tutta l'intensità di qualcosa di primitivo, bestiale.
«Che toro magnifico! Che spinta decisa! Mi stai sfondando bene! Cazzo, lo sento tutto, fin in fondo! Dai, scopami forte!»
Consapevole del fatto che non c'era molto tempo, ho preso a pomparla molto velocemente e lei ha avuto un orgasmo molto intenso; poi si è girata, mi ha fermato e mi ha proposto una cosa che mi ha fatto quasi sborrare.
«Hai un cazzone meraviglioso! Mi piace tanto sentirlo davanti, ma adesso, ti prego, infilamelo nel culo; lo voglio sentire anche lì!»
Mi son sfilato da davanti, mi sono abbassato ed ho lubrificato il suo buchetto con un po' di saliva; poi ho appoggiato il mio membro contro quel buchetto e, lentamente, ma con decisione, sono entrato tutto dentro di lei. Le è piaciuto da delirio.
«Che meraviglia sentirlo nel culo; adoro il cazzo nel culo ed il tuo è super. Continua… ti prego, continua, che vengo!»
Mentre la pompavo, con una mano le ho infilato due dita in bocca e le ho intimato di succhiarle, come se fosse il cazzo di un altro maschio; con l'altra mano, le ho infilato due dita nella figa, trovandola inverosimilmente fradicia. Ho continuato a sbatterla, lei ha mugolato altri due orgasmi e poi mi ha fermato di nuovo; si è girata, si è inginocchiata e lo ha accolto di nuovo in bocca.
«Mi piace da impazzire sentir un cazzo che mi sborra dentro, ma oggi non è possibile; adesso sborrami in bocca.»
Ha preso a succhiarlo come se non ci fosse un domani! Impossibile resistere ad una bocca così affamata; le ho scaricato dentro non so quante bordate di crema. Ha stretto le labbra e l'ha ingoiata tutta, senza perderne una sola goccia. Lo ha pulito alla perfezione e me lo ha risistemato dentro i pantaloni.
«Grazie! Sei davvero un magnifico stallone e voglio sperare che, se avremo qualche ulteriore occasione, mi farai godere ancora, perché sei stato qualcosa di incredibilmente stupendo!»
Ci siamo ricomposti e son tornato nella sala della cerimonia; il resto della giornata è filato via, liscio ed al meglio di ogni aspettativa. Da quel momento, son passati tre anni ed ho capito che mia moglie mi ha messo le corna almeno tre volte. La terza volta, l'ho praticamente beccata in flagranza. Lei ha capito che l'avevo scoperta, anche se non le ho mai contestato niente. Ho preferito comportarmi così perché, in questi tre anni, mediamente due volte al mese, mi son scopato mia cognata; diciamo che in questo gioco di dare ed avere, per ora, sono in vantaggio.

scritto il
2026-03-25
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